{"id":28987,"date":"2019-09-03T06:22:30","date_gmt":"2019-09-03T04:22:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28987"},"modified":"2019-09-03T06:22:36","modified_gmt":"2019-09-03T04:22:36","slug":"gli-occhi-sub-glaciali-della-creatura-vertebrata-piu-vecchia-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28987","title":{"rendered":"Gli occhi sub-glaciali della creatura vertebrata pi\u00f9 vecchia al mondo"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/JrWEi2SVu8c\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Greenland-Shark-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28990\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Greenland-Shark-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Greenland-Shark-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Greenland-Shark.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Essere o non essere per 512 anni, questo \u00e8 il problema. Pochi sono gli ordini della tassonomia animale cui abbiamo l&#8217;abitudine di attribuire uno stereotipo pi\u00f9 radicato e almeno in apparenza, eternamente riconfermato, di quello del temuto pescecane. <em>Squaliformes, <\/em>esseri del tutto privi di mistero: predatori famelici, straordinariamente rapidi e percettivi, capaci d&#8217;inseguire il segno di una preda per parecchie centinaia di metri, prima di raggiungerla e serrare l&#8217;arma gastronomica delle ganasce incorporate nello scheletro cartilagineo che sostiene un simile organismo. Sempre attivi, sempre attenti, del tutto impossibilitati a fermarsi e ragionare, anche soltanto per un attimo, sui ruoli reciproci e i profondi significati dell&#8217;universo. Come il fatto, largamente noto, che &#8220;La stella che arde al triplo della magnitudine, sopravviver\u00e0 per un terzo del tempo&#8221; e allora come potremmo mai tentare di spiegare, o comprendere nella realt\u00e0 dei fatti, l&#8217;esistenza di uno squalo ancor pi\u00f9 antico dell&#8217;Amleto shakespeariano? Una creatura, tanto per venire al punto, che non \u00e8 un ricordo n\u00e9 un reperto sotto formalina, n\u00e9 tanto meno un fossile all&#8217;interno di un museo, poich\u00e9 nessun vetro riuscirebbe a contenere il suo bisogno di percorrere profondit\u00e0 dimenticate. Vivo &amp; vegeto, ancorch\u00e9 piuttosto stagionato, coi sui cinque secoli (si stima) di esistenza prolungata sotto i ghiacci di questo Pianeta. <br>Che i <em>Somniosus microcephalus<\/em> anche detti squali della Groenlandia bench\u00e9 attestati nell&#8217;interno Atlantico settentrionale vivessero svariati secoli, l&#8217;avevamo del resto sempre saputo. Proprio in funzione della propensione di tali pesci a continuare a crescere nel corso della propria intera vita, riuscendo a raggiungere talvolta dimensioni eccezionali di oltre 7 metri per una tonnellata e mezzo di peso; qualcosa di parecchio sconvolgente da rinvenire, in tutti gli accidentali casi in cui queste creature schive appartenenti al mondo degli abissi pi\u00f9 remoti venivano accidentalmente catturate nelle reti dei pescatori. Ci\u00f2 detto resta chiaro che negli ultimi anni, grazie al progredire della scienza, sia stato compiuto il passo ulteriore, con un percorso iniziato grazie allo studio del 2016 del biologo marino dell&#8217;Universit\u00e0 di Copenaghen Julius Nielsen, autore di un approccio decisamente innovativo alla problematica datazione accurata di un creatura tanto difficile da catturare e priva di ossa in senso tradizionale, che potessero venire sottoposto alla classica analisi di datazione al carbonio 14. Ecco dunque, l&#8217;idea! Andare a rintracciare il fondamentale isotopo, prodotto in modo accelerato a seguito dei test nucleari effettuati dalla societ\u00e0 moderna, esattamente dove nessuno aveva mai pensato di cercarlo prima: nelle pallide profondit\u00e0 degli occhi. Organi lattiginosi e quasi inutili, per simile creature, abituate ad affidarsi a un senso dell&#8217;olfatto straordinariamente sviluppato. Quando non del tutto privi di funzionalit\u00e0 residue, a seguito dell&#8217;aggressione, secolare, di spiacevoli vermi abissali&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3MZY0QLU114\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Greenland-Shark-Darkness-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28988\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Greenland-Shark-Darkness-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Greenland-Shark-Darkness-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Greenland-Shark-Darkness.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Lo sguardo pensieroso eternamente perso nel nulla, il muso proteso a percepire anche la pi\u00f9 insostanziale scia. Nessuno ha ancora capito, esattamente, come una creatura tanto grande riesca a trovare le proprie prede sotto i ghiacci eterni, dove la vita risulta cos\u00ec eccezionalmente rara.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sembra il capitolo finale di una novella moralizzatrice di epoca vittoriana: &#8220;E allora pot\u00e9 vivere per molto, molto tempo. Una volta accettato di rinunciare alle cornee dei suoi stessi occhi&#8221; Il che in effetti, non pu\u00f2 in alcun modo definirsi una scelta conscia da parte del <em>microcephalus<\/em> dalla testa piccolissima, bens\u00ec la mera conseguenza dell&#8217;incontro con l&#8217;<em>Ommatokoita elongata, <\/em>parassita particolarmente problematico in quanto ghiotto di una cos\u00ec insostituibile parte anatomica dello squalo. Ma poich\u00e9 l&#8217;equilibrio cosmico dell&#8217;esistenza prevede, per molte rinunce, un qualche tipo di ricompensa, permane almeno una conseguenza positivo da questo incontro: la tenue luce emessa in modo pressoch\u00e9 continuo dai vermi, ipotizzata utile nell&#8217;indurre, dinnanzi a tali e tante fauci, l&#8217;avvicinarsi d&#8217;inconsapevoli prede. Questo in relazione al fatto, sin qui dato per scontato, che una creatura abituata  a climi tanto freddi e dalla vita cos\u00ec prolungata possieda un metabolismo straordinariamente rallentato e perci\u00f2 inadatto a sostenere i ritmi di caccia ritenuti normali per lo stereotipo di un appartenente alla sua famiglia. Laddove i <em>Somniosidae <\/em>nella loro interezza, detti per l&#8217;appunto squali dormienti, possiedono una natura estremamente poco aggressiva e la tendenza a nutrirsi, quando possibile, di piccoli pesci ed altri organismi dalla complessit\u00e0 ridotta, per questo incapaci di sottrarsi al lento e inesorabile avvicinamento di un cos\u00ec imponente pericolo pinnuto. Ancorch\u00e9 proprio lo squalo della Groenlandia costituisca occasionalmente l&#8217;eccezione che conferma la regola, dato il ritrovamento pregresso e reiterato all&#8217;interno di quegli stomaci dei resti di foche, orsi polari, alci e persino una renna intera, incluse le corna (che potrebbero, chiss\u00e0, aver contribuito all&#8217;estemporanea dipartita del predatore). Il che ci porta alla pi\u00f9 importante, nonch\u00e9 sorprendente interazione tra questo particolare mondo animale e quello degli umani: la tendenza in Svezia, Norvegia e Islanda ma soprattutto in quest&#8217;ultimo paese, a fare una consumazione occasionale della carne di questa creatura. Il che risulta essere, nei fatti, notevolmente pi\u00f9 complesso di quanto si potrebbe credere, dato l&#8217;alto contenuto organico da parte della stessa di una sostanza neurotossica nota come trimetilammina, capace nella migliore delle ipotesi di dare un senso di lieve ubriacatura, bench\u00e9 possa arrivare a paralizzare temporaneamente un&#8217;intera muta di cani da slitta, qualora non appropriatamente identificata e data in pasto ai propri compagni d&#8217;avventura. Laddove il trattamento corretto rientrerebbe nella lunga tradizione del <em>k\u00e6stur h\u00e1karl,<\/em> o stagionatura dello squalo per mesi o anni, normalmente finalizzata a lasciar evaporare lo sgradevole e maleodorante contenuto di urea all&#8217;interno del suo sangue, prima di trasformarlo in uno di quei piatti cos\u00ec eccezionalmente raffinati, insoliti e spaventosi da potersi adattare soltanto a palati egualmente rari (vedi <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"precedente articolo sull'argomento (opens in a new tab)\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25921\" target=\"_blank\">precedente articolo sull&#8217;argomento<\/a>).<br>E del resto, a chi vuoi che importi? Se ancora una volta l&#8217;uomo si prende la briga di catturare e uccidere qualcosa che potrebbe avere un&#8217;et\u00e0 persino superiore alla &#8220;scoperta&#8221; dell&#8217;America da parte di Cristoforo Colombo, al mero fine di trasformarlo in una (discutibile?) delizia dell&#8217;ora di cena&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/hz2HBk5sKlc\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Greenland-Shark-Description-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28989\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Greenland-Shark-Description-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Greenland-Shark-Description-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/09\/Greenland-Shark-Description.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Tutto considerato, la forma del <em>microcephalus<\/em> non risulta essere particolarmente aggraziata, n\u00e9 idro-.dinamicamente efficace. Il che in ogni caso, non sembra inficiare in alcun modo il suo ruolo, nel grande schema gelido delle cose.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Come spesso avviene per gli studi scientifici trattati online ad ogni modo, l&#8217;argomentazione principale messa in campo da Nielsen circa tre estati fa \u00e8 stata immediatamente travisata dalle principali testate d&#8217;informazione generalista. Poich\u00e9 nei fatti il suo metodo, fondato sull&#8217;analisi radio-chimica delle proteine presenti nel nucleo oculare di questi animali, insolitamente gi\u00e0 presenti e mai sostituite dal momento stesso in cui essi vengono al mondo, comportava in realt\u00e0 un&#8217;alto grado d&#8217;imprecisione. Attorno a un&#8217;et\u00e0 stimata, per l&#8217;esemplare pi\u00f9 antico facente parte dello studio, di 392 \u00b1 120 e comunque non meno di 272. Un tempo senz&#8217;altro sufficiente, insomma, ad aver nuotato verso l&#8217;epoca della la guerra di secessione austriaca del Piemonte, ma non necessariamente gi\u00e0 quando le opere del Bardo dell&#8217;Avon venivano messe in scena entro il gremito Globe Theatre della citt\u00e0 di Londra.<br>Non che lo studio resti, in funzione di questo, privo del suo pi\u00f9 importante e (per molti) ingiustamente nascosto significato: la conseguente presa di coscienza, finalmente formale e accreditata, che le femmine di questa creature sono inclini a raggiungere la maturit\u00e0 sessuale non prima dei venerabili 150 anni di et\u00e0, riservando per simili fortunate predatrici un&#8217;importanza individuale paragonabile a quella delle altrettanto secolari tartarughe di terra delle isole Galapagos (<em>Chelonoidis niger<\/em>). Con un conseguente danno difficile da calcolare per la sopravvivenza della specie anche soltanto per la cattura, e appetitosa consumazione, di una singola vittima pi\u00f9 antica dei nostri stessi trisavoli o equivalenti predecessori. E telecamere, sommergibili e droni non sono fin&#8217;ora bastati ad effettuare un conteggio preciso di quanto sia prossima l&#8217;estinzione di questa creatura, semplicemente troppo difficile da trovare nei suoi recessi irraggiungibili e oscuri. Se soltanto adesso, qualcuno potesse intervenire a rimuovere i vermi parassiti che oscurano lo sguardo dei NOSTRI occhi, per prender coscienza di tale angosciante realt\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Essere o non essere per 512 anni, questo \u00e8 il problema. Pochi sono gli ordini della tassonomia animale cui abbiamo l&#8217;abitudine di attribuire uno stereotipo pi\u00f9 radicato e almeno in apparenza, eternamente riconfermato, di quello del temuto pescecane. Squaliformes, esseri del tutto privi di mistero: predatori famelici, straordinariamente rapidi e percettivi, capaci d&#8217;inseguire il segno &#8230; <a title=\"Gli occhi sub-glaciali della creatura vertebrata pi\u00f9 vecchia al mondo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28987\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Gli occhi sub-glaciali della creatura vertebrata pi\u00f9 vecchia al mondo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1479,125,818,4529,4560,2312,4562,1097,4561,249,400,399,600,819,78,441,2189,841],"class_list":["post-28987","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-abissi","tag-animali","tag-biologia","tag-carbonio","tag-condritti","tag-creature","tag-datazione","tag-evoluzione","tag-longevita","tag-mare","tag-oceano","tag-pesci","tag-predatori","tag-riproduzione","tag-scienza","tag-squali","tag-studi","tag-universita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28987","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28987"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28987\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28991,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28987\/revisions\/28991"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28987"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28987"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28987"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}