{"id":30338,"date":"2020-03-27T06:18:30","date_gmt":"2020-03-27T05:18:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30338"},"modified":"2020-03-27T06:18:32","modified_gmt":"2020-03-27T05:18:32","slug":"lincredibile-micro-aeroporto-dellisola-caraibica-di-saba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30338","title":{"rendered":"L&#8217;incredibile micro aeroporto dell&#8217;isola caraibica di Saba"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/aWqJE4xQSck\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Saba-Airport-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30341\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Saba-Airport-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Saba-Airport-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Saba-Airport-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Saba-Airport.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>400 metri, in termini generali, non sono pochi. Ma 400 metri per far fermare due o tre tonnellate di alluminio, dotate di un carrello retrattile ed un paio di potenti motori a turboelica, ecco&#8230;. &#8220;Nessun aereo potr\u00e0 mai atterrare all&#8217;ombra del vulcano Mount Scenery, punto pi\u00f9 alto dell&#8217;intero territorio d&#8217;Olanda&#8221; era l&#8217;opinione diffusa a quei tempi, bench\u00e9, 1 &#8211; L&#8217;Olanda sia piuttosto piatta e in genere, anche per questo, piena d&#8217;aeroporti e 2 &#8211; Essa risulti generalmente priva di attivit\u00e0 freatico-magmatica capace di minacciare le condizioni per la messa in pratica del volo a motore. Punto di vista destinato a trovare una smentita, indiscutibile da chicchessia, quando l&#8217;aviatore inglese R\u00e9my de Haenen nato da madre francese e padre olandese fece una trionfale apparizione dall&#8217;abitacolo del suo idroplano Vought-Sikorsky OS2U, appena atterrato presso la laguna di Fort Bay in quel fatidico giorno del 1946. Il che ci lascia l&#8217;opportunit\u00e0 di fare caso, d&#8217;altra parte, a come questa specifica parte dei Paesi Bassi non si trovi affatto in Europa, costituendo piuttosto l&#8217;isola di 13 chilometri quadrati posizionata tra le Piccole Antille e il territorio non incorporato di Puerto Rico, l\u00e0 dove i pirati dei Caraibi, un tempo, imperversavano dettando la loro personale interpretazione delle leggi del mare. Ma l&#8217;acqua cessa di gravare con il proprio peso e i limiti circostanziali sopra l&#8217;uomo, nel momento in cui quest&#8217;ultimo, librandosi, riesce a sollevarsi verso l&#8217;obiettivo di una meta chiaramente determinata, all&#8217;altro capo di un tragitto chiaro e funzionale allo scopo.<br>Un&#8217;opinione almeno in apparenza condivisa, di l\u00ec a poco, dagli stessi membri del concilio dell&#8217;isola con potere decisionale, convinti dallo stesso Haenen e l&#8217;appaltatore Jacques Deldevert che una pista d&#8217;atterraggio avrebbe potuto trovare collocazione, grazie a un ragionevole intervento paesaggistico, presso il sito di Flat Point, solida e pianeggiante sezione del territorio costituita dalla lava solidificata di una qualche eruzione in epoca non sospetta, ben presto livellata e ripulita dalla vegetazione. Cos\u00ec che proprio qui, entro il 9 febbraio del 1959,  l&#8217;eroe straniero potesse atterrare di nuovo, questa volta a bordo di un aereo di tipo convenzionale e di fronte alla testimonianza appassionata di una parte significativa di tutti degli abitanti dell&#8217;isola di Saba. Ma l&#8217;impresa venne giudicata dal consenso pubblico, sostanzialmente, come pericolosa e inutile, portando i politici a vietarne qualsivoglia ripetizione fino al 1962. Mutevole \u00e8 del resto la morale pubblica, come il soffio di quel vento che spostava innanzi le navi, cos\u00ec che in quell&#8217;anno fondamentale, con l&#8217;avvicinarsi delle elezioni alla carica di governatore, la questione di fornire una pista d&#8217;atterraggio per il popolo in presunta attesa divent\u00f2 una questione di primo piano, entrando a far parte del programma politico di Juancho E. Irausquin, in quell&#8217;epoca ministro delle finanze delle Antille Olandesi. Cos\u00ec che quando il governo situato all&#8217;altro capo dell&#8217;Atlantico decise, come parte di un programma di rinnovamento per il proprio intero territorio caraibico, di stanziare la cifra non indifferente 600.000 <em>guilders<\/em>, Irasquin non pot\u00e9 fare altro che investire la sua parte per l&#8217;ampliamento e il perfezionamento della pista &#8220;inutile&#8221; di Flat Point. La quale ricevette, nell&#8217;ordine: un manto asfaltato totalmente pianeggiante, una piazza di parcheggio e manovra con tanto di <em>taxiway<\/em>, un eliporto e una torre di controllo in realt\u00e0 facente funzioni pi\u00f9 che altro di punto di osservazione elevato e persino un vero e proprio terminal, destinato a ricevere il nome dello stesso visionario che per primo aveva creduto in questa possibilit\u00e0, l&#8217;aviatore Haenen. Fatto ironico e inaspettato, tuttavia, fu che in tutti i documenti ufficiali e i testi di decreto, a causa di un errore di battitura, tale infrastruttura fosse ad essere identificata nella sua totalit\u00e0 sulla base del committente Yrausquin con la lettera &#8220;Y&#8221; al posto della &#8220;I&#8221;, appellativo erroneo che porta tutt&#8217;ora. Bench\u00e9 nessuno abbia dimenticato, di contro, l&#8217;eccezionale contributo dato da quest&#8217;ultimo a vantaggio della vita e del turismo locale, nonostante a seguito della sua dipartita, nel 1962, sarebbe stata sua moglie a tagliare il nastro dell&#8217;aeroporto&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Hl1h1v-OVNA\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Saba-Airport-Landing-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30339\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Saba-Airport-Landing-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Saba-Airport-Landing-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Saba-Airport-Landing-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Saba-Airport-Landing.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Interessante ripresa in primo piano di un decollo ed atterraggio con il Twin Otter presso la singola pista dell&#8217;Yrasquin. Piuttosto insolito, in questo aeromobile degli anni &#8217;60, \u00e8 il posizionamento dei controlli di potenza situati in alto nella cabina, e in questo caso a ridosso di due pericolosi ventilatori tenuti accesi al fine di rinfrescare i piloti.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il successo del nuovo luogo d&#8217;atterraggio e decollo, tuttavia, non fu immediato. Cos\u00ec che dopo l&#8217;impiego a titolo di prova da parte di alcuni elicotteri provenienti dalla portaerei olandese HNLMS Karel Doorman e l&#8217;impiego da parte di un alto famoso aviatore con il suo PA-23 Apache, George Greaux, esso sarebbe rimasto inutilizzato per molti mesi, almeno fino all&#8217;epoca del 1965. Quando lo stesso Greaux, che nel frattempo aveva fondato la compagnia di volo delle Antille denominata Windward, inizi\u00f2 a ordinare una serie di voli andata e ritorno presso questo luogo insolito, utilizzando dapprima un antiquato ma pur sempre valido bimotore Dornier Do-28, quindi una coppia di affidabili e pi\u00f9 capienti Twin Otters della Havilland, modello di aeroplano che costituisce ancor oggi il principale apparecchio visibile in questi cieli distanti. Attraverso gli anni, quindi, svariate migliaia di voli avrebbero trovato coronamento presso la singola pista dell&#8217;aeroporto Juancho E. Yrausquin, destinata a guadagnarsi la fama di uno dei luoghi pi\u00f9 pericolosi dove condurre il mestiere del pilota. Con i suoi 400 metri appena sufficienti a far fermare la maggior parte degli aerei utilizzati, incluso l&#8217;ingombrante Britten-Norman BN-2 Islander (2.994 Kg a pieno carico) il tratto di pista asfaltata termina dunque a strapiombo sul mare, senza nessun tipo d&#8217;inclinazione vantaggiosa a far frenare il velivolo prima dell&#8217;occorrenza drammatica della sua fine. Ciononostante, la storia di questo luogo \u00e8 priva di drammatici incidenti, con il caso peggiore di un Dornier che scivol\u00f2 lateralmente fuori dalla pista, finendo per danneggiarsi in maniera eccessiva. Evento a seguito del quale, fu deciso di smontarlo a pezzi e donare tali componenti a tutti gli abitanti dell&#8217;isola, come una sorta d&#8217;ingegneristico ed insolito souvenir. Per quanto riguarda Haenen, d&#8217;altra parte, il pubblico locale l&#8217;avrebbe sempre considerato un eroe, arrivando ad eleggerlo a seguito delle sue reiterate candidature come sindaco della citt\u00e0 isolana di St. Barths, nonostante avesse in precedenza sempre vissuto altrove. Il vero disastro, quindi, si sarebbe verificato nel 1998 quando l&#8217;ennesimo uragano di questi mari caraibici, denominato Georges, avrebbe spazzato via il terminal dell&#8217;aeroporto, destinato ad essere ricostruito solamente entro il 2002.   Occasione entro cui l&#8217;elica dello storico OS2U, che per primo era riuscito ad atterrare presso l&#8217;isola, avrebbe trovato onorevole collocazione nel nuovo edificio principale dell&#8217;Yrausquin. Tra le altre dotazioni dell&#8217;aeroporto, ad oggi, possiamo inoltre annoverare gli uffici locali della Winair (con sede presso l&#8217;isola pi\u00f9 grande di Sint Maarten) un camion dei pompieri e l&#8217;ufficio immigrazione, in perenne attesa di eventuali richieste per la cittadinanza locale. Data la scarsa lunghezza della pista, nessun aereo a reazione pu\u00f2 atterrare a Saba, dove del resto \u00e8 anche impossibile effettuare il rifornimento di carburante. Il che costringe gli utilizzatori frequenti a pianificare i propri viaggi con particolare attenzione, pena il verificarsi di una situazione di crisi le cui ramificazioni, comprensibilmente, potrebbero diventare piuttosto costose..<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/WteETBE2u6s\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Saba-Airport-Simulation-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30340\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Saba-Airport-Simulation-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Saba-Airport-Simulation-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Saba-Airport-Simulation-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Saba-Airport-Simulation.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>In un popolare video di un paio di settimane fa, il videogiocatore Swiss001 dimostrava l&#8217;effetto ottenuto nel tentativo di far atterrare aerei molto pi\u00f9 imponenti del normale nella versione simulata dell&#8217;Yrasquin, all&#8217;interno del simulatore X-Plane. Nella maggior parte dei casi, i risultati lasciavano piuttosto a desiderare.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il volo, dopo tutto, \u00e8 una della massime ambizioni dell&#8217;uomo ma anche uno strumento valido a risolvere problemi nella vita di tutti i giorni. Mare eccessivamente mosso per effettuare la traversata? Una persona famosa, o con poco tempo a disposizione, vuole visitare l&#8217;isola di Saba? Gruppi di turisti necessitano d&#8217;inserirla nel proprio tour delle Antille Minori, senza per questo rinunciare a tappe pi\u00f9 importanti della propria trasferta esplorativa? Tutto diventa possibile, quando le distanze di accorciano al punto di scomparire. Lo stesso Bill Gates aveva definito, del resto, l&#8217;invenzione dell&#8217;aereo a motore come &#8220;l&#8217;Internet di inizio &#8216;900&#8221; facendo seguito alla maniera in cui lo spostamento in volo riusc\u00ec ad abbattere i confini fisici e mentali, permettendo una proficua commistione di pensieri ed idee. Ogni popolo, d&#8217;altra parte, apprezza possedere un simbolo che possa renderlo diverso dai propri vicini. Ed appare altamente insolito, nonch\u00e9 affascinante, che gli abitanti dell&#8217;isola di Saba, almeno per un periodo della propria storia, avessero scelto di configurare in quel ruolo la pista di atterraggio commerciale pi\u00f9 corta del mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>400 metri, in termini generali, non sono pochi. 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