{"id":29514,"date":"2019-11-23T05:56:33","date_gmt":"2019-11-23T04:56:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29514"},"modified":"2019-11-23T06:05:04","modified_gmt":"2019-11-23T05:05:04","slug":"il-ballo-delle-ruote-che-stanno-cambiando-la-gioventu-africana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29514","title":{"rendered":"Il ballo delle ruote che stanno cambiando la giovent\u00f9 africana"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/LSlz7gc1LNU\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Karim-Kigali-Rollerblade-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29515\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Karim-Kigali-Rollerblade-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Karim-Kigali-Rollerblade-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Karim-Kigali-Rollerblade-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Karim-Kigali-Rollerblade.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Prendi il tipico praticante di uno sport d&#8217;azione, come il pattinaggio urbano, e togli tutti gli orpelli in qualche maniera &#8220;accessori&#8221;. Niente protezioni per le braccia o ginocchiere. Neanche l&#8217;ombra di una tuta da corsa, o altra forma d&#8217;abbigliamento in qualche modo specifico del suo settore. Nessuno sponsor sul casco ed anzi, purtroppo, nessun casco. Addirittura! E poi dove sarebbe, l&#8217;essenziale Energy Drink da bere al termine della discesa oggetto del suo ultimo video pubblicitario&#8230; Ci\u00f2 che resta, in base al luogo in cui si svolge tale scena, pu\u00f2 anche essere l&#8217;astro nascente del proprio contesto, a patto d&#8217;incontrare il giusto percorso tra le alterne svolte della vita. Ovvero quelle strade, vertiginosamente discendenti e curvilinee, di un luogo come Kigali, citt\u00e0 maggiormente popolosa e capitale del Ruanda, dove Abdul Karim Habyarimana, come tanti altri giovani nativi del suo stesso nat\u00eco Burundi, sembrerebbe essersi trasferito in giovanissima et\u00e0. Con il suo bagaglio familiare di difficolt\u00e0 pregresse, disagio economico e speranza di rivalsa, ma anche e soprattutto un sogno, fortemente personale: diventare una star dei <em>rollerblade<\/em>, gli iconici pattini in linea inventati negli anni &#8217;80 negli Stati Uniti e da l\u00ec capaci di diffondersi, attraverso multiple generazioni, nei pi\u00f9 remoti angoli del globo. Mentre nel frattempo, si mantiene dando lezioni private re-invenstendo parte degli introiti per l&#8217;acquisto di equipaggiamento per i bambini meno fortunati. Eppure non dimostra, questo atipico e spericolato ventottenne, nessun tipo d&#8217;inclinazione a trasferirsi altrove, come lo stereotipo del giovane ambizioso di quel continente, quanto piuttosto di riuscire a farsi strada e costruire una realt\u00e0 creativa e in qualche maniera sostenibile, proprio l\u00ec nell&#8217;Africa Orientale, non eccessivamente lontano dalle coste dell&#8217;enorme lago Vittoria.<br>Il che potrebbe o meno far la differenza, nel procedere dei suoi prossimi anni di vita, quando si prende atto di COSA, effettivamente, Karim sia intenzionato a diventare: ovvero in termini di una metafora, il letterale rombo di tuono umano che percorre le corsie tra le montagne di Kigali e di Jali capaci di connettere i tre distretti di quel centro urbano in disseminato di colline, letterale San Francisco <em>ante-litteram<\/em> della sua terra. Dove alquanto prevedibilmente, le pi\u00f9 familiari norme di sicurezza stradale sembrano venire caratterizzate da un&#8217;inclinazione alquanto rilassata, soprattutto quando la sagoma di un simile scavezzacollo, senza nessun tipo di preavviso, si palesa innanzi al cofano, poi balza a lato come una pantera, afferrando saldamente il proprio paraurti posteriore. Poco prima di balzare ancora ed inchinarsi, senza rallentare in alcun modo, come Neo di Matrix che ha schivato l&#8217;ultimo proiettile del suo nemico. Una storia raccontata, con piglio registico degno di nota, dalla giornalista e regista francese Liz Gomis assieme al direttore Aur\u00e9lien Biette, per il canale indipendente franco-tedesco ARTE attraverso un ciclo di 8 cortometraggi, ciascuno non pi\u00f9 lungo di 6-7 minuti, individualmente dedicati ad altrettanti protagonisti della nascente cultura africana dei cosiddetti <em>rider<\/em>. Che non sono (solamente) fattorini come dalle nostre parti, bens\u00ec anche praticanti delle pi\u00f9 disparate attivit\u00e0 su ruote dei nostri tempi, tra cui skateboard, pattini e ciclismo. Il cui ruolo nella societ\u00e0 risulta essere, dalle interviste della serie, molto pi\u00f9 importante della prima impressione che potrebbero riuscire a darci&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Y6YH5w8u2zc\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Mika-Kigali-Skate-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29517\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Mika-Kigali-Skate-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Mika-Kigali-Skate-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Mika-Kigali-Skate-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Mika-Kigali-Skate.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Mika, famoso disegnatore di fumetti operativo nella stessa metropoli di Kigali, passa buona parte del suo tempo libero presso uno dei recenti skatepark costruiti nel suo quartiere. Contribuendo con la sua stessa presenza a mantenere i ragazzini di fuori dalla strada o altre situazioni pericolose, per costruirsi, invece, un encomiabile futuro.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il concetto in qualche modo trasmesso da questa recente opera di Gomis, membra tra le altre cose della Commissione Speciale per l&#8217;Africa istituita per volere del Primo Ministro francese, sembrerebbe dunque essere una dimostrazione di come le nuove generazioni d&#8217;Africa siano in effetti ben lontane dallo stereotipo d&#8217;indolenza e latente mancanza d&#8217;iniziativa, cos\u00ec spesso agevolato, quando non attivamente diffuso, da un certo tipo di propaganda dei nostri tempi del tutto priva, ormai, di una specifica bandiera politica d&#8217;appartenenza. Attraverso una disanima fortemente personale del termine, importante neologismo dei nostri tempi, di  <em>hustlepreneurs <\/em>(dal verbo inglese <em>hustle<\/em>, &#8220;approntare alla bene e meglio&#8221; e quello francese per il concetto universale d&#8217;imprenditore) cos\u00ec emblematico della realt\u00e0 contemporanea d&#8217;Africa, dove qualsiasi tipo d&#8217;innovazione non pu\u00f2 in alcun modo derivare o venire imposta dall&#8217;alto, per una semplice mancanza di controllo e risorse da parte delle autorit\u00e0, provenendo piuttosto direttamente dalle iniziative dei singoli individui, spinti innanzi dalla propria stessa creativit\u00e0 inerente. Cos\u00ec come la causa scatenante dell&#8217;intera iniziativa cinematografica e televisiva, una rampa per lo skateboard fatta in casa e fotografata dallo svizzero Yann Gross nel 2007, presso i campi di canna da zucchero presso Kampala, Kitintale, ed allo stesso modo d&#8217;infinite identiche strutture, che hanno continuato a fare la loro comparsa nel corso dell&#8217;intera scorsa decade, presso i maggiori centri urbani africani. Ma \u00e8 proprio il gesto stesso del cosiddetto <em>riding, <\/em>la letterale cavalcata sopra tali mezzi di trasporto fuori dagli schemi, che finisce per diventare in un certo senso il gesto di ribellione verso gli schemi acquisiti di una societ\u00e0 che in qualche modo, riesce ad essere allo stesso tempo giovane e del tutto tradizionalista. Salvo valide, nonch\u00e9 significative eccezioni.<br>In un altro dei cortometraggi di Gomis, ad esempio, conosciamo Marion, madre di 23 anni della citt\u00e0 di Kampala, in Uganda, il cui lavoro principale risulta essere quello di fare le consegne in bicicletta, mentre l&#8217;attivit\u00e0 fuori orario consiste nel dirigere un&#8217;intera squadra di ciclisti, delle cui vittorie sportive, non ho alcun dubbio, s&#8217;inizier\u00e0 presto a parlare. Ed \u00e8 proprio un suo amico a narrarci, nella breve intervista facente parte del segmento, di quanto effettivamente rivoluzionaria ed al tempo stesso pericolosa possa essere una simile attivit\u00e0 per una donna in Uganda, dove secondo vetuste credenze popolari andare in bicicletta potrebbe privare le giovani della verginit\u00e0, mentre educarle ad una tale prassi viene visto come sedizioso, o addirittura malevolo in potenza.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-1GA-jCvrFI\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Marion-Uganda-Cycling-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29516\" width=\"502\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Marion-Uganda-Cycling-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Marion-Uganda-Cycling-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Marion-Uganda-Cycling-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/11\/Marion-Uganda-Cycling.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 502px) 100vw, 502px\" \/><\/a><figcaption>C&#8217;\u00e8 qualcosa di sottilmente surreale, ancorch\u00e9 glorioso, nella vista di un&#8217;intera squadra di ciclismo, con tanto di abbigliamento a tema, che oltrepassa il pericoloso incrocio di un semaforo africano. Soprattutto quando, alla loro testa, c&#8217;\u00e8 un&#8217;appartenente alla met\u00e0 femminile del vasto cielo.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>E il linguaggio della comunicazione veicolata in tali video risulta essere, in ultima analisi, rapido e post-moderno, come si conf\u00e0 alla maggior parte delle odierne creazioni per il pubblico di Internet, la cui soglia d&#8217;attenzione risulta essere tanto bassa quanto fluida e in grado di carpire i minimi dettagli, nonostante la quantit\u00e0 d&#8217;informazioni che occorre gestire nel corso di un singolo minuto. In un mondo, quello contemporaneo, in cui le connessioni tra le persone sembrerebbero ormai aver raggiunto il pi\u00f9 assoluto stato di perfezione, grazie ai mezzi comunicativi, bench\u00e9 tanto spesso si dimentichi, persino, di offrire un cenno di saluto a chi si trova innanzi a noi. Ed \u00e8 forse proprio questo, tra tutti, il messaggio maggiormente valido della serie di cortometraggi di Gomis, narrazione di un paese in via di sviluppo come quelli dell&#8217;Asia Orientale, ma nel quale, rispetto a questi ultimi, sembra resistere una predisposizione per l&#8217;incontro diretto ed il vicendevole confronto individuale. Mentre Facebook, Twitter e Instagram diventano dei meri ausili, piuttosto che lo scopo ultimo delle proprie produzioni creative.<br>Sempre sperando che l&#8217;eccezionale opera di Abdul Karim, con i suoi pattini del tutto privi di confini, possa incontrare l&#8217;inserimento in un contesto pi\u00f9 ragionevole, prima che l&#8217;assenza del pi\u00f9 evanescente concetto di sicurezza personale possa avere le finali conseguenze, ahim\u00e9, fin troppo facili da immaginare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prendi il tipico praticante di uno sport d&#8217;azione, come il pattinaggio urbano, e togli tutti gli orpelli in qualche maniera &#8220;accessori&#8221;. Niente protezioni per le braccia o ginocchiere. Neanche l&#8217;ombra di una tuta da corsa, o altra forma d&#8217;abbigliamento in qualche modo specifico del suo settore. Nessuno sponsor sul casco ed anzi, purtroppo, nessun casco. &#8230; <a title=\"Il ballo delle ruote che stanno cambiando la giovent\u00f9 africana\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29514\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il ballo delle ruote che stanno cambiando la giovent\u00f9 africana\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[265,246,683,619,4723,43,715,53,1160,289,321,3276,889,1109,92,151,220,2516],"class_list":["post-29514","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-acrobazie","tag-africa","tag-avventura","tag-azione","tag-burundi","tag-cinema","tag-cortometraggi","tag-creativita","tag-film","tag-francia","tag-germania","tag-pattinaggio","tag-pericolo","tag-ruanda","tag-skate","tag-sport","tag-strade","tag-uganda"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29514","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=29514"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29514\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29519,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29514\/revisions\/29519"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=29514"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=29514"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=29514"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}