{"id":29006,"date":"2019-09-06T06:20:14","date_gmt":"2019-09-06T04:20:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29006"},"modified":"2019-09-06T06:20:19","modified_gmt":"2019-09-06T04:20:19","slug":"lo-spettacolare-banchetto-di-terra-dei-pappagalli-ara-macao","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=29006","title":{"rendered":"Lo spettacolare banchetto di terra dei pappagalli ara macao"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/S0ItVlzQQgY\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Macaws-Clay-Lick-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29008\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Macaws-Clay-Lick-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Macaws-Clay-Lick-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Macaws-Clay-Lick.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fondamentale tratto dominante nel carattere degli appartenenti alla trib\u00f9 <em>Arini<\/em>, parte della famiglia tassonomica che include la maggior parte delle specie tropicali di &#8220;veri&#8221; pappagalli, risulta essere un profondo senso dei pericoli e delle ricompense. Per uccelli tanto imponenti e maestosi, il cui complicato ecosistema nat\u00eco, le foreste dell&#8217;America Meridionale, comporta comunque significativi attacchi da parte dei potenziali predatori, dalla picchiata fatale di un rapace all&#8217;agile balzo del giaguaro, sino all&#8217;assalto occasionale di scimmie particolarmente affamate o dispettose. Il che ha fatto, di tali volatili caratterizzati da fantasiose armonie rosse, gialle, verdi e blu, la perfetta personificazione piumata della prudenza, rendendo favolosamente rara l&#8217;occasione di vederli posati per lunghi periodi durante il giorno, lontano dai propri nidi o fori protettivi nel tronco degli alberi secolari. Fatta eccezione per una singolare, reiterata casistica, talmente diffusa da aver dato i natali negli ultimi anni a una particolare forma di <em>bird watching<\/em> estremo, capace di portare lo sguardo di tutti coloro che vantano un qualche tipo d&#8217;interesse in materia al cospetto di  letterali dozzine, se non addirittura centinaia di questi esseri, temporaneamente assembrati a stretto contatto in un singolo luogo dall&#8217;evidente quanto palese vulnerabilit\u00e0: l&#8217;affioramento di argilla su un lieve declivio chiamato in lingua spagnola <em>collpa<\/em>, o un&#8217;equivalente assolata radura totalmente priva di nascondigli.<br>E tutto questo per compiere uno specifico, quanto essenziale gesto: prelevare con le zampe dei piccoli grumi di fango minerale, da trasportare fino ai rami pi\u00f9 alti degli alberi vicini. Prima di aprire il becco ricurvo e iniziare, pensierosamente, a trangugiarne quantit\u00e0 significative. Si tratta di geofagia: l&#8217;abitudine, in effetti tutt&#8217;altro che rara nel mondo animale, consistente nell&#8217;assumere come parte della propria dieta del materiale del tutto inerte, con il pi\u00f9 vasto ventaglio di possibili finalit\u00e0. Vedi il caso, nell&#8217;universo volatile e anche nel caso di plurimi pappagalli, della costituzione del ventriglio o mulino gastrico, ovvero uno spazio all&#8217;interno dell&#8217;apparato digerente in cui il bolo alimentare possa essere letteralmente sminuzzato, dall&#8217;alta quantit\u00e0 di sassolini e ghiaia derivanti da un cos\u00ec ancestrale istinto. Ci\u00f2 detto pappagalli come gli Ara possiedono un becco particolarmente affilato ed efficiente, quasi a livello di una vera e propria dentatura, nel preparare al processo digestivo la frutta, i fiori, il nettare e il resto dei materiali vegetali del resto particolarmente teneri, che sono soliti assumere come parte della propria dieta nell&#8217;habitat naturale di provenienza (fatta eccezione per alcune tipologie di semi legnosi, che del resto schiantano fragorosamente grazie a una cos\u00ec raffinata arma evolutiva). Il che ha portato, per lungo tempo, gli scienziati ad interrogarsi su quale, in tutta sincerit\u00e0, potesse essere l&#8217;obiettivo perseguito nel corso di questi celebri pranzi a base di terra rossiccia. Tanto che prima di entrare nel merito della questione, possiamo dare spazio all&#8217;usuale quanto drammatica premessa. Secondo cui, ancora oggi e nonostante i notevoli progressi compiuti dai metodi d&#8217;approfondimento accademico, persiste innegabilmente qualche significativo grado di mistero&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/VTVigNA3KCY\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Macaws-Clay-Flight-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29007\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Macaws-Clay-Flight-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Macaws-Clay-Flight-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Macaws-Clay-Flight.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Una delle riprese pi\u00f9 intriganti del fenomeno del banchetto d&#8217;argilla degli ara macao \u00e8 disponibile sul canale del celebre divulgatore scientifico Destin Sandlin, che visit\u00f2 la riserva di Tambopapa nell&#8217;ormai remoto 2012, portandosi dietro un&#8217;efficiente fotocamera capace di realizzare sequenze al rallentatore.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una creatura quasi esclusivamente vegetariana che incorpora nella propria dieta l&#8217;argilla: secondo il consenso delle ultime decadi di studi, doveva esserci un qualche tipo di ragione programmatica per un cos\u00ec palese controsenso, semplicemente imprescindibile per lo stesso essere di cos\u00ec appariscenti e, per il resto, semplici creature. E tale fu ben presto individuata, nella loro propensione a nutrirsi, tra le altre cose, di una certa quantit\u00e0 di bacche e semi pericolosi, ricchi di elementi chimici nocivi per l&#8217;uomo quali il tannino, la chinina e tossine di altra malefica natura. Ci\u00f2 in qualit\u00e0 di effetto collaterale nella costante corsa agli armamenti dei processi evolutivi, al servizio di esseri vegetali il cui principale interesse \u00e8 che i volatili, una volta consumato il frutto maturo manchino di digerire il fondamentale nucleo riproduttivo al centro di esso, possibilmente sputandolo o defecandolo intero da qualche parte negli umidi recessi della foresta. E poich\u00e9 simili sostanze vengono, occasionalmente, consumate anche da frange isolate o antiche espressioni della civilt\u00e0 primitiva umana, provate a indovinare quale sia il nostro rimedio per allontanare i conseguenti mal di stomaco, disfunzioni digestive o conseguenze persino pi\u00f9 gravi? Esatto, consumare una certa quantit\u00e0 di argille dall&#8217;alta reattivit\u00e0 ionica, capaci di legarsi all&#8217;interno del nostro tratto digestivo con le suddette tossine, rendendole incapaci di nuocere a chicchessia. Ora nel corse delle osservazioni pi\u00f9 recenti e dettagliate, tuttavia, emerse gradualmente il fatto che i pappagalli in questione non fossero effettivamente soliti nutrirsi di preferenza dell&#8217;argilla capace di vantare una maggiore efficienza per tale specifica finalit\u00e0, bens\u00ec di un diverso tipo. Senza neanche entrare nel merito di come altri appartenenti all&#8217;ordine degli psittaciformi, presso zone geografiche distanti, consumassero cibi altrettanto tossici senza il bisogno di alcun contorno argilloso. Dal che fu preparato il campo a un significativo studio pubblicato dal biologo dell&#8217;Universit\u00e0 del Texas A&amp;M, Donald Brightsmith, impegnato dal 1999 come capo del Progetto Macao della Riserva Naturale di Tambopata nel Per\u00f9 orientale, mirato a rivedere gli assunti sin troppo diffusi su una cos\u00ec affascinante contingenza. Verso la cognizione riassumibile, in sostanza, in una singola espressione: far fronte al fabbisogno di metalli nel sangue e in modo particolare il sodio. Lo scienziato ebbe infatti modo di dimostrare finalmente come le parti dei <em>collpa <\/em>(depositi argillosi) fatti oggetto dell&#8217;attenzione di questi uccelli, nonch\u00e9 delle oltre 40 specie diverse che sono solite perseguire lo stesso obiettivo nutrizionale,  fossero proprio quelle maggiormente ricche di un cos\u00ec essenziale bio-elemento, particolarmente raro e prezioso in tali zone dell&#8217;entroterra sudamericano occidentale, a causa del riciclo continuo delle precipitazioni provenienti dall&#8217;Atlantico, mentre i venti umidi del Pacifico vengono bloccati dalle svettanti cime andine. Altro fattore determinante, nella nuova presa di coscienza, fu la maniera in cui il consumo di argilla fosse solito intensificarsi giusto alcuni giorni dopo la nascita dei piccoli all&#8217;interno dell&#8217;alto nido, nutriti dagli Ara con numerosi piccoli grumi d&#8217;argilla proprio al fine di assistere il loro processo di crescita verso il momento topico del primo volo verso il deposito d&#8217;argilla pi\u00f9 vicino. Raggiunto generalmente da un singolo figlio per ciascun nucleo familiare, con conseguente ed altrettanto inevitabile (anch&#8217;essa, misteriosa) morte per incuria, nonch\u00e9 predazione, dei suoi tre o quattro fratelli nel corso di ciascuna stagione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/GN9AHGOyQ1g\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Parakeets-Clay-Lick-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29009\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Parakeets-Clay-Lick-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Parakeets-Clay-Lick-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Parakeets-Clay-Lick.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La proverbiale prudenza degli Ara appare evidente in questo video della BBC, durante il quale i pi\u00f9 grossi pappagalli usano alcuni gruppi di parrocchetti e testablu (<em>Pionus menstruus<\/em>) come potenziali cavie, verificando la loro prolungata sopravvivenza prima di piombare sull&#8217;argilla, cacciandoli via. La dura legge degli uccelli&#8230;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lungamente analizzate e proposte come destinazioni turistiche di primo piano, alcune delle <em>collpa <\/em>pi\u00f9 famose tra cui quella di Tambopapa, definita orgogliosamente &#8220;la pi\u00f9 grande del mondo&#8221; sono quindi diventate in epoca moderna mete di un sentiero particolarmente battuto da innumerevoli piedi umani, con tanto di recensioni (comprensibilmente entusiastiche) all&#8217;interno dei vasti spazi digitali. <br>Dando luogo a conseguenze, secondo quanto riportato da studi accessori dello stesso team del Prof. Brightsmith, fortunatamente non troppo significative, su una gen\u00eca d&#8217;uccelli da sempre capace di metabolizzare il muoversi d&#8217;ombre distanti o il voc\u00eco indistinto di (potenzialmente) pericolose creature. Con il rapido e appariscente decollo dell&#8217;intera colonia, al primo segnale di un singolo individuo, quasi subito segu\u00ecto dal rapido ritorno per completare il pasto, senza alcun problema n\u00e9 soluzione di continuit\u00e0. Perch\u00e9 ci\u00f2 che pappagallo vuole, pappagallo sapr\u00e0 conquistarsi, fino all&#8217;ultimo gesto preciso del proprio zigodattile artiglio e come vantato del resto da corvi, piccioni ed altri distanti cugini degli ambienti urbani europei. A meno che proprio qui, altri famelici esseri interessati al suo stesso argilloso ambiente, del tutto privi di becco, piume o le macchie mimetiche del nemico-giaguaro, non giungano infine coi propri interessi edilizi, infrastrutturali ed agricoli, alla luce devastante della pi\u00f9 antica, ed ardente arma al servizio dell&#8217;incosciente collettivit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fondamentale tratto dominante nel carattere degli appartenenti alla trib\u00f9 Arini, parte della famiglia tassonomica che include la maggior parte delle specie tropicali di &#8220;veri&#8221; pappagalli, risulta essere un profondo senso dei pericoli e delle ricompense. 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