{"id":30575,"date":"2020-05-01T06:14:10","date_gmt":"2020-05-01T04:14:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30575"},"modified":"2020-05-01T06:14:14","modified_gmt":"2020-05-01T04:14:14","slug":"lantica-tomba-giapponese-che-potrebbe-contenere-la-piramide-di-giza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30575","title":{"rendered":"L&#8217;antica tomba giapponese che potrebbe contenere la piramide di Giza"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/QkNCoW7XK6k\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Mozu-Tombs-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30578\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Mozu-Tombs-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Mozu-Tombs-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Mozu-Tombs-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Mozu-Tombs.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Forma geometrica perfetta in mezzo al mare di edifici, spazio definito, al tempo, con un obiettivo ben preciso. Che nessuno, da quel fatidico momento, avrebbe mai tentato di rimpiazzare: non \u00e8 semplicemente possibile sopravvalutare l&#8217;aspetto invidiabile, e quasi surreale, di Central Park all&#8217;interno delle foto satellitari dell&#8217;isola di Manhattan a New York. Poich\u00e9 persino la maggiore forma tentacolare e quasi biologicamente riproducibile del moderno agglomerato urbano, la metropoli, non pu\u00f2 fare a meno di rispettare i limiti creati dai propri predecessori, siano questi vecchi di un secolo o magari un paio di millenni. Molti tendono a trascurare, d&#8217;altronde, come le due pi\u00f9 grandi piramidi dell&#8217;Antico Regno non siano in effetti per nulla distanti dalla zona a maggiore intensit\u00e0 urbana dell&#8217;odierna capitale Il Cairo. Ed ogni scena con gli esploratori che raggiungono quei luoghi a dorso di cammello, procedendo molte ore nel deserto, siano soltanto una drammatizzazione fittizia ormai fortemente radicata nella cultura di massa globalizzata. E sapete cosa, invece, non lo \u00e8? La tomba a tumulo con la forma a buco della serratura del 16\u00b0 imperatore Nintoku, costruita tra il III e VI secolo dove oggi sorge una citt\u00e0 di 828.000 abitanti e che oggi ne costituisce, in proporzione, un&#8217;area verde paragonabile a Central Park.<br>Sto parlando nello specifico della citt\u00e0 giapponese di Sakai, situata nella prefettura di Osaka nella parte centro meridionale della lunga isola principale di Honshu, in perfetta corrispondenza geografica con quello che un tempo aveva costituito il centro politico ed economico della cosiddetta civilt\u00e0 Kofun. Durata un periodo che si estese dal 300 al 538 d.C. e fatto corrispondere generalmente ai primi due secoli d&#8217;egemonia da parte della classe regnante del clan Yamato, che avrebbe posto le basi della presente e futura cultura di quel paese, bench\u00e9 la datazione dei singoli eventi e riforme resti per lo pi\u00f9 nebulosa. Ci\u00f2 che invece conosciamo molto bene, in merito a questi antichi abitanti dell&#8217;arcipelago d&#8217;Oriente, sono le loro usanze funerarie e commemorative dei personaggi pi\u00f9 influenti, giunti a noi attraverso la particolare creazione architettonica che di suo conto, da il nome all&#8217;intero periodo storico rilevante. Una tomba Kofun (\u53e4\u58b3 &#8211; letteralmente, antico tumulo) costituisce infatti la realizzazione di un perfetto monumento in grado di attraversare ragionevolmente integro le Ere, spesso utilizzato per contenere, assieme al corpo del defunto, una straordinaria collezione di oggetti votivi. Tesori caratterizzati, in larga parte, dalla credenza che fosse possibile trovare ad aspettarci nell&#8217;Oltretomba tutti quegli oggetti che, in maniera simbolica, erano stati sepolti assieme a noi, dando vita alla pratica artistica e creativa degli haniwa (\u57f4\u8f2a &#8211; cilindri di terracotta) ovvero rappresentazioni in tale materiale di soldati, cavalli, abitazioni ed altri beni terreni. Creando collezioni tanto numerose da richiedere, in talune circostanze, tumuli di dimensioni sempre maggiori e nessuno grande quanto, per l&#8217;appunto, quello straordinariamente imponente dell&#8217;Imperatore. Il Daisenry\u014d Kofun (\u5927\u4ed9\u9675\u53e4\u58b3) tomba pi\u00f9 estesa del Giappone e del mondo, misura quindi 166 acri di estensione, con un&#8217;altezza su tre livelli di 35 metri rispetto al territorio circostante. Pur raggiungendo appena un quarto dell&#8217;elevazione della Grande Piramide, quindi, esso vanta una capienza complessiva di molto superiore, potendo contenere integralmente l&#8217;intero ammontare dei suoi materiali di costruzione. Una caratteristica orgogliosamente messa in evidenza presso il museo cittadino, dove un modello della tomba \u00e8 sovrastato dalla forma trasparente del grande monumento egizio, mostrando un chiaro raffronto delle rispettive dimensioni. Il che, del resto, contribuisce ben poco nell&#8217;aiutarci a contestualizzare l&#8217;effettivo contesto storico, caratteristiche desiderabili e premesse che avrebbero portato alla costruzione di un simile complesso spropositato&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ZkUIMRTEe-k\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Mozu-Tomb-Interiors-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30577\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Mozu-Tomb-Interiors-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Mozu-Tomb-Interiors-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Mozu-Tomb-Interiors-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Mozu-Tomb-Interiors.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;interno dei pi\u00f9 grandi tumuli di epoca Kofun viene convenzionalmente fatto corrispondere alla visione cristallizzata di un esercito in assetto da parata, con i sarcofagi posizionati al centro di una vera e propria piazza sotterranea costellata dalle figurine in terracotta degli haniwa. Ci\u00f2 corrisponde a quanto osservato in tombe dalle proporzioni comparabili effettivamente esplorate dagli archeologi in Corea e Cina.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>&#8220;Tra cinque re sepolto, l&#8217;imperatore Nintoku eternamente giace&#8221; \u00e8 un potenziale frammento filologico, citato spesso a margine delle trattazioni del Daisenry\u014d Kofun, che vedrebbe il grande tumulo soltanto non soltanto ad ospitare le spoglie del sovrano ma anche a far da punto di riferimento per un certo numero dei cosiddetti \u014ckimi (\u5927\u738b &#8211; Grandi Re) sostanziali rappresentanti dei clan sottoposti a quello regnante di Yamato, posti a capo di una societ\u00e0 sostanzialmente militarista, come anche simboleggiato dalle spade sacre che gli erano attribuite. L&#8217;intera area dei tumuli noti collettivamente come tombe di Mozu, collettivamente in grado di occupare diversi quartieri e i dintorni della citt\u00e0 di Sakai vedono almeno altri due kofun con la caratteristica forma a buco della serratura sopra la lunghezza complessiva di 400 metri, attribuiti rispettivamente agli imperatori \u014cjin (15\u00b0 della dinastia) e Rich\u016b (17\u00b0 della dinastia). Bench\u00e9 occorra ricordare come ogni connotazione precisa in merito a ci\u00f2 resti per lo pi\u00f9 sfuggente, dato il tassativo divieto di effettuare ricerche scientifiche o altri approfondimenti, per non parlare delle visite turistiche, in questi luoghi considerati ancora sacri dato l&#8217;effettivo estendersi ininterrotto della dinastia imperiale fino all&#8217;epoca corrente. Per quanto concerne l&#8217;effettiva forma di queste strutture, con la parte circolare e l&#8217;estrusione a triangolo cos\u00ec caratteristica ed insolita, \u00e8 stato del resto ipotizzato che in origine le tombe fossero state costruite, attraverso un periodo stimato superiore ai 20 anni, con un ampio viale d&#8217;accesso per attraversare il fossato circostante, la cui funzione and\u00f2 perduta attraverso l&#8217;estendersi dei secoli successivi. Portando quindi gli abitanti della regione a interdire, per quanto possibile, l&#8217;ingresso di parte di visitatori indesiderati, impedendo ingressi troppo agevoli oltre i confini del terreno sacro ai devoti dello shinto. Con un contenuto che viene fatto corrispondere idealmente a una versione giapponese e su scala differente del famoso Esercito di Terracotta, parte fondamentale del mausoleo del primo imperatore della Cina a Xi&#8217;an. \u00c9 considerato altamente probabile del resto che, al contrario di quest&#8217;ultimo, i kofun contengano ancora gioielli, armi ed altri oggetti in ferro (considerati di alto valore all&#8217;epoca) capaci di costituire una preziosa finestra su quest&#8217;epoca sostanzialmente ancora priva di una quantit\u00e0 di fonti storiografiche che si possano definire del tutto soddisfacenti. Ciononostante, con un&#8217;enfasi pi\u00f9 unica che rara, il governo e le autorit\u00e0 giapponesi continuano ad interdire severamente gli accessi da parte di gruppi di studio, lasciando prosperare in maniera collaterale un alto numero di teorie cospirazioniste, tra cui la solita che vedrebbe i grandi tumuli in qualche modo interconnessi ad antichi esseri venuti dalle stelle, oppure prove inconfutabili dell&#8217;esistenza di una qualche misteriosa civilt\u00e0 perduta. Mentre sostanzialmente pi\u00f9 credibile, nonch\u00e9 problematica, risulta la possibile teoria che vedrebbe i cinque accompagnatori dell&#8217;Imperatore verso l&#8217;aldil\u00e0 corrispondere ai famosi cinque re di Wa (\u502d\u306e\u4e94\u738b, <em>Wa no go \u014d<\/em>) inviati durante la dinastia cinese dei Jin attorno nel 451 d.C. per sovrintendere al governo a distanza delle province di Wa, Silla, Gara, Imna, Jinhan e Mahan. Il che lascerebbe intendere un grado d&#8217;indipendenza del Giappone di quei tempi, politica e forse anche culturale, molto inferiore a quanto precedentemente ed auspicabilmente ritenuto dai devoti dell&#8217;antico culto.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/mIMFGiCYT_A\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Kofun-Mound-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30576\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Kofun-Mound-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Kofun-Mound-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Kofun-Mound-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/05\/Kofun-Mound.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Un pi\u00f9 tipico e ordinario tumulo dell&#8217;epoca Kofun \u00e8 identificabile in questa breve visita presso quello di Nishiyama, nella prefettura di Gunma. Tomba sotterranea costituita non soltanto da un mucchio di terra, ma anche strutture di sostegno architettoniche facenti parte di una struttura maggiormente duratura e complessa.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Qualunque possa essere la natura interna del Daisenry\u014d Kofun e le altre tombe co\u00e9ve pi\u00f9 grandi, esse restano indubbiamente una visione straordinaria soprattutto nel contesto contemporaneo della citt\u00e0 che oggi \u00e8 riuscita a circondarle. Preservandone attentamente l&#8217;integrit\u00e0, al punto da richiedere ed ottenere, nel corso del 2019, l&#8217;iscrizione all&#8217;elenco di patrimoni tutelati dall&#8217;UNESCO, onore riservato unicamente ai luoghi mantenuti autentici ed intonsi nonostante la continua e pervasiva pressione della modernit\u00e0. <br>Veri e propri parchi posti al centro, e al tempo stesso tutto attorno, a quella serie di presupposti che costituiscono in maniera imprescindibile i presupposti dell&#8217;odierna cultura e societ\u00e0 giapponesi. Cos\u00ec come il piedistallo di forma cilindrica continua a sostenere, in quello che costituisce senza dubbio il pi\u00f9 famoso degli haniwa, il soldato in elmo ed armatura stile <em>keiko<\/em> custodito presso il Tokyo National Museum, con appena l&#8217;accenno di un&#8217;espressione solenne e la corta spada impugnata nella mano destra. Eternamente intento a sorvegliare la forma scura di un sarcofago che, possiamo soltanto presumerlo, non ha potuto oltrepassare intonso la tempesta degli alterni secoli trascorsi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forma geometrica perfetta in mezzo al mare di edifici, spazio definito, al tempo, con un obiettivo ben preciso. Che nessuno, da quel fatidico momento, avrebbe mai tentato di rimpiazzare: non \u00e8 semplicemente possibile sopravvalutare l&#8217;aspetto invidiabile, e quasi surreale, di Central Park all&#8217;interno delle foto satellitari dell&#8217;isola di Manhattan a New York. 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