{"id":29877,"date":"2020-01-16T06:07:32","date_gmt":"2020-01-16T05:07:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29877"},"modified":"2020-01-16T06:07:37","modified_gmt":"2020-01-16T05:07:37","slug":"la-mitosi-della-nave-colpita-da-un-siluro-nella-seconda-guerra-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29877","title":{"rendered":"La mitosi della nave colpita da un siluro nella seconda guerra mondiale"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Full-Porcupine-500x375.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29878\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Full-Porcupine-500x375.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Full-Porcupine-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Full-Porcupine.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il comandante\u00a0George Scott Stewart\u00a0non si faceva particolari illusioni sulla possenza del suo vascello: con un dislocamento di 1.717 tonnellate e una lunghezza di 105 metri, il cacciatorpediniere britannico Porcupine costituiva un tipico rappresentante della classe P, una delle 16 navi costruite a Newcastle upon Tyne in tutta fretta all&#8217;inizio della guerra nel 1939, armata con cinque cannoni &#8220;QF 4&#8221; da 102 mm, quattro &#8220;QF 2&#8221; da 40, sei cannoncini automatici, quattro lanciasiluri e quattro lancia bombe di profondit\u00e0. Assegnato di scorta al battello di supporto sommergibili Maidstone tra Gibilterra ed Algieri durante l&#8217;Operazione Torch per lo sbarco degli alleati in Nordafrica, egli manteneva quindi il suo equipaggio in stato di allerta media nei dintorni delle coste di Orano, in Algeria, pronto a correre ai posti di combattimento al primo annuncio di un possibile pericolo all&#8217;orizzonte. Ci\u00f2 che egli stava per scoprire, in quel drammatico 9 dicembre 1942, \u00e8 che non tutti i nemici sono soliti annunciare la propria presenza e qualche volta, nonostante l&#8217;addestramento pregresso, c&#8217;\u00e8 ben poco che si possa fare per evitare il verificarsi di un disastro. &#8220;Allarme, allarme, segno di un siluro all&#8217;orizzonte!&#8221; Grid\u00f2 l&#8217;ufficiale di guardia situato in poppa, dando principio a un brivido che in pochi attimi, divent\u00f2 il segnale ripetuto da un settore all&#8217;altro della nave. Il capitano, reagendo subito con competenza, grid\u00f2 al timoniere in plancia di tenersi pronto a virare a babordo, bench\u00e9 non fosse ancora il momento di farlo. &#8220;Confermato, increspatura a 210, 215 gradi signore! Niente ancora sul sonar! Pronti ai suoi ordini!&#8221; Stewart corse quindi alla finestra d&#8217;osservazione del ponte di comando, prendendo nota del modo in cui l&#8217;ordigno lanciato dal sommergibile tedesco si stava muovendo. E fu allora che proprio lui, scorse quanto aveva gi\u00e0 sospettato, rivolgendosi al secondo ufficiale &#8220;Ce ne sono almeno quattro, disposti a ventaglio. Nessuno sembra diretto verso di noi: hanno mirato alla  Maidstone!&#8221; Quindi si rivolse all&#8217;addetto al coordinamento dei sistemi d&#8217;armi: &#8220;Smith, comunicate all&#8217;equipaggio d&#8217;iniziare il rilascio di bombe di profondit\u00e0, intervallo di 45 secondi. Probabilmente non riusciremo a fermarli, ma almeno gli daremo qualcosa di cui essere preoc&#8230;&#8221; Impatto, un boato impressionante, il tempo che sembra fermarsi; quella frase, non sarebbe mai stata completata poich\u00e9 un quinto siluro, non visto, aveva raggiunto con successo la parte centrale della Porcupine, esplodendo in maniera perfettamente predeterminata. Un migliaio di tonnellate d&#8217;acqua, trasformato temporaneamente in vapore, si espanse contro lo scafo del cacciatorpediniere, sollevandolo letteralmente a diversi metri dalle onde del mare. Il collasso conseguente delle bolle soggette a immediata compressione, quindi, lasci\u00f2 precipitare nuovamente l&#8217;imponente oggetto verso le profondit\u00e0 marine, che semplicemente, non resse il colpo. Ora il comandante faticava per riprendere fiato, reggendosi al corrimano della sala di controllo. Il secondo ufficiale si stava rialzando, senza ferite apparenti. Mentre lo aiutava non ebbe quindi nessun tipo di esitazione mentre afferrava l&#8217;interfono scagliato a terra dall&#8217;urto: &#8220;A tutti i membri dell&#8217;equipaggio, qui il capitano. Ordine immediato: evacuare la nave. Ripeto, evacuare la nave!&#8221;<br>Molte sono le possibili conseguenze garantite dall&#8217;attacco portato a segno da un U-Boat tedesco, letterale &#8220;lupo-in-caccia&#8221; dei mari nel corso dell&#8217;intero periodo del secondo conflitto mondiale, temibile congiunzione di notevole potenza di fuoco, scaltrezza tecnologica ed una disciplina estremamente valida a garantire la realizzazione degli obiettivi, assegnati di volta in volta dal comando centrale della Germania. Ci\u00f2 che generalmente pu\u00f2 essere dato per certo, tuttavia, \u00e8 l&#8217;assoluta distruzione del bersaglio, con probabile affondamento di l\u00ec a poco e indipendentemente dal numero di vittime o quantit\u00e0 di marinai abbastanza fortunati da salvarsi. A meno che, speciali contingenze transitorie e la fortuna del fato, permettano ai suddetti soggetti di mettere un piano di riserva che nessuno, fondamentalmente, avrebbe mai avuto il modo o la ragione di aspettarsi&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/OTpVxCOjmPY\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Ship-Split-Render-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29880\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Ship-Split-Render-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Ship-Split-Render-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Ship-Split-Render-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Ship-Split-Render.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La divisione di una nave in due parti \u00e8 una pratica piuttosto diffusa nel campo della navigazione al fine di ampliare vascelli esistenti, bench\u00e9 tragga generalmente origine da un&#8217;iniziativa intrapresa nelle tranquillit\u00e0 di un bacino di carenaggio. E non per l&#8217;esplosione di un siluro scagliato da chiss\u00e0 dove&#8230;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La storia non ricorda il comandante della Royal Australian Navy George Scott Stewart per particolari atti di eroismo, bench\u00e9 la sua capacit\u00e0 di reagire correttamente all&#8217;assalto di un sommergibile sub\u00ecto a largo di Orano rappresenti, nei fatti, un chiaro esempio di sangue freddo e risultati anteposti all&#8217;incolumit\u00e0 personale. Entro pochi minuti infatti, l&#8217;intera quantit\u00e0 di 139 uomini a bordo fatta eccezione per i 6 morti a causa dell&#8217;impatto del siluro aveva raggiunto le scialuppe di salvataggio, mentre un SOS era stato inviato all&#8217;indirizzo del Vanoc, un cacciatorpediniere di classe V situato a pochi chilometri di distanza. Proprio mentre l&#8217;aggressore tedesco si stava ritirando infatti, ben sapendo che il massimo danno a cui poteva aspirare quel giorno era stato fatto, la terza nave giunse in soccorso della Porcupine e della Maidstone, attivando i propri sonar e rilasciando la dovuta quantit\u00e0 di bombe marine. Ci\u00f2 che apparve chiaro fin da subito, tuttavia, era che la classe P era in condizioni pessime, con un enorme squarcio nella parte centrale, tale che sembrava prossima a spezzarsi a met\u00e0. Una volta recuperati  Stewart e gli altri, quindi, venne deciso di trainarla fino a una secca a ridosso della costa, affinch\u00e9 non affondasse del tutto mentre si decideva cosa fare del suo rottame.<br>Il 28 marzo del 1943, circa tre mesi dopo il disastro tuttavia, i vertici della macchina bellica inglese impegnata nel Mediterraneo elaborarono l&#8217;idea che dopo tutto, una simile quantit\u00e0 di acciaio di prima qualit\u00e0 poteva essere trasformata in copiose quantit\u00e0 di Spitfire, fucili Lee-Enfield e carri armati, ragion per cui venne decretato che il relitto venisse rimorchiato da Orano, con la debita scorta, fino ai cantieri di Portsmouth, passando attraverso lo stretto di Gibilterra. E senza particolari incidenti, il progetto si realizz\u00f2 fin quasi all&#8217;ultima battuta. Se non durante il tragitto di ritorno in patria, il cacciatorpediniere apparve sorprendentemente solido ed ancora funzionale, ragion per cui al direttore delle operazioni di smantellamento &amp; riciclo (il cui nome non conosciamo) venne il principio di un&#8217;assurda idea: e se invece di distruggerla, la nave fosse stata divisa in due?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"207\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Half-Porcupine-500x207.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29879\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Half-Porcupine-500x207.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Half-Porcupine-768x318.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Half-Porcupine.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption>Mezza nave, mezzo equipaggio, met\u00e0 dei consumi e le strutture a bordo. Eppure, una simile soluzione pu\u00f2 risultare valida quando le aspettative sono ragionevoli. E non sempre la suddivisione in essere deve costituire, necessariamente, un chiaro segno della fine.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>&#8220;Si, come no, facciamola a pezzi!&#8221; Inizi\u00f2 a venir ripetuto scherzosamente dagli uomini del cantiere: &#8220;Chiameremo la parte davanti HMS Pork, e quella dietro, HMS Pine&#8230;&#8221; Un vezzo quest&#8217;ultimo, che non gli sarebbe stato certamente d&#8217;aiuto nell&#8217;allontanare un proposito cos\u00ec bizzarro; poich\u00e9 entro la fine dell&#8217;estate successiva ed attraverso un laborioso processo andato oramai perduto, le due parti della nave esistevano come monadi del tutto indipendenti esattamente con tali appellativi, non di meno valide a svolgere il compito a cui erano state assegnate: agire in qualit\u00e0 alloggi galleggianti per il personale del porto militare e navi deposito per il loro equipaggiamento fino al 1946, quando la prima era stata requisita per supportare le operazioni di sminamento, mentre la seconda aveva ricevuto l&#8217;incarico di manovrare a seguito del veliero storico HMS Victory, risalente al 1760. Compiti che continuarono a svolgere con relativo successo almeno fino ad agosto di quell&#8217;anno quando, dopo una carriera relativamente lunga per delle navi create per caso, vennero finalmente tolte dal servizio attivo ed infine smantellate.<br>E se c&#8217;\u00e8 un insegnamento che possiamo trarre da un simile surreale fatto della storia, \u00e8 che in tempo di guerra l&#8217;ingegno delle persone risulta particolarmente acu\u00ecto ed anche quando tutto sembra perduto, pu\u00f2 bastare poco per rovesciare i presupposti di una tragica situazione. Trasformando l&#8217;episodio finale nella vita operativa di un prezioso mezzo bellico, nell&#8217;occasione di mezzo trionfo nonostante gli eventi, segu\u00ecta da un doppio varo effettuato con mezze bottiglie, scagliate verso il bersaglio dall&#8217;apice di un mezzo molo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il comandante\u00a0George Scott Stewart\u00a0non si faceva particolari illusioni sulla possenza del suo vascello: con un dislocamento di 1.717 tonnellate e una lunghezza di 105 metri, il cacciatorpediniere britannico Porcupine costituiva un tipico rappresentante della classe P, una delle 16 navi costruite a Newcastle upon Tyne in tutta fretta all&#8217;inizio della guerra nel 1939, armata con &#8230; <a title=\"La mitosi della nave colpita da un siluro nella seconda guerra mondiale\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29877\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La mitosi della nave colpita da un siluro nella seconda guerra mondiale\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[845,4836,3541,517,462,119,1234,241,4835,534,570,2270,1015,3372,1389,71,89,4834,4491],"class_list":["post-29877","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-battaglie","tag-cacciatorpedinieri","tag-capitani","tag-costruzione","tag-distruzione","tag-eventi","tag-marina","tag-militari","tag-mitosi","tag-navi","tag-navigazione","tag-porti","tag-seconda-guerra-mondiale","tag-siluri","tag-sommergibili","tag-storia","tag-strano","tag-u-boat","tag-vascelli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29877","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=29877"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29877\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29881,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29877\/revisions\/29881"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=29877"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=29877"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=29877"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}