{"id":30477,"date":"2020-04-17T06:14:09","date_gmt":"2020-04-17T04:14:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30477"},"modified":"2020-04-17T06:14:10","modified_gmt":"2020-04-17T04:14:10","slug":"le-straordinarie-circostanze-del-tappeto-intrecciato-piu-antico-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30477","title":{"rendered":"Le straordinarie circostanze del tappeto intrecciato pi\u00f9 antico al mondo"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"401\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Pazyryk-rug-500x401.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30481\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Pazyryk-rug-500x401.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Pazyryk-rug-768x615.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Pazyryk-rug.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In un momento imprecisato attraverso il lungo tragitto cronologico del Mondo Antico, ladri di tombe si spingono a dorso di mulo al di l\u00e0 dei brulli territori dei monti Altai in Siberia. Seguendo voci prive di conferma, discendono le pendici della valle di Ukok, a sud dell&#8217;odierna citt\u00e0 russa di Novosibirsk, non troppo lontano dal confine con la Mongolia. Qui riescono a trovare, dunque, senza attirare indebite attenzioni, alcuni esempi dei tumuli di pietra e terra noti alla posterit\u00e0 con l&#8217;antonomasia archeologica russa di kur\u011fan, in effetti un termine che vuole dire in turco, &#8220;fortezza&#8221;. Vanghe alla mano, un poco alla volta, riportano alla luce camere mortuarie costruite in legno e ricolme di splendidi tesori al di l\u00e0 di ogni possibile aspettativa: gioielli, armature, monete, suppellettili di vario tipo. Nel frattempo i ladri, nella loro frenesia, compiono due gesti in apparenza privi di significato: primo, lasciare alcuni oggetti involati, poich\u00e9 da loro giudicati privi di valore, tra cui mummie, abiti e tappeti. Secondo, non richiudono la tomba, lasciando tali strane cose esposte alle intemperie. Ora, sarebbe ragionevole pensare che un simile evento abbia costituito un ostacolo insormontabile per lo studio futuro dei nostri antenati. Ma date le circostanze climatiche altamente insolite di questo luogo, quello che succede dopo \u00e8 un punto di svolta fondamentale: l&#8217;acqua filtra, un poco alla volta, fino angoli pi\u00f9 estremi delle tombe. Completamente isolata dall&#8217;aria calda che soffia da meridione, a quel punto, si ghiaccia immediatamente. Come una magica teca di cristallo creata dalla natura, la capsula temporale a quel punto \u00e8 pronta.<br>Trascorrono secoli, poi millenni, fino al recentissimo (in prospettiva) 1954. Sergei Ivanovich Rudenko, antropologo seguace della scuola francese e membro della Societ\u00e0 Geologica Russa (IRGO) viene inviato in quegli stessi luoghi con un seguito d&#8217;aiutanti, per approfondire le limitate conoscenze delle locali epoche pregresse, sulla base di un brano dello storico Erodoto, che qui localizzava un qualche tipo di misteriosa &#8220;Montagna d&#8217;Oro&#8221;. Definite squadre e gradi di responsabilit\u00e0, quindi, l&#8217;equipe effettua una scoperta totalmente rivoluzionaria, in grado di cambiare radicalmente i preconcetti accademici su questo particolare contesto geografico e culturale. All&#8217;interno delle tombe, infatti, i russi trovano tra le altre cose un rettangolo di lana intrecciata di 178&#215;195 cm, dalla colorazione tendente al vermiglio, che le informazioni possedute prima, quindi la datazione la carbonio permettono di far risalire al quinto secolo a.C. Grazie all&#8217;impiego di una quantit\u00e0 stimata di 1.250.000 nodi, artigiani senza nome l&#8217;hanno decorato con 24 figure geometriche composte da boccioli di fiori di loto, circondate da una serie grifoni, a loro volta racchiusi tra 24 daini e 24 cavalieri, idealmente rappresentanti 24 trib\u00f9 dei nomadi di queste regioni. Rudenko, una volta completato l&#8217;elenco dei beni e salme ritrovati, rifiuta di attribuire i ritrovamenti a popoli gi\u00e0 noti alla storia, come i cavalieri Sciiti del Ponto, scegliendo piuttosto un nome totalmente nuovo per questa cultura, derivante da una vicina localit\u00e0 geografica: Pazyryk. Senza particolari esitazioni, quindi, decide di dedicare il resto della sua carriera di studioso, e  in un certo senso la vita, ad approfondirne le caratteristiche dimenticate&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/R6UOSkH-HFs\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Pazyryk-rug-docu-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30480\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Pazyryk-rug-docu-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Pazyryk-rug-docu-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Pazyryk-rug-docu-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Pazyryk-rug-docu.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La raffigurazione geometricamente ripetuta dei cavalieri del tappeto di Pazyrik dimostra padronanza estrema degli spazi artistici, applicata attraverso un lavoro certosino durato settimane, se non mesi.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Oggi custodito all&#8217;interno del museo dell&#8217;Hermitage a San Pietroburgo, il tappeto di Pazyryk costituisce una finestra estremamente dettagliata sulle abitudini di un mondo straordinariamente remoto. Con precisione anatomica e seguendo norme estetiche importante probabilmente dal vicino Oriente (in molti pensano che il tappeto mostri chiare influenze persiane) i cacciatori\/guerrieri dei monti Altai vi hanno raffigurato abiti, paramenti e persino gli organi interni degli animali, messi i evidenza tramite l&#8217;impiego di particolari linee tratteggiate. Secondo l&#8217;interpretazione dello storico Sergei Tolstov, d&#8217;altra parte, le 24 trib\u00f9 del cerchio esterno potrebbero rappresentare, attraverso la loro discendenza, i progenitori degli Unni che tanti danni avrebbero arrecato, un giorno, all&#8217;Impero Romano oramai in declino. La cui cultura antesignana, fiorita tra il VII ed il III secolo a. C, ci \u00e8 dato di conoscere soltanto attraverso questi particolari tumuli, elementi chiave per lo studio dell&#8217;intera regione.<br>Tra le altre testimonianze ritrovate all&#8217;interno di essi, riquadri di stoffa dall&#8217;impiego incerto usati con la stessa tecnica del tappeto, validi a completare il nostro quadro del loro stile decorativo e salme dei defunti mummificate e rese in grado di attraversare intatte i millenni, grazie all&#8217;effetto dello strato di ghiaccio protettivo, detentrici di ulteriori record temporali, in qualit\u00e0 delle pi\u00f9 antiche ricoperte di tatuaggi e almeno in un caso particolarmente significativo, sopravvissuta originariamente a un intervento di trapanazione cranica, portato a termine secondo le precise istruzioni delineate nel <em>Corpus Hippocraticum<\/em>, una collezione di 70 opere in greco antico risalenti al IV secolo a.C, in una situazione certamente valida ad ipotizzare un qualche tipo di contatto e commercio tra le due popolazioni. Sfruttando le raffigurazioni estratte dai tumuli congelati della Siberia, contrariamente ad ogni aspettativa, gli archeologi riuscirono quindi a definire alcune caratteristiche culturali altamente distintive del popolo dei Pazyrik, tra cui l&#8217;impiego preferito di redini coperte di foglia d&#8217;oro e ornamenti in rilievo a tema naturale, cos\u00ec come i foderi usati per proteggere la coda dei cavalli. A questi ultimi, inoltre, venivano fatte indossare maschere di cuoio raffiguranti spesso le caratteristiche di altri animali come cervi o daini, inclusive di corna dal probabile significato rituale. Da ci\u00f2 \u00e8 possibile desumere che la loro cultura assai probabilmente di guerrieri, pur essendo devota al culto del Sole la cui iconografia ricorre occasionalmente, dessero un&#8217;importanza ancor maggiore agli spiriti della Terra e coloro che il pi\u00f9 delle volte riescono a fargli da tramite, gli animali.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/joXWg8A2Kvw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Pazyryk-Hermitage-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30478\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Pazyryk-Hermitage-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Pazyryk-Hermitage-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Pazyryk-Hermitage-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Pazyryk-Hermitage.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Tra gli altri artefatti dei Pazyrik custoditi presso l&#8217;Hermitage risulta notevole questo frammento, anch&#8217;esso in lana intrecciata, raffigurante una probabile corte di un capo trib\u00f9. In questo caso l&#8217;immagine, meno astratta e pi\u00f9 dinamica, si conforma esteriormente alle imperfette proporzioni dell&#8217;arte di genere <em>na\u00eff<\/em>.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Secoli attraverso i secoli, attraverso i secoli privi di un nome. La nebbia dei ricordi soprasseduti che viene costretta a diradarsi, attraverso prese di cognizioni frutto di favorevoli contingenze pregresse: l&#8217;archeologia \u00e8 sostanzialmente la capacit\u00e0 di attraversare quel regno nebuloso, per ricostruire un filo indiviso che un tempo ci teneva uniti ai nostri antesignani e predecessori. Chi pu\u00f2 dire chi ha lasciato determinate testimonianze, oggetti o i propri stessi resti mortali, e perch\u00e9? La risposta \u00e8 che chiunque pu\u00f2, almeno, provarci. A patto di farlo con ragionevole criterio, ed attraverso l&#8217;applicazione di conoscenze filologiche pregresse.<br>Cos\u00ec che attraverso un &#8220;semplice&#8221; tappeto intrecciato, miracolosamente rimasto intatto nonostante il tempo trascorso, ci \u00e8 possibile raggiungere un livello pi\u00f9 approfondito della conoscenza. Seguendone la trama riccamente ornata, fino all&#8217;origine di quell&#8217;intreccio senza tempo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/woXsxeZWUIk\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Pazyryk-Mounds-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30479\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Pazyryk-Mounds-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Pazyryk-Mounds-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Pazyryk-Mounds-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Pazyryk-Mounds.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Oggi privati di ogni reperto degno di essere protetto altrove, i tumuli degli Altai restano un&#8217;importante monumento alla lunga e indefessa durata della civilt\u00e0 umana. La loro natura per lo pi\u00f9 sconosciuta dai turisti, d&#8217;altra parte, ha contribuito all&#8217;iscrizione delle liste dell&#8217;UNESCO come patrimonio tangibile del nostro passato.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un momento imprecisato attraverso il lungo tragitto cronologico del Mondo Antico, ladri di tombe si spingono a dorso di mulo al di l\u00e0 dei brulli territori dei monti Altai in Siberia. 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