{"id":30495,"date":"2020-04-20T06:23:24","date_gmt":"2020-04-20T04:23:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30495"},"modified":"2020-04-20T06:29:22","modified_gmt":"2020-04-20T04:29:22","slug":"registrata-lultima-frontiera-della-manta-della-nuova-caledonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30495","title":{"rendered":"Registrata l&#8217;ultima frontiera della manta della Nuova Caledonia"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/HHrMPpg7boM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Reef-Manta-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30499\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Reef-Manta-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Reef-Manta-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Reef-Manta-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Reef-Manta.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Cosa fa di un pesce, quello che \u00e8? Le lunghe pinne cefaliche, simili a corna demoniache coadiuvate da una coppia d&#8217;ali grandi e triangolari. La bocca dalla forma ovale, quasi sempre spalancata per assimilare il plankton che viene trasportato dai grandi flussi del mare. La coda con l&#8217;aculeo in fondo, in grado di causare intense sofferenze per il veleno contenuto al suo interno. Di certo questo \u00e8 un animale inusuale. Eppure tutti riconoscono, in maniera semplice nonch\u00e9 sommaria, la forma estremamente iconica delle grandi appartenenti al super-ordine dei Batoidea. Esseri che volano, metaforicamente o materialmente, soprattutto nel caso degli esemplari pi\u00f9 piccoli che saltano sopra le onde, durante la loro migrazione che li porta fin dentro il golfo sul Pacifico del Mare di Cortez. Ma di esseri simili, come spesso succede per il funzionamento tassonomico degli ambienti marini, ve ne sono di simili a ogni possibile distanza planetaria, ivi inclusa l&#8217;area agli antipodi dei territori un tempo colonizzati dai francesi ad est del continente australiano. Nuova Caledonia (l&#8217;isola) intorno alla quale, come parte molto significativa di un vasto aerale, prospera la<em> Mobula alfredi<\/em>, manta della barriera corallina o seconda appartenente per le dimensioni a questa vasta aggregazione d&#8217;esseri, tanto simili e cos\u00ec distanti da ogni altra forma di vita dei loro ambienti. Essere recentemente ri-classificato con il suo nome direttamente prelevato da quello del figlio della regina Vittoria, assieme alla cugina maggiore <em>Mobula birostris<\/em>, all&#8217;interno della stessa famiglia delle ben pi\u00f9 piccole <em>M. Monkiana<\/em> e <em>Japonica<\/em> del succitato ambiente californiano , dopo aver preso coscienza dell&#8217;effettiva somiglianza di particolari caratteristiche anatomiche e abitudini comportamentali. Fatto sta che il nostro svolazzante amico, con un&#8217;apertura alare di fino 5 metri ma un peso in grado di superare appena i 7-8 Kg, sembra preferire ai tentativi di spiccare letteralmente il volo presumibilmente impiegati dai suoi simili come parte di un complesso rituale d&#8217;accoppiamento, un diverso tipo di approccio esplorativo delle circostanze, finalizzato a un obiettivo totalmente differente: sopravvivere, nonostante i presupposti meno favorevoli di un tempo.<br>Prima di addentrarci ulteriormente nella questione, dunque, sar\u00e0 opportuno osservare come questa specifica popolazione di mante appartenenti al Pacifico meridionale presenti un comportamento e caratteristiche diversi anche da quello della stessa specie in altre regioni geografiche, tra cui l&#8217;abitudine a formare gruppi di appena 10-12 individui, contro le letterali centinaia, se non migliaia d&#8217;individui normalmente facenti parte di un singolo gruppo di aggregazione e protezione reciproca dei predatori. Il che assieme ad altri tratti distintivi ha sempre lasciato perplessi gli scienziati, almeno fino all&#8217;ultimo studio pubblicato da Hugo Lassauce e colleghi entro il catalogo della Public Library of Science lo scorso marzo, frutto di un lungo lavoro di tracciamento portato a termine mediante l&#8217;impiego di dispositivi elettronici attaccati ai singoli esemplari. Il che ha permesso di scoprire, non senza legittimo stupore, le ripetute immersioni notturne di queste creature fino alla profondit\u00e0 di 672 metri, dove almeno in linea di principio, si pensava non potessero neppure aspirare ad arrivare. Il tutto non per un bisogno di scoperta ed avventura. Bens\u00ec le assolute ragioni, del tutto imprescindibili, della biologica necessit\u00e0&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/YIl2vmVzhKg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Reef-Manta-Dancing-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30497\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Reef-Manta-Dancing-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Reef-Manta-Dancing-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Reef-Manta-Dancing-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Reef-Manta-Dancing.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Pur non spiccando i grandi balzi delle <em>Mobula <\/em>pi\u00f9 piccole, causa il loro peso e dimensioni maggiori, le mante della scogliera corallina si esibiscono comunque in distintive danze dimostrative, coinvolgenti spesso un numero dispari di potenziali partner in cerca di combattivi presupposti d&#8217;accoppiamento.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;impiego di targhette geolocalizzate per lo studio dei pesci cartilaginei (<em>Chondrichthyes<\/em>) non \u00e8 certo un approccio nuovo, bench\u00e9 in determinati casi, possa ancora condurre verso nuove strade di accesso alla conoscenza. Cos\u00ec che l&#8217;applicazione delle semplici norme della logica ha permesso, una volta raccolti e catalogati i dati raccolti attraverso molti mesi d&#8217;osservazione, l&#8217;acquisizione di un dato fondamentale all&#8217;implementazione di misure protettive per questa specie, gi\u00e0 da tempo considerata a rischio rilevante di estinzione futura. Nel territorio oceanico della Nuova Caledonia, in modo particolare, il processo di eutrofizzazione dovuto alla liberazione accidentale di nitrati e altri fertilizzanti assieme al flusso di materia inquinante dovuta alle attivit\u00e0 umane ha causato un aumento esponenziale del <em>Phytoplankton<\/em> di cui si nutrono i microrganismi i quali a loro volta costituiscono la fonte principale di cibo per tutte le mobule, ivi inclusa la pi\u00f9 distintiva specie locale. Il che ha portato, progressivamente, allo spostamento di questo <em>Zooplankton<\/em> verso regioni ad esso maggiormente favorevoli e profonde, proprio perch\u00e9 inerentemente meno soggette all&#8217;assalto implacabile dei predatori. Ecco dunque svelate le ragioni dell&#8217;insolito comportamento: queste grandi e nobili creature, normalmente abituate a sopravvivere in regioni dai fondali relativamente bassi come quelle usate come habitat e fondamenta dagli operosi polipi del corallo, che si abituano a diventare creature del mare profondo come le pi\u00f9 imponenti <em>bicornis<\/em>, bench\u00e9 l&#8217;evoluzione, allo stato attuale delle cose, non le abbia dotate degli stessi strumenti fisiologici e altri adattamenti necessari ad operare con validi gradi d&#8217;efficienza. Ecco spiegato, dunque, perch\u00e9 le <em>alfredi<\/em> preferiscano immergersi a grandi profondit\u00e0 soltanto di notte, al fine d&#8217;impiegare una quantit\u00e0 di energie minori per riportare la propria temperatura al livello idoneo per tale parte della propria avventurosa giornata. Piuttosto che la densit\u00e0 d&#8217;ossigeno, o la pressione, il limite di tali scorribande risulta essere proprio il freddo degli abissi mai raggiunti dal sole, prima di avventurarsi al di sotto dei quali la manta effettua una serie di evoluzioni necessarie ad aumentare la propria temperatura, attivit\u00e0 che costa una notevole quantit\u00e0 di sforzi ed energia all&#8217;animale.<br>L&#8217;utile conclusione tratta dallo studio di Lassauce, dunque, \u00e8 che al fine di proteggere in futuro la continuativa sopravvivenza di questa notevole creatura, \u00e8 in effetti altamente auspicabile mettere in atto un programma di protezione che tenga in considerazione anche le profondit\u00e0 pi\u00f9 remote degli abissi marini, precedentemente considerati irrilevanti per questo particolare intento di preservazione ecologica della biodiversit\u00e0 terrestre. Il problema fondamentale di entrambe le due specie fin qui nominate, del resto, \u00e8 proprio la loro longevit\u00e0 accompagnata da un tardo raggiungimento dell&#8217;et\u00e0 riproduttiva non prima degli 8 anni di et\u00e0, a fronte di una prospettiva di sopravvivenza, nei casi pi\u00f9 fortunati, in grado di raggiungere agevolmente i 60. Ovviamente a patto che un&#8217;orca o squalo riesca a ghermirne l&#8217;esistenza bench\u00e9 ci\u00f2 risulti capitare piuttosto raramente, data la capacit\u00e0 di questi esseri di nuotare con fino a 24 Km\/h di velocit\u00e0, salvandosi in maniera rapida ed efficace. Presupposto usato largamente anche durante le lunghe migrazioni giornaliere di fino a 70 Km, durante le quali il rischio maggiore resta quello di restare impigliate nelle reti umane poste, accidentalmente o intenzionalmente, sul loro cammino. Le preminenze interne alla bocca su cui trovano posto le branchie di questo pesce, del resto, vengono considerate un&#8217;importante ingrediente all&#8217;interno del vasto e antiquato corpo di conoscenze non scientifiche note come medicina cinese, in quanto apparentemente capaci di agire in qualit\u00e0 di panacea da varie tipologie di mali.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/18JeLJFHD8g\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Reef-Manta-Diving-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30498\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Reef-Manta-Diving-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Reef-Manta-Diving-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Reef-Manta-Diving-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Reef-Manta-Diving.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Esteriormente piuttosto simile alla <em>Mobula bicornis<\/em>, la <em>alfredi<\/em> viene generalmente riconosciuta dalle dimensioni lievemente minori (bench\u00e9 ci\u00f2 non si applichi nel caso degli esemplari in et\u00e0 giovanile) e il particolare disegno bianco e nero della sua livrea dorsale.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il fatto che un pesce possa assomigliare, per alcune delle sue caratteristiche inerenti, a un vero e proprio abitante piumato della troposfera appare gi\u00e0 abbastanza stupefacente, senza neppure prendere in considerazione come la forma piatta e larga, le proporzioni e le movenze della manta (o mobula, volendo usare la definizione pi\u00f9 corretta) riesca effettivamente a ricordare una vera e propria astronave, fuori e dentro la barriera corallina. <br>In marcia con la stessa enfasi, verso le distinte destinazioni di cielo, acqua e sabbia del fondale. Poich\u00e9 del tutto irrinunciabile, risulta essere, l&#8217;equilibrio di tre simili obiettivi, egualmente degni di essere inseguiti per il bene della svolazzante collettivit\u00e0. Affinch\u00e9 un giorno, guardando indietro, si possa giungere ad affermare: &#8220;Eccoti di nuovo. Sono lieto di trovarti in ottima salute! Non perdiamoci di vista, alata amica delle mie immersioni. Tra gli spazi meno visitati dal brulicante ammasso dei viventi&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nota:<\/strong> lo studio scientifico <em>Diving behavior of the reef manta ray (Mobula alfredi) in New Caledonia: More frequent and deeper night-time diving to 672 meters<\/em> \u00e8 consultabile online <a href=\"https:\/\/journals.plos.org\/plosone\/article?id=10.1371\/journal.pone.0228815\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">a questo indirizzo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa fa di un pesce, quello che \u00e8? 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