{"id":29527,"date":"2019-11-25T06:15:23","date_gmt":"2019-11-25T05:15:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29527"},"modified":"2019-11-25T06:15:29","modified_gmt":"2019-11-25T05:15:29","slug":"laudace-fungo-che-governa-la-libidine-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29527","title":{"rendered":"L&#8217;audace fungo che governa la libidine del mondo"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ADrBo7u3tR4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Stinkhorn-reel-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29530\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Stinkhorn-reel-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Stinkhorn-reel-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Stinkhorn-reel-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Stinkhorn-reel.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La famosa intagliatrice del legno Gwen Mary Raverat, nipote tra le altre cose di Charles Darwin in persona, dopo essere diventata la pi\u00f9 stimata donna membra della Societ\u00e0 britannica dedicata a quel mestiere scrisse un lungo testo autobiografico, intitolato Period Piece, dedicato alla propria giovent\u00f9 trascorsa verso la fine del XIX secolo presso la citt\u00e0 di Cambridge, sito storico della famosa Universit\u00e0. Pubblicato qualche anno dopo il termine della seconda guerra mondiale, il testo rappresenta forse una delle pi\u00f9 vivide nonch\u00e9 recenti narrazioni del vivere vittoriano e quella societ\u00e0 capace di attribuire il massimo valore, tra tutti gli aspetti della vita, alla decenza ed al cosiddetto decoro, un modo di vivere ed interpretare la natura che fosse in ogni circostanza privo d&#8217;implicazioni nascoste o presunti doppi sensi. Esempio di cui, risulta essere, la particolare pratica descritta nel racconto e portata avanti da sua zia Etty, che era solita verso la fine dell&#8217;autunno attrezzarsi di cestino e bastone appuntito, poco prima di avventurarsi nell&#8217;ambiente campagnolo circostante la sua residenza in periferia. Ella quindi, aspirando a pieni polmoni l&#8217;aria della foresta, faceva il possibile per seguire il proprio naso ed istinto, prima d&#8217;infilzare, uno dopo l&#8217;altro, un particolare tipo di funghi maleodoranti. Fatto ritorno al termine di ciascuna escursione presso le proprie stanze,si affrettava a poi a bruciarli tutti quanti, affinch\u00e9 nessuna &#8220;timida fanciulla&#8221; potesse vederli con i propri occhi e restarne, in qualche modo, turbata.<br>Cos\u00ec efficacemente ed umoristicamente narrati nel nuovo video del naturalista di YouTube &#8220;Ze Frank&#8221; i funghi appartenenti alla famiglia delle <em>Phallaceae <\/em>possiedono almeno una mezza dozzina di caratteristiche capaci di renderli unici al mondo, nonch\u00e9 un aspetto (in taluni casi) che sembrerebbe ricordare alquanto da vicino l&#8217;organo genitale maschile. Ed \u00e8 perci\u00f2 del tutto prevedibile che, attraverso i secoli e nelle molte culture in qualche modo adiacenti alla loro distribuzione cosmopolita, sia proprio l&#8217;apparenza, a dominar la percezione che di essi \u00e8 stata tramandata. Considerati proprio per questo dei potenti afrodisiaci in Cina, ingredienti preziosi per i filtri d&#8217;amore nigeriani e addirittura un dono degli Dei presso l&#8217;arcipelago delle Hawaii, in qualche maniera capaci d&#8217;indurre l&#8217;orgasmo femminile ogni qualvolta vengano (accidentalmente?) annusati, tali esseri falliformi sono in realt\u00e0 una creazione ben precisa dell&#8217;evoluzione, costruita essenzialmente attorno ad una singola, primaria caratteristica: l&#8217;incapacit\u00e0 di liberare nel vento le proprie spore, semplicemente troppo grosse, e pesanti, perch\u00e9 possano esserne trasportate. Per comprendere a pieno le implicazioni di un simile distinguo, dunque, sar\u00e0 a questo punto opportuno ribadire quanto qualche volta, per le ragioni pi\u00f9 diverse, potremmo forse tendere a dimenticare: il fatto che quanto noi siamo soliti chiamare &#8220;fungo&#8221; in realt\u00e0, sia soltanto il corpo fruttifero, o riproduttivo, di quanto in realt\u00e0 vegeta ben al di sotto del livello del terreno, al sicuro da sguardi e fauci indiscrete. Dal che consegue come la necessit\u00e0 di fare affidamento, alla stessa maniera degli a noi pi\u00f9 familiari e affini fiori, sull&#8217;aiuto degli insetti per &#8220;impollinare&#8221; luoghi distanti (uso il termine in senso lato, vista la mancanza del bisogno di un\/una partner riproduttiva) sia alla base di una serie di distinzioni morfologiche tutt&#8217;altro che indifferenti. La prima delle quali, come esemplificato dal nome anglofono di <em>stinkhorn<\/em>, ovvero letteralmente &#8220;corno del fetore&#8221;, risulta essere la capacit\u00e0 di ricoprirsi di un particolare muco appiccicoso e maleodorante, chiamato in termini scientifici la <em>gleba.<\/em> Il cui odore \u00e8 stato descritto alternativamente come un <em>melange <\/em>di cadavere o sterco, nient&#8217;altro che il tesoro d&#8217;ogni mosca, scarabeo, oppur altro volatore dell&#8217;insettile circostanza&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ft2c2bqRC64\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Clathrus-timelapse-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29529\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Clathrus-timelapse-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Clathrus-timelapse-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Clathrus-timelapse-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Clathrus-timelapse.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Perfettamente conforme al tipo di fungo che potremmo aspettarci di veder comparire in mezzo alle distese erbose di un videogioco come Skyrim o Zelda, il &#8220;cuore di strega&#8221; pu\u00f2 costituire l&#8217;ingrediente primario di una larga variet\u00e0 di filtri e pozioni. A patto di riuscire a mandar gi\u00f9 un sapore orribile, bench\u00e9 a quanto sembra per lo meno, non risulti (sempre) velenoso.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ma ci\u00f2 che colpisce maggiormente la fantasia, forse ancor pi\u00f9 di questo, risulta essere la straordinaria variet\u00e0 di forme e caratteristiche dimostrate da questi funghi, cos\u00ec efficacemente messa in mostra nel video di Ze Frank. A partire dall&#8217;esempio pi\u00f9 comune in Europa ed Italia, l&#8217;efficacemente denominato <em>Phallus impudicus<\/em> in latino oggetto del racconto di Raverat, da noi soprannominato satirione per l&#8217;evidente affinit\u00e0 penile. Famoso anche, in determinati periodi del suo rapido affioramento che in genere non dura pi\u00f9 di una notte o due, con la nom\u00e9a di &#8220;uovo di strega&#8221; per la distintiva caratteristica di svilupparsi a partire da una sacca di forma ellissoidale che ha nome di volva, da cui scaturisce per l&#8217;appunto il gambo ed a seguire, l&#8217;affusolato pileo (cappello). E potrebbe a tal proposito sembrare assurdo, bench\u00e9 ci\u00f2 succeda realmente, che in talune ricette dei paesi circostanti l&#8217;Inghilterra una simile creazione vegetativa venga effettivamente colta e cucinata, nonostante l&#8217;orribile odore, vantando un gusto a quanto pare stranamente &#8220;simile alla nocciola&#8221;. Tale forma relativamente familiare, d&#8217;altra parte, non \u00e8 che un singolo esempio della straordinaria variet\u00e0 esibita dai funghi appartenenti alla famiglia delle <em>Phallaceae<\/em>, tra cui figura ad esempio in ambiente altrettanto europeo il <em>Mutinus caninus, <\/em>la cui forma ancor pi\u00f9 affusolata e longiforme finisce per ricordare l&#8217;organo sessuale, per l&#8217;appunto, di un cane. Ma le cose iniziano a farsi veramente interessanti con  il <em>Phallus indusiatus<\/em>, appartenente invece ai climi per lo pi\u00f9 tropicali (Africa ed Asia) in cui la testa del &#8220;fallo&#8221; \u00e8 solita, nel momento all&#8217;apice della fioritura, liberare una sorta di rete discendente e candida considerata simile al velo di una sposa o in Giappone il tradizionale cappello velato <em>kinugasa <\/em>(da cui <em>kinugasa-take<\/em>) in grado di contribuire con enfasi all&#8217;osceno spettacolo olfattivo del fungo, considerato ancora una volta un potente afrodisiaco, spesso utilizzato nella medicina tradizionale. Mentre il <em>Clathrus ruber<\/em> o <em>C. cancellatus, <\/em>sorprendentemente comune nei paesi nordici, viene soprannominato &#8220;cuore di strega&#8221; data la forma simile a un icosaedro troncato, dove la somiglianza fallica sembrerebbe aver lasciato il posto ad una rappresentazione uscita in modo particolarmente diretto dall&#8217;empireo delle forme e delle idee direttamente dai testi filosofici del buon vecchio Platone. Neppur tale mistica occorrenza, tuttavia, capace di rivaleggiare per stranezza dinnanzi all&#8217;aspetto dell&#8217;australiano <em>Aseroe rubra<\/em> o fungo-attinia, cos\u00ec volgarmente definito per l&#8217;evidente somiglianza all&#8217;omonimo animale marino, ovvero il pomodoro o cetriolo di mare, coi suoi tentacoli a raggiera che s&#8217;irradiano da un punto centrale, che in questo particolare caso non nasconde alcuna bocca spalancata e pronta a ingurgitare le sue prede. Bench\u00e9 sarebbe alquanto comprensibile, e difficile da ridicolizzare, l&#8217;istintiva presunzione dell&#8217;esatto contrario! <br>Molte forme e molti aspetti, nell&#8217;evidente riconferma di quanto forse, in linea di principio, avevamo lungamente sospettato: che alla Natura non importa affatto di quello che le sue creazioni, possano in qualche vagheggiante modo giungere a suggestionare. Percorrendo con la sua creativit\u00e0, piuttosto, gli alterni sentieri della funzione che domina la forma. Per tutto quello che in tanti diversi casi, l&#8217;una o l&#8217;altra escrescenza di un essere vegetativo, possa riuscire a creare.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/sqtQ2aKtpAQ\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Attinia-Stinkhorn-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29528\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Attinia-Stinkhorn-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Attinia-Stinkhorn-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Attinia-Stinkhorn-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Attinia-Stinkhorn.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Orribile creatura dai tentacoli che sembra volersi fare strada dall&#8217;Inferno stesso, in qualche modo coltivato in vaso. Da dove potevi provenire, se non l&#8217;Australia?<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Capaci, grazie alla loro unicit\u00e0 ecologica, di occupare nicchie precluse agli altri funghi produttori di spore aeree, come le foreste di bamb\u00f9, le isole di terra tra la lava hawaiana, o le circostanze innaturali di un ambiente urbano, gli <em>stinkhorn<\/em> appaiono generalmente con rapidit\u00e0 in apparenza mostruosa, riempiendo un intero recesso o giardino nel giro di una singola notte, una volta che il micelio sottostante ha dato inizio ad un ciclo riproduttivo. Spesso malvisti per il proprio odore fetido, bench\u00e9 l&#8217;eccezionale pudicit\u00e0 dei vittoriani sia ormai soltanto un distante ricordo, questi funghi dovrebbero tuttavia essere lasciati stare: primo, perch\u00e9 quasi impossibili da eradicare prima del tempo, data la rapida propagazione del loro corpo sotterraneo. E secondo, poich\u00e9 parti fondamentali di un ciclo ambientale che possa dirsi in pieno stato di salute, capaci d&#8217;offrire nutrimento ed occasioni riproduttive a numerose specie d&#8217;insetti. Molte delle quali di natura benefica ed irrinunciabile, persino per noi. Ragion per cui, in definitiva, la domanda che dovremmo porci \u00e8 quella che in tante occasioni, ha costituito il filo conduttore della stessa societ\u00e0 umana: \u00e8 possibile che ci\u00f2 che \u00e8 brutto, non debba necessariamente essere anche cattivo? O in altri termini, siamo pronti ad accettare il Diavolo quando le sue intenzioni non risultano essere, in alcun modo, malvagie? La zia Etty avrebbe avuto, in merito, un&#8217;idea estremamente precisa. Ma i tempi cambiano e con essi, le insistenti, sempre umane persuasioni&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La famosa intagliatrice del legno Gwen Mary Raverat, nipote tra le altre cose di Charles Darwin in persona, dopo essere diventata la pi\u00f9 stimata donna membra della Societ\u00e0 britannica dedicata a quel mestiere scrisse un lungo testo autobiografico, intitolato Period Piece, dedicato alla propria giovent\u00f9 trascorsa verso la fine del XIX secolo presso la citt\u00e0 &#8230; <a title=\"L&#8217;audace fungo che governa la libidine del mondo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29527\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;audace fungo che governa la libidine del mondo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,2312,236,506,994,132,424,3503,99,109,819,78,3534,89,847,102,74],"class_list":["post-29527","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-creature","tag-europa","tag-foresta","tag-funghi","tag-inghilterra","tag-italia","tag-micelio","tag-mostri","tag-natura","tag-riproduzione","tag-scienza","tag-specie","tag-strano","tag-vegetazione","tag-video","tag-youtube"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29527","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=29527"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29527\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29532,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29527\/revisions\/29532"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=29527"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=29527"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=29527"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}