{"id":29696,"date":"2019-12-20T06:16:54","date_gmt":"2019-12-20T05:16:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29696"},"modified":"2019-12-20T06:16:56","modified_gmt":"2019-12-20T05:16:56","slug":"questa-roccia-vivente-e-piu-antica-dellimpero-romano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29696","title":{"rendered":"Questa roccia vivente \u00e8 pi\u00f9 antica dell&#8217;Impero Romano"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/bPvKxdZbBm8\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Big-Old-Yareta-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29697\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Big-Old-Yareta-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Big-Old-Yareta-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Big-Old-Yareta-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Big-Old-Yareta.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u00c9 una fondamentale realt\u00e0 per ogni essere vivente, la maniera in cui, nella maggior parte delle situazioni, l&#8217;unione costituisca un sinonimo di forza. Quella tra le cellule dell&#8217;organismo, un tempo concepite dai processi naturali come monadi del tutto indipendenti, finch\u00e9 la necessit\u00e0 di sopravvivere, ed in qualche modo prosperare, non ne ha enfatizzato determinate funzioni di caso in caso, rendendole complementari. Ci\u00f2 detto, esiste il caso di un sistema addirittura pi\u00f9 efficiente: quello che si genera grazie al processo di adesione. Compatta, indivisibile corrispondenza, tra creature totalmente indipendenti in linea di principio, che del resto formano colonie, proprio perch\u00e9 questo basta a renderle del tutto impervie al pi\u00f9 terribile dei loro avversari: il tempo. Pensate per esempio all&#8217;alveare, che rinasce identico al principio delle singole stagioni; oppure alla natura del corallo, scheletro rosato di una plurima e minuscola collettivit\u00e0; ed ancora a certi tipi di coltura batterica, con protisti o microbi perfettamente in grado di clonare se stessi <em>ad infinitum. <\/em>Ma \u00e8<em> <\/em>soltanto unendo un simile princ\u00ecpio alla natura estremamente longeva  del mondo vegetale, che possiamo giungere alla casistica del tipo pi\u00f9 ESTREMO di creatura. Quello che troviamo qui rappresentato grazie all&#8217;esemplare notevolmente imponente di Yareta, o<em> Azorella compacta<\/em> che dir si voglia, che forse al momento in cui Ottaviano Augusto concentrava su di se tutti i poteri della Repubblica, giaceva perfettamente identica ma un po pi\u00f9 piccola, nelle sabbiose distese degli alti deserti andini. A cosa ci \u00e8 possibile, del resto, far corrispondere il concetto di &#8220;individuo&#8221; se non la specifica continuazione di una singola cosa, con perfetta identit\u00e0 di luogo, aspetto e funzionalit\u00e0&#8230; Come la verde coperta che ogni cosa ricopre, crescendo alla notevole (!) velocit\u00e0 di 1,5 cm l&#8217;anno. Eppure, contrariamente a quanto si potrebbe tendere a pensare, la yareta non \u00e8 affatto un muschio, non \u00e8 un semplice licheno, bens\u00ec un&#8217;effettiva pianta legnosa capace di fiorire e far frutti in primavera ed estate, fatti giungere a maturazione nel corso di circa 15 settimane. Imparentata, alquanto sorprendentemente, alle ombrellifere (Apiacee) come il prezzemolo e la carota, in forza della tipica vastit\u00e0 omni-inclusiva della tassonomia vegetale. Ma le somiglianze, come potrete facilmente immaginare, sono tutt&#8217;altro che evidenti, data la natura straordinariamente estrema del suo habitat d&#8217;appartenenza: le pendici e le asperit\u00e0 del Sudamerica, tra Cile, Per\u00f9 e Argentina, dove l&#8217;assenza di piogge regolari \u00e8 superata soltanto dal soffio gelido del vento proveniente dal Pacifico, in grado di devastare qualsivoglia tentativo di sopravvivenza vegetativa. <br>A meno, s&#8217;intende&#8230; Che questo riesca a svilupparsi in maniera tanto densa e compatta, frutto della collaborazione collettiva, da riuscire a trattenere al tempo stesso calore ed umidit\u00e0, raggiungendo uno stato d&#8217;aggregazione in grado di superare qualsiasi difficolt\u00e0. Persino il passaggio dei secoli ulteriori, superati per durata l&#8217;uno dopo l&#8217;altro, come fossero i lombrichi nel fertile suolo di un&#8217;impossibile foresta delle Ere&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/bzbsD7NYwBA\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Yareta-Flowers-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29699\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Yareta-Flowers-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Yareta-Flowers-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Yareta-Flowers-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Yareta-Flowers.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il ciclo riproduttivo annuale di &#8220;una&#8221; yareta si espleta con queste piccole infiorescenze gialle o marroni, utilizzate per attirare gli insetti di cui la colonia ha bisogno per prosperare.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nota ai popoli andini da molto prima della venuta degli Europei, la yareta (o <em>yarita<\/em> in lingua Quechua) \u00e8 sempre stata utilizzata nella medicina tradizionale per le sue propriet\u00e0 antinfiammatorie capaci di arrecare sollievo ad infortuni, infezioni e dolori articolari. Il suo frutto non commestibile in particolare, un piccolo schizocarpo secco e composto di segmenti richiusi l&#8217;uno a ridosso dell&#8217;altro, veniva triturato e utilizzato al fine di preparare degli impacchi, stimati per la loro presunta capacit\u00e0 di curare ogni tipo di afflizione al sistema muscolare umano. Ma la principale utilit\u00e0 della pianta per queste societ\u00e0 montane, nate in un luogo in cui la vegetazione risulta inerentemente scarsa, \u00e8 stata quella di agire come combustibile all&#8217;interno delle abitazioni e nelle profonde miniere di salnitro della regione, dove serviva anche ad asciugare il minerale. Nonch\u00e9 persino, in epoca pi\u00f9 recente, nelle caldaie dei primi treni a vapore, data la capacit\u00e0 di generazione termica capace di raggiungere il 50% del carbone, dovuta all&#8217;estrema densit\u00e0 dei suoi steli e foglie cerate e resinose, che la rendono estremamente pesante in proporzione allo spazio occupato. Pratica, quest&#8217;ultima, fortunatamente accantonata nell&#8217;epoca moderna data la sua scarsa sostenibilit\u00e0, proprio per la lentezza con cui queste piante possono crescere e riuscire a rigenerarsi. Bench\u00e9 servano tutt&#8217;ora, in circostanze dalla natura decisamente pi\u00f9 spontanea, come foraggio per i greggi di capre condotti fin lass\u00f9 a pascolare.<br>Detto ci\u00f2, se lasciata alle proprie macchinazioni, c&#8217;\u00e8 ben poco che possa minacciare l&#8217;effettiva sopravvivenza della yareta. Capace di assumere, nel corso dei lunghi anni, l&#8217;aspetto di una letterale coperta verde sopra specifici macigni o altre caratteristiche del paesaggio, che gradualmente scompaiono sotto lo strato composto dalle sue singole unit\u00e0 costituenti. Che una volta osservate da vicino, si dimostrano effettivamente come delle vere piantine potenzialmente indipendenti, composte da una rosetta di cinque foglie a disposizione circolare, al centro della quale, nelle giuste circostanze, pu\u00f2 crescere l&#8217;odorosa offerta agli artropodi necessari per prosperare. Pur essendo ermafrodita ed autofertile infatti, ciascun fiore di yareta dipende ancora in maniera significativa dal passaggio occasionale d&#8217;insetti capaci di fecondarla, evento a seguito del quale la singola &#8220;cellula&#8221; riesce a farsi affiancare dai propri simili, costituendo la fondamentale barriera di cui ha bisogno per sopravvivere contro la furia inclemente degli elementi. Ogni qualvolta in cui, quindi, la battaglia viene perduta non per questo succede lo stesso alla guerra, con singole colonie di <em>Azorella <\/em>che possono mostrarsi completamente secche e grigiastre da un lato, pur mantenendosi in perfetta salute laddove il sole ha battuto di meno, oppure il vento non \u00e8 riuscito a penetrare.  \u00c9 stato anzi dimostrato come la presenza di una parte secca possa talvolta finire per incrementare la fertilit\u00e0 del suolo, a immediato vantaggio della sua parte ancora in vita. Per quanto riguarda invece l&#8217;adattamento al sito di crescita, come avviene per inciso nel caso della maggior parte delle piante capaci di sopravvivere nel deserto dell&#8217;Atacama, questo essere risulta particolarmente versatile, senza particolari preferenze in materia di natura acida, alcalina o neutrale. Molto spesso, d&#8217;altra parte, la yareta cresce sopra i macigni di origine vulcanica che contribuiscono a dagli la caratteristica forma globulare. Bench\u00e9 sarebbe certamente riduttivo ed ingenuo, immaginare la pianta come uno strato sottile di verde capace di caratterizzare dal punto di vista cromatico simili oggetti soltanto per quanto concerne la superficie; eventualit\u00e0 o ipotesi, quest&#8217;ultima, subito screditata nel momento stesso in cui si provi a toccare uno degli esemplari pi\u00f9 estesi, dotati di una loro consistenza particolarmente caratteristica e riconoscibile al tatto ancor prima che l&#8217;avidit\u00e0 umana possa tentare di trasformarlo in carburante.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/1Jlqhk_nBb8\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Yareta-Closeup-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29698\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Yareta-Closeup-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Yareta-Closeup-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Yareta-Closeup-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Yareta-Closeup.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Cosa determina, idealmente, l&#8217;identit\u00e0 mutualmente esclusiva di un singolo individuo? L&#8217;incapacit\u00e0 di sopravvivere o rigenerarsi? Oppure la proficua interdipendenza degli esseri, capace d&#8217;attraversare indefessa le plurime, incalcolabili generazioni?<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La yareta risulta essere del resto altrettanto adattabile alle altitudini pi\u00f9 diverse, crescendo senza problemi dal livello del mare fino ai 5.200 metri delle pendici rocciose dalle pi\u00f9 elevate pendenze e livelli d&#8217;esposizione. Nella sostanziale occupazione di una nicchia totalmente esclusiva, in cui la competizione per le limitate sostanze nutritive del suolo risulta essenzialmente gi\u00e0 vinta in partenza, per precedente dipartita di ogni potenziale entit\u00e0 concorrente del consesso vegetale. Per non parlare della totale, straordinariamente invidiabile assenza di erbivori in cerca di cibo.<br>Oggi protetta da normativa inclemente proprio a vantaggio dei suoi utilizzatori pi\u00f9 inclementi, gli esseri umani dai mille bisogni e desideri, la yareta pu\u00f2 ritornare finalmente all&#8217;eterna prosperit\u00e0 che l&#8217;evoluzione gli ha concesso di possedere. Ma \u00e8 importante, persino fondamentale notare, come la maggior parte dei singoli individui che sono in vita, siano in effetti gli stessi di allora. Poich\u00e9 proprio questa \u00e8 la forza innegabile di (certi tipi di) piante. Per cui gli anni corrispondono a minuti. E i pi\u00f9 importanti e invincibili imperi agli antipodi, son poco pi\u00f9 che note a margine, dinnanzi alla sofisticata percezione dei mutamenti geologici e climatici dell&#8217;interno, indifferente pianeta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c9 una fondamentale realt\u00e0 per ogni essere vivente, la maniera in cui, nella maggior parte delle situazioni, l&#8217;unione costituisca un sinonimo di forza. 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