{"id":28830,"date":"2019-08-12T06:22:34","date_gmt":"2019-08-12T04:22:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28830"},"modified":"2019-08-12T06:26:48","modified_gmt":"2019-08-12T04:26:48","slug":"laquila-mercedes-che-si-poso-con-ali-nere-per-risorgere-dargento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28830","title":{"rendered":"L&#8217;Aquila Mercedes che si pos\u00f2 con ali nere, per risorgere d&#8217;argento"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/jpFUmPOKtdE\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Mercedes-T80-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28833\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Mercedes-T80-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Mercedes-T80-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Mercedes-T80.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p> &#8220;Che cosa intendi, 751 Kg?&#8221; Notte carica d&#8217;aspettativa, quella del 3 giugno 1934, presso le campagne tedesche dove ancora oggi scorre la sottile striscia d&#8217;asfalto definita, con considerevole ottimismo, l&#8217;ormai leggendario circuito del N\u00fcrburgring Nordschleife: oltre 22 Km di &#8220;anello settentrionale&#8221; all&#8217;ombra dell&#8217;omonimo castello, dove illuminato dalla luna, il direttore sportivo della Mercedes-Benz Alfred Neubauer si accarezzava pensieroso il mento, rispondendo al capo meccanico della sua scuderia: &#8220;Non \u00e8 possibile che Herr Nibel abbia sbagliato i conti. Se cos\u00ec fosse, all&#8217;alba saremo squalificati!&#8221; I due scambiarono uno sguardo carico di sottintesi. Era l&#8217;apice di un anno estremamente combattuto, primariamente con la grande scuderia rivale della Auto Union, conglomerato dai quattro anelli che un giorno (ma questo, loro non potevano saperlo) avrebbe finito per passare in eredit\u00e0 al singolo membro della August Horch Automobilwerke GmbH, oggi nota pi\u00f9 semplicemente come Audi. In tal modo i principali antagonisti di una tale possibilit\u00e0, a quell&#8217;ora tarda di quello specifico momento in bilico tra le due guerre, si affrettarono a pesare nuovamente la vettura, fiammante ancorch\u00e9 convenzionale monoposto W25 dall&#8217;iconica colorazione bianca. A quei tempi per lo pi\u00f9 privi di sponsor, naturalmente, il colore aveva un&#8217;importanza primaria nelle corse d&#8217;automobili, con ciascun paese associato, convenzionalmente, a una specifica tonalit\u00e0: l&#8217;Italia rossa, l&#8217;Inghilterra verde, la Francia blu e la Germania, per l&#8217;appunto, candida come la neve dei monti Wetterstein, nell&#8217;area delle Alpi Calcaree Nordtirolesi. Almeno, cos\u00ec recita l&#8217;aneddoto, fino a quella notte fatale. Quando Neubauer, privo di altre idee, diede l&#8217;epocale ordine: &#8220;C&#8217;\u00e8 una sola possibilit\u00e0: prendete i raschietti e togliete attentamente la vernice, fino all&#8217;ultimo dettaglio delle cromature. In verit\u00e0 vi dico: all&#8217;alba questa macchina verr\u00e0 scoccata dalla corda del nostro arco. A costo di venire soprannominata la Freccia d&#8217;Argento&#8221;<br>Quasi un secolo dopo, c&#8217;\u00e8 una stanza nell&#8217;avveniristica struttura del museo sulla storia della Mercedes a Stoccarda, in cui una serie d&#8217;automobili sono montate su una curva parabolica, piuttosto che orizzontalmente. Proprio qui figura quella stessa W25, o una identica, assieme ad una serie di veicoli, tutti dello stesso identico colore. Con alla testa di una tale straordinaria carovana, qualcosa che non sembra neanche appartenere a questo mondo: uno strano veicolo a sei ruote, altrimenti descrivibile come l&#8217;ibridazione tra un pesce ed un aereo, con doppia coda aerodinamica, un corpo lungo e flessuoso e addirittura un paio di piccole ali. Fu perci\u00f2 con chiaro piglio metaforico, che all&#8217;epoca Adolf Hitler in persona ebbe l&#8217;idea di definirla Schwarzer Vogel, o Uccello Nero. Ma forse sar\u00e0 meglio cominciare dal principio. Ovvero dalla raramente citata battuta di caccia, risalente al pi\u00f9 che mai remoto 1925, in occasione della quale il giovane politico e futuro <em>f\u00fchrer <\/em>della Germania venne presentato dal suo autista ad un vecchio amico di nome Hans Stuck von Villiez, abile con il fucile almeno quanto al volante del suo furgone, con cui effettuava le consegne a tempo record del latte dalla propria stessa fattoria presso Monaco di Baviera, emulando nella propria fantasia le imprese dei contrabbandieri di alcolici nei distanti Stati Uniti, poco prima di farne una professione. E proprio questo fu l&#8217;inizio di una lunga e solida amicizia, tanto che nel 1933, con Hitler cancellerie e Stuck ormai diventato un pilota di una certa fama grazie ai successi motoristici conseguiti al volante della Mercedes SSK (W06) il primo si ricord\u00f2 del secondo, affrettandosi a presentarlo per quello che sarebbe rimasto, anche negli anni del successivo conflitto globale, il suo principale referente in materia di motori e tecnologia: nientemeno che il controverso, ammirato e spesso discusso Ferdinand Porsche. Perci\u00f2 e soltanto naturale che dall&#8217;unione tra la mente di un pilota ambiziosa e quella di un leggendario ingegnere, potesse nascere qualcosa di assolutamente straordinario. Soprattutto quando si considera la massima aspirazione del terzo personaggio di questa storia, che in un modo o nell&#8217;altro sarebbe rimasta al centro dei suoi pensieri per l&#8217;intero ventennio successivo: mettere &#8220;al primo posto&#8221;, come si usa dire anche oggi, la sua &#8220;beneamata&#8221; Germania. In tutti i campi, incluso quello tecnologico e motoristico e in un particolare campo sopra qualsiasi altro: la massima velocit\u00e0 che fosse mai stata raggiunta da un&#8217;automobile su strada. E quale favolosa strada, questo strano triumvirato avrebbe scelto d&#8217;impiegare&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/i5Ac5YVHsbk\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Caracciola-Streamliner-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28831\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Caracciola-Streamliner-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Caracciola-Streamliner-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Caracciola-Streamliner.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>In questo filmato di repertorio \u00e8 possibile osservare il pilota di origini italiane Caracciola mentre si prepara ad infrangere ancora il record di velocit\u00e0 un anno dopo la vicenda dell&#8217;AVUS, a bordo di una differente auto aerodinamica di Mercedes. La velocit\u00e0 raggiunta sarebbe stata di 432 Km\/h.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il circuito AVUS (Automobil Verkehrs und \u00dcbungs-Stra\u00dfe) presso Berlino costituiva ancora, all&#8217;inizio del 1938, il primo ed uno dei pochi tratti d&#8217;autostrada in Europa e nel mondo. Una struttura composta da due lunghi rettilinei con curve paraboliche all&#8217;estremit\u00e0, una delle quali, costruita in mattoni con l&#8217;inclinazione di 43\u00b0 era a quanto sembra tanto alta da guadagnarsi il soprannome di Muro della Morte, come ciliegina finale sul singolo luogo in cui, statistiche alla mano, un veicolo potesse raggiungere la velocit\u00e0 maggiore. Qui riuniti a questo punto della vicenda non troviamo quindi (ancora) Stuck e Porsche, ancora impegnati nella creazione del loro pi\u00f9 singolare capolavoro, bens\u00ec un diverso agglomerato di notevoli personaggi nella storia dei motori, sotto l&#8217;attento sguardo del cancelliere Adolf in persona. Tra cui due, sopra ogni altro: il pilota tedesco di origini napoletane Rudolf Caracciola e Bernd Rosemeyer, impegnati rispettivamente per le scuderie storiche di Mercedes e Auto Union. Il primo dei quali, in modo particolare, era sicuro di poter conseguire gli allori della vittoria a bordo della propria Streamliner Mercedes-Benz W125 Rekordwagen, che potete vedere per l&#8217;appunto nell&#8217;inquadratura della sopracitata stanza del museo di Stoccarda, montata dietro l&#8217;eccezionale Uccello Nero. Ed in effetti cos\u00ec sarebbe stato, se nonch\u00e9 una simile vittoria, purtroppo, sarebbe stata oscurata da un fatto grave: la triste fine del collega  Rosemeyer, finito per schiantarsi in circostanze non chiare a bordo del suo prototipo della Auto Union, concludendo allo stesso tempo la sua vita e una brillante carriera al volante.<br>Ma la storia, ovviamente, non sarebbe finita cos\u00ec: il record del mondo restava infatti ancora in mani britanniche, ed Hitler continuava a chiedere soddisfazione. Cos\u00ec Porsche in persona approv\u00f2 finalmente la produzione, negli anni immediatamente successivi, di quel pezzo unico che sarebbe passato alla storia come Mercedes T80, ovvero l&#8217;incredibile &#8220;uccello&#8221; mostrato in apertura. Tale veicolo, lungo ben 8 metri di cui oltre un terzo composto dalla carrozzeria aerodinamica portata ad estendersi oltre la scocca sottostante, presentava alcuni tratti distintivi assolutamente degni di nota rispetto a qualsiasi altra automobile venuta prima. Tanto per cominciare, montava infatti il motore di un aereo e per essere pi\u00f9 precisi il mostruoso DB-601, famoso in quegli anni come cuore del potente caccia Messerschmitt Bf 109 (potenza in condizioni ideali: non meno di 3.000 hp.) Proprio per questo, l&#8217;orientamento dei pistoni era capovolto, allo scopo di permettere a un&#8217;elica inesistente di trovare collocazione a distanza maggiore dal suolo! Il che aveva richiesto l&#8217;impiego di un sistema di trasmissione estremamente insolito, dotato tra l&#8217;altro del primo accenno di controllo automatico della trazione: una serie d&#8217;ingranaggi capaci di ridurre automaticamente l&#8217;immissione di benzina nel momento in cui le ruote motrici cominciavano a slittare. Le 2,8 tonnellate del &#8220;mostro&#8221; da tre semiassi, inoltre, trovavano il potenziale aerodinamico di una forma totalmente inusitata e quasi mostruosa opera del carrozziere Josef Mikcl, che avremmo significative difficolt\u00e0 a descrivere senza ricorrere a termini d&#8217;analogia appartenenti al regno ittico e\/o volatile, proprio per questo valido a fornirgli un coefficiente aerodinamico di 0,18, superiore persino a quello di molti veicoli da corsa dei nostri tempi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/NPJK2leEIs0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Mercedes-Recordwagen-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28832\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Mercedes-Recordwagen-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Mercedes-Recordwagen-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Mercedes-Recordwagen.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La Recordwagen di Caracciola, per quanto notevole e certamente dotata di forme fuori dal comune, non raggiunse mai le vette visionarie della T80. Detto ci\u00f2, possiede almeno un vantaggio  storico su quest&#8217;ultima: quello di aver effettivamente raggiunto la pista.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Hitler fu profondamente colpito dal prototipo della T80, al punto di onorare la coppia Stuck\/Porsche della possibilit\u00e0 di ornarla con le effigi rappresentative del suo partito, tra cui una livrea rigorosamente nera, diverse svastiche e persino l&#8217;Adler, o aquila che avrebbe un giorno tentato di ghermire il mondo intero. Entro la data fissata per il gennaio 1940 o RekordWoche (&#8220;settimana dei record&#8221;) l&#8217;ineccepibile veicolo avrebbe infatti tentato di raggiungere una velocit\u00e0 presunta di 750 Km\/h, totalmente inusitata all&#8217;epoca ed in effetti ancora oggi mai raggiunta da veicoli con propulsione stradale convenzionale, ovvero privi di reattori o altri metodi di spinta non direttamente collegati alle ruote. Detto ci\u00f2, come noi purtroppo sappiamo anche troppo bene, prima di quel momento qualcosa di totalmente diverso avrebbe attirato l&#8217;attenzione del <em>f\u00fchrer<\/em>: la ghiotta opportunit\u00e0 di invadere la Polonia. Con tutte le significative conseguenze di un gesto che, in ultima analisi, si sarebbe rivelato oggettivamente un errore. E cos\u00ec l&#8217;aquila nera, o aquila d&#8217;argento che dir si voglia, venne relegata in un ignoto garage berlinese, senza il suo prezioso motore impiegato, piuttosto, per far volare un tutt&#8217;altro altro tipo di guerriero nei cieli in fiamme d&#8217;Europa. Finch\u00e9 svariati anni dopo la guerra, senza alcun tipo d&#8217;esitazione o problema, avrebbe trovato collocazione nel museo di Stoccarda dove si trova tutt&#8217;ora. A perenne ricordo di quello che avrebbe potuto essere, se soltanto le cose avessero preso una piega differente. E dell&#8217;importanza che pu\u00f2 avere talvolta, in pi\u00f9 di un modo, la scelta pi\u00f9 o meno arbitraria di un colore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Che cosa intendi, 751 Kg?&#8221; Notte carica d&#8217;aspettativa, quella del 3 giugno 1934, presso le campagne tedesche dove ancora oggi scorre la sottile striscia d&#8217;asfalto definita, con considerevole ottimismo, l&#8217;ormai leggendario circuito del N\u00fcrburgring Nordschleife: oltre 22 Km di &#8220;anello settentrionale&#8221; all&#8217;ombra dell&#8217;omonimo castello, dove illuminato dalla luna, il direttore sportivo della Mercedes-Benz Alfred Neubauer &#8230; <a title=\"L&#8217;Aquila Mercedes che si pos\u00f2 con ali nere, per risorgere d&#8217;argento\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28830\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;Aquila Mercedes che si pos\u00f2 con ali nere, per risorgere d&#8217;argento\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[4519,1794,361,964,236,321,630,256,4517,1381,4102,137,4518,961,1016,412,151,71,2976],"class_list":["post-28830","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-aneddoti","tag-audi","tag-auto","tag-corse","tag-europa","tag-germania","tag-guerra","tag-guida","tag-hitler","tag-leggende","tag-mercedes","tag-motori","tag-nazismo","tag-piloti","tag-piste","tag-record","tag-sport","tag-storia","tag-vicende"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28830","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28830"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28830\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28837,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28830\/revisions\/28837"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28830"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28830"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28830"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}