{"id":29083,"date":"2019-09-17T06:13:16","date_gmt":"2019-09-17T04:13:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29083"},"modified":"2019-09-17T06:22:02","modified_gmt":"2019-09-17T04:22:02","slug":"il-segreto-della-vita-nella-valle-della-morte-cilena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29083","title":{"rendered":"Il segreto della vita nella valle della morte cilena"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"324\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Actinobacteria-500x324.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29084\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Actinobacteria-500x324.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Actinobacteria-768x497.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Actinobacteria.jpg 1331w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Essere privo di mente, senza occhi e senza orecchie, rimasto eternamente solo sopra il suolo arido di Marte. E con ci\u00f2 voglio dire che il concetto d&#8217;individuo, ormai da tempo immemore, \u00e8 per esso privo di significato, mentre ciascuna singola occorrenza della propria specie esiste in una sola monade continuativa, costituita dall&#8217;insieme plurimo dei suoi invisibili rappresentanti. Perch\u00e9 \u00e8 questo il solo metodo, con cui i batteri possono riuscire a sopravvivere: mediante sforzo unico e totalizzante, di ogni microgrammo dell&#8217;enfatica biomassa, nella costruzione di un muro. La membrana cellulare che al confine delle cellule dei procarioti, ne difende il denso contenuto, d&#8217;acido desossiribonucleico, i mitocondri e tutto il resto, dalla polvere, dal Sole, dal pH della sabbia e dai protisti predatori. Ma non c&#8217;\u00e8 nulla, in senso totalmente letterale, che potesse prepararli a questo: la calata di un lontanissimo parente, nei fatti pi\u00f9 simile ad un fungo. Ed una profezia. Dell&#8217;orribile actinomicete (ord. <em>Actinomycetales<\/em>) creatura estremamente pervasiva grazie alle sue spore, che calando sopra il mucchio, ne inizia l&#8217;opera di distruzione sistematica. Diffondendo, a macchia d&#8217;olio, l&#8217;arma biologica pi\u00f9 efficace di cui dispone; il feroce glicopeptide, che ogni membrana rende permeabile, smontandola sin dal pi\u00f9 minuscolo mattone.<br>Una scena, questa, che potremmo facilmente rivedere (si fa per dire) altrove. Ovvero molto pi\u00f9 vicino del pianeta Rosso ormai sempre pi\u00f9 prossimo all&#8217;esplorazione umana, proprio qui nel nostro globo di terra ed acqua, presso il luogo che pi\u00f9 d&#8217;ogni altro riesce a ricordarlo. Sudamerica, Cile, deserto dell&#8217;Atacama: terra super-secca grazie alla collocazione tra due alte catene montuose, le Ande e la Cordigliera della Costa, nonch\u00e9 battuto dal feroce anticiclone del Pacifico, capace a poche ore di distanza di far bollire le ossa o ghiacciare l&#8217;acqua all&#8217;interno di una bottiglia nel giro di pochissimi istanti. Un ambiente, insomma, che potremmo definire totalmente all&#8217;opposto della Vita per come siamo abituati a concepirla. Se non fosse, per citare lo scienziato sottovalutato di una celebre vicenda letteraria e cinematografica che &#8220;[Essa] trova, sempre, il modo.&#8221; Nelle crepe della terra ferita dalla luce ultravioletta, sotto sassi abbandonati a lato del sentiero, dentro buche impresse nel paesaggio da preistorici animali&#8230; E che maniera, quale splendido sistema di sopravvivenza! <br>Era l&#8217;anno 2008 quando un intero team di scienziati guidati dal biologo scozzese dell&#8217;Universit\u00e0 di Newcastle Michael Goodfellow, si rec\u00f2 ad effettuare una ricerca che avrebbe cambiato per sempre la cognizione che avevamo di un simile luogo. Per l&#8217;isolamento sistematico, e tassonomico, dell&#8217;intera potenziale popolazione di queste creature largamente prive di studi pregressi, proprio per la natura inospitale e irraggiungibile del loro habitat d&#8217;appartenenza. Ci\u00f2 che sostanzialmente nessuno, tra i diretti interessati e nell&#8217;intero mondo accademico riusciva tuttavia ad immaginarsi, fu a quel punto pura ed innegabile realt\u00e0: ecco proprio l\u00ec, nel luogo degli scheletri e del sale, una lista senza fine di creature totalmente nuove, ovvero appartenenti a specie prive di un nome e che tali sarebbero rimaste, a causa della propria incalcolabile ed imprevista variet\u00e0. Ma la parte forse pi\u00f9 intrigante si sarebbe palesata successivamente, tra le mura sterili di un laboratorio. Dove il frutto di un cos\u00ec ricco raccolto, mescolato con intento sperimentale a batteri di provenienza pi\u00f9 convenzionale, inizi\u00f2 a produrre tutto attorno un&#8217;alone perfettamente circolare. Ebbene si: gli actinobatteri si stavano facendo largo nelle moltitudini, plasmando il proprio spazio come fatto da un coltello incandescente in un panetto di burro. Una strage senza nessun senso, tranne l&#8217;ira di chi vuole vendicarsi dei catturatori&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/8SsF_ivLejY\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Actinomycetes-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29085\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Actinomycetes-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Actinomycetes-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Actinomycetes.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La riduzione stereotipica degli actinobatteri alla loro classe pi\u00f9 diffusa degli actinomiceti \u00e8 piuttosto diffusa in ambito divulgativo. Ci\u00f2 detto, nessuno pu\u00f2 realmente affermare di aver percorso fino in fondo il tragitto sotterraneo di quel tunnel carico di misteri.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Fu allora, quindi, che Goodfellow e colleghi scelsero di coniare un nuovo termine per i soggetti del proprio studio: la &#8220;materia oscura&#8221;. Una popolazione non-vista e mai-sentita di microrganismi appartenenti all&#8217;ordine degli actinobatteri, precedentemente ignoti alle nostre pur vaste cognizioni scientifiche, che adattandosi a sopravvivere in condizioni estreme avevano imparato, grazie alla maestr\u00eca severa ma importante dell&#8217;evoluzione, a fare l&#8217;unica cosa possibile per loro: rimuovere, in maniera cruda e sistematica, qualsiasi possibile rivale. Il che appare tanto maggiormente significativo, quando si considera il ruolo normalmente pacifico e benevolo di questa intera classe di creature, presenti ad ogni livello del bioma temperato e tra la terra dei nostri stessi giardini, di si occupano di formare una relazione simbiotica con le radici delle piante dotate del sistema dell&#8217;actinorriza: una radice infetta ma proprio per questa, tanto pi\u00f9 efficace nella fissazione dei nitrati di cui il fusto principale dovr\u00e0 nutrirsi (particolarmente importante, a tal proposito, risulta essere l&#8217;opera delle spp. <em>Frankia<\/em>). Non vi ricorda, tutto questo, la questione della nostra flora batterica, intruso fondamentale per l&#8217;umana persistenza? E non \u00e8 forse un incidente, dunque, che proprio la versione belligerante di questi esseri potrebbe, un giorno, contribuire a dare un seguito alla nostra stessa civilt\u00e0.<br>Avrete forse sentito, negli ultimi tempi, il termine anglofono di <em>superbug<\/em>: un batterio, virus o altra minuscola creatura potenzialmente nociva che morendo ormai da secoli per l&#8217;effetto dei nostri antibiotici, ha subito l&#8217;effetto della selezione artificiale, percorrendo in pochi anni il sentiero di letterali secoli o millenni d&#8217;evoluzione. Per trasformarsi, grazie al ciclo ultrarapido delle generazioni, in una qualche malattia orribile per cui ancora fatichiamo a trovare una cura. Di certo, ne conoscerete alcune per nome: il papilloma che induce il cancro, l&#8217;HIV, l&#8217;ebola, la gonorrea. Particolarmente e tristemente celebre, negli ultimi anni, \u00e8 diventata la diffusione inarrestabile di una nuova forma di <em>Candida auris<\/em>, batterio normalmente innocuo presente in grande quantit\u00e0 nelle nostre mucose, che talvolta si &#8220;ribella&#8221; scatenando febbri e tremori, senza reagire positivamente ad alcun tipo di medicina nota. Ma che dire invece della sua Nemesi da tempo immemore, il marziano che proviene dalle secche profondit\u00e0 del Cile?<br>Gli antibiotici dal canto loro, fin dalla scoperta da parte di  Alexander\u00a0Fleming della penicillina (<em>Penicillium chrysogenum<\/em>) nel 1928, non sono altro che questo: il prodotto di colonie batteriche avverse ai propri simili e non-tanto-simili, capaci d&#8217;inficiarne la riproduzione bloccando la costituzione della loro membrana cellulare. Il che presenta naturalmente non pochi problemi per creature complesse come noi, che ci affidiamo in egual misura a piccoli inservienti necessari a mantenere in forma la macchina dell&#8217;organismo. Ma a mali estremi, come si dice, rimedi estremofili. E via.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/oo6FnJ5b-us\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Deserto-do-Atacama-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29086\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Deserto-do-Atacama-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Deserto-do-Atacama-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Deserto-do-Atacama.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il deserto dell&#8217;Atacama, particolarmente nella zona circostante il vulcano Cerro Chajnantor oggetto del sondaggio del team Goodfellow, si presenta come un paesaggio ultramondano trapiantato miracolosamente sotto il cielo del nostro pianeta. Regolarmente utilizzato per simulare le condizioni che un giorno, i nostri astronauti potrebbero affrontare all&#8217;altro capo del vuoto cosmico che ci separa dall&#8217;indomani.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Una sorta di letterale bomba atomica in ultima analisi, la soluzione senza via di scampo al male che ci affligge e potrebbe, un giorno, condurre alla nostra stessa rovina. Ritrovata nella profondit\u00e0 del Nulla, dove soltanto le creature maggiormente spregiudicate e dotate del giusto armamentario possono aspirare ad un qualche tipo d&#8217;inconcepibile prosperit\u00e0. Lo stesso concetto di <em>superbug<\/em>, d&#8217;altra parte, non rappresenta null&#8217;altro che una sovrastruttura umana, relativa alla percepita invulnerabilit\u00e0 di quanto avremmo prodotto, idealmente, in conseguenza di un imperdonabile peccato originale. Laddove in effetti, ogni singolo essere noi compresi fa una cosa e soltanto quella: tentare di sopravvivere, a discapito di qualsivoglia fattore esterno ed a spese dei suoi possibili rivali.<br>A partire dai glicopeptidi prodotti per autodifesa dagli actinobatteri e particolarmente, gli actinomiceti, sono stati prodotti nei secoli della scienza un alto numero di antibiotici fino ad ora: sostanze come la vancomicina, decaplanina, telavancina e ramomplanina, utili a contrastare infezioni di vario tipo in maniera spesso altamente mirata e ragionevolmente priva di danni collaterali o conseguenze avverse (<em>disclaimer<\/em>: i risultati possono variare). Appare tuttavia chiaro come l&#8217;applicazione della nuova &#8220;materia oscura&#8221; dell&#8217;Atacama sia destinata a richiedere, nel corso delle prossime generazioni, un lungo percorso di approfondimento e trial clinici prima di approdare nelle affollate farmacie urbane. <br>Il che si palesa, allo stato attuale dei fatti prossimi alla catarsi, come una vera e propria necessit\u00e0 piuttosto che un semplice capriccio della curiosit\u00e0 dell&#8217;uomo. Poich\u00e9 quando il Male busser\u00e0 alla nostra porta, che cosa potremmo mai usare per trarre in salvo la nostra continuativa esistenza? Se non un Male ancor pi\u00f9 grande, il cui destino, in qualche maniera, siamo riusciti a legare al nostro. E che per questo, ringhia con tutta la furia di un Cerbero tenuto a catena&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Essere privo di mente, senza occhi e senza orecchie, rimasto eternamente solo sopra il suolo arido di Marte. 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