{"id":30249,"date":"2020-03-12T06:18:21","date_gmt":"2020-03-12T05:18:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30249"},"modified":"2020-03-12T06:18:22","modified_gmt":"2020-03-12T05:18:22","slug":"rapido-e-letale-dardo-nascosto-nello-scudo-del-soldato-romano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30249","title":{"rendered":"Rapido e letale dardo nascosto nello scudo del soldato romano"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ndNT3cjwugs\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Plumbata-Throw-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30252\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Plumbata-Throw-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Plumbata-Throw-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Plumbata-Throw-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Plumbata-Throw.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;esperto comandante di cavalleria e generale romano Diocle aveva sempre creduto nel dualismo di ogni cosa, come metodo finalizzato a garantire l&#8217;amministrazione del potere, eccetto che in un caso: quando sul campo di battaglia, al momento della carica, gli uomini dovevano trasformarsi in una cosa sola, unica e indivisa, dinnanzi all&#8217;implacabile richiamo della morte. Cos\u00ec a ridosso del fiume Margus, nell&#8217;estate del 285 d.C, revision\u00f2 per l&#8217;ultima volta le sue due legioni, formate dagli stessi uomini che negli ultimi decenni, sotto il suo comando, avevano saputo mantenere sotto il giogo della civilizzazione i popoli dell&#8217;Illyricum, storicamente divisi in regni eternamente prossimi alla ribellione. &#8220;Vi diranno che il legittimo imperatore fosse Numeriano, figlio di Germanicus Maximum, alias Marco Aurelio Caro. E vi diranno che sia stato ingiustamente usurpato. E questo \u00e8 vero, come ben sapete: dal crudele suocero Arrio Apro suo avvelenatore, che io stesso ho passato a fil di spada, innanzi a testimoni consapevoli di un simile misfatto.&#8221; Qui i due comandanti dei Gioviani e gli Ercolani, le rispettive casate militari che avevano scelto di spalleggiare il principale pretendente della Dalmazia, lanciarono un breve grido di assenso. &#8220;Eppure in verit\u00e0 vi dico, il vero malfattore si trova innanzi a voi, oggi, in questa terra di Moesia: il suo nome \u00e8 Marco Aurelio Carino, suo fratello minore e mandante dell&#8217;orribile assassinio. Sar\u00e0 oggi, dunque, il giorno della nostra rivincita! Pere riportare Roma sulla giusta strada! Per liberare il popolo da una crudele tirannia!&#8221; Un grido di battaglia collettivo e disastricolato, a questo punto, super\u00f2 naturalmente i suoi declami, portando Diocle a voltarsi allarmato verso la gi\u00e0 nota posizione del nemico: le guardie pretoriane, accompagnate dalla guarnigione della vicina citt\u00e0 di Viminacium, stavano avanzando verso la pianura, pronte ad ingaggiarli in campo aperto grazie alla superiorit\u00e0 numerica delle loro schiere: la guerra civile era iniziata. Bene, che avanzassero pure, pens\u00f2. Mentre faceva cenno ai suoi luogotenenti di prepararsi all&#8217;impatto, affrettandosi a trovar riparo dietro la prima linea. Ben presto, alla distanza di 25 metri circa, le schiere dei soldati avversari arrestarono la propria marcia, per operare in base ad un copione chiaramente definito e come un sol uomo, lanciare i letali <em>pila <\/em>all&#8217;indirizzo dei Gioviani. Giavellotti dalla punta acuminata, in grado di piantarsi negli scudi e rimanervi incastrati dentro, rendendoli cos\u00ec inservibili contro i le spade del nemico. Una, due serie di colpi, mentre le truppe dalmate dell&#8217;avanguardia, anch&#8217;esse prive di arcieri, rispondevano al fuoco. Giusto mentre i sopravvissuti si apprestavano a incrociare i gladi, tuttavia, l&#8217;uomo al centro di questa tempesta diede un ordine precedentemente concordato. Diocle, nel resto, aveva sempre creduto nel dualismo e in quel momento, i Gioviani in equipaggiamento pesante aprirono la loro formazione, lasciando andare avanti una truppa speciale di schermagliatori Ercolani. A 15 metri di distanza dal nemico, lungo l&#8217;intero estendersi del fronte di battaglia, essi piantarono a terra i ponderosi scudi, estraendone un oggetto quale, prima di quel momento, nessun romano aveva mai impugnato in guerra. Con un movimento attentamente calibrato, come un sol uomo, i <em>martiobarbuli <\/em>lasciarono la stretta delle loro mani, disegnando una parabola verso gli elmi di coloro che assaltavano le loro file&#8230;<br>Piccoli giavellotti, in un certo senso, ma anche proiettili da lancio, freccette giganti da giardino, letterali <em>shuriken <\/em>dell&#8217;Occidente antico. Spesso tralasciati dai gruppi di rievocazione dei nostri giorni, perch\u00e9 note ad oggi a causa di sole tre fonti letterarie, le armi anche note come <em>plumbata <\/em>(dal termine latino usato per le piume incaricate di guidarne il tragitto) avevano in effetti una lunga storia d&#8217;impiego in battaglia fin dall&#8217;epoca delle Poleis greche, i cui guerrieri erano soliti scagliarle tramite l&#8217;impiego di una fionda centrifuga manuale. Ma la versione destinata a ricomparire nella fase tarda dell&#8217;Impero romano, poco prima che il suo neo-governante salito al trono con il nome di Diocleziano decidesse di dividerlo in due parti, presentavano un importante perfezionamento: una testa appesantita grazie all&#8217;uso di copiose quantit\u00e0 di piombo&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/q2JxSg3h34A\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Plumbata-History-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30250\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Plumbata-History-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Plumbata-History-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Plumbata-History-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Plumbata-History.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La natura uncinata delle punte dei dardi romani, sia che si trattasse di giavellotti che semplice freccette a mano, era una funzionalit\u00e0 primaria dato l&#8217;uso previsto contro un nemico dotato di scudo. In questo modo, anche se parati, avrebbero continuato ad appesantire e rendere pi\u00f9 lenti i movimenti di quest&#8217;ultimo in battaglia.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Cos&#8217;\u00e8 del resto un proiettile, se non l&#8217;aggregazione di un particolare materiale, concepito al fine di arrecare il maggior danno nel suo specifico contesto di utilizzo? Cos\u00ec come l&#8217;uranio impoverito, usato per le munizioni ad alto grado di penetrazione dei carri armati moderni, sono concepite per varcarne l&#8217;armatura, quindi esplodere in un mare di schegge letali, il dardo noto come barba di Marte (questa la traduzione letterale del termine <em>martiobarbulum<\/em>) non doveva rimanere totalmente integro. Bens\u00ec impattando contro gli scudi gi\u00e0 lesionati dai <em>pilum<\/em>, le armature e sfortunatamente anche i cavalli delle schiere nemiche, piegarsi o addirittura spezzarsi, massimizzando il danno e diventando impossibile da togliere prima dell&#8217;imminente impatto all&#8217;arma bianca. Il pi\u00f9 lungo e dettagliato frammento di cui disponiamo in materia, scritto dal personaggio di origine e datazione incerta Vegezio (probabilmente un ex-soldato colto vissuto attorno al IV secolo) come parte del suo <em>De Re Militari<\/em> guarda indietro a tale attrezzatura bellica come la preferita dell&#8217;imperatore Diocleziano (r. 284-305) e il suo vice come Cesare e futuro successore Massimiano (r. 286 -305) poco dopo la fondazione da parte del primo della tetrarchia, tramite la quale avvenne l&#8217;essenziale divisione tra gli Imperi d&#8217;Occidente ed Oriente. Ivi contenuta \u00e8 quindi la precisa descrizione secondo cui le loro legioni lealiste, utilizzate per governare da Nicomedia e lontano dall&#8217;influenza nefasta dell&#8217;imprevedibile guardia pretoriana, fossero solite portare all&#8217;interno dello scudo la quantit\u00e0 precisa di cinque dardi all&#8217;interno dei grandi scudi, da scagliare all&#8217;indirizzo del nemico in vari momenti della battaglia. Che potevano includere, a quanto ci \u00e8 dato comprendere, distanze anche superiori a quelle dei pi\u00f9 largamente utilizzati <em>pila<\/em> (sing. <em>pilum<\/em>) dato il minor peso del proiettile, bench\u00e9 un impiego ravvicinato ed a sorpresa come quello sopra descritto potesse avere effetti devastanti, particolarmente contro avversari impreparati a fronteggiarne gli effetti immediati. Successivamente al lancio, quindi, i  <em>martiobarbuli  <\/em>che avevano mancato il bersaglio sarebbero rimasti conficcati a terra, continuando a costituire un ostacolo potenziale per i movimenti dello schieramento avverso. Origine probabile del secondo e pi\u00f9 avanzato tipo di queste armi, descritto nuovamente nel trattato anonimo del IV secolo <em>De Rebus Bellicis<\/em>, con il nome specifico di <em>plumbata tribolata<\/em>, riferito alle acuminate punte poste tutto attorno al contrappeso di piombo e e fin dietro alla punta penetrante, concettualmente non cos\u00ec dissimile dai temuti <em>makibishi<\/em>, proiettili specifici che sarebbero stati impiegati, molti secoli dopo, dai ninja del distante Giappone. Cognizioni per lo pi\u00f9 empiriche, in mancanza di ulteriori resoconti storici, tuttavia corroborate da una lunga serie di ritrovamenti archeologici soprattutto a partire dalla met\u00e0 degli anni &#8217;90, nell&#8217;intero territorio dell&#8217;Europa centrale ed orientale. Questo tipo di armi, d&#8217;altra parte, composte interamente in metallo eccetto la piuma, risultano inerentemente adatte a superare intatte il trascorrere dei secoli, lasciando ben pochi dubbi sul loro utilizzo passato.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/sA9s3sW8BbM\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Plumbata-Making-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30251\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Plumbata-Making-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Plumbata-Making-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Plumbata-Making-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/03\/Plumbata-Making.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Costruire antiche freccette da guerra? Perch\u00e9 no: negli anni &#8217;70, una linea di giocattoli sportivi noti come freccette da giardino ebbe un successo notevole in tutti gli Stati Uniti, finch\u00e9 leggi specifiche non dovettero essere varate per proibirne l&#8217;uso capace di portare a ferimenti eccessivamente gravi.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La terza ed ultima citazione letteraria giunta fino a noi delle <em>plumbata<\/em> risale invece al tardo VI secolo e compare nel trattato militare Strategicon, dell&#8217;imperatore bizantino Flavio Maurizio Tiberio. Egli, ormai distante dall&#8217;antica egemonia romana quasi quanto i suoi predecessori della Cappadocia, si rifer\u00ec all&#8217;arma con il nome grecizzato <em>martzobarboulon<\/em>, bench\u00e9 fosse ancora a conoscenza della sua efficacia notevole in battaglia. L&#8217;Impero ormai da tempo, suddiviso in due met\u00e0 a loro volta comandate da un Augusto e un Cesare (l&#8217;imperatore ed il suo vice) combatteva contro i barbari alle mura e quella corruzione interna che ne avrebbero, infine, disgregato le fondamenta. <br>Eppure ogni singola cosa, in quella fatidica battaglia del fiume Margus, potrebbe esser stata decisa dall&#8217;iniziativa di un singolo uomo. In altri termini, sarebbe valido affermare che la storia fosse destinata a dipanarsi con la traiettoria di un dardo scagliato all&#8217;indirizzo di bersagli lontani. Nelle alterne possibilit\u00e0 di un centro perfetto, oppur destinato a scomparire sotto l&#8217;orizzonte degli eventi futuri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;esperto comandante di cavalleria e generale romano Diocle aveva sempre creduto nel dualismo di ogni cosa, come metodo finalizzato a garantire l&#8217;amministrazione del potere, eccetto che in un caso: quando sul campo di battaglia, al momento della carica, gli uomini dovevano trasformarsi in una cosa sola, unica e indivisa, dinnanzi all&#8217;implacabile richiamo della morte. Cos\u00ec &#8230; <a title=\"Rapido e letale dardo nascosto nello scudo del soldato romano\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30249\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Rapido e letale dardo nascosto nello scudo del soldato romano\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[251,300,845,4736,3797,4921,630,1417,4173,3991,1662,4920,241,784,4922,3479,71],"class_list":["post-30249","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-archeologia","tag-armi","tag-battaglie","tag-conflitto","tag-generali","tag-giavellotti","tag-guerra","tag-guerrieri","tag-imperatori","tag-imperi","tag-lancio","tag-legioni","tag-militari","tag-mondo-antico","tag-punte","tag-romani","tag-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30249","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30249"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30249\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30253,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30249\/revisions\/30253"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30249"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30249"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30249"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}