{"id":28811,"date":"2019-08-09T06:09:40","date_gmt":"2019-08-09T04:09:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28811"},"modified":"2019-08-09T06:09:41","modified_gmt":"2019-08-09T04:09:41","slug":"linvisibile-giardino-dei-divertimenti-sotto-la-citta-piu-affollata-dellamerica-latina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28811","title":{"rendered":"L&#8217;invisibile giardino dei divertimenti sotto la citt\u00e0 pi\u00f9 affollata dell&#8217;America Latina"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/JxIwk7uj6Vc\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Garden-Santa-Fe-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28814\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Garden-Santa-Fe-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Garden-Santa-Fe-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Garden-Santa-Fe.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Generalmente quando tre voragini profonde 35 metri fanno la loro comparsa nel bel mezzo di un sovraffollato distretto finanziario, non \u00e8 l&#8217;inizio di un buon capitolo nella storia urbana di una grande capitale nazionale. Soprattutto quando, come nel quartiere denominato Santa Fe di Citt\u00e0 del Messico dal nome di un antico ospedale <em>del pueblo, <\/em>oggi poco pi\u00f9 che un rudere, tale faccenda si palesa nel bel mezzo nella piazza abbandonata intitolata a Guillermo Gonz\u00e1lez Camarena, ormai da tempo utilizzata dagli impiegati dei moltissimi uffici circostanti al fine di parcheggiare abusivamente le loro automobili. Fortuna quindi che per tali veicoli, dopo una precisa segnalazione dell&#8217;amministrazione locale, un&#8217;altra collocazione fosse stata trovata, prima che il suono delle ruspe e dei martelli pneumatici potesse iniziare a diffondersi nell&#8217;aria. Perch\u00e9 gi\u00e0, ho mancato di evidenziare fino a questo punto la maniera in cui il &#8220;disastro&#8221;, inteso come punto di rottura con le aspettative o le condizioni operative pregresse, sia in effetti la diretta risultanza di un preciso accordo tra la citt\u00e0 e il settore privato, o per essere pi\u00f9 precisi i due importanti conglomerati Gruppo Carso e Copri, previo coinvolgimento degli studi architettonici messicani KMD e Arquitectoma. Per la creazione di un qualcosa che in tutta l&#8217;area culturale nordamericana, ma anche nel resto del mondo, nessuno aveva mai tentato con le stesse identiche modalit\u00e0: la creazione di un centro commerciale sostenibile, dall&#8217;impatto ambientale contenuto e al tempo stesso, incredibile a dirsi, posizionato per almeno il 90% al di sotto del livello del manto stradale cittadino. Come una stazione della metropolitana ma con pi\u00f9 marmo di pregio, negozi e soprattutto, senza SEMBRARE una stazione della metropolitana. Proprio grazie al particolare accorgimento nato dalla collaborazione dalle due figure dei progettisti principali dei rispettivi studi Francisco Mart\u00edn del Campo e Jose Portilla Riba: i colossali lucernari a pianta circolare dal diametro di circa 30 metri ed ancor pi\u00f9 profondi, con la forma approssimativa di un cono rovesciato in grado di ricordare, per una mera coincidenza, l&#8217;esatta forma dei gironi dell&#8217;Inferno Dantesco.<br>Nessuna punizione o diabolica presenza nel fondo della struttura inaugurata a maggio del 2014 con il nome stranamente anglofono di Garden Santa Fe, bens\u00ec un luogo di ritrovo &#8220;pubblico ancorch\u00e9 privato&#8221; dalla straordinaria luminosit\u00e0 e circolazione dell&#8217;aria nonostante il posizionamento, proprio grazie alla totale trasparenza della copertura interna delle suddette voragini, con un complesso sistema di vetri sovrapposti e apribili che bloccano l&#8217;ingresso dell&#8217;acqua durante la pioggia ma non l&#8217;ossigeno di ricambio. Nati, secondo un aneddoto raccontato da  Mart\u00edn del Campo, proprio a seguito della caduta accidentale di un mattone ad opera di un operaio distratto durante la costruzione, lasciando scaturire l&#8217;intuizione di quanto potesse risultare utile un tale accorgimento, nell&#8217;incrementare il gi\u00e0 notevole eclettismo funzionale di un simile spazio ad uso commerciale. Chi avrebbe mai voluto visitare, d&#8217;altra parte, gli oltre 90 negozi disposti nei 12.000 metri quadri del nuovo ambiente, se la sensazione restituita fosse stata quella di trovarsi all&#8217;interno di una prigione sotterranea del Medioevo&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/frQQ09BFfI4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Garden-Santa-Fe-Visit-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28813\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Garden-Santa-Fe-Visit-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Garden-Santa-Fe-Visit-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Garden-Santa-Fe-Visit.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>I lucernari verticali del centro commerciale, costruiti secondo modalit\u00e0 innovative, trovano all&#8217;interno l&#8217;ulteriore merito situazionale di pavimenti in marmo candido, capaci di riflettere ed incrementare il loro effetto d&#8217;illuminazione degli ambienti.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il Garden Santa Fe, maggiore innovazione architettonica dell&#8217;intera Citt\u00e0 del Messico negli ultimi anni, al punto da guadagnarsi il prestigioso premio della rivista AD Iconos del Dise\u00f1o 2014, non costituisce tuttavia il semplice risultato materialistico di una speculazione finalizzata a incrementare i guadagni. Trovando la sua stessa ragione d&#8217;esistenza collaterale nei quattro livelli di parcheggio, per 2500 automobili complessivi, posizionati al di sotto dei soltanto due di negozi, con l&#8217;obiettivo di fornire assistenza per uno dei principali problemi di questo particolare recesso urbano: la viabilit\u00e0. Molto si \u00e8 parlato in effetti, a partire dal suo significativo sviluppo a partire dagli anni &#8217;90, delle difficili condizioni di spostamento e fermata veicolare all&#8217;interno di un&#8217;area decentrata a sud-ovest ma ormai diventata fondamentale per la gestione centralizzata dell&#8217;economia di molte aziende, con tempi di percorrenza del tutto paragonabili a quelli del sopracitato e punitivo aldil\u00e0 descritto in versi dal Sommo poeta della nostra distante penisola europea. Con un eccesso di investimenti, incentivi, concessioni di permessi edilizi e un&#8217;altrettanto problematica carenza d&#8217;infrastrutture o la sempre valida soluzione di un trasporto pubblico realmente efficiente. Ragion per cui, almeno all&#8217;inizio, non mancarono veementi critiche nei confronti dell&#8217;ennesima follia di zona, in grado di aumentare ulteriormente il congestionamento e il sovraffollamento, se non che un poco alla volta, le molte qualit\u00e0 del Garden cominciarono a diventare palesi. E non sto parlando solamente dello spazio offerto, dietro ragionevole pagamento, a tutti coloro che usavano precedentemente lo spiazzo Guillermo Gonz\u00e1lez Camarena, ma anche della notevole riqualifica dello spazio superficiale in questione, con l&#8217;allestimento di un vero e proprio parco pubblico completo di panchine minimaliste e generose aree del sempre gradito verde cittadino. Per non parlare della notevole coscienza ambientalista dimostrata dai creatori del centro, dotato di pannelli fotovoltaici situati sui due grandi chioschi con la funzione d&#8217;ingresso e uno speciale sistema per l&#8217;instradamento e riciclo dell&#8217;acqua piovana, da cui conseguono consumi inferiori, rispettivamente, di 1,8 MW di corrente elettrica e 147.000 litri giornalieri rispetto a una struttura convenzionale di comparabili dimensioni. Aspetti, questi ultimi, quanto mai dirompenti rispetto alla cognizione diffusa secondo cui i centri commerciali debbano necessariamente essere delle pietre di paragone dello spreco e lo scriteriato consumo delle sempre pi\u00f9 preziose risorse rimaste sopra e sotto la superficie di questo pianeta.<br>Detto ci\u00f2, la costruzione del pi\u00f9 intrigante luogo di svago del quartiere Santa Fe non risulta certo facile da emulare altrove, con un racconto da parte dei suoi stessi creatori, nella tipica intervista rilasciata in materia, della particolare ed innovativa procedura basata sul posizionamento ed ancoraggio di un completo sistema di fondamenta con tiraggi a soli tre metri d&#8217;intervallo, prima di fissare con attenzione le scoscese pareti di ciascun &#8220;foro&#8221; mediante l&#8217;impiego di rigide pareti di cemento armato. Ci\u00f2 al fine di prevenire un potenziale disastroso crollo delle strade soprastanti, con un&#8217;applicazione del notevole know-how tecnico acquisito dalle aziende ingegneristiche della citt\u00e0 nel corso degli ultimi anni. Frutto di una coscienza urbanistica, quella della capitale messicana talvolta abbreviata come CMDX, che ormai da decadi sembra aver raggiunto il limite massimo della sua estensione orizzontale, ricercando pi\u00f9 volte in aggiunta alla solita soluzione dei grattacieli anche le loro controparti direttamente speculari rivolte verso le viscere stesse della Terra, definite con l&#8217;interessante termine in lingua spagnola di <em>rascasuelos<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/WvJNXwAlhYI\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Garden-Santa-Fe-Drone-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28812\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Garden-Santa-Fe-Drone-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Garden-Santa-Fe-Drone-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/08\/Garden-Santa-Fe-Drone.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Visto dall&#8217;alto grazie all&#8217;assistenza del solito drone, il Garden si presenta come una struttura al tempo stesso futuribile e coscienziosa, con gli spazi verdi portati ad estendersi, incredibilmente, anche dentro gli spazi circolari a 35 metri di profondit\u00e0 creati dalle tre gigantesche prese d&#8217;aria.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Esiste la diffusa cognizione, al giorno d&#8217;oggi, secondo cui le principali innovazioni in campo tecnico, ingegneristico e architettonico debbano necessariamente provenire ogni volta dai soliti due o tre paesi del cosiddetto &#8220;primo&#8221; mondo, laddove l&#8217;esperienza c&#8217;insegna piuttosto che colui che ha gi\u00e0 raggiunto l&#8217;apice, generalmente, non possiede pi\u00f9 i presupposti per continuare a cambiare le regole del gioco. Per cui sempre pi\u00f9 spesso, su Internet, si legge dell&#8217;ultimo &#8220;bizzarra&#8221; (in realt\u00e0, pere lo pi\u00f9 rivoluzionaria) proposta di nazioni come la Cina, l&#8217;Indonesia o perch\u00e9 no il Messico, ampiamente in grado d&#8217;invalidare l&#8217;istintiva diffidenza memetica creata da un certo tipo di comunicazione politica nordamericana. Un fattore ancor pi\u00f9 rilevante quando si considera un luogo come questa insolita struttura, frutto esclusivo del pensiero, gli approcci ingegneristici e la creativit\u00e0 di aziende situate sul suo territorio. <br>Non ci resta che porci l&#8217;interrogativo, a questo punto, su quanto a fondo potr\u00e0 andare, nei prossimi anni, la coraggiosa gente di CDMX. E quali misteriosi segreti del sovraffollato e caotico stile di vita contemporaneo, in questo modo, potranno essere svelati a vantaggio del mondo intero. Dopo tutto, con la pendente e progressivamente pi\u00f9 vicina crisi della situazione ambientale planetaria, non \u00e8 impossibile che un giorno tutti i luoghi d&#8217;aggregazione civile inclusi i centri commerciali debbano venire collocati al di sotto degli sguardi famelici di uccelli radioattivi, anguille di terra e ragni giganti. Perch\u00e9 dopo l&#8217;epoca del grande Impero Umano, \u00e8 cosa nota, dovr\u00e0 iniziare quella dei rifugi sotterranei. Ma non c&#8217;\u00e8 ragione alcuna, persino allora, per cui dovremmo smettere di divertirci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Generalmente quando tre voragini profonde 35 metri fanno la loro comparsa nel bel mezzo di un sovraffollato distretto finanziario, non \u00e8 l&#8217;inizio di un buon capitolo nella storia urbana di una grande capitale nazionale. 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