{"id":29626,"date":"2019-12-10T06:18:34","date_gmt":"2019-12-10T05:18:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29626"},"modified":"2019-12-10T06:26:32","modified_gmt":"2019-12-10T05:26:32","slug":"il-butoh-danza-che-celebra-loscurita-della-natura-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29626","title":{"rendered":"Butoh, una danza che celebra l&#8217;oscurit\u00e0 della natura umana"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9ms7MGs2Nh8\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Imre-Thormann-Butoh-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29627\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Imre-Thormann-Butoh-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Imre-Thormann-Butoh-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Imre-Thormann-Butoh-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Imre-Thormann-Butoh.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Se avete visto un film horror della serie Ju-On e The Ring, se avete giocato a The Siren o Silent Hill&#8230; Se, quando vi trovate dinnanzi a una schermata di selezione del personaggio, tendete a spostare il cursore sul ritratto pi\u00f9 bizzarro e divergente dalle norme estetiche comuni, come Voldo di Soul Calibur, con le movenze inumane e la carnagione pallida di un morto vivente&#8230; In un modo oppur l&#8217;altro, potreste averla conosciuta. Di certo, sarebbe quanto meno riduttivo voler limitare le conseguenze della danza d&#8217;avanguardia moderna giapponese <em>Butoh<\/em> o  <em>But\u014d <\/em>(\u821e\u8e0f &#8211; termine un tempo usato per riferirsi al valtzer occidentale) alle sue diramazioni pi\u00f9 prosaiche nella cultura Pop del Post-Moderno, bench\u00e9 risultino proprio queste, di primo acchito, a preservarne l&#8217;impatto quando viene messa in mostra, descritta o analizzata per il pubblico ludibrio, online. Poich\u00e9 l&#8217;espressione di un sentire fortemente personale, quando potenziata tramite la disciplina, l&#8217;abnegazione e lo studio dei processi d&#8217;espressione, come fosse l&#8217;estensione di un segmento lungo l&#8217;asse matematico dei sentimenti, pu\u00f2 diventare l&#8217;obiettivo di svariati spunti d&#8217;analisi, ciascuno egualmente significativo al fine di comprenderne i segreti pi\u00f9 nascosti ed occulti. E non ci vuole affatto molto, dopo essere venuti a contatto con l&#8217;esibizione del ballerino svizzero Imre Thormann presso il tempio di Hiyoshi Taisha a Shiga che costituisce attualmente l&#8217;esempio pi\u00f9 guardato di YouTube, con oltre 2 milioni e mezzo di visualizzazioni, per comprendere l&#8217;illimitata profondit\u00e0 di questa caverna,  tortuosa via d&#8217;accesso a un modo estremamente specifico di approcciarsi ai contenuti veicolati dal movimento del corpo umano. Volendo quindi tentare di azzardare una descrizione in linea di massima di quella che si \u00e8 trasformata, attraverso gli ultimi 60 anni, in una vera e propria filosofia di vita oltre che un canone della danza, potremmo riassumere le caratteristiche del Butoh per cos\u00ec dire &#8220;classico&#8221; nel tormento, visibilmente apprezzabile, dell&#8217;individuo sul palco che giunge drammaticamente a contatto con le implicazioni pi\u00f9 profonde dell&#8217;esistenza. Le quali includono, in aggiunta alla mortalit\u00e0 della carne, l&#8217;insoddisfazione dell&#8217;anima e uno stato d&#8217;infelicit\u00e0 pressoch\u00e9 costante, come esemplificato dalla forma prototipica di questa forma d&#8217;arte, definita in origine <em>ankoku but\u014d<\/em> (\u6697\u9ed2\u821e\u8e0f) ovvero letteralmente &#8220;danza dell&#8217;oscurit\u00e0&#8221;. Verso un processo che tende ad includere tra le altre cose: la nudit\u00e0 ed il corpo tinto di un colore chiaro o riflettente, tremori, scatti improvvisi, movimenti simili a quelli imposti da una forza esterna, come l&#8217;istigazione forzata da parte di spiriti o entit\u00e0 divine, o ancora la messa in scena di situazioni impossibili, come la trasformazione intera o parziale dei propri arti in creature del mondo naturale. Ci\u00f2 detto e come succede nella maggior parte dei movimenti di avanguardia, indipendentemente dalla loro nazionalit\u00e0, non esiste un preciso repertorio fisso che possa identificare una <em>perfomance <\/em>come &#8220;allineata&#8221; al concetto di Butoh, in quanto il rifiuto della standardizzazione \u00e8 alla base stessa della sua nascita, originariamente e convenzionalmente fatta risalire al periodo, nel secondo dopoguerra, in cui le giovani generazioni giapponesi rifiutavano al tempo stesso l&#8217;influenza possente dei paesi occidentali nei confronti di ogni aspetto dell&#8217;arte nazionale senza voler ritornare, al tempo stesso, alle rigide modalit\u00e0 espressive del teatro Noh, ritenuto comprensibilmente inadatto alle implicazioni in rapido e continuo cambiamento dell&#8217;universo contemporaneo. <br>Per questo il Butoh, ancor prima di diventare il sinonimo di una certa mostruosit\u00e0 trascendentale e in qualche modo digitalizzata causa l&#8217;attuale superficialit\u00e0 dell&#8217;arte, ha sempre posseduto uno stile diretto e terreno, idealmente privo di raffinatezza e grazia, ma soltanto perch\u00e9 teso in ogni suo atomo a coinvolgere lo spirito di chi si trova ad osservarlo&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3oRLt7fFn_I\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Ko-Moruboshi-Butoh-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29629\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Ko-Moruboshi-Butoh-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Ko-Moruboshi-Butoh-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Ko-Moruboshi-Butoh-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Ko-Moruboshi-Butoh.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il ballerino Ko Murobushi\u00a0mentre medita sul sale, in uno dei momenti topici del suo pezzo Ritournelle, qui messo in scena presso il Teatro Nazionale dell&#8217;Opera della Lettonia, a Riga. <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Approcciarsi alla storia del Butoh non pu\u00f2 in alcun modo tralasciare la menzione di due importanti figure che ne plasmarono e successivamente cavalcarono l&#8217;onda possente, definite tradizionalmente il cuore e l&#8217;anima del movimento. I loro nomi: Tatsumi Hijikata, teorico e ideatore (1928 &#8211; 1986) ed il ballerino pluri-centenario Kazuo Ohno (1906-2010) ciascuno egualmente importante nella creazione di un <em>corpus <\/em>di riferimento, bench\u00e9 profondamente diversi nelle finalit\u00e0 e lo scopo ultimo del loro proprio gesto d&#8217;artista. Il cui notevole incontro durante un festival della danza del 1959 avrebbe letteralmente lasciato senza parole l&#8217;intero mondo culturale giapponese pronto a definirli dei pericolosi iconoclasti, mentre su coreografie del primo, il secondo si esibiva nel rappresentare la vicenda la storia d&#8217;amore tra due uomini, un giovane e un anziano, al centro del romanzo di Yukio Mishima, Kinjiki (\u7981\u8272 &#8211; colori proibiti) assieme a suo figlio ventiduenne Yoshito Ohno, culminante con la scena eternamente citata di quest&#8217;ultimo che schiacciava un pollo tra le cosce, mentre il padre lo inseguiva fuori dalle luci del palcoscenico nella pi\u00f9 remota e misteriosa oscurit\u00e0.<br>Ed \u00e8 proprio questo il tema, dell&#8217;analisi sociale ed un commento ai limiti della morale irrigidita, che ricorre nelle pi\u00e9ce di Hijikata, laddove il suo collega ed amico ha lungamente dato un maggior spazio al sentimento implicito e la spontaneit\u00e0 di un semplice essere umano, a partire dalla celebre Danza delle Meduse, incentrata su di una sua esperienza durante la lunga prigionia sperimentata negli anni della guerra, nel corso della quale vide coi suoi stessi occhi un gruppo di soldati, ormai sfiniti per la fame e gli stenti, cadere fuori dalla barca e dentro un mare infestato dagli esponenti ad ombrello del phylum <em>Cnidaria<\/em>. Verso il raggiungimento di un approccio visuale che risulta essere, nella maggior parte dei casi, naturalmente pi\u00f9 avvicinabile dall&#8217;esterno e senza una preparazione contestuale sulla storia e la cultura del paese del Sol Levante. In aggiunta quindi agli stilemi divergenti dei sui due fondatori, il movimento artistico del Butoh si sarebbe ben presto arricchito d&#8217;innumerevoli variazioni e correnti periferiche, ciascuna portata avanti da un diverso gruppo dei rispettivi discepoli e perfezionata attraverso anni d&#8217;esercizi e discussioni gestuali tra le parti. Mantenendo comunque sempre al centro dell&#8217;intera questione un profondo stato meditativo rivolto verso l&#8217;interno di se stessi ed il proprio corpo, che viene occasionalmente paragonato all&#8217;intenzione di azionare direttamente il proprio sistema nervoso, senza ricorrere all&#8217;istintiva trasformazione della volont\u00e0 in gesto. Nelle reinterpretazioni occidentali di questa danza, d&#8217;altro canto, vengono generalmente rifiutate tutte le posizioni codificate dai due maestri giapponesi oltre all&#8217;impiego del trucco di scena, sostituendo tali elementi con l&#8217;improvvisazione e immediatezza che deriva da un particolare stato d&#8217;animo, o condizione transitoria ed impossibile (gli esercizi usati possono ad esempio includere quello del &#8220;ramo che cresce da una tempia&#8221; oppure &#8220;la camminata sui carboni ardenti&#8221;). Detto questo e in ultima battuta, tuttavia, il Butoh non sembra mai prescindere da un certo stato di tormento intimo o una vera e propria sofferenza, per il conflitto vissuto tra due stati contrapposti ovvero il letterale passaggio artificialmente prolungato tra lo stato del bruco e quello della farfalla.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ZUjhQLB0hXY\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Kazuo-Ono-Butoh-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29628\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Kazuo-Ono-Butoh-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Kazuo-Ono-Butoh-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Kazuo-Ono-Butoh-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Kazuo-Ono-Butoh.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption> Yoshito Ohno, qui ripreso durante l&#8217;esecuzione della sua famosa danza intitolata semplicemente &#8220;Madre&#8221; avrebbe continuato ad esibirsi fino all&#8217;et\u00e0 di 90 anni, ormai bloccato su una sedia a rotelle e usando solamente i gesti delle mani. Il vantaggio di vivere molto a lungo per un artista fuori dagli schemi, dopo tutto, \u00e8 proprio quello di venir compresi prima che sia troppo tardi.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Scienza infusa e filosofica che par talvolta andare oltre il mero intento comunicativo, il Butoh \u00e8 quindi stato trasformato nel corso degli anni in qualcosa di evanescente e inafferrabile, talvolta trasversale nelle sue profonde implicazioni meno apparenti. In un famoso aneddoto legato alla storia della danzatrice Hiroko Tamano, in cui ella si trov\u00f2 nel 1989 a dover rispondere a un&#8217;intervista in inglese presso la Zellerbach Hall di Berkeley, l&#8217;artista decise piuttosto di mandare una propria studente recentemente acquisita a rispondere alle numerose domande, tra cui quella fondamentale di &#8220;Cos&#8217;\u00e8 il Butoh&#8221; bench\u00e9 quest&#8217;ultima, in effetti, non avesse nessun tipo di strumento funzionale a poter dare una risposta informata. Ed ecco dunque la risposta, data tra le righe: anche e soprattutto l&#8217;ignoranza, pu\u00f2 essere il Butoh.<br>Nonostante o forse proprio in funzione di ci\u00f2, per chi ha gli occhi bene aperti, alcuni elementi facenti parte del suo canone pi\u00f9 o meno accettato di quest&#8217;arte misteriosa ricompaiono nei momenti pi\u00f9 diversi all&#8217;interno della cultura globalizzata dei nostri giorni, assieme agli altri significativi contributi dello specifico sentire ed il particolare stile di vita dei giapponesi. E sarebbe semplicemente una rinuncia imperdonabile, per non dire un profondissimo peccato, rinunciare a comprenderne almeno in parte l&#8217;implicazione di fondo: che nessuno pu\u00f2 davvero rinunciare all&#8217;Avanguardia, poich\u00e9 a un certo punto, essa diventer\u00e0 la base sopra cui saranno edificate le avanguardie future. Ed proprio sopra ci\u00f2, al di l\u00e0 di considerazioni ulteriori, che cresce e si contorce il nerboruto arbusto del progresso culturale umano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se avete visto un film horror della serie Ju-On e The Ring, se avete giocato a The Siren o Silent Hill&#8230; Se, quando vi trovate dinnanzi a una schermata di selezione del personaggio, tendete a spostare il cursore sul ritratto pi\u00f9 bizzarro e divergente dalle norme estetiche comuni, come Voldo di Soul Calibur, con le &#8230; <a title=\"Butoh, una danza che celebra l&#8217;oscurit\u00e0 della natura umana\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29626\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Butoh, una danza che celebra l&#8217;oscurit\u00e0 della natura umana\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[77,240,4759,584,358,101,2316,46,154,4212,1002,3262,768,71,114,790],"class_list":["post-29626","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-arte","tag-asia","tag-avanguardia","tag-cultura","tag-danza","tag-filosofia","tag-gesti","tag-giappone","tag-letteratura","tag-metafore","tag-personaggi","tag-rappresentazioni","tag-societa","tag-storia","tag-teatro","tag-tecniche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29626","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=29626"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29626\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29633,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29626\/revisions\/29633"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=29626"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=29626"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=29626"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}