{"id":29819,"date":"2020-01-07T06:16:50","date_gmt":"2020-01-07T05:16:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29819"},"modified":"2020-01-07T06:18:00","modified_gmt":"2020-01-07T05:18:00","slug":"la-musica-nascosta-nelle-radiografie-sovietiche-del-dopoguerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29819","title":{"rendered":"La musica nascosta nelle radiografie sovietiche del dopoguerra"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/XMCCYnDvpJQ\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Music-on-the-Bones-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29821\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Music-on-the-Bones-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Music-on-the-Bones-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Music-on-the-Bones-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Music-on-the-Bones.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Mai sottovalutare quello che una persona pu\u00f2 essere disposta a fare per un mero assaggio, per quanto momentaneo, d&#8217;insostituibile e preziosa libert\u00e0. Soprattutto quando quel qualcuno, dopo le molteplici esperienze fatte in precedenza, possiede in se stesso la scintilla incandescente dell&#8217;umano ingegno operativo. Mosca, 1946: l&#8217;immigrato polacco Stanislav Philo torna dalla guerra con un souvenir assai particolare&#8230; Si tratta di una macchina portatile della Telefunken per l&#8217;incisione dei dischi in vinile, del tipo fornito dalle autorit\u00e0 statunitensi ai reporter e i commentatori radiofonici inviati al fronte, tra esplosioni di proiettili d&#8217;artiglieria e traccianti rosso fuoco. Armato di tale avveniristico strumento nell&#8217;immediato dopoguerra, quindi, sar\u00e0 proprio lui ad aprire un piccolo negozio a Mosca, dove oltre alla vendita di musica approvata dal regime, offriva l&#8217;intrigante possibilit\u00e0 per i clienti di pagare al fine di registrare un breve messaggio, o esecuzione musicale, a beneficio dei propri amici e parenti. Era tuttavia dopo l&#8217;abbassamento della sua saracinesca, all&#8217;allungarsi delle prime ombre del vespro, che il suo vero lavoro aveva inizio: Philo possedeva, infatti, una stretta rete di legami con i commercianti del mercato nero, oltre a fornitori di materiale, per cos\u00ec dire, proibito. Musica latrice di movenze e pensieri inappropriati, dischi contenenti esecuzioni di generi come il jazz, il blues e addirittura il boogie-woogie, antesignano del successivo rock and roll. Oltre ad opere dal significato politico arbitrario ma profondo, come le canzoni di Pyotr Leshchenko, il cantante di tango e musica gitana che era emigrato dall&#8217;Unione Sovietica negli anni &#8217;30, per andare a intrattenere gli anti-bolscevichi nei loro eremi di Parigi. Ed una convinzione, certamente rischiosa eppur condivisibile, che tutta la musica meritasse di essere ascoltata, indipendentemente dalle idee imposte da parte dell&#8217;uomo solo al comando; cos\u00ec che inizi\u00f2 a copiare i dischi proibiti. Ora naturalmente, sarebbe stato per lui assai difficile procurarsi i supporti vuoti da incidere ed era del tutto inerente, in quell&#8217;approccio ormai desueto alla registrazione sonora, che i precedenti dischi non potessero venire sovrascritti con dei contenuti nuovi. Da principio, quindi, la diretta risultanza del suo lavor\u00eco fu costruita sulla base di un particolare tipo di lastre fotografiche di grande formato usate originariamente per la fotografia aerea tagliate, forate mediante l&#8217;impiego di una sigaretta accesa ed incise con la Telefunken nel pi\u00f9 assoluto silenzio del suo locale. Entro poco tempo tuttavia, da uno dei gruppi di distributori clandestini dei suoi dischi clandestini, emerse la figura che avrebbe cambiato ogni cosa, grazie al suo ingegno decisamente al di sopra della media. Non \u00e8 facile, su Internet, trovare informazioni su Ruslan Bogoslovsky, l&#8217;ingegnoso membro della gang del &#8220;Cane Dorato&#8221; (un riferimento al famoso marchio inglese HMV, con il Jack Russel Terrier che ascolta il grammofono) colui che a quanto pare riusc\u00ec ad applicare l&#8217;ingegneria inversa alla macchina d&#8217;incisione per il vinile. Ma soprattutto, a cui venne l&#8217;idea capace di trasformare e rendere infinitamente pi\u00f9 pervasivo quel movimento: l&#8217;impiego, per l&#8217;appunto, di lastre risultanti da radiografie mediche acquistate a poco prezzo, o prelevate direttamente dalla spazzatura degli ospedali. Materiali ingombranti e potenzialmente combustibili, considerati totalmente inutili dalle strutture una volta che il paziente veniva dimesso, che potevano essere trattati come le precedenti alternative al fine di trasformarle in delle piccole pieghevoli registrazioni sonore, il cui soprannome popolare divent\u00f2 <em>r\u00ebbra, <\/em>termine significante, per l&#8217;appunto, costole (umane). E fu probabilmente proprio quello, l&#8217;inizio di un movimento giovanile destinato a lasciare un segno indelebile nella storia della Russia sovietica&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/UkpMEN6sM00\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Bone-Records-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29820\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Bone-Records-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Bone-Records-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Bone-Records-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Bone-Records.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>I dischi incisi sulle ossa avevano spesso il titolo scritto con una semplice penna, sopra le immagini di un qualche connazionale precedentemente ricoverato nelle grandi strutture ospedaliere della Russia. Coloro che si occupavano di tagliare le lastre, ad ogni modo, facevano il possibile per lasciare in evidenza la parte pi\u00f9 caratteristica e intrigante dell&#8217;immagine a raggi X.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Si tratt\u00f2 di un&#8217;immagine particolarmente importante per i vertici del potere stalinista, riprodotta in numerosi volantini e vignette propagandistiche sui giornali: quella di Marx in persona, con espressione corrucciata sotto la lunga barba, che osserva afflitto un giovane intento a ballare sopra una torre di dischi in vinile. Figura rappresentante, nell&#8217;idea degli illustratori, la nuova categoria sociale dei cosiddetti <em>stilyagi<\/em> (&#8220;cacciatori di stile&#8221;) ovvero ammiratori di tutto ci\u00f2 che provenisse dal proibito Ovest al di l\u00e0 della cortina, partendo dall&#8217;abbigliamento, il cinema e la tecnologia, fino all&#8217;inevitabile campo della musica e tutto ci\u00f2 che questa tendeva a portare con se. Sentimenti e pensieri proibiti, persino un vano desiderio di cambiar le cose, a beneficio della prossima generazioni se non quella presente. Ed in effetti, un gesto insolito inizi\u00f2 a ripetersi nei vicoli, all&#8217;ombra degli alti edifici e ben lontano dal pericoloso sguardo della polizia: qualcuno che accettava un pagamento in natura, come una piccola bottiglia di vodka o un pacchetto di sigarette (o pochi rubli, bench\u00e9 ci\u00f2 fosse sorprendentemente raro) mentre l&#8217;oggetto flessibile fuoriusciva dalla manica della controparte, per sparire immediatamente sotto il cappotto del compratore. Cos\u00ec che una volta ritornati a casa propria, si potessero ascoltare autori americani come Bill Haley, Elvis  Presley, Ella Fitzgerald e Glenn Miller, poi sostituiti dai Beatles e i Rolling Stones. Questi dischi, ovviamente, avevano una qualit\u00e0 decisamente altalenante tanto da contribuire alla creazione dell&#8217;espressione in russo &#8220;ascoltare attraverso il rumore di fondo&#8221; ed inoltre iniziavano a deperire oltre l&#8217;utilizzabile dopo appena una dozzina d&#8217;ascolti, favorendo ulteriormente la natura impermanente della musica proibita. Il cui commercio non era facile, tanto che lo stesso Bogoslovsky venne arrestato ben tre volte e per periodi di detenzione di fino a cinque anni, ritornando tuttavia ogni volta a partecipare attivamente alla comunit\u00e0 dei commercianti di <em>r\u00ebbra<\/em>, continuando a copiare gli autori della perversione con le sue macchine fatte in casa. Altri praticanti di quest&#8217;arte considerata sobbillatrice nel frattempo, subirono sentenze meno estese ma altrettanto spiacevoli, bench\u00e9 nulla di tutto questo riuscisse effettivamente ad eradicare il movimento degli <em>stilyagi<\/em>. E va notato il persistere di un insistente e surreale dualismo, secondo cui molti degli stessi musicisti che venivano considerati anti-clericali e latori di messaggi filo-sovietici nell&#8217;America della caccia alle streghe, risultassero nel frattempo altrettanto indesiderabili nello stato laico creato dalla grande Rivoluzione, poich\u00e9 portatori di messaggi considerati inappropriati all&#8217;educazione dei giovani stalinisti. Il che la dice lunga, in effetti, su come il fondamentale conflitto di ogni generazione sia sempre stata contro quelle precedenti, naturalmente ostili a qualsiasi cosa non riescano a comprendere o inserire nei loro schemi di valori ormai irrigiditi dal tempo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-KEAAW9RLtQ\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Vinyl-lathe-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29822\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Vinyl-lathe-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Vinyl-lathe-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Vinyl-lathe-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2020\/01\/Vinyl-lathe.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il procedimento di copia dei dischi in vinile trae beneficio da una macchina che trasforma le vibrazioni sonore nei movimenti di un tornio, capace d&#8217;incidere i solchi su di un qualsiasi tipo di materiale, dallo spessore e superficie adeguatamente liscia. Generalmente parlando, un simile meccanismo pu\u00f2 essere costruito a partire da un comune giradischi, purch\u00e9 dotato di sufficiente forza rotativa.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Oggi ricercati con un certo fervore da particolari tipi di collezionisti, i dischi &#8220;sulle costole&#8221; vennero prodotti in gran numero, al punto che nel 1958 lo stato Sovietico promulg\u00f2 una legge specifica contro &#8220;la registrazione clandestina di musica inappropriata&#8221; che avrebbe portato a una nuova ondata di arresti e repressione. Ci\u00f2 che avrebbe portato tuttavia, con assoluta certezza, al declino di questa pratica non sarebbe stato l&#8217;intento umano bens\u00ec l&#8217;introduzione di nuove tecnologie, tra tutte il nastro magnetico delle cassette a partire dalla met\u00e0 degli anni &#8217;60, capace di facilitare in maniera esponenziale il riutilizzo e lo smercio dei supporti mediatici in uso. Al punto che, di l\u00ec a poco, il semplice concetto di proibire la musica avrebbe cessato di avere alcun tipo di residuo significato e qui potremmo costruire, idealmente, un significativo parallelo con l&#8217;odierna ubiquit\u00e0 delle registrazioni digitali e l&#8217;evidente facilit\u00e0 con cui una chiavetta USB, nonostante l&#8217;intento dei moderni regimi dittatoriali, pu\u00f2 filtrare attraverso le maglie di qualsivoglia controllo a tappeto da parte delle autorit\u00e0 vigenti.<br>Perch\u00e9 nulla pu\u00f2 fermare, nonostante le possibili intenzioni di chi si trova ai vertici, la marcia inarrestabile del progresso. Anche se ci\u00f2 dovesse includere, assieme a semplificazioni del proprio stile di vita, idee contrarie al ponderoso tomo universalmente accettato della cosiddetta &#8220;morale comune&#8221; o &#8220;buon senso degli uomini civili&#8221;. E se soltanto ci fermiamo un attimo ad analizzare le cose in modo oggettivo, potremmo renderci conto di come fondamentalmente un tale principio sopravviva tutt&#8217;ora e persino all&#8217;interno dei prossimi confini, nella mente di talune personalit\u00e0 al comando che risultano, per fortuna, del tutto impossibilitate ad applicarlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mai sottovalutare quello che una persona pu\u00f2 essere disposta a fare per un mero assaggio, per quanto momentaneo, d&#8217;insostituibile e preziosa libert\u00e0. Soprattutto quando quel qualcuno, dopo le molteplici esperienze fatte in precedenza, possiede in se stesso la scintilla incandescente dell&#8217;umano ingegno operativo. Mosca, 1946: l&#8217;immigrato polacco Stanislav Philo torna dalla guerra con un souvenir &#8230; <a title=\"La musica nascosta nelle radiografie sovietiche del dopoguerra\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29819\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La musica nascosta nelle radiografie sovietiche del dopoguerra\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[2095,1168,584,3551,4817,136,4816,3317,73,4818,3277,4814,116,768,4815,71,89,97,1663,4813],"class_list":["post-29819","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-anni-50","tag-anni-60","tag-cultura","tag-dischi","tag-incisioni","tag-invenzioni","tag-lastre","tag-movimenti","tag-musica","tag-radiografie","tag-registrazioni","tag-rivoluzione","tag-russia","tag-societa","tag-sovietici","tag-storia","tag-strano","tag-tecnologia","tag-vecchi-tempi","tag-vinili"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29819","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=29819"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29819\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29824,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29819\/revisions\/29824"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=29819"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=29819"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=29819"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}