{"id":30396,"date":"2020-04-05T06:24:34","date_gmt":"2020-04-05T04:24:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30396"},"modified":"2020-04-05T06:25:33","modified_gmt":"2020-04-05T04:25:33","slug":"la-spettrale-villa-vermiglia-delleclettismo-lombardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30396","title":{"rendered":"La spettrale villa vermiglia dell&#8217;eclettismo lombardo"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/mP5z_2JZJtc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Villa-de-Vecchi-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30399\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Villa-de-Vecchi-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Villa-de-Vecchi-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Villa-de-Vecchi-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Villa-de-Vecchi.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nel centro della grande sala al piano terra, abbandonato da molti decenni, giace un pianoforte a coda, ricoperto dalla polvere ed i calcinacci, precipitati dal soffitto a seguito della rottura dell&#8217;impianto di riscaldamento. Pozze d&#8217;acqua, isole di terra e relative infiorescenze, che trasportano all&#8217;interno il mondo naturale, parlano di un tempo antico e ancor pi\u00f9 borghigiano, dell&#8217;epoca in cui visse in mezzo a queste mura il conte Felice De Vecchi con la moglie Carolina, uomo del Risorgimento che aveva partecipato alle cinque giornate di Milano nel 1848, diventando in seguito il comandante della guardia nazionale, nel cosiddetto stato italiano preunitario. Ma non prima di aver concluso, qualche anno prima, il grande viaggio della sua giovent\u00f9 attraverso l&#8217;Oriente, spingendosi assieme all&#8217;amico naturalista ed entomologo Gaetano Osculati fino a Bombay in India, per poi far ritorno attraverso il Mar Rosso e l&#8217;Egitto con un bagaglio inusitato di memorie, disegni e oggetti d&#8217;arte, in quella che lui stesso avrebbe definito l&#8217;itinerario di una vera e propria carovana, per certi versi all&#8217;impresa di un altro celebre italiano, Marco Polo. E come nel caso di costui, il nobile di Milano aveva costruito, su una simile esperienza, un diverso tipo di rapporto con il mondo e in conseguenza, dell&#8217;estetica e dell&#8217;arte, tale da instradarlo, poco dopo la sua impresa rivoluzionaria contro gli austriaci, nella costruzione di una nuova e splendida dimora tra i monti. Ed \u00e8 qui che inizia e termina la storia, per lo meno da un punto di vista razionale, della vecchia e rovinata villa di Cortenova, le rosse pareti scrostate dal tempo, due piani che si stagliano contro le pendici boscose dell&#8217;Alpe Forno. Ma nell&#8217;opinione degli esploratori contemporanei di questo luogo, viaggiatori di un diverso stato della conoscenza, ci sarebbe di molto, molto altro: il succitato strumento musicale, infatti, risuonerebbe certe volte nelle tenebre notturne, mentre grida e strani rumori fanno eco tra le spesse mura dell&#8217;edificio a tre piani, un tempo impreziosite da arazzi e tappezzerie. Spiriti demoniaci inoltre vi risiederebbero in attesa di vittime ignare, a seguito del soggiorno in questo luogo attorno al 1920 del celebre occultista inglese Aleister Crowley, che proprio qui avrebbe effettuato i suoi riti spiritistici e varie tipologie di malefici. Una leggenda metropolitana senza basi, inoltre, parlerebbe di una serie di delitti perpetrati in questo luogo tra cui l&#8217;uccisione di una figlia e sparizione della moglie, qualche volta familiari del conte stesso, mentre secondo altre versioni del racconto si sarebbe trattato di quelle del custode, che al fine di cercare la seconda si smarr\u00ec nella foresta finendo per morire successivamente di stenti. Entrambe verit\u00e0 poco probabili, quando si considera come il decesso di De Vecchi sia effettivamente noto alle cronache, quando gi\u00e0 vedovo si ammal\u00f2 di una patologia connessa al fegato, passando a miglior vita nel 1862 all&#8217;et\u00e0 di soli 46 anni. Mentre all&#8217;altro estremo dell&#8217;epoca abitata della villa, lo stesso discendente della famiglia Negri, incaricata di mantenere abitabile questo luogo dai successivi proprietari, abbia raccontato in un&#8217;intervista come ogni leggenda fosse stata creata dai suoi nonni, al fine di evitare la deturpazione ad opera dei vandali dell&#8217;antico e prezioso edificio. Ciononostante, sarebbe certamente privo di fantasia, chiunque volesse considerare perci\u00f2 un simile luogo come del tutto privo di fascino e mistero&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/oTP2erZ7CBc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Villa-de-Vecchi-Drone-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30397\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Villa-de-Vecchi-Drone-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Villa-de-Vecchi-Drone-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Villa-de-Vecchi-Drone-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Villa-de-Vecchi-Drone.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Celebre all&#8217;estero come &#8220;Villa pi\u00f9 stregata d&#8217;Italia&#8221; la casa rossa di Cortenova \u00e8 stata fatta oggetto di numerose analisi da parte di siti web e testate estere, spesso a partire dalle sue implicazioni maggiormente surreali e oltremondane. L&#8217;aspetto architettonico del resto, impossibile negarlo, deve certamente aver vissuto epoche migliori.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La villa dal costo complessivo di 44.063 lire e impreziosita da una significativa serie di opere d&#8217;arte, suppellettili e arredi di pregio, fu dunque fatta progettare dal suo proprietario da un architetto di cui ci restano poche notizie, Alessandro Sidoli, se non la sua quasi esclusiva appartenenza a un movimento noto ai posteri come eclettismo piemontese. Nella ricerca di una possibile analogia con la corrente pittorica dei Carracci bolognesi, pittori celebri per aver permesso di confluire nelle loro opere, all&#8217;inizio del diciassettesimo secolo,  influssi stilistici ed approcci tecnici diversi. Un po&#8217; come fatto, su scala e in maniera differente, nell&#8217;unione chiaramente voluta nelle scelte architettoniche della magione di Classicismo greco, stile del Rinascimento e del Barocco, con velati riferimenti all&#8217;arte esotica, l&#8217;architettura egizia e l&#8217;Islam. La dimora della succitata famiglia dei custodi, in particolare, situata nel vasto giardino di 130.000 metri quadri, presentava uno stile di chiara derivazione moresca, mentre all&#8217;ultimo piano della villa stessa avrebbe dovuto trovare posto una cupola con funzioni di osservatorio, bench\u00e9 a causa del decesso del&#8217;architetto prima ancora del completamento e del proprietario pochi anni dopo, non ebbe mai maniera di essere portata a compimento. Successivamente il suo fratello ed erede Biago de Vecchi, figura dal gusto decisamente pi\u00f9 convenzionale, fece rimuovere alcuni degli elementi pi\u00f9 stravaganti ed eccentrici della struttura, riportandola all&#8217;aspetto di una tipica magione nobiliare di met\u00e0 Ottocento. Abitato dalla sua famiglia fino al 1938, la casa dalle rosse mura venne quindi abbandonata e divent\u00f2 di fatto utilizzata da una certa quantit\u00e0 di sfollati durante il periodo della seconda guerra mondiale e successivamente, finch\u00e9 nel 1959 non venne acquistata a poco prezzo e temporaneamente utilizzata da un&#8217;altra famiglia nobile, quella dei Medici di Marignano. Fu questo un periodo di rinnovato utilizzo, durante cui i genitori dell&#8217;ultimo custode Giuseppe Negri erano soliti cucinare, durante celebri riunioni e feste, una famosa polenta per i nobili in visita dalle citt\u00e0 vicine. Ma il clima talvolta inclemente dei monti Valsassinesi, attraverso gli anni, aveva gi\u00e0 imposto il suo pesante prezzo sulla solida ma permeabile struttura, rendendo necessario rimuovere ben presto ogni arredo di valore dall&#8217;edificio, sempre pi\u00f9 evidentemente destinato a rimanere abbandonato a se stesso. Nell&#8217;inevitabile effetto domino di questa tipologia di drammi, la casa continu\u00f2 per questo a andare incontro alla rovina, finendo in un irrecuperabile stato di rovina. E di l\u00ec a poco, le storie di fantasmi cominciarono a girare.<br>La ragione per cui questo succede, dopo tutto, \u00e8 insita nella natura stessa degli umani: come venire a patti, altrimenti, con l&#8217;annientamento sistematico di ogni residuo di bellezza pregressa, la totale disgregazione di ogni grammo d&#8217;intento, significato ed arte infusi all&#8217;interno di un luogo tanto importante, nonostante ci\u00f2 perduto per la semplice dimenticanza dei suoi proprietari? Quasi come se una forza occulta, strisciante dal profondo della Terra, s&#8217;insinuasse al di l\u00e0 dell&#8217;uscio scardinato, ormai privo della protezione dei bisogni. Per lasciare, al posto del respiro dell&#8217;umanit\u00e0 sopita, il segno e il senso di un diverso mondo, forse quello appartenente alle anime incapaci di lasciare questa tenebrosa valle dei viventi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/DnKXGBiLNRY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Villa-de-Vecchi-Ghosts-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30398\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Villa-de-Vecchi-Ghosts-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Villa-de-Vecchi-Ghosts-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Villa-de-Vecchi-Ghosts-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/04\/Villa-de-Vecchi-Ghosts.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Molti sono i video di urbex (esplorazione qualche volta non autorizzata di luoghi abbandonati) in cui aspiranti occultisti raccontano di strane voci o suoni tra queste mura cadenti. Il cui effettivo significato, pur essendo forse meno magico di come ci si aspetti, resta non meno triste.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Spaventosa in maniera innegabile, ma per ragioni forse differenti da quelle narrate con maggior trasporto, la villa del De Vecchi ci ricorda come in questo nostro mondo, alcuni dei tesori pi\u00f9 innegabili risultino essere semplicemente in soprannumero. Particolarmente in un paese come l&#8217;Italia, dove il patrimonio artistico e culturale risulta tanto vasto da sfuggire, qualche volta, ai vasti elenchi dei progetti di restaurazione o mantenimento intrapresi dai diversi enti governativi. In una condizione spesso lamentata dallo stesso sindaco di Cortenova, la villa rossa \u00e8 quindi sopravvissuta ai molti eventi climatici e naturali senza crollare a pezzi, incluso il caso di una grave frana avvenuta nel primo dicembre del 2002, grazie alle solide soluzioni strutturali impiegate dall&#8217;architetto Sidoli, bench\u00e9 nulla, al suo interno, resti simile a come dove essere stato nei suoi tempi migliori. Vero e proprio scheletro cristallizzato di se stessa, a sempiterna memoria di come certe cose possano riuscire a sopravvivere, anche se sono, nei fatti, gi\u00e0 transitate altrove.<br>Dunque di speranza, per questo antico luogo, ne resta ben poca, visto come il F.A.I. abbia calcolato una spesa probabile per il restauro in grado di aggirarsi attorno ai 6 milioni di euro, mentre la Sovrintendenza ai Beni Culturali ha gi\u00e0 individuato il rischio di ulteriori cedimenti della montagna, sconsigliando enfaticamente ogni possibile intervento futuro. In un luogo dove oggi albergano, soltanto, tiepidi ricordi ed agghiaccianti grida. Di entit\u00e0 perverse il cui effettivo e impronunciabile nome, per quanto ci \u00e8 dato di comprendere, appartiene al ghiaccio, la pioggia ed il vento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel centro della grande sala al piano terra, abbandonato da molti decenni, giace un pianoforte a coda, ricoperto dalla polvere ed i calcinacci, precipitati dal soffitto a seguito della rottura dell&#8217;impianto di riscaldamento. Pozze d&#8217;acqua, isole di terra e relative infiorescenze, che trasportano all&#8217;interno il mondo naturale, parlano di un tempo antico e ancor pi\u00f9 &#8230; <a title=\"La spettrale villa vermiglia dell&#8217;eclettismo lombardo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30396\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La spettrale villa vermiglia dell&#8217;eclettismo lombardo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[2677,201,903,1334,757,564,1381,2373,782,425,2049,1002,1955,2678,71,1370,4964,4965],"class_list":["post-30396","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-2677","tag-architettura","tag-case","tag-edifici","tag-fantasmi","tag-folklore","tag-leggende","tag-luoghi","tag-luoghi-abbandonati","tag-montagna","tag-nobili","tag-personaggi","tag-piemonte","tag-risorgimento","tag-storia","tag-urbex","tag-valsassina","tag-villa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30396","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30396"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30396\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30402,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30396\/revisions\/30402"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30396"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30396"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30396"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}