{"id":29760,"date":"2019-12-30T06:11:12","date_gmt":"2019-12-30T05:11:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29760"},"modified":"2019-12-30T06:13:21","modified_gmt":"2019-12-30T05:13:21","slug":"il-mercato-futuribile-di-una-sgommata-che-perpetra-se-stessa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29760","title":{"rendered":"Il mercato futuribile di una sgommata che perpetra se stessa"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3x3SqeSdrAE\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/MARTY-Drifting-Car-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29763\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/MARTY-Drifting-Car-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/MARTY-Drifting-Car-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/MARTY-Drifting-Car-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/MARTY-Drifting-Car.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Seduto rigido sopra il sedile, il pilota creativo affronta il rally col tenore di una sola pennellata: al termine di ciascun tratto rettilineo, quando giunge l&#8217;attimo cruciale della svolta, gira il suo volante &#8220;appena il giusto&#8221; affidandosi all&#8217;intuito del momento. Egli pu\u00f2 esser abile, se vanta un certo grado d&#8217;esperienza, ma ogni sfida pu\u00f2 della sua carriera \u00e8 inerentemente soggetta ad influenze esterne: sta piovendo? Quanto sono consumate le sue gomme? C&#8217;\u00e8 uno spettatore sull&#8217;interno della problematica banchina? Gli imprevisti che persistono, possono portarlo ad un errore. Mentre la sua controparte, per cos\u00ec dire, scientifica, pu\u00f2 essere considerata ben diversa. Perch\u00e9 giunge a un tale gesto sopra le ali di una precedente Conoscenza; il senso esatto, frutto di precisi calcoli, di quanto sia possibile spingersi oltre, piuttosto che frenare con un&#8217;enfasi frutto di calcoli profondi. Il pilota razionale: ci\u00f2 che tutti aspirano a poter infine diventare, se riescono a durare sufficientemente a lungo nei recessi impegnativi di quel mondo. Che \u00e8 poi anche il NOSTRO mondo, se soltanto ci pensi: poich\u00e9 questo \u00e8 quello che succede, specialmente in inverno, quando l&#8217;aderenza delle ruote si trasforma in un fattore ormai facoltativo. Per l&#8217;effetto di quel ghiaccio, oppur la pioggia assieme al vento, l&#8217;auto si trasforma in un proiettile fuori controllo destinato all&#8217;autodistruzione.<br>Attimi, momenti dal profondo dramma dell&#8217;introspezione. E non sono molti, tra gli autisti del comune quotidiano, a potersi dir capaci di restare calmi in tali circostanze, affidandosi a un principio di ragionamento. Il che potrebbe relativamente presto, d&#8217;altra parte, cambiare: gi\u00e0 perch\u00e9 per quanto ne sappiamo, da qui a 20-30 anni, le strade potrebbero trovarsi popolate di una nuova stirpe di piloti. Senza volto e senza corpo, a meno che per &#8220;corpo&#8221; non s&#8217;intenda il mezzo stesso di metallo dentro cui si trovano gli umani stessi. Ed \u00e8 questa, per l&#8217;appunto, la domanda che hanno scelto di porsi J. Christian Gerdes e i suoi studenti del Dipartimento di Progettazione Dinamica dell&#8217;Universit\u00e0 di Stanford, con la creazione a partire dal 2015 di un nuovo tipo di veicolo, chiamato niente meno che <em>Multiple Actuator Research Test bed for Yaw control<\/em> (o MARTY) data la passione duplice di questo professore per gli acronimi e una certa serie di film iniziata negli anni &#8217;80. I pi\u00f9 attenti tra voi avranno infatti gi\u00e0 notato come il mezzo in questione abbia l&#8217;aspetto esteriore di niente meno che una DMC DeLorean l&#8217;iconica (terribile) automobile frutto del desiderio d&#8217;innovazione dell&#8217;ex direttore del marketing di varie importanti compagnie motoristiche statunitensi John Zachary\u00a0D, successivamente trasformatosi nel promotore del pi\u00f9 disallineato parto della sua mente: un&#8217;auto dall&#8217;aspetto sportivo che era tutto, fuorch\u00e9 sportiva. A meno prima che scienziati pi\u00f9 o meno sani di mente, provenienti dalle regioni maggiormente irriverenti del cinema di genere, riuscissero a trasformarla in una piattaforma straordinariamente solida del sogno umano di viaggiare nel tempo. E chi l&#8217;avrebbe mai detto, sul finire esatto del 2019, che un simile proposito potesse tornare nuovamente rilevante&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/tradNtWvPS4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/MARTY-Car-Inventors-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29762\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/MARTY-Car-Inventors-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/MARTY-Car-Inventors-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/MARTY-Car-Inventors-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/MARTY-Car-Inventors.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Nello stile comunicativo di Stanford a margine di quest&#8217;idea, possiamo chiaramente individuare anche un&#8217;intento collaterale di tipo pubblicitario e di marketing, come esemplificato tra gli altri aspetti dalla t-shirt a tema vintage qui portata orgogliosamente da Jonathan Goh.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La notizia, recentemente riportata da innumerevoli siti di web di tutto il mondo, trae l&#8217;origine dalla pubblicazione sul finire di novembre del secondo e pi\u00f9 dettagliato studio frutto di questa ricerca, in realt\u00e0 finalizzata a incrementare la sicurezza delle incipienti automobili a guida automatica che sempre pi\u00f9 spesso vengono fatte circolare sulle strade ordinate della Silicon Valley. Veicoli i quali, se davvero riusciranno un giorno a prender piede, dovranno effettivamente affrontare un&#8217;ampio ventaglio di possibili imprevisti, incluso il successivo passaggio da uno stato di guida per cos\u00ec dire &#8220;normale&#8221; allo slittamento accidentale, che poi altro non sarebbe che l&#8217;occorrenza indesiderabile di un processo di <em>drifting<\/em> (slittamento). L&#8217;idea frutto del progetto di ricerca firmato da Chris Gerdes e il suo braccio destro Jonathan Y. Goh, studente PhD con lavori nel campo dell&#8217;<em>automotive, <\/em>la robotica, il controllo della traiettoria e la dinamica veicolare, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, vorrebbe dunque costituire un sincero tentativo d&#8217;incrementare la sicurezza di tali futuribili circostanze, importando direttamente dal mondo dei calcoli rallistici un certo tipo di razionale impiego del volante e i pedali di controllo, fino all&#8217;eliminazione di ogni fattore imprevisto, persino durante le situazioni d&#8217;emergenza. Il che avrebbe comportato, fin dalle primissime battute di quel proposito, la trasformazione dell&#8217;automobile in questione in qualcosa di sostanzialmente diverso, proprio perch\u00e9 la DeLorean in quanto tale pu\u00f2 essere detta il veicolo pi\u00f9 lontano immaginabile da un&#8217;auto capace di effettuare una valida serie di sgommate. Ecco dunque il primo capitolo di modifiche, basate tanto per cominciare sull&#8217;integrazione di un motore elettrico di potenza non specificata fornito dall&#8217;azienda collaboratrice Renovo, oltre ad una completa sostituzione del sistema di sospensioni al fine di garantire una migliore tenuta di strada, ed infine l&#8217;aggiunta di una <em>rollbar <\/em>integrata nella carrozzeria, non soltanto per proteggere i passeggeri ma anche al fine d&#8217;incrementare la rigidit\u00e0 veicolare dell&#8217;auto. Il tutto fino al raggiungimento, gi\u00e0 un paio d&#8217;anni a questa parte, dello stato ideale per l&#8217;aggiunta del misterioso sistema di controllo in grado di permettere all&#8217;auto di fare <em>drifting<\/em>, a quanto pare basato su una coppia di antenne GPS estremamente precise e (possiamo presumere) una lunga serie di accelerometri ed altri sensori di movimento. Il che ci porta alla grande novit\u00e0 di queste scorse settimane, ovvero il video in cui l&#8217;auto MARTY viene mostrata impegnata nell&#8217;affrontare il percorso di guerra chiamato (con fantasia, ammettiamolo pure, latente) per l&#8217;appunto MARTYkhana, dal nome della moderna specialit\u00e0 di evoluzioni e virtuosismi di tipo rallistico chiamata, per l&#8217;appunto, Gymkhana. E di un vero e proprio spettacolo si tratta, anche grazie alle vertiginose riprese via drone, mentre l&#8217;auto con i due studenti a bordo s&#8217;insinua sicura attraverso una pletora di coni da parcheggio, compiendo sgommate e traslazioni al limite del possibile, con l&#8217;assoluta sicurezza che pu\u00f2 derivare soltanto dai calcoli di un computer. E cosa non da poco, giungendo persino a ricever l&#8217;encomio di un paio di piloti specializzati in tale disciplina, pronti ad ammettere in maniera implicita la maniera in cui difficilmente un umano avrebbe potuto affrontare tale percorso e dominarlo a quel modo senza una lunga serie di tentativi falliti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/WNIDcT0Zdj4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/MARTY-Car-Build-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29761\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/MARTY-Car-Build-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/MARTY-Car-Build-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/MARTY-Car-Build-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/MARTY-Car-Build.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;aspetto notevole della ricerca di certe grandi societ\u00e0 statunitensi \u00e8 la capacit\u00e0 di mettere a frutto la collaborazione con il settore privato, spesso senza badare a spese verso l&#8217;ottenimento di un prezioso obiettivo finale. Anche quando, come in questo caso, l&#8217;applicazione commerciale appare quanto mai distante.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Cosa gli scienziati di Stanford siano quindi riusciti ad ottenere, oltre a un magnifico video virale per Internet, resta ad oggi precluso a noi &#8220;comuni&#8221; mortali. Per il semplice fatto che, come spesso avviene per simili studi scientifici dal potenziale valore d&#8217;investimento, la lettura delle loro pubblicazioni resta ad oggi nascosta dietro il (relativamente) invalicabile <em>paywall<\/em> dei portali di divulgazione scientifica, evoluzione ad accesso ristretto delle antiche, forse pi\u00f9 democratiche riviste di scienza. Mentre spazio notevole \u00e8 stato dedicato alla promozione collaterale del progetto (&#8220;Facciamo ricerca con stile&#8221; \u00e8 uno slogan ricorrente) ed il futuro, sperato confronto su pista con un esecutore umano degli stessi propositi veicolari di bruciar gomma. Mancava poco facessero il nome di Ken Block!<br>Perch\u00e9 d&#8217;altra parte l&#8217;avanzamento della tecnologia \u00e8 solito portare, assieme a innumerevoli vantaggi, qualche ostacolo &#8220;situazionale&#8221; che occorre abituarsi ad ignorare mentre si passa oltre, verso l&#8217;ottenimento della preziosa gemma che si nasconde alla fine del Labirinto. Come fatto da Emmet &#8220;Doc&#8221; Brown, il canuto pazzoide pronto a bruciare l&#8217;asfalto pur di partire verso gli abissi crono-temporali delle epoche relativamente trascorse o future. O i costruttori ipotetici di quell&#8217;entusiasmante skateboard situato a 30 cm da terra che siamo tutti, ancora oggi, qui ad aspettare&#8230; Ma la nostra pazienza ha un limite. Stanford? Non hai niente da dire, sull&#8217;argomento?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seduto rigido sopra il sedile, il pilota creativo affronta il rally col tenore di una sola pennellata: al termine di ciascun tratto rettilineo, quando giunge l&#8217;attimo cruciale della svolta, gira il suo volante &#8220;appena il giusto&#8221; affidandosi all&#8217;intuito del momento. 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