{"id":29964,"date":"2020-01-29T06:15:05","date_gmt":"2020-01-29T05:15:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29964"},"modified":"2020-01-29T06:27:34","modified_gmt":"2020-01-29T05:27:34","slug":"kenya-2020-la-piaga-di-locuste-che-minaccia-di-affamare-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29964","title":{"rendered":"Kenya 2020: la piaga di locuste che minaccia di affamare il mondo"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/FM4MF2Ckkvw\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Kenya-Locust-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29966\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Kenya-Locust-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Kenya-Locust-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Kenya-Locust-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Kenya-Locust.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per molte delle sue generazioni, corrispondenti a 75 rivoluzioni del pianeta, l&#8217;antico popolo delle zone pi\u00f9 aride del Corno d&#8217;Africa era restato relativamente tranquillo, in attesa del verificarsi delle condizioni considerate idonee. Ogni anno in fiduciosa attesa di una pioggia leggermente pi\u00f9 battente fino alle prime settimane dell&#8217;estate, accompagnate da un clima soltanto un poco meno secco ed altrettanto favorevole, per questo, alla deposizione di una maggior quantit\u00e0 di uova. Talvolta segu\u00ecta, come da programma, da un assalto alle regioni fertili delle confinanti nazioni. Con il volgere arbitrario dell&#8217;annuale calendario, tuttavia, corrispondente in queste latitudini ai mesi pi\u00f9 caldi dell&#8217;anno, si \u00e8 verificato quanto in molti, per troppo tempo, avevano tentato d&#8217;ignorare: l&#8217;evento senza compromessi residui. Ne alcun tipo di rimorso&#8230; Mentre plurimi sciami da 150 milioni circa d&#8217;esemplari, e un&#8217;ampiezza di 60&#215;40 Km in totale, si sono sollevati in volo sulla fine di questo terribile gennaio 2020. Con l&#8217;intenzione molto ferma e implicita, purtroppo reiterata, di fagocitare ogni cosa. Ortotteri: spiriti di un tempo antecedente all&#8217;uomo, quando le piante commestibili nascevano in maniera naturale, risultando insufficienti a sostenere tali assembramenti di volatili che creature. Ma che oggi, grazie ai vantaggi impliciti della modernit\u00e0, possono diffondersi come le fiamme di un incendio o il virus dell&#8217;annientamento finale, lasciando dietro di se soltanto carestia e distruzione.<br>Segnalato per tempo dall&#8217;apposito Centro per l&#8217;Osservazione delle Locuste presso la sede della FAO di Roma, eppure non di meno, sostanzialmente inarrestabile attraverso l&#8217;intervento dell&#8217;uomo. Con ragioni di varia natura, riassumibili sostanzialmente nella coppia di espressioni: &#8220;Ce ne sono troppe&#8221; e &#8220;Coprono un&#8217;area eccessivamente ampia&#8221;. Tralasciando infatti i tentativi autogestiti da parte degli agricoltori ed abitanti kenyoti (ma gi\u00e0 gli sciami minacciano di estendersi anche in Etiopia a settentrione) semplicemente insufficienti ad arginare l&#8217;ondata distruttiva delle piccole, spietate creature, anche l&#8217;opera di enti governativi e organizzazioni benefiche deve scontrarsi con l&#8217;impossibile ed inaccettabile necessit\u00e0 di spargere pesticidi in un territorio ampio un minimo di 250 campi da football, spesso posti in fila lungo terre remote, politicamente instabili e dal clima straordinariamente inospitale. Mentre ogni tentativo di sfruttare i loro nemici naturali, come uccelli, rettili, vespe parassite o larve di coleotteri, si \u00e8 rivelato essenzialmente inefficace, per l&#8217;inusitata quantit\u00e0 di esseri costituenti il fluido e inafferrabile bersaglio di una tale strategia. Il che vale, d&#8217;altra parte, anche per un&#8217;ipotetica consumazione degli insetti da parte degli umani, iniziativa paragonabile a quella di voler bere tutta l&#8217;acqua di uno tsunami. Allo stato attuale della situazione dunque, posti di fronte al pericolo di un simile ammasso di locuste in grado di consumare l&#8217;equivalente del proprio peso unitario in cibo, gli enti preposti stanno iniziando a considerare questo inizio anno come il probabile periodo peggiore sotto questo punto di vista nell&#8217;intero secolo trascorso. Considerate, a tal proposito, come uno sciame grande quanto il Niger o il Mali possa consumare in un giorno l&#8217;equivalente in cibo della met\u00e0 della popolazione dei rispettivi paesi. O come un&#8217;ipotetico squadrone capace di coprire totalmente la citt\u00e0 di Parigi possa, ipoteticamente, fagocitare una materia vegetale equivalente a quella necessaria per il sostentamento di met\u00e0 della Francia. Sarebbe assai difficile, a questo punto, sopravvalutare in qualsivoglia modo l&#8217;entit\u00e0 cruciale dei prossimi mesi&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/X4XGBBYQqkg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Desert-Locust-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29965\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Desert-Locust-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Desert-Locust-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Desert-Locust-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Desert-Locust.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;utilizzo di pesticidi ad azione aerea, al momento, sta limitando almeno in parte la diffusione delle locuste in specifiche regioni del Kenya. Con l&#8217;aumento dell&#8217;intensit\u00e0 previsto, tuttavia, gli esperti prevedono l&#8217;imminente raggiungimento di un punto di non ritorno.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;estate del 2006 un team di scienziati tra cui il Dr. Jerome Buhl e il Prof. Stephen Simpson dell&#8217;Universit\u00e0 di Sydney studi\u00f2 il comportamento di una serie di locuste del deserto all&#8217;interno di un ambiente di laboratorio. Introducendo nell&#8217;arena artropode prima cinque, quindi dieci e poi quindici esemplari di <em>Schistocerca gregaria<\/em>, l&#8217;insetto che pi\u00f9 di ogni altro stringe tra le zampe il fato presente e futuro dell&#8217;intero continente, e popolo africano. Ma fu soltanto al raggiungimento del trentesimo animale, in quel ristretto spazio artificiale, che qualcosa cominci\u00f2 a cambiare: i celiferi dalle antenne corte, normalmente di un color verde mimetico, videro nel giro di pochi giorni la loro livrea virare verso un acceso color giallo a macchie, mentre il loro comportamento cambiava: ora piuttosto che allontanarsi istintivamente l&#8217;una dall&#8217;altra, cercavano le proprie simili, nel tentativo di restare il pi\u00f9 possibile a contatto di quest&#8217;ultime. Il momento della metamorfosi, finalmente, era stato identificato! Ovvero la quantit\u00e0 minima, oltre la quale questa specie (e presumibilmente, alcune delle sue svariate consorelle) muta il proprio fenotipo, trasformandosi in una delle pi\u00f9 temute, nonch\u00e9 terribili forze della natura; dote architettata dall&#8217;evoluzione al fine di costituire vere e proprie squadre di esemplari giovani, anche detti ninfe, in grado d&#8217;iniziare la lunga marcia verso le regioni giudicate sufficientemente fertili, fino all&#8217;indurimento e l&#8217;ispessimento delle proprie ali. La <em>Schistocerca <\/em>solitaria infatti, fino al raggiungimento della fase gregaria, \u00e8 timida, mimetica e si muove soltanto di notte. Una volta che il suo istinto e i feromoni liberati dalle consorelle, tuttavia, la avvisano che \u00e8 giunto il tempo di migrare, essa spicca il volo, senza nessun tipo di paura, sotto l&#8217;occhio scrutatore del cocente sole. E non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nulla, a quel punto, che possa sperare di arrivare a fermarla! Si hanno prove, per usare l&#8217;esempio maggiormente celebre, dello sciame che nel 1988 attravers\u00f2 l&#8217;Atlantico dall&#8217;Africa sulla spinta di un vento propizio, invadendo i Caraibi a una distanza di 5.000 Km e causando danni di entit\u00e0 particolarmente grave. Questo grazie alla capacit\u00e0 istintiva, da parte delle singole cavallette, di posarsi sui cadaveri delle proprie consorelle, affogate nel corso della lunga e difficile traversata. Un&#8217;impresa al cui confronto, quella di attraversare i pochi chilometri del Mar Rosso o del Mediterraneo appaiono decisamente pi\u00f9 facili da portare a termine, potendo farne una minaccia non soltanto internazionale, bens\u00ec capace di coinvolgere entrambi gli emisferi della Terra. Tra le contromisure a nostra disposizione, nel frattempo, possiamo fare affidamento sull&#8217;estratto repellente dell&#8217;<em>Azadirachta indica<\/em> o pianta indiana del <em>n\u012bm<\/em>, assieme a un prodotto tratto dal fungo <em>Metarhizium anisopliae<\/em> e noto con il nome commerciale di Green Muscle, particolarmente efficace nell&#8217;annientamento degli esemplari ancora lontani dall&#8217;et\u00e0 adulta. Ancor pi\u00f9 valido, almeno in potenza, potrebbe dimostrarsi nei prossimi anni l&#8217;impiego delle sostanze chimiche note come IGR, sostanziali regolatori della crescita capaci d&#8217;inficiare lo sviluppo corretto delle uova se capaci di raggiungerle mentre si trovano, ipoteticamente al sicuro, sotto terra. Simili apporti tecnologici, tuttavia, risultano logisticamente assai complessi per le nazioni africane colpite dall&#8217;arrivo di simili sciami. Cos\u00ec che allo stato attuale dell&#8217;evento, tutto ci\u00f2 su cui possono fare affidamento gli abitanti del Kenya sono quattro aeroplani per lo spargimento dei pesticidi assieme ai quattro forniti dall&#8217;Etiopia, in aggiunta alle squadre d&#8217;intervento gestite dai rispettivi Ministeri dell&#8217;Agricoltura, che si dicono ancora fiduciosi di poter riuscire a salvare (in parte) il raccolto. Le loro &#8220;munizioni&#8221; chimiche, tuttavia, si stanno rapidamente esaurendo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/xMR4Jkyomvw\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Locust-March-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29967\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Locust-March-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Locust-March-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Locust-March-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Locust-March.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Le <em>hopper bands<\/em>, gruppi di esemplari non ancora adulti e quindi poco abili nel volo, pongono gi\u00e0 gravi questioni regionali, nonostante i tentativi di arginarli con approcci meccanici e diretti (come una serie di colpi vibrati con la parte piatta di una vanga, ad opera del disperato agricoltore)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La ragione per cui le locuste sono una minaccia, dunque, \u00e8 sempre quella: contenerle richiede la pi\u00f9 ambita e preziosa tra tutte le risorse, nel bene e nel male, all&#8217;interno dell&#8217;attuale brulicante mondo contemporaneo. Sto parlando, quasi inutile specificarlo, del denaro. Contrario esatto di quegli stessi processi naturali che dovrebbero portare, attraverso il succedersi dei secoli, alla risoluzione spontanea dei problemi; perch\u00e9 manca sempre quando serve, mentre se ne trova spesso in abbondanza, proprio in quei luoghi ove nessuno sembrerebbe averne l&#8217;ulteriore, o in qualche maniera palese necessit\u00e0. <br>Storia non dissimile da quel consumo impressionante di cibo consumato dalle cavallette, a discapito di una popolazione che soffre, mentre la restante parte del mondo fatica per mantenersi a dieta. Finch\u00e9 un giorno, tutto quello che ci rester\u00e0 da mangiare saranno le stesse creature che hanno portato alla distruzione dell&#8217;ultimo dei raccolti. Ma ci sar\u00e0 ancora molto, moltissimo spazio per peggiorare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per molte delle sue generazioni, corrispondenti a 75 rivoluzioni del pianeta, l&#8217;antico popolo delle zone pi\u00f9 aride del Corno d&#8217;Africa era restato relativamente tranquillo, in attesa del verificarsi delle condizioni considerate idonee. 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