{"id":29260,"date":"2019-10-15T06:28:27","date_gmt":"2019-10-15T04:28:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29260"},"modified":"2019-10-15T06:28:39","modified_gmt":"2019-10-15T04:28:39","slug":"luccello-asiatico-che-incarna-i-principi-contrapposti-dellesistenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29260","title":{"rendered":"L&#8217;uccello asiatico che incarna i princ\u00ecpi contrapposti dell&#8217;esistenza"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/f-vGpEotSVY\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/10\/Red-Crowned-Crane-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29263\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/10\/Red-Crowned-Crane-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/10\/Red-Crowned-Crane-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/10\/Red-Crowned-Crane.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In origine fu il verbo e la parola. Una parola, in particolare: Fuoco. Ardente di passione, come quella dei due esseri primordiali nonch\u00e9 unici di questo mondo, la Dea-serpente N\u00fcwa e il primo essere umano, colui che sarebbe diventato celebre, abbastanza presto negli alterni sentieri della storia, come l&#8217;Imperatore Fuxi. Dei quali si narra che vivessero sulla cima dell&#8217;alta montagna di Kunlun (l&#8217;odierno Huashan) poco prima che le fiamme accese da ciascuno per scaldarsi si unissero in un&#8217;unica vampata impressionante, alla luce della quale i due decisero, d&#8217;un tratto, di sposarsi. Scelta questa certamente inaspettata, considerato come fossero in effetti fratello e sorella, entrambi figli del gigante Pangu&#8230; Ma del tutto imprescindibile, per dar la vita a tutte le creature viventi, derivanti dalla loro unione. Ora, l&#8217;effettivo aspetto di Fuxi fu a lungo oggetto di discussione nella tradizione mitologica cinese: busto d&#8217;uomo e coda di rettile, secondo alcuni, mentre nell&#8217;opinione d&#8217;altri egli sarebbe anatomicamente indistinguibile da noi, in quanto personaggio storico vissuto effettivamente all&#8217;incirca 4 millenni fa, responsabile tra le altre cose di aver inventato la caccia, la pesca, l&#8217;addomesticazione degli animali e l&#8217;arte della cucina. Sotto il sigillo simbolo del proprio regno, rappresentato sulle tavolette, in opere scultoree e pitture tombali, dalle ampie ali, il collo sinuoso e la riconoscibile pelata vermiglia sulla cima di una testa coperta di piume. Caratteristica dell&#8217;animale noto in tali luoghi come D\u0101nd\u01d0ngh\u00e8 (\u4e39\u9876\u9e64) ma che noi siamo soliti chiamare <em>Grus japonensis<\/em> o gru coronata rossa.<br>Al punto che nell&#8217;iconografia tradizionale, Fuxi viene spesso raffigurato a cavallo di uno di questi uccelli, mentre \u00e8 intento a far ritorno temporaneamente nelle regioni dell&#8217;Empireo ove incontr\u00f2 in origine la sua divina signora. Al pari dei molti Immortali riconosciuti dalla filosofia Taoista, che ne avrebbero seguito successivamente l&#8217;esempio. Ben poche creature appartenenti al regno naturale possono, del resto, vantare la stessa rilevanza folkloristica e nell&#8217;intero mondo dell&#8217;arte di una delle pi\u00f9 grandi e rare appartenenti a questa famiglia d&#8217;uccelli, eternamente raffigurata o descritta nelle creazioni d&#8217;ingegno dei tre i paesi dell&#8217;Estremo Oriente: Cina, Corea e Giappone. Ove in merito a questo essere, nei fatti uccello molto longevo capace di raggiungere facilmente i 70 anni di et\u00e0, si era soliti affermare che potesse sopravvivere oltre un millennio, acquisendo gradi di saggezza totalmente ignoti ai comuni abitanti della Terra. Nella cosiddetta terra di mezzo (\u4e2d\u6587 = Cina) il motivo della gru coronata in particolare inizi\u00f2 a ricorrere nei bronzi cerimoniali delle due prime dinastie Shang e Zhou, prima di trasformarsi nel letterale filo conduttore di un&#8217;intera tradizione che nacque come religiosa, per poi diventar quasi scientifica nella ricerca di un metodo per prolungare la propria vita. Quella secondo cui i due primi esseri, N\u00fcwa e Fuxi, avrebbero costituito la letterale equivalenza del &#8220;dare\/ricevere&#8221; ovvero &#8220;passivo\/attivo&#8221;, &#8220;negativo\/positivo&#8221; e cos\u00ec via a seguire, come rappresentato al centro del diagramma degli Otto Simboli (o trigrammi) dell&#8217;Imperatore, un cerchio con due forme che s&#8217;inseguono a vicenda. Una bianca e l&#8217;altra nera, esattamente come le piume contrapposte dell&#8217;uccello che tanto a lungo, avrebbe volato sui paraventi. Al punto che oggi, in molti, sarebbero fin troppo inclini a definire un tale essere come soltanto leggendario, anche considerata l&#8217;infrequenza pressoch\u00e9 totale con cui capita di osservarlo dal vero. Eppure, difficile negarlo: la gru coronata vive ancora&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/cEHu1D0jtWg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/10\/Red-Crowned-Crane-Hokkaido-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29262\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/10\/Red-Crowned-Crane-Hokkaido-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/10\/Red-Crowned-Crane-Hokkaido-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/10\/Red-Crowned-Crane-Hokkaido.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Le gru coronate rosse dell&#8217;Hokkaido sono l&#8217;unica popolazione stanziale del pennuto, limitata a spostamenti di meno di un chilometro anche durante i mesi pi\u00f9 freddi dell&#8217;inverno. Difficile ipotizzare quanto un simile approccio al ciclo delle stagioni dovesse, un tempo, risultare diffuso in questa specie.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Molti passi sono stati fatti, del resto, dal momento di maggior pericolo al termine della seconda guerra mondiale, quando i naturalisti iniziarono a credere che gli ultimi esemplari in vita di questo uccello fossero i 33 tenuti in cattivit\u00e0 presso diverse istituzioni dislocate in Asia ed altrove. Almeno finch\u00e9 negli anni &#8217;60, un gruppo di contadini nell&#8217;isola settentrionale giapponese di Hokkaido non scopr\u00ec un&#8217;intera comunit\u00e0 di questi nobili animali, intenti a riscaldarsi presso una sorgente termale a poca distanza dalla remota palude di Kushiro, dando inizio cos\u00ec alla tradizione di lasciargli copiose quantit\u00e0 di semi sparsi attorno ad un simile luogo, da cui trarre l&#8217;invernale nutrimento. Cos\u00ec che ben presto la notizia ebbe modo di diffondersi ed alcuni membri della specie in et\u00e0 riproduttiva, sarebbero stati utilizzati per arricchire il pool genetico delle varianti continentali dello stesso uccello. Basta fare un balzo in avanti di qualche decade per ritrovare uno scenario ben diverso: esattamente come avvenuto con il panda gigante (<em>Ailuropoda melanoleuca<\/em>) la cui popolazione complessiva oggi raggiunge circa il migliaio di esemplari, parzialmente reintrodotti in natura e del capaci di badare a se stessi, persino nel caotico contesto naturale corrente. Il che comporta, nel caso della gru coronata nata e cresciuta fuori dall&#8217;oasi felice di Kushiro (non a caso detta anche &#8220;della Manciuria&#8221;) il non-semplice circuito migratorio che la porta in estate e presso i suoi luoghi riproduttivi sulle sponde del lago Khanka, al confine tra Russia e Cina, per poi tornare verso l&#8217;inizio dell&#8217;autunno verso le regioni costiere di Jiangsu, Anhui e Zhejiang. Dove ancora oggi i gruppi sociali di questi esseri composti anche da qualche decina d&#8217;individui di entrambi i sessi tendono a inscenare le particolari danze e canti collettivi della loro specie, generalmente, ma non sempre, primo capitolo del rituale d&#8217;accoppiamento. Uno spettacolo comune ad altre specie di gru ma particolarmente affascinante nel loro caso, vista la maniera in cui le piume scure sulle ali tendono a confondersi con la piccola coda bianca, mentre la zona glabra sulla testa cambia pi\u00f9 volte colore in funzione dell&#8217;impegno dimostrato da ciascuna di loro.<br>Terminato un simile momento d&#8217;esecuzione corale, quindi, le coppie di gru coronate sono solite ritirarsi nei rispettivi territori di 1-7 chilometri quadrati, attentamente definiti e ferocemente difesi anche dalle loro simili, prima di costruire il nido situato a terra dove lei si trover\u00e0 a deporre una o due uova. Dalle quali, contrariamente a quanto avviene per la maggior parte delle appartenenti tassonomiche alla stessa famiglia, nasceranno spesso due pulcini altrettanto sani e destinati a raggiungere l&#8217;et\u00e0 adulta. Soprattutto in forza dell&#8217;indole bellicosa ed aggressiva dei propri genitori, alti fino a 150 cm, pesanti circa 10 Kg e capaci di spaventare un&#8217;ampia gamma di predatori. Inclusi volpi, lupi e nittereuti (il famoso &#8220;cane procione&#8221; giapponese) da loro aggrediti con enfasi ai fianchi, mediante una serie di beccate particolarmente dolorose. Soltanto l&#8217;avvicinamento eccessivo di un essere umano, comprensibilmente, viene spesso visto dalle gru come impossibile da contrastare, portando padre e madre a sollevarsi in volo, per poi sorvegliare da lontano i propri piccoli, nella speranza che non debbano soffrire le peggiori conseguenze di un cos\u00ec drammatico e purtroppo inevitabile abbandono.<br>Una volta raggiunta l&#8217;et\u00e0 adulta e conseguente indipendenza, quindi, i piccoli inizieranno a cacciare per se stessi nella maniera tipica della loro specie, consistente nel posizionarsi con le zampe in zone dove l&#8217;acqua \u00e8 alta tra i 20 e i 50 cm, tuffando ritmicamente il becco nel tentativo di afferrare pesci, granchi, libellule, lumache, rettili, gamberi e qualche volta, anche i pulcini di uccelli acquatici pi\u00f9 piccoli. Bench\u00e9 la gru coronata sia in effetti onnivora, nutrendosi anche di particolari variet\u00e0 di piante necessarie per un apporto nutritivo che possa dirsi effettivamente completo. Stile di vita, questo, che necessita di un habitat ormai particolarmente raro nell&#8217;intero continente asiatico, particolarmente nelle regioni fortemente urbanizzate della Cina costiera, la Corea e il Giappone.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/M8qprOG2LxY\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/10\/Red-Crowned-Crane-Dance-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29261\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/10\/Red-Crowned-Crane-Dance-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/10\/Red-Crowned-Crane-Dance-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/10\/Red-Crowned-Crane-Dance.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La danza delle gru \u00e8 un concetto che ricorre nelle arti performative, marziali e strategiche dell&#8217;intero Estremo Oriente. Grazie al susseguirsi di una serie di tanto precisi gesti, oggi codificati in uno studio dei naturalisti Masatomi &amp; Kitagawa (1975) in otto diverse categorie: lo stesso numero, guarda caso, dei simboli previsti nel diagramma dell&#8217;Imperatore Fuxi.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tanto che al giorno d&#8217;oggi, un territorio in particolare si \u00e8 dimostrato l&#8217;ideale per sostenere adeguatamente intere comunit\u00e0 di questi uccelli: la zona demilitarizzata (DMZ) tra le due Coree, situata tra copiose quantit\u00e0 di filo spinato, mine antiuomo ed altri problematici residui di una vecchia, invero mai del tutto sop\u00ecta guerra. Questo proprio in forza della comprensibile poca frequentazione di tali luoghi ad opera degli umani, mentre simili uccelli, a quanto \u00e8 stato determinato dagli etologi interessati al fenomeno, risulterebbero abbastanza leggeri da non causare l&#8217;ultima deflagrazione della propria stessa esistenza. <br>Cos\u00ec che, nello stesso perpetuarsi dell&#8217;ostile interrelazione tra culture un tempo unite, il simbolo stesso alla base di un&#8217;intera civilt\u00e0 pu\u00f2 nuovamente prosperare, dando seguito alle nuove generazioni di pulcini dal riconoscibile piumaggio marrone. Poich\u00e9 non c&#8217;\u00e8 nulla che possa realmente separare, in ultima analisi, ci\u00f2 che la stessa logica imprescindibile dell&#8217;universo aveva un tempo scelto d&#8217;unire. E una gru coronata pu\u00f2 apparire a scomparire all&#8217;improvviso, come scoperto dal contadino giapponese del mito tradizionale <em>Tsuru no Ongaeshi<\/em> (\u9db4\u306e\u6069\u8fd4\u3057- Gru che restituisce un favore) trasformatasi in sua moglie dopo che egli l&#8217;aveva salvata dalla trappola di un cacciatore. Per poi tessere segretamente, dalle sue stesse piume, un prezioso broccato che avrebbe permesso alla coppia di vivere negli agi. Almeno finch\u00e9 lui, spinto dall&#8217;umana curiosit\u00e0, non fece l&#8217;ingresso nella stanza proibita. Per scoprire, a suo discapito, la verit\u00e0. Poich\u00e9 allora ella avrebbe fatto ritorno alla divina montagna di Kunlun per vivere in eterno con l&#8217;unica entit\u00e0 che potesse affermare, a tutti gli effetti, di averla mai cap\u00ecta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In origine fu il verbo e la parola. Una parola, in particolare: Fuoco. 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