{"id":28956,"date":"2019-08-29T06:19:11","date_gmt":"2019-08-29T04:19:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28956"},"modified":"2019-08-29T06:26:30","modified_gmt":"2019-08-29T04:26:30","slug":"la-scalata-molto-semplice-di-una-rarissima-cascata-appiccicosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28956","title":{"rendered":"La scalata molto semplice di una rarissima cascata appiccicosa"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7YQvB5TjiVs\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Bua-Tong-Sticky-Waterfall-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28957\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Bua-Tong-Sticky-Waterfall-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Bua-Tong-Sticky-Waterfall-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Bua-Tong-Sticky-Waterfall.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ogni luogo mediamente interessante, qualsiasi attrazione turistica fuori dai percorsi maggiormente frequentati, trover\u00e0 menzione sulle guide accompagnato da una storia singolare o leggenda folkloristica di un qualche tipo, al fine di aumentarne il fascino per i visitatori. O almeno, ci\u00f2 \u00e8 la prassi, se possibile. Ovvero quando ne sussiste il presupposto. Ma nel raro caso in cui la situazione sia fuori contesto, senza possedere un fascino pregresso per il corpus mitologico locale, ogni antefatto diventa possibile, qualsiasi mito pu\u00f2 fornire giustificazione. Come la cascata di rocce bulbose eppure stranamente ruvide, che da molti anni attira l&#8217;attenzione della brava gente di Chiang Mai. E almeno a giudicare dalle recensioni online, l&#8217;occasionale turista giunto sin qui da molto, molto lontano.<br>Dunque, vediamo&#8230; Erano gli ultimi anni del XII secolo, quando il sovrano thailandese del regno settentrionale di Lanna, Chiang Hung, decise di spostare la sua capitale. In una posizione altamente strategica lungo il corso del fiume Ping, uno dei principali tributari del sacro Chao Praya. Saggi, filosofi e uomini di chiesa accorsero tra le sue alte mura, per poter beneficiare della protezione data da una legislatura ferrea e ragionevole. Ma qualcos&#8217;altro assai probabilmente, sotto il corso dell&#8217;antico corso d&#8217;acqua, ebbe una reazione di natura differente: era il popolo semi-divino dei Naga, esseri met\u00e0 umani, met\u00e0 serpente.<br>In un giorno primaverile di quel particolare risvolto storico, la cui datazione resta doverosamente incerta, il monaco buddhista Mun Bhuridatta si trovava quindi a camminare lungo i margini della foresta, quando vide un&#8217;ombra farsi avanti in mezzo all&#8217;ombra dei cespugli. Dopo un&#8217;attimo di esitazione, il sant&#8217;uomo riconobbe, dalla gemma incastonata sulla fronte, l&#8217;identit\u00e0 della creatura: egli era Nakburi, re dei Naga, che aveva temporaneamente rinunciato ai suoi poteri per far visita alle terre degli umani. &#8220;Oh, mio sfortunato compagno nell&#8217;infinito ciclo di sofferenza e rinascite del ssssa\u1e43s\u0101ra&#8221; Articol\u00f2 la creatura vagamente antropomorfa, ricoperta da splendenti scaglie sino all&#8217;attaccatura dei lunghi capelli neri: &#8220;Sappi che in questo momento, sono inseguito da uno stormo di garuda, nemici giurati del mio popolo.&#8221; Quasi a sottolineare le sue parole, uno spaventoso richiamo simile a quello di un corvo, ma dieci volte pi\u00f9 forte, risuon\u00f2 sulla distanza in mezzo agli alberi della foresta. &#8220;E che tu, ormai, sei l&#8217;unica persona in grado di aiutarmi.&#8221; Bhuridatta si guard\u00f2 attorno, quasi a sincerarsi che un simile discorso non fosse rivolto a qualcun altro. Ma il silenzio in mezzo alla radura era pressoch\u00e9 totale, fatta eccezione per lo scroscio non troppo distante di una piccola cascata. Ora, i Naga potevano difendere il regno degli umani o trasformarsi in presenze dispettose, talvolta persino malevole ai danni di chi non voleva rispettare le antiche tradizioni. E negli ultimi tempi, pi\u00f9 di un mercante straniero era scomparso sulla strada della porta principale della capitale Chiang Rai. Ma chiudendo brevemente gli occhi, al monaco torn\u00f2 in mente il principale insegnamento del suo Buddha e l&#8217;importanza della legge universale del karma. Dunque disse, all&#8217;interlocutore sovrannaturale: &#8220;E sia.&#8221;<br>Le fronde parvero fermarsi nonostante la lieve brezza, mentre l&#8217;uomo-serpe, con un lampo di luce, inizi\u00f2 a cambiare forma. Diventando pi\u00f9 piccolo, quindi iniziando ad allungarsi. In pochi secondi, dinnanzi allo sguardo incredulo del monaco, figur\u00f2 soltanto la riconoscibile e precisa forma del cobra reale, con le fauci aperte e la lingua biforcuta ancora in grado, misteriosamente, di articolar parola: &#8220;Bene, perfetto. Ora non ci resssta che dirigerci in un luogo alto&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/0yLhXVjYiAU\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Bua-Tong-Visit-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28958\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Bua-Tong-Visit-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Bua-Tong-Visit-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Bua-Tong-Visit.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La particolare conformazione bulbosa delle rocce di Bua Tong presenta un&#8217;interesse geologico evidente, del tutto privo di equivalenze tra le pi\u00f9 famose e visitate cascate calcaree di tutta l&#8217;Europa e l&#8217;Asia.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La cascata di Bua Tong, nello specifico, \u00e8 situata presso un&#8217;area ad alta percorribilit\u00e0 turistica all&#8217;interno del parco nazionale Si Lanna, presso la foresta di San Sai-Mae Taeng. Raggiungibile con una trasferta alquanto ragionevole (si parla di una, massimo due ore) a bordo di una moto a noleggio, taxi o altro mezzo di trasporto di epoca moderna, si \u00e8 trasformata attraverso lo strumento di Internet e del passa-parola in una sorta di eclettico punto di riferimento, direttamente alla portata di chiunque, per propria predisposizione, desideri fare un&#8217;esperienza fuori dal comune. Questo perch\u00e9 il declivio percorso dall&#8217;acqua scorrevole dell&#8217;omonimo ruscello presenta, nei fatti, una caratteristica piuttosto straordinaria: la strana conformazione delle rocce sottostanti, un&#8217;imprecisata mistura di sostanze a base di calcare, eternamente rifornite dalla fonte situata in cima alla locale collinetta ombrosa. Ma \u00e8 soltanto una volta completato il pic-nic d&#8217;ordinanza nell&#8217;adiacente area pubblica, e discesa la pratica scaletta in legno verso il fondo della valle, che al visitatore viene offerta l&#8217;occasione di scoprire il vero nesso dell&#8217;intera questione. Tramite una serie di corde di canapa distese in mezzo ai tronchi, un chiaro invito ad arrampicarsi in senso opposto alla direzione lungo cui discende lo scrosciante fluido delle Ere. Ora, chiunque abbia mai provato ad arrampicarsi lungo il corso della cascata (praticamente, nessuno) sar\u00e0 estremamente chiaro il tipo di difficolt\u00e0 che un simile proposito comporta, n\u00e9 del resto sarebbe possibile esitare, nella naturale progressione della logica, a paragonare tale impresa all&#8217;iconico confronto tra un cavaliere spagnolo e i mulini a vento. Se non che, una volta che si sono tolte le scarpe, passaggio ritenuto ragionevolmente necessario, il turista sufficientemente coraggioso scoprir\u00e0 come le leggi della fisica, piuttosto stranamente, non sembrino applicarsi in questo luogo. Poich\u00e9 niente, meglio della pelle umana, presenta un&#8217;apparente e sorprendente capacit\u00e0 di adesione nei confronti di codesta superficie, permettendo di salirla come se chiunque, all&#8217;improvviso, fosse diventato l&#8217;uomo ragno. O volendo rimanere in tema, una qualche tipo di lucertola di dimensioni antropomorfe; avrete gi\u00e0 capito, a questo punto, quello di cui stiamo parlando. <br>Particolarmente celebre risulta essere nei fatti, tra gli estimatori delle pietre naturali, l&#8217;innegabile propensione dei minerali a base calcarea di formare superfici ruvide e porose, a causa dei depositi di gas generati dagli infiniti gusci fossili di quei preistorici molluschi che, col loro sacrificio e successiva decomposizione, diedero l&#8217;origine organica a questo tipo di materiale. Il che ci concede, tutto sommato, una via d&#8217;accesso scientifico perfettamente logica e ragionevole alla spiegazione dell&#8217;intera faccenda, senza dover ricorrere ad alcun aspetto mitologico o narrazione ipotetica collocata cronologicamente in mezzo all&#8217;epoca del Mito. Eppur, come si dice: siamo giunti a questo punto! Tanto vale andare avanti per vedere che succede&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/cabZu4BGq3w\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Nam-Pu-Chet-Si-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28959\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Nam-Pu-Chet-Si-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Nam-Pu-Chet-Si-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Nam-Pu-Chet-Si.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Per chi sappia dimostrarsi sufficientemente attento ed abile, evitando le (poche) rocce scurite dal vellutello e diventate quindi pericolosamente scivolose, in cima alla cascata sar\u00e0 possibile osservare uno spettacolo senz&#8217;altro degno: la fonte &#8220;sacra&#8221; di Nam Pu Chet Si (letteralmente: pozzo arcobaleno) la cui acqua presenta un colore azzurro intenso, dovuto alla particolare composizione mineralogica del suo fondale.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Mentre i famelici demoni volanti si avvicinavano, gridando la loro furia piumata all&#8217;indirizzo dell&#8217;intero mondo sottostante, il monaco Bhuridatta si avvicin\u00f2 quindi alla coda del grosso cobra, su cui ancora risplendeva la pietra reale del regno sotterraneo dei Naga, chiave d&#8217;accesso ad infinite ricchezze terrene. Egli aveva visto, d&#8217;altronde, le illustrazioni sulle sacre pergamene del suo tempio, intuendo chiaramente quali fossero le intenzioni di Nakburi. Che con un lieve sibilo, prese ad avvolgersi attorno alla sua gamba destra, quindi la sinistra. Eppure, il peso del serpente non sembr\u00f2 bloccare in alcun modo i movimenti del suo salvatore, mentre risaliva sino a ricoprire con le sue volute le orecchie e il naso: &#8220;As-scolta, gentile umano. Contrariamente ai loro cugini uccelli, i garuda non ci vedono benissimo. Cos\u00ec avvinghiati l&#8217;uno all&#8217;altro, secondo la legge degli Dei e degli uomini, essi non potranno divorarci. Ma per salvare ad entrambi la vita, dovrai posizionarti in alto, presso una radura ben visibile dal cielo.&#8221; Saggiamente, l&#8217;uomo sorrise. Poich\u00e9 ben sapeva, a questo punto, cosa fare. Con passo sicuro nonostante le ponderose spire che gli gravavano sopra le spalle e il petto, si diresse un passo dopo l&#8217;altro fino al fondo della familiare, scrosciante cascatella di Bua Tong: &#8220;Qui, adesso!&#8221; Pronunci\u00f2 con voce stentorea e cosmicamente devota: &#8220;Accetta il Buddha a nome del tuo popolo, rinuncia ad ogni desiderio terreno. Soltanto allora, la tua vita potr\u00e0 essere salva!&#8221; Dopo un attimo di esitazione, Il vulnerabile dio-serpente pronunci\u00f2 volgendosi all&#8217;indirizzo del distante monte Sumeru &#8220;Lo accetto. E rinuncio&#8221;. <br>Cos\u00ec grazie all&#8217;intercessione della forza karmica che governa l&#8217;Universo e mediante il tramite di un uomo santo, il rettile acquis\u00ec d&#8217;un tratto l&#8217;assoluta consapevolezza delle proprie vite passate. Dei secoli e millenni trascorsi dai precedenti se\/stesso presso le acque di questo stesso ruscello, nella forma d&#8217;infinite, minuscole creature molli con lo scheletro d&#8217;aragonite. &#8220;Dunque aiutami a salire, mio Naga redento, sopra il corpo dei tuoi e nostri predecessori. Soltanto allora, nessun essere dei cieli potr\u00e0 ostacolarti. E forse un giorno, prima della fine di questa tua vita, riuscirai a capire la realt\u00e0.&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni luogo mediamente interessante, qualsiasi attrazione turistica fuori dai percorsi maggiormente frequentati, trover\u00e0 menzione sulle guide accompagnato da una storia singolare o leggenda folkloristica di un qualche tipo, al fine di aumentarne il fascino per i visitatori. O almeno, ci\u00f2 \u00e8 la prassi, se possibile. Ovvero quando ne sussiste il presupposto. 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