{"id":30403,"date":"2020-04-06T06:17:56","date_gmt":"2020-04-06T04:17:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30403"},"modified":"2020-04-06T06:18:03","modified_gmt":"2020-04-06T04:18:03","slug":"limprobabile-realta-di-un-vetro-radioattivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30403","title":{"rendered":"L&#8217;improbabile realt\u00e0 di un vetro radioattivo"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/HThmBVGcFO0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Uranium-Glass-Examples-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30406\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Uranium-Glass-Examples-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Uranium-Glass-Examples-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Uranium-Glass-Examples-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Uranium-Glass-Examples.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nella sua forma basilare il vetro, materiale solido che tuttavia presenta le caratteristiche di un liquido, \u00e8 il prodotto della fusione e successiva cristallizzazione di sabbia, silicio o altri silicati, occasionalmente fatti galleggiare sopra un letto di stagno per garantirne la levigatezza opportuna. Ci\u00f2 consente di disporre, nella maggior parte delle situazioni, di un qualcosa che risulti essere del tutto trasparente, soluzione idonea per finestre, specchi o altri simili implementi. Ma che dire di chi cerchi, nelle proprie circostanze operative, un oggetto finale che risulti essere dotato di un colore? Suppellettile o perfetto soprammobile, differenziato dai prodotti circostanti per la sua capacit\u00e0 di assorbire, almeno in parte, la luce&#8230; Un risultato che pu\u00f2 essere raggiunto in un singolo modo: l&#8217;uso pratico, ed attentamente calibrato, di una certa quantit\u00e0 di metallo. Polvere alla polvere, di borosilicati, ed ossido potente da inserire nella mescola della giornata; tutto questo in base a una ricetta che deriva dai recessi del Mondo Antico. E in effetti tra i ritrovamenti archeologici effettuati a Posillipo, coerenti all&#8217;eruzione del Vesuvio del 79 d.C, sono stati ritrovati dei mosaici composti parzialmente in vetro, la cui colorazione risultava essere di un pallido verde oliva. La cui analisi pi\u00f9 approfondita avrebbe dato un valido riscontro, di quanto mai, nessuno, avrebbe teso a sospettare: il contenuto, lieve ma presente, di una polvere d&#8217;uranio. Materiale radioattivo per eccellenza!<br>Di sicuro non il pi\u00f9 pericoloso. E del resto fino alla sua attivazione, durante i processi che condussero alla produzione moderna dell&#8217;energia nucleare, sufficientemente inerte da essere maneggiato senza eccessivi rischi per la salute. Come sarebbe ritornato in voga d&#8217;altra parte quasi due millenni dopo, con la produzione americana di quello che sarebbe stato chiamato coerentemente <em>jadeite glass<\/em> o &#8220;vetro di vaselina&#8221;, dall&#8217;appellativo commerciale di un petrolato venduto al tempo dalla stessa tonalit\u00e0 cromatica, o con senno di poi storiografico direttamente vetro [dell&#8217;epoca] della grande depressione. Caratterizzato da una propriet\u00e0 piuttosto interessante: la propensione ad accendersi di luce riflessa e brillare pressoch\u00e9 istantaneamente, con una fosforescenza naturale particolarmente sensibile alla luce ultravioletta. Vasi, candelabri, lampadari&#8230; Ma anche piatti e bicchieri, dimostrando la pressoch\u00e9 totale indifferenza al potenziale insalubre di quanto, dopo tutto, veniva ancora considerato un materiale come tanti altri. Successivamente alla seconda guerra mondiale ed in particolare a seguito del progetto Manhattan per la creazione della prima bomba atomica, dunque, la situazione sarebbe radicalmente cambiata, cambiando dapprima la disponibilit\u00e0 e quindi la concezione collettiva di tale materiale, causando l&#8217;istantanea e totale sparizione di simili oggetti dal mercato della produzione corrente. Ragion per cui, sebbene dotati di un pregio di lavorazione trascurabile, tali testimonianze di uno strano passato vengono oggi mantenute in elevata considerazione dai collezionisti, disposti a pagare una ragionevole quantit\u00e0 di dollari per aggiungere un altro pezzo di simil-criptonite alla loro collezione di <em>bric-\u00e0-brac<\/em>.<br>Il tipico prodotto di vetro all&#8217;uranio, del resto, ne contiene una quantit\u00e0 non superiore al 10-15%, generalmente incapace di emettere radiazioni superiori a quelle gi\u00e0 contenute dal corpo umano. Sebbene esistano delle eccezioni e ad ogni modo, lo stesso metodo impiegato per dare forma ad uno di questi oggetti risulti essere piuttosto impressionante e per quanto ci \u00e8 dato di comprendere, potenzialmente pericoloso&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RGw6fXprV9U\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Making-Uranium-Glass-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30404\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Making-Uranium-Glass-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Making-Uranium-Glass-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Making-Uranium-Glass-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Making-Uranium-Glass.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Possibile che per immaginare le caratteristiche dell&#8217;unico materiale in grado di danneggiare Superman, personaggio creato proprio negli anni &#8217;30 da Jerry Siegel e Joe Shuste, l&#8217;ispirazione fosse stata tratta proprio dalla colorazione industriale del materiale radioattivo pi\u00f9 conosciuto a quei tempi? Le tempistiche, del resto, sono interessanti&#8230;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tra le pi\u00f9 recenti e interessanti documentazioni online dell&#8217;argomento va senz&#8217;altro annoverata, ad oggi, l&#8217;opera del chimico sperimentale di YouTube NileRed, che lo scorso febbraio si \u00e8 procurato i materiali necessari, e ha messo in campo le conoscenze pregresse, per controbilanciare il fatto che, parole sue: &#8220;Il vetro all&#8217;uranio \u00e8 diventato sfortunatamente difficile da trovare.&#8221; Partendo dai principi generativi di una certa quantit\u00e0 di nitrato (NO<sub>3<\/sub>) di uranile, prodotto collaterale e inerte dei processi connessi al combustibile nucleare, di per se molto poco radioattivo e un tempo utilizzato anche nello sviluppo fotografico (sebbene si consigli, non di meno, di maneggiarlo con considerevole attenzione). Sale disciolto il quale, all&#8217;interno di una certa quantit\u00e0 di semplice acqua, ha quindi filtrato pi\u00f9 e pi\u00f9 volte fino all&#8217;ottenimento di un fluido perfettamente trasparente, cui si preoccupato quindi di aggiungere come materia prima il carbonato di sodio, coadiuvato da diverse tipologie di additivi chimici, tra cui l&#8217;acido borico puro al 99%. Il cocktail creato in questo modo, pi\u00f9 volte sottoposto ad analisi preventiva mediante l&#8217;impiego di un contatore geiger acquistato su Amazon, \u00e8 stato quindi cotto all&#8217;interno di una piccola fornace casalinga, nella certezza di riuscire a creare, in questo modo, una ragionevole analogia degli strani oggetti splendenti custoditi con cura nella credenza pi\u00f9 sicura della nonna. Dopo una prima delusione dovuta alla mancanza di fosforescenza dei due oggetti a forma di lente creati al termine del suo complicato tentativo, quindi, il produttore del video ha notato un aumento dell&#8217;effetto finale con il procedere del periodo di raffreddamento, sebbene tutti e due gli oggetti fossero destinati, di l\u00ec a poco, a finire per frantumarsi spontaneamente in una moltitudine di frammenti. Ci\u00f2 molto probabilmente e come ammesso dallo stesso NileRed, causa la sua inesperienza di vetraio, che gli ha purtroppo impedito di disporre un ritorno alla temperatura ambiente sufficientemente lento da garantire l&#8217;integrit\u00e0 finale dei pezzi. Il che, del resto, non priva di rilevanza e validit\u00e0 quanto da lui dimostrato, sopratutto quando si considera come la maggior parte delle trattazioni sull&#8217;argomento risultino essere per lo pi\u00f9 teoriche o relative all&#8217;aspetto del collezionismo e modernariato di questi strani oggetti.<br>Tralasciando alcuni esperimenti compiuti attraverso i secoli, per definire ulteriormente il quadro storico della faccenda, il 99% del vetro colorato mediante quantit\u00e0 variabile di uranio \u00e8 databile del resto a partire dalla met\u00e0 del XIX secolo, quando l&#8217;austriaco Franz Xaver Riedel inizi\u00f2 a immettere sul mercato dei pezzi creati con quello che lui definiva <em>annagelb <\/em>(giallo) e <em>annagr\u00fcn<\/em>, dal nome di sua figlia Anna Maria. Un altro esempio in grado di precorrere i tempi \u00e8 rintracciabile nel cosiddetto vetro di Burma risalente agli anni successivi al 1985, grazie all&#8217;opera della compagnia di vetrai di Mount Washington di New Bedford, Massachusetts, che inseriva nel suo amalgama di partenza anche una piccola quantit\u00e0 d&#8217;oro, per il raggiungimento di una colorazione giallo pallido altamente distintiva. Dopo il picco raggiunto attorno al 1920 anche grazie al successo di linee come quella della Quaker Oats Company, famosa produttrice tra le altre cose di orzo e cereali, il vetro all&#8217;uranio divent\u00f2 quindi la rarit\u00e0 che in buona sostanza, resta tutt&#8217;ora, sopratutto date le nuove cognizioni acquisite in materia del pericolo costituito dai materiali radioattivi. Dopo tutto, \u00e8 bello poter bere in un bicchiere di colore verde. Ma esistono altri modi, meno pericolosi, per raggiungere lo stesso risultato!<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_9fQikUgeIY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Uranium-Glass-Description-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30405\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Uranium-Glass-Description-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Uranium-Glass-Description-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Uranium-Glass-Description-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Uranium-Glass-Description.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Ancora facile da ritrovare nella maggior parte dei mercatini di antiquariato, causa la grande quantit\u00e0 di oggetti prodotti mediante questa procedura, il vetro all&#8217;uranio viene venduto a prezzi ragionevoli, sebbene risultino essere in costante aumento. La maggior parte degli acquirenti, quindi, ne acquistano esempi nella speranza di aver fatto un investimento futuro.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Non tutto il vetro all&#8217;uranio d&#8217;epoca, del resto, \u00e8 totalmente sicuro da usare oggi ed esistono esempi di piatti o vassoi creati con percentuale di fino al 25% del luminoso metallo, abbastanza da sconsigliarne ad esempio la lavorazione o incisione a posteriori come parte di opere d&#8217;arte contemporanee (per non dire rottura accidentale) pena il rischio di liberare particelle potenzialmente pericolose e tutt&#8217;altro che consigliabili da inalare per sbaglio. <br>Resta certamente nota, del resto, la leggerezza con cui i co\u00e9vi dei nostri nonni erano soliti maneggiare materiali dotati di una pericolosit\u00e0 inerente, come esemplificato dalla <a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=8464\">triste vicenda delle Radium Girls<\/a>, gruppo di ragazze colpite negli anni &#8217;20 dai sintomi dell&#8217;avvelenamento da radiazioni e successivamente morte in et\u00e0 prematura, unica causa l&#8217;aver lavorato all&#8217;interno degli stabilimenti in cui si producevano orologi dotati di lancette fosforescenti secondo una prassi, per nostra fortuna, abbandonata di l\u00ec a poco. Ma ogni pregresso errore commesso all&#8217;interno di una civilt\u00e0 industriale, in un modo o nell&#8217;altro, finisce per contribuire al miglioramento progressivo dei risultati raggiungibili sul sentiero del progresso. Ragion per cui simili sacrifici, mai giustificabili, servirono almeno a evidenziare il pericolo di determinate reazioni chimiche, mai realmente controllabili dall&#8217;uomo. E che pessima idea, da quel fatidico giorno, sarebbe stato il gesto di toccare senza protezioni adeguate ogni possibile materia prima, posata per sbaglio sul nastro trasportatore della catena di montaggio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella sua forma basilare il vetro, materiale solido che tuttavia presenta le caratteristiche di un liquido, \u00e8 il prodotto della fusione e successiva cristallizzazione di sabbia, silicio o altri silicati, occasionalmente fatti galleggiare sopra un letto di stagno per garantirne la levigatezza opportuna. Ci\u00f2 consente di disporre, nella maggior parte delle situazioni, di un qualcosa &#8230; <a title=\"L&#8217;improbabile realt\u00e0 di un vetro radioattivo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30403\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;improbabile realt\u00e0 di un vetro radioattivo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[3039,1781,1664,233,667,509,2689,3813,2275,2254,892,1215,97,1216,4966,461],"class_list":["post-30403","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-anni-30","tag-collezioni","tag-grande-depressione","tag-industria","tag-materiali","tag-metalli","tag-modernariato","tag-novecento","tag-oggetti","tag-piatti","tag-produzione","tag-radiazioni","tag-tecnologia","tag-uranio","tag-vasi","tag-vetro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30403","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30403"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30403\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30408,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30403\/revisions\/30408"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30403"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30403"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30403"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}