{"id":30105,"date":"2020-02-19T06:18:27","date_gmt":"2020-02-19T05:18:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30105"},"modified":"2020-02-19T06:18:32","modified_gmt":"2020-02-19T05:18:32","slug":"la-laboriosa-marcia-di-una-torre-eiffel-sdraiata-in-lusazia-meridionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30105","title":{"rendered":"La laboriosa marcia di una Torre Eiffel sdraiata in Lusazia Meridionale"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Gsicv3kaCK0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/02\/F60-Conveyor-Bridge-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30107\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/02\/F60-Conveyor-Bridge-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/02\/F60-Conveyor-Bridge-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/02\/F60-Conveyor-Bridge-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/02\/F60-Conveyor-Bridge.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Durante una fresca sera nel mezzo dell&#8217;estate del 2004, sulle note dell&#8217;opera scritta da Giuseppe Verdi, Nabucco il re di Babilonia chiamava a raccolta i suoi soldati per marciare su Gerusalemme, di fronte alla struttura piramidale edificata per rappresentare il suo palazzo, a sua volta sovrastata da un qualcosa d&#8217;inusitato. Come una struttura di metallo, sviluppata in larghezza, capace di sembrare l&#8217;alto scheletro di un grattacielo; l&#8217;enorme residuato di una breve epoca, a Lichterfeld-Schacksdorf, che in vicini luoghi e su una scala lievemente minore, continua tutt&#8217;ora. Il Besucherbergwerk o Ponte Trasportatore del Materiale in Eccesso a questo scopo utilizzato, come si \u00e8 soliti chiamare tali macchinari. \u00e8 in effetti un residuato mantenuto in alta considerazione, al punto da considerarlo alla stregua di un antico monumento, castello o luogo di culto, dedicato alla realizzazione di un&#8217;industria che in passato riusc\u00ec a fare la fortuna di questa nazione. <br>Siamo nella regione nota come Alta Lusazia (aggettivo riferito all&#8217;elevazione, non la latitudine) ove da un tempo prossimo al millennio, oramai, l&#8217;uomo ha saputo trarre beneficio dai copiosi depositi del tipo di carbone fossile noto come lignite, particolarmente noto per la sua collocazione negli strati geologici prossimi alla superficie. Il che ha consentito la creazione di un particolare tipo di miniere, molto rappresentative di questi luoghi. Vaste ferite nel territorio presso cui lo scavo si sviluppa in larghezza piuttosto che profondit\u00e0, mediante l&#8217;impiego operativo di alcuni dei macchinari pi\u00f9 imponenti e impressionanti mai costruiti dall&#8217;uomo. Molti ricorderanno, ad esempio, lo scavatore a secchio (BWE) MAN TAKRAF RB293 normalmente chiamato Bagger 293, celebre su Internet per la sua capacit\u00e0 di assomigliare a un mostruoso dinosauro meccanico sovradimensionato. Mentre forse in molti meno, fuori dalla Germania, avranno familiarit\u00e0 con quello che potremmo a pieno titolo definire il suo fratello maggiore, un&#8217;entit\u00e0 meccanica di cui esistono ben cinque versioni (quattro ancora operative) che rappresenta il pi\u00f9 assoluto perfezionamento tecnologico del braccio di un bambino che raccoglie la sabbia di un parco giochi. Dove &#8220;la sabbia&#8221; \u00e8 ovviamente il pi\u00f9 prezioso carburante fossile locale ed il bambino in questione, se vogliamo, avrebbe dovuto misurare la grandezza approssimativa di una montagna. Questo perch\u00e9 ci\u00f2 a cui mi stavo riferendo in apertura, identificato con la sigla F60 e prodotto dalla stessa azienda con sede a Lipsia, la Tenova TAKRAF, seppe raggiungere nel 1991 la misura esatta di 502 metri di lunghezza contro i 324 della Torre Eiffel o i 456 della nave pi\u00f9 lunga (la Seawise Giant) pur assomigliando vagamente alla prima in funzione della sua struttura metallica reticolare. Apparir\u00e0 chiaro, in altri termini, che stiamo parlando della maggiore macchina semovente fino ad ora costruita nella storia dell&#8217;uomo. <br>Gi\u00e0, semovente, poich\u00e9 nella sua interezza poggia su due carrelli ferroviari nei fatti pi\u00f9 simili a dei veri e propri edifici, dotati di 760 ruote, met\u00e0 delle quali alimentate grazie a poderosi motori elettrici dalla potenza complessiva di 27.000 kW. Eppure nonostante questo, in grado di portare a termine lo spostamento (o &#8220;processazione&#8221;) di un metro cubico di materiale per ciascun 1,2 kWh speso, una quantit\u00e0 risibile capace di dimostrare la sua sorprendente, notevole efficienza. A sempiterna riconferma che talvolta, anche i titani possono essere gentili&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/xFvYftDoGAc\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/02\/F60-Conveyor-360-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30106\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/02\/F60-Conveyor-360-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/02\/F60-Conveyor-360-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/02\/F60-Conveyor-360-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/02\/F60-Conveyor-360.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Per quanto possa essere poetica o minuziosa la sua descrizione testuale, probabilmente il miglior modo di rendersi conto della dimensione di un F60 sullo schermo \u00e8 mediante questo video a 360\u00b0 generosamente caricato su YouTube. Nel quale, letteralmente, la telecamera non riesce a contenere le proporzioni del &#8220;mostro&#8221;.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Di ponti trasportatori della TAKRAF in grado di raggiungere la dicitura di F60, corrispondente a un&#8217;altezza di taglio massima di 60 metri, ne sono stati costruiti come dicevamo cinque, siti rispettivamente a J\u00e4nschwalde,  Reichwalde ,Welzow-S\u00fcd, Nochten e Lichterfeld-Schacksdorf. Soltanto l&#8217;ultimo dei quali, lievemente superiore nelle dimensioni, \u00e8 stato in effetti fermato dopo appena un anno dalla sua costruzione, per ragioni per lo pi\u00f9 politiche e relative alla conservazione dell&#8217;ambiente. Mentre gli altri continuano tutt&#8217;ora, con notevole profitto, a scoperchiare e sollevare, spostare, mettere da parte. Questo poich\u00e9 un ponte trasportatore, fondamentalmente, \u00e8 formato da due estremit\u00e0 funzionali contrapposte: da una parte l&#8217;edificio cosiddetto di scavo, costituito da una coppia di scavatrici a secchio non dissimili da versioni sottodimensionate della maestosa  Bagger 293, dall&#8217;altra il sistema di scarico, ove i nastri trasportatori del ponte propriamente detto si occupano di convogliare tutta la terra e i detriti che giacevano, da tempo immemore, sopra il prezioso giacimento di lignite. Al lato delle scavatrici, inoltre, si accompagna il poderoso trasformatore e motore elettrico del dispositivo, dotato di una vera e propria bobina di avvolgimento del suo impressionante cavo, capace di seguirlo lungo i suoi spostamenti chilometrici alla velocit\u00e0 massima di 0,54 Km\/h. Cos\u00ec come un verme di terra, o monumentale lumaca incapace di stancarsi, il Besucherbergwerk continua la sua marcia, indefesso, mentre sistemi addizionali di spostamento meccanico si occupano, al di sotto della sua impressionante ombra, di condurre il carburante fossile verso le vicine stazioni elettriche a carbone. <br>\u00c8 il cuore meccanico, tutto ci\u00f2, di uno dei paesi industriali pi\u00f9 influenti al mondo e che seppe dimostrarsi, in epoche trascorse della nostra storia, perfettamente in grado di terrorizzare l&#8217;intera Europa. Dopo la seconda guerra mondiale quindi, le miniere di lignite della Lusazia si sarebbero trovate nella parte Est della Germania, epoca durante cui, tra il 1969 e la fine degli anni &#8217;70, sarebbero stati costruiti con importante investimento finanziario i ponti trasportatori pi\u00f9 grandi, fino ai leggendari F60. Menzione a parte merita, nel frattempo, il caso del gi\u00e0 citato macchinario ancor pi\u00f9 impressionante di Lichterfeld-Schacksdorf, ultimato solamente verso la met\u00e0 del 1991 e quando ormai mancavano pochi mesi alla riunificazione della Germania. Il che avrebbe portato a sconvolgimenti di natura amministrativa tale da veder qui rimosso il permesso a continuare le operazioni, con la conseguente dismissione del gigante dopo appena un anno d&#8217;impiego. Tuttavia sufficiente a rimuovere ben 27.000 Km cubi di materiale dalla sommit\u00e0 della miniera entrando quindi a pieno titolo della storia, per poi trovarsi preservato da ogni possibile iniziativa di demolizione o riciclo, come importante testimonianza della storia industriale di una simile nazione. Oltre a location, certamente fuori dal comune, per manifestazioni culturali o come avvenuto nel 2004, persino il teatro dell&#8217;opera lirica all&#8217;aperto.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/rt8W2tJ7Qd0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/02\/F60-Conveyor-Visit-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30108\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/02\/F60-Conveyor-Visit-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/02\/F60-Conveyor-Visit-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/02\/F60-Conveyor-Visit-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/02\/F60-Conveyor-Visit.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>In un tour certamente inadatto a chi soffre di vertigini, il ponte di Lichterfeld pu\u00f2 essere visitato dietro il pagamento di un ragionevole costo d&#8217;ingresso. Maniera ideale per rendersi conto, dall&#8217;alto, di quanto siamo stati in grado di realizzare, dietro la promessa di un ragionevole profitto minerario.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 detto sar\u00e0 subito palese, una volta avvicinatosi al palazzo semovente, di trovarsi in una regione d&#8217;Europa dove lo sfruttamento secolare di risorse donatoci dai trascorsi eoni ha saputo portare conseguenze di natura innegabilmente grave. Con intere foreste che finiscono nel nulla, in paesaggi sconvolti dai profondi tagli arrecati da macchine come le Bagger o i Besucherbergwerk, due lati della stessa medaglia distruttiva e finalizzata alla ricerca di un margine di accrescimento che in ultima analisi, potremmo un giorno subordinare al prezzo che sembrerebbe esserci costato. <br>Pur restando evidentemente cosciente di quello che l&#8217;industria mineraria ha saputo costituire nella sua storia pregressa, dunque, la moderna Germania ha iniziato un processo di recupero in alcune zone dell&#8217;Alta Lusazia, con stanziamento di fondi per l&#8217;impiego di energie rinnovabili e la trasformazione delle miniere in bacini idrici artificiali, ove permettere alla natura di fare nuovamente il suo corso. Ultimi esemplari di una razza in via di sparizione, dunque, i quattro ponti F60 ancora operativi potrebbero un giorno, non troppo lontano, cessare di muoversi e non ripartire mai pi\u00f9. Evento a seguito del quale, possiamo solamente auspicarlo, un tanto irrimediabile pensionamento finir\u00e0 per ritrovare almeno la consolazione di armoniose note liriche, evocate dalla carta della musica di un tempo altrettanto antico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante una fresca sera nel mezzo dell&#8217;estate del 2004, sulle note dell&#8217;opera scritta da Giuseppe Verdi, Nabucco il re di Babilonia chiamava a raccolta i suoi soldati per marciare su Gerusalemme, di fronte alla struttura piramidale edificata per rappresentare il suo palazzo, a sua volta sovrastata da un qualcosa d&#8217;inusitato. Come una struttura di metallo, &#8230; <a title=\"La laboriosa marcia di una Torre Eiffel sdraiata in Lusazia Meridionale\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=30105\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La laboriosa marcia di una Torre Eiffel sdraiata in Lusazia Meridionale\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1434,519,2153,236,321,233,167,1583,772,137,3530,280,858,1997,71,97],"class_list":["post-30105","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-carbone","tag-elettricita","tag-estrazione","tag-europa","tag-germania","tag-industria","tag-ingegneria","tag-macchine","tag-miniere","tag-motori","tag-nastri-trasportatori","tag-ponti","tag-risorse","tag-scavatrici","tag-storia","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30105","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30105"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30105\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30109,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30105\/revisions\/30109"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30105"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30105"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30105"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}