{"id":29567,"date":"2019-12-01T06:16:22","date_gmt":"2019-12-01T05:16:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29567"},"modified":"2019-12-01T06:27:22","modified_gmt":"2019-12-01T05:27:22","slug":"mostrato-il-modo-in-cui-le-cellule-si-spostano-attraverso-la-materia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29567","title":{"rendered":"Mostrato il modo in cui le cellule si spostano attraverso la materia"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Hz0VlUVjYfI\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Zebrafish-Cells-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29570\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Zebrafish-Cells-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Zebrafish-Cells-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Zebrafish-Cells-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Zebrafish-Cells.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Osservate questa scena: l&#8217;alone rosso che si configura in una multipla sovrapposizione di forme all&#8217;interno della testa di un pesce. Curvilineo, come il confine esterno di una stella, ed in continuo movimento, quanto la moltitudine di un brulicante formicaio. Attraverso cui bizzarre forme di un color cobalto intenso si palesano d&#8217;un tratto, poi scompaiono di nuovo, con saettante moto che in qualche maniera vuole tendere all&#8217;infinito. Ma in realt\u00e0, combatte una battaglia senza fine contro corpi minacciosi ed Estranei. Pu\u00f2 sembrare una visione cosmica d&#8217;altri Universi, fantascienza di una mente fervida e sconnesso. Mentre in effetti, tutto questo, \u00e8 quanto di pi\u00f9 vicino si trovi  a ciascuno di noi in questo preciso istante! Poich\u00e9 raffigura, in circostanze molto simili bench\u00e9 diverse, ci\u00f2 che sta avvenendo proprio adesso, all&#8217;interno delle nostro stesso paio d&#8217;orecchie in perenne ascolto. E se vi concentrate nel silenzio, magari, chi pu\u00f2 dirlo, inizierete a udirne il rumore&#8230;<br>Nel corso dell&#8217;evoluzione della scienza attraverso i secoli, nessuna delle nostre doti ha avuto un&#8217;importanza maggiormente significativa dell&#8217;innata capacit\u00e0 umana d&#8217;immaginare. Quel potere della mente, alla base stessa del progresso e delle invenzioni che migliorano la nostra vita, che intravede margini di un possibile miglioramento, o si presta nel descrivere in maniera estremamente dettaglia tutto quello di cui conosciamo l&#8217;esistenza, bench\u00e9 i nostri occhi, allo stato attuale delle cose, non possano affermare di conoscere direttamente. E potrebbe forse sorprendervi la menzione del modo in cui, all&#8217;interno di un simile insieme di fattori, sia possibile nei fatti annoverare l&#8217;unit\u00e0 pi\u00f9 basilare della vita. Quella &#8220;cellula&#8221; (nei fatti, ne esistono milioni di varianti) che infinitamente replicata, costituisce il nostro stesso essere ed \u00e8 quanto di pi\u00f9 facile, da prendere e spostare sotto un microscopio. Non abbiamo, forse, molto chiara quella forma fin dall&#8217;epoca della scuola? Una membrana grosso modo globulare, all&#8217;interno della quale, nel citoplasma, galleggiano essenziali mitocondri e altri organelli, mentre dal centro della stessa un corpo scuro, il nucleo, dirige e sovrintende alle fondamentali operazioni. Oggetto dai confini chiaramente definiti, cos\u00ec come appare sopra ad un vetrino ed isolato dai suoi simili, perfetto alla maniera di un cristallo estratto dalle viscere del mondo. Strano quindi che, come in parecchi avevano gi\u00e0 lungamente sospettato, tale immagine possa portarci totalmente in errore. E a dimostrarlo ci ha pensato il fisico e professore di biologia molecolare Eric Betzig dell&#8217;Universit\u00e0 di California, introducendo i processi di perfezionamento dell&#8217;acquisizione d&#8217;immagini che nel 2014 gli valsero il premio Nobel per la chimica, e di cui il nostro video mostrato in apertura, realizzato ad aprile dello scorso anno, costituisce una delle risultanze pi\u00f9 recenti ed al tempo stesso, notevoli ed impressionanti. Realizzato attraverso la messa in chiaro delle immagini rilevate nell&#8217;orecchio di un pesce zebra (<em>Danio rerio<\/em>)&nbsp;trasportato ed analizzato presso l&#8217;Istituto Medico Howard Hughes di Chevy Chase, in Maryland, nel contesto di <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/showcase\/5037955\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"un programma per la dimostrazione antologica (opens in a new tab)\">un programma per la dimostrazione antologica<\/a> delle capacit\u00e0 di un simile nuovo approccio. Il cui effettivo funzionamento e requisiti tecnici, nei fatti, non risultano essere esattamente alla portata di chiunque&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9euW5iCjKDo\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Lattice-Microscope-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29569\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Lattice-Microscope-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Lattice-Microscope-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Lattice-Microscope-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Lattice-Microscope.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il microscopio a foglio lenticolare (LSFM) costituisce ad oggi un connubio estremamente sofisticato di tecnologie molto diverse tra loro. La cui comunione e funzionamento di concerto rappresentano, nei fatti, traguardi innegabilmente difficile da replicare o costruire in serie.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per dare quindi spazio al (complesso) lato tecnico della faccenda, quanto qui stiamo vedendo all&#8217;opera \u00e8 il sistema di acquisizione immagini noto come microscopia a foglio di luce reticolare, il cui effettivo funzionamento costituisce un&#8217;innovazione significativa per l&#8217;intero campo della biologia, capace di mutare profondamente le legittime aspettative in merito alla chiarezza visuale ottenibile durante le analisi di laboratorio. Questo perch\u00e9, attraverso l&#8217;approccio convenzionale, qualsiasi apparato utilizzato ha sempre sottinteso l&#8217;utilizzo di un cosa, sopra ogni altra: copiose quantit\u00e0 di luce, immessa come una potente radiazione attraverso il campione da analizzare, con conseguente arresto pressoch\u00e9 istantaneo dei suoi normali metodi operativi. Poich\u00e9, gi\u00e0: quando si parla di singole cellule viventi, siamo dinnanzi a strutture forti ma al tempo stesso vulnerabili, proprio in funzione delle loro dimensioni ridotte, nei confronti di qualsiasi situazione esuli dal loro naturale contesto d&#8217;appartenenza. Con il risultato che, sebbene fossimo perfettamente in grado d&#8217;osservarne le forme, molto pi\u00f9 misteriosi risultassero i processi di cui la scienza era solita informarci a margine di tale conoscenza superficiale. Tutti quanti sapevamo ad esempio, per tornare alla scena del nostro video mostrato in apertura, la maniera teorica in cui un macrofago (cellula immunitaria di tipo mononucleato) potesse attraversare lo spazio interstiziale tra gli organi e le vene dell&#8217;organismo, al fine di raggiungere le zone affette da contaminazioni batteriche all&#8217;interno del corpo. Ma come ci\u00f2 potesse effettivamente avvenire, restava per lo pi\u00f9 un mistero: mentre raffigurazioni pi\u00f9 o meno scientifiche mostravano le altre cellule aprire le proprie inesistenti &#8220;porte&#8221; o in alternativa mutare forma o dimensioni, al fine di lasciar passare tali esseri in maniera non poi cos\u00ec diversa da quanto mostrato nel cartone animato &#8220;Siamo fatti cos\u00ec&#8221; di Albert Barill\u00e9 o il pi\u00f9 recente &#8220;Cells at Work&#8221; di Akane Shimizu. Mentre la realt\u00e0, alquanto prevedibilmente e come dimostrato dal nuovo approccio metodologico di Betzig, risulta essere ben diversa: con i rispettivi nuclei fatti immessi come un cavallo di Troia, grazie all&#8217;involucro cigliato del rispettivo citoplasma, oltre le mura invalicabili dell&#8217;uno o l&#8217;altro spazio. Per poi trascinarsi dietro, un poco alla volta, il resto della cellula stessa. E tutto questo, per la prima volta sopra i nostri schermi grazie ad un sistema ingegnoso: l&#8217;impiego di un fascio di luce perpendicolare che attraversa, per un singolo livello alla volta, lo spazio trasversale della cellula, affinch\u00e9 possa esserne fotografato uno &#8220;strato&#8221; ala volta (lo so, si tratta di una semplificazione). Ciascuno dei quali quindi, ricomposto grazie alla grafica computerizzata, contribuir\u00e0 alla creazione di un letterale modello tridimensionale, per di pi\u00f9 animato, del tutto affine a quello mostrato in apertura. Ulteriormente impreziosito dall&#8217;iniziativa di dare in pasto ai macrofagi proteine contenenti un mezzo di contrasto, capace di risplendere di affascinante azzurro sotto la lente del microscopio. Le implicazioni di un simile risultato risultano essere, semplicemente, impressionanti&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9PsMY-yb8pw\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Macrophage-at-Work-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29568\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Macrophage-at-Work-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Macrophage-at-Work-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Macrophage-at-Work-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/12\/Macrophage-at-Work.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;opera del macrofago \u00e8 tra quelle pi\u00f9 strane condotte all&#8217;interno del nostro corpo (e quello di altre creature complesse). Cellula dotata di un notevole grado d&#8217;autonomia, capace di dare la caccia alle proteine che lasciano intendere la presenza di un batterio, essa quindi lo ingloba, per morire subito dopo e poi venire espulsa, in forma di pus.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ma l&#8217;idea geniale proposta da Benzig e successivamente migliorata, assieme ai ricercatori dello Hughes e quelli di un certo numero di altre prestigiose istituzioni scientifiche nel corso degli ultimi anni, va persino oltre nel perfezionare quanto sia possibile raffigurare tramite un simile approccio. Attraverso l&#8217;implementazione di un sistema noto come <em>laser guide star<\/em> (LGS) proprio perch\u00e9 impiegato, normalmente, in astronomia. Mediante il quale, grazie all&#8217;impiego di una traccia luminosa fatta risplendere grazie a un diodo laser, se ne possono successivamente correggere le evidenti distorsioni, potendo in tal modo correggere le distorsioni dell&#8217;immagine prodotte dall&#8217;atmosfera terrestre o come in questo caso, la moltitudine delle cellule all&#8217;interno di un organismo vivo e proprio per questo, pienamente funzionante.<br>Per la quantit\u00e0 di scoperte che con ogni probabilit\u00e0 giungeranno alle pagine delle riviste scientifiche di tutto il mondo, a partire da tale innovativa metodologia microscopica, probabilmente, non basterebbe un secondo articolo: nuove cure a malattie genetiche, capaci di agire nel momento stesso in cui malformazioni tendono a generarsi, o approcci risolutivi nei confronti di numerose tipologie di cancro. Forse persino medicinali prodotti a basso costo, capaci di debellare per sempre malattie ormai considerate anacronistiche nel Settentrione del Mondo, pur continuando a costare la vita ad innumerevoli quantit\u00e0 dei nostri fratelli e sorelle, al di l\u00e0 del mare. Ma in quest&#8217;ultimo aspetto, come ogni altra volta, occorrer\u00e0 fare affidamento sulle naturali propensioni dell&#8217;indole umana. Capace di perseguire fantastiche meraviglie, ma anche dar luogo a profonde disuguaglianze nello stagno umido delle idee. Cos\u00ec come la mascella dell&#8217;affamato zebrafish con l&#8217;orecchio in fermento, mentre si chiude sulle inconsapevoli moltitudini del proprio pranzo&#8230; Infinitesimali molluschi privi (?) d&#8217;immaginazione e di fantasia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Osservate questa scena: l&#8217;alone rosso che si configura in una multipla sovrapposizione di forme all&#8217;interno della testa di un pesce. Curvilineo, come il confine esterno di una stella, ed in continuo movimento, quanto la moltitudine di un brulicante formicaio. 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