{"id":28885,"date":"2019-08-20T06:19:12","date_gmt":"2019-08-20T04:19:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28885"},"modified":"2019-08-20T06:19:59","modified_gmt":"2019-08-20T04:19:59","slug":"il-drago-delle-filippine-anello-mancante-tra-lo-spinosauro-e-liguana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28885","title":{"rendered":"Il drago delle Filippine, anello mancante tra lo spinosauro e l&#8217;iguana"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/adrtPMcd2PY\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Sailfin-Dragon-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28888\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Sailfin-Dragon-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Sailfin-Dragon-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Sailfin-Dragon.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tiranni condannati al culmine di un&#8217;epoca remota, i dinosauri del Cretaceo conoscevano soltanto un modo per raggiungere la cima trofica della catena alimentare: essere pi\u00f9 grandi e forti, imponenti, crudeli, orribili a vedersi. E ben pochi, in questo, superavano lo <em>Spinosaurus aegyptiacus, <\/em>maggiore teropode scoperto fino ad oggi, 18 metri di lunghezza e 20 tonnellate di peso, mascella in grado d&#8217;ingoiare una mucca intera (se soltanto fossero esistite&#8230;) E una grande, impressionante vela. Disposta sopra la struttura vertebrale, usata forse per attrarre la compagna, oppure farsi ombra, tra un combattimento e l&#8217;altro, dissipando il suo preistorico calore. Ma l&#8217;evoluzione, come \u00e8 noto, opera per strade assai contorte. E pu\u00f2 talvolta capitale che una bestia simile, sebbene su una scala differente, viva soverchiata da un diverso tipo di terrore. E adotti come approccio di sopravvivenza, piuttosto, la scaltrezza e la rapidit\u00e0 di movimento!<br>Ombra grigia sulle fronde della giungla di alberi decidui, ali grandi e un&#8217;affilata testa incoronata con il copricapo di Toro Seduto, il becco lievemente aperto, quasi per assaporare l&#8217;aria dai molteplici sentori misteriosi. Un grido, \u00e8 il segno, l&#8217;ora della caccia della <em>Pithecophaga jefferyi,<\/em> il pi\u00f9 grande e pi\u00f9 temuto tra i rapaci delle Filippine. L&#8217;aquila ornata che piomba verso un lieve movimento rivelatorio, compiuto da una forma strana ma riconoscibile, lunga all&#8217;incirca un metro, di una lucertola poggiata lievemente sopra i rami. Ma la preda condannata, lungi dal restare immobile, fa un guizzo e poi si volta a 180 gradi, quindi compie un balzo di almeno cinque o sei metri, che sorprende, ma non pu\u00f2 certo confondere la vista esperta di quell&#8217;aquila affamata. Poich\u00e9 lei ricorda bene, come tutti gli altri carnivori che cacciano in zona, che l\u00ec sotto scorre un fiume, lungo il quale il suo nemico conta di fuggire via nuotando; &#8220;Poco importa, NEIGH&#8221; Pensa il super-predatore &#8220;I miei artigli possono ghermirla anche tra i flutti. Non ha scampo&#8230;&#8221; E cala gi\u00f9 in picchiata, in mezzo al canalone disegnato dall&#8217;assenza di vegetazione lungo l&#8217;asse gorgogliante, se non che i suoi padiglioni auricolari, fondamentali per dirigere l&#8217;ultimo tratto della caccia, non colgono lo SPLASH che si era immaginata, bens\u00ec una serie di piccoli tonfi in rapida sequenza. Ed \u00e8 allora, mentre si solleva per un secondo passaggio, che scorge l&#8217;impossibile, a cavallo: il rettile che corre sopra l&#8217;acqua. Una zampa dopo l&#8217;altra, i piedi piatti con gli artigli disposti a raggera, la lunga coda tesa in senso longitudinale, con la cresta sulla schiena che s&#8217;innalza fieramente verso il cielo. In due battiti di ciglia, che l&#8217;uccello in ogni caso non possiede, il pranzo balza sulla riva e riesce a scomparire tra il pi\u00f9 fitto e oscuro sottobosco. Dove non puoi vincere, meglio affrettarsi. Ed essere anfibi ha chiaramente i suoi vantaggi: non per niente il suo nome scientifico \u00e8 <em>Hydrosaurus pustulatus<\/em>, bench\u00e9 da queste parti siano soliti identificarla come &#8220;Drago dalla coda a vela&#8221; in forza del suo segno di riconoscimento pi\u00f9 evidente. Eppure molte sono le qualit\u00e0 e non solo di natura estetica, mostrate da questo lontano cugino della lucertola dei deserti rocciosi (gen. <em>Uromastyx<\/em>) e quella barbuta&#8230; (gen. <em>Pogona<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Yhe1WoY1CR4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Hydrosaurus-amboinensis-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28886\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Hydrosaurus-amboinensis-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Hydrosaurus-amboinensis-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Hydrosaurus-amboinensis.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Molto meno colorato della <em>H.<\/em> <em>pustulatus<\/em>, il drago indonesiano dalla coda a vela risulta comunque caratterizzato da un&#8217;interessante armonia sfumata, che pu\u00f2 variare dal verde intenso a un pi\u00f9 raro marrone scuro.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Chiamate convenzionalmente &#8220;draghi&#8221; per le loro forme stravaganti, lo sguardo espressivo ed il contegno almeno apparentemente regale, le lucertole della famiglia degli ag\u00e0midi diffuse principalmente in Africa, Asia ed Europa meridionale presentano il tratto distintivo formalmente pi\u00f9 rilevante della disposizione dei denti, posizionati all&#8217;esterno dell&#8217;arco osseo di mascella e mandibola (acrodonzia) piuttosto che all&#8217;interno come le loro colleghe iguanidi del Nuovo Mondo (pleurodonzia) oltre a una capacit\u00e0 limitata di cambiare colore, specialmente nel periodo dell&#8217;accoppiamento o per esigenze mimetiche stagionali. E questo particolare gruppo di creature, diviso per convenzione in tre specie distinte, contiene alcuni dei pi\u00f9 impressionanti e grandi tra gli appartenenti a un simile club di mostri: particolarmente nel caso dell&#8217;<em>Hydrosaurus amboinensis<\/em>, versione indonesiana e della Papua Nuova Guinea della nostra amica filippina, pi\u00f9 grossa in media dei centimetri necessari a superare abbondantemente il metro, rendendola nei fatti l&#8217;ag\u00e0mide pi\u00f9 imponente al mondo. E bench\u00e9 ci\u00f2 ci ponga ancora ben lontani, per ovvie ragioni, dall&#8217;imponenza distruttiva del massiccio spinosauro, va anche detto che l&#8217;aspetto complessivo risulti essere non meno feroce e impressionante, una volta fatte le debite proporzioni. Concluderebbe almeno in teoria questa carrellata l&#8217;<em>H. weberi<\/em> diffuso nelle Molucche, lucertola pi\u00f9 smilza e visivamente simile all&#8217;altro corridore acquatico dei nostri tempi, il basilisco dell&#8217;America Centrale (<em>B. plumifrons<\/em>). Bench\u00e9 recenti ricerche sul DNA compiute mediante pezzetti d&#8217;unghia e scaglie recuperate sul mercato nero di Manila abbiano dimostrato, almeno nell&#8217;opinione di un pool di scienziati statunitensi, l&#8217;alta probabilit\u00e0 che possa esistere una quarta specie, originaria dell&#8217;isola di Sulawesi, in precedenza considerata geneticamente identica alle sue consorelle <em>amboinensis<\/em> della Nuova Guinea.<br>Ecologicamente parlando, nel frattempo, l&#8217;intero genere delle <em>Hydrosaurus<\/em> risulta stranamente poco studiato, soprattutto visto l&#8217;aspetto notevole di queste creature, donando ulteriore rilevanza ai dati raccolti attraverso le molte decadi di collezionisti ed erpetologi, che non si sono mai fatti pregare d&#8217;accogliere simili meraviglie all&#8217;interno dei propri terrari. I draghi dalla coda a vela risultano essere dunque per lo pi\u00f9 onnivori, nutrendosi da giovani preferibilmente di cibo proteico, come piccoli mammiferi, rane, insetti e le loro larve, mentre al sopraggiungere dell&#8217;et\u00e0 adulta sembrano preferire frutta e verdura. L&#8217;accoppiamento, considerato molto difficile in cattivit\u00e0, avviene normalmente due volte l&#8217;anno durante la stagione delle piogge, seguito dalla deposizione di un numero variabile tra le 2 e le 8 uova disposte a riva dei corsi d&#8217;acqua, appena sopra la linea dell&#8217;acqua. Queste lucertole, se adeguatamente accudite, possono vivere fino a un periodo di 15-20 anni, un periodo piuttosto lungo ma facilitato dalla loro indole mansueta e, almeno dopo un lungo periodo d&#8217;acclimatamento, la capacit\u00e0 di comprendere e lasciarsi abbracciare dal proprio padrone. <br>Per quanto concerne nel frattempo la loro rinomata e ampiamente dimostrata capacit\u00e0 di correre sopra l&#8217;acqua come scagliose controparti del figlio di Dio, almeno per brevi tratti e nel momento del pi\u00f9 drammatico bisogno, appare ragionevole pensare che una tale dote tenda a sfumare con il raggiungimento dell&#8217;et\u00e0 adulta e l&#8217;acquisizione di una corporatura tanto massiccia e ponderosa, almeno apparentemente poco conduttiva ad un simile proposito di salvezza. Ma d&#8217;altra parte, fatta eccezione per l&#8217;ormai rara e sopracitata aquila delle Filippine, sono ben poche le creature naturali capaci di arrecare danno a un drago adulto&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/bH5ZcTUCoaE\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Hydrosaurus-weberi-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28887\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Hydrosaurus-weberi-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Hydrosaurus-weberi-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Hydrosaurus-weberi.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Lo sviluppo della cresta caudale, come appare evidente da questo giovane esemplare di <em>H. weberi<\/em>, tende a palesarsi soltanto al secondo anno di et\u00e0. Mentre la fame, per ovvie ragioni, non manca mai.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Fatta eccezione, come al solito, per noialtri umani. Che come accennato poco sopra, ormai da parecchio tempo siamo soliti trarre un considerevole profitto dal commercio, spesso abusivo, di piccoli appartenenti a tutte e tre le specie, ma particolarmente la pi\u00f9 variopinta ed appariscente dall&#8217;origine nel principale arcipelago a oriente del Mar Cinese Meridionale. Senza contare come nelle Filippine, la recente spinta verso l&#8217;urbanizzazione e l&#8217;aumento delle entrate dovute al turismo hanno portato a una progressiva riduzione dell&#8217;habitat, completando in questo modo un attacco combinato verso la sopravvivenza di una simile specie, recentemente inserita, non a caso, nella lista considerata &#8220;vulnerabile&#8221; dall&#8217;ente internazionale dello IUCN. <br>Il che rappresenta il solito triste, bench\u00e9 atteso epilogo di una simile storia, che in qualche modo ripercorre ed anticipa, al tempo stesso, la tragica vicenda capace di portare all&#8217;estinzione dei pi\u00f9 spaventosi e possenti tra i dinosauri. Non con un clamoroso impatto meteoritico, questa volta, bens\u00ec una lenta, velenosa e fumigante agon\u00eca. A meno che alla fine, la progressiva mutazione di ogni forma di vita non trovi una strada alternativa alla continuativa sopravvivenza: code sempre pi\u00f9 appariscenti, colorazioni ancor pi\u00f9 stravaganti! Affinch\u00e9 soltanto i draghi pi\u00f9 belli, alla fine, possano sopravvivere, in qualit\u00e0 di tesori domestici nelle umide case dei loro pi\u00f9 adoranti soccorritori. Il destino dell&#8217;erpetologo, d&#8217;altra parte, \u00e8 quello di preservare&#8230; Che ci\u00f2 risulti essere straordinariamente divertente, almeno per chi lo comprende, costituisce soltanto una mera (fortunata) coincidenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tiranni condannati al culmine di un&#8217;epoca remota, i dinosauri del Cretaceo conoscevano soltanto un modo per raggiungere la cima trofica della catena alimentare: essere pi\u00f9 grandi e forti, imponenti, crudeli, orribili a vedersi. E ben pochi, in questo, superavano lo Spinosaurus aegyptiacus, maggiore teropode scoperto fino ad oggi, 18 metri di lunghezza e 20 tonnellate &#8230; <a title=\"Il drago delle Filippine, anello mancante tra lo spinosauro e l&#8217;iguana\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28885\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il drago delle Filippine, anello mancante tra lo spinosauro e l&#8217;iguana\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[4540,228,125,240,818,2312,893,408,1097,346,506,463,396,99,109,1925,4539,245],"class_list":["post-28885","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-agamidi","tag-ambiente","tag-animali","tag-asia","tag-biologia","tag-creature","tag-dinosauri","tag-draghi","tag-evoluzione","tag-filippine","tag-foresta","tag-indonesia","tag-lucertole","tag-mostri","tag-natura","tag-onnivori","tag-papua","tag-rettili"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28885","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28885"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28885\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28891,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28885\/revisions\/28891"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28885"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28885"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28885"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}