{"id":28739,"date":"2019-07-28T06:10:58","date_gmt":"2019-07-28T04:10:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28739"},"modified":"2019-07-28T06:15:40","modified_gmt":"2019-07-28T04:15:40","slug":"la-dannata-torre-e-la-sanguinosa-vendetta-dei-ratti-sullarcivescovo-di-mainz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28739","title":{"rendered":"L&#8217;insaguinata torre e la  vendetta dei ratti sull&#8217;arcivescovo di Mainz"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/fa9b5tqywVk\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/M\u00e4useturm-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28742\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/M\u00e4useturm-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/M\u00e4useturm-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/M\u00e4useturm.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il vero potere pu\u00f2 cambiare una persona. La facolt\u00e0 di decidere, o disporre, sulla vita e sulla morte delle persone. Ma sapete che cos&#8217;altro pu\u00f2 riuscire a farlo? Il pi\u00f9 puro e distillato senso di terrore. L&#8217;assoluta paralisi diurna, cui fanno seguito torpore delle membra, fissit\u00e0 dello sguardo e infine grida disarticolate, in un tentativo chiaramente vano di trovare un qualche tipo di scampo dal proprio triste destino. Un ricorso quest&#8217;ultimo particolarmente vano, quando ci si \u00e8 macchiati di un crimine tanto efferato e imperdonabile, dinnanzi agli occhi di tutti coloro che potranno sopravviverci, da meritare a pieno titolo la nostra divina punizione. Perch\u00e9 sebbene almeno formalmente, il cristianesimo non creda nella legge buddhista del karma, essa risulta corrispondere a una ferma e diffusa credenza popolare, riassumibile nell&#8217;espressione &#8220;Chi la fa l&#8217;aspetti&#8221; specialmente nell&#8217;occasione, ed in presenza, della giusta leva lungo il corso degli eventi. Nera e pelosa, occhi rossi e sopracciglia folte. Ma soprattutto, la lunga e serpentina coda che richiama il demone che ci ha privato del diritto eterno al Paradiso Terrestre&#8230;<br>Poche figure nella storia medievale di Germania risultano essere controverse quanto l&#8217;uomo noto unicamente con il nome di Hatto II, monaco benedettino assorto nel 968 d.C, grazie ai collegamenti della propria nobile famiglia, agli allori della prestigiosa carica dell&#8217;Arcivescovato di Magonza sul Reno (Mainz) carica inclusiva del fondamentale ruolo d&#8217;elettore per un ancora giovane Sacro Romano Impero. Nella pi\u00f9 totale unione, allora non insolita, di potere religioso e temporale, al punto che nessuno, tra la gente comune, avrebbe mai potuto sognarsi di criticare il suo operato. E d&#8217;altra parte la storia parla, per lo meno per le prime decadi durante cui rimase in carica, di un suo buon governo e gesta responsabili, persino gloriose, come la costruzione della chiesa di San Giorgio presso l&#8217;isola Reichenau e copiose donazioni nei confronti dell&#8217;abbazia di Fulda, nonch\u00e9 al fine d&#8217;incoraggiare e tutelare le arti in tutta la citt\u00e0 di Magonza. Tutto questo, almeno, finch\u00e9 qualcosa in lui cambi\u00f2, all&#8217;incirca verso la met\u00e0 del decimo secolo, quando come colto da un&#8217;improvvisa ispirazione, egli fece costruire la sua pi\u00f9 celebre torre in prossimit\u00e0 del borgo di Bingen, in punto strategico del Reno. Strategico perch\u00e9, sulla cima dei circa 20 metri di quest&#8217;edificio, fece posizionare alcuni esperti mercenari armati di balestra, al fine d&#8217;imporre un severo tributo a tutti coloro che intendevano far navigare i propri beni verso i ricchi mercati della sua citt\u00e0. E tutto ci\u00f2 sarebbe stato il meno, in effetti, rispetto al seguito di questa storia. Un evento tanto spaventoso e inumano da sfumare, come sua implicita prerogativa, nel regno della pi\u00f9 nebulosa leggenda. Ovvero parlano le cronache, per lo pi\u00f9 orali, di un&#8217;estate e autunno particolarmente piovosi, al punto da anticipare rovinosamente il raccolto del grano nell&#8217;intera regione, ponendo le basi per quella che sarebbe diventata un gravissima carestia. E del modo in cui, col verificarsi delle prime morti, Hatto II fece trasportare nei suoi granai fortificate copiose quantit\u00e0 del cibo rimasto, al fine di poterlo vendere con gran profitto alla popolazione. Ragion per cui, inizi\u00f2 comprensibilmente a crescere il uno scontento tra la gente, che port\u00f2 ben presto a veri e propri moti di protesta. Ora, il nostro governante ed uomo di chiesa avrebbe potuto reagire in molti modi a tutto ci\u00f2 ma egli scelse, probabilmente, il peggiore: invitati infatti le dozzine e dozzine di fomentatori presso uno dei depositi ormai rimasti vuoti, con la vana promessa di &#8220;un pasto misericordioso&#8221; appicc\u00f2 quindi personalmente il fuoco all&#8217;edificio, dopo essersi ovviamente premurato di chiuderlo a chiave. E &#8220;Sentite come squittiscono questi miseri topolini affamati, parassiti senza senso della societ\u00e0!&#8221; si disse che abbia pronunciato in tale orribile frangente. Mai metafora, nei fatti, si sarebbe rivelata maggiormente sfortunata ed incauta di questa&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-0AzGjoYy8I\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/M\u00e4useturm-Interior-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28741\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/M\u00e4useturm-Interior-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/M\u00e4useturm-Interior-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/M\u00e4useturm-Interior.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La vista che si domina dalla sommit\u00e0 di questa torre, struttura tanto singolare da sembrare quasi una <em>folly  <\/em>(decorazione nobiliare dei giardini nello stile nord-europeo) permette in d&#8217;immaginare con chiarezza la facilit\u00e0 con cui un singolo manipolo di balestrieri, o anche semplici arcieri, avrebbe potuto dominare il corso dei redditizi commerci sul fiume Reno.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ora, esistono due spiegazioni possibili, per il nome della succitata torre oggi nota in tedesco come M\u00e4useturm: una che prevede un semplice slittamento semantico dal succitato <em>maut <\/em>(pedaggio) imposto dal nostro assassino di massa con il ruolo di vicario <em>de facto<\/em> del potere e l&#8217;autorit\u00e0 papale al di l\u00e0 delle Alpi. E l&#8217;altro invece, facente capo alla leggenda che circonda e anticipa la morte del malcapitato malandrino, sopraggiunta a quanto pare il 18 gennaio del 970, per l&#8217;evento tutt&#8217;altro che usuale di un&#8217;intera fagocitazione ad opera di quegli stessi ratti neri, che aveva evocato nel momento della sua massima efferatezza, dimenticando le loro associazioni inerenti con la rovina e l&#8217;annientamento stesso dell&#8217;intera umanit\u00e0. Il che risulterebbe, nei fatti, gi\u00e0 una coincidenza sufficientemente straordinaria, senza neanche preoccuparsi di aggiungere il luogo esatto in cui l&#8217;imprescindibile vendetta della natura si sarebbe, a quanto pare, consumata: esattamente l&#8217;ultimo piano della torre sull&#8217;isola in mezzo al Reno, dove l&#8217;arcivescovo si era rifugiato in tutta fretta, dopo essersi svegliato nel suo palazzo circondato da squittii furenti e con l&#8217;immagine ben stampata nella memoria (almeno secondo il componimento in versi di Robert Southey &#8220;La punizione del vescovo maligno&#8221;) dei suddetti animali che avevano gi\u00e0 consumato interamente, cornice inclusa, il suo gigantesco ritratto posto di fronte alla porta d&#8217;ingresso principale. Laddove l&#8217;onda pelosa, cos\u00ec prosegue quel racconto, lungi dal perdersi d&#8217;animo avrebbe piuttosto messo in atto una strategia paragonabile a quella delle formiche tagliafoglie soggette alle grandi piogge dei monsoni, annodando zampe e code per aumentare la superficie galleggiante. E sbarcando, al costo di tante vite baffute rimaste annegate nel corso dell&#8217;operazione anfibia, presso le alte mura della M\u00e4useturm, per poi iniziare a risalirle con una velocit\u00e0 impressionante, fino alla sala pi\u00f9 elevata che ospitava il corpo tremante di Hatto II. Risultato? Lo scheletro scarnificato del colpevole, a perenne ammonimento di chiunque potesse essere abbastanza folle, o spietato, da pensare di seguirne l&#8217;empiet\u00e0.<br>Per quanto concerne l&#8217;effettiva storicit\u00e0 di questa vicenda, come sopra menzionato, esistono numerose riserve. E non soltanto in merito alla parte sovrannaturale della stessa, bens\u00ec anche per la presunta efferatezza dell&#8217;arcivescovo in questione, secondo alcuni effettivamente attribuita per mera quanto erronea assonanza al precedente portatore dello stesso nome e carica, quell&#8217;Hatto I vissuto quasi un secolo prima, verso il termine del regno dei Franchi Orientali, discendenti diretti dell&#8217;impero di Carlo Magno. Al cui periodo di governo religioso a quanto pare particolarmente autoritario e crudele (bench\u00e9 non si abbiano racconti effettivamente paragonabili a quello dell&#8217;incendio di un granaio gremito di postulanti) sarebbe stato posto fine tramite un qualche tipo di atto da parte del Diavolo che l&#8217;aveva mandato su questa terra, a scelta tra l&#8217;impatto diretto di un fulmine, essere trafitto a morte da una copiosa quantit\u00e0 di frecce o cadere &#8220;accidentalmente&#8221;, niente meno che, dentro la bocca del cratere incandescente dell&#8217;Etna. Oppure, inutile dirlo, finire nello stomaco dei topi in circostanze paragonabili a quelle del suo presunto successore. Creature forse tra le pi\u00f9 temute dell&#8217;intera epoca medievale, per la loro capacit\u00e0 di accompagnarsi a pestilenze o carestie, e proprio per questo considerate alla stregua di vere e proprie piaghe bibliche o punizioni divine. E proprio per questo ricorrenti in simili leggende tra cui forse la pi\u00f9 antica e celebre resta, ad oggi, quella del principe Popiel II, della trib\u00f9 dei popoli proto-polacchi dei Goplani e Polani, che in epoca di poco antecedente a questi eventi (si parla di nono secolo) avrebbe fatto ubriacare con l&#8217;inganno i suoi dodici zii cospiratori, che intendevano spodestarli. Per poi ucciderli e nasconderne i corpi in una caverna, se non che una nutrita schiera di ratti avrebbe, a quanto pare, finito per nutrirsene ricevendo nel contempo la loro imprescindibile volont\u00e0 vendicativa. E devo veramente dirvi, a questo punto, quale orribile destino avrebbe atteso il &#8220;povero&#8221; Popiel?<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/QdqpHno_oVY\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/Around-the-Mauseturm-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28740\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/Around-the-Mauseturm-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/Around-the-Mauseturm-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/Around-the-Mauseturm.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Dall&#8217;altro lato della M\u00e4useturm, perfettamente visibile a chiunque scelga di compiere una crociera sul Reno, sorgono le rovine del castello di Ehrenfels, di per se privo di macabre leggende. Ma niente paura, amanti del terrore: una delle pi\u00f9 famose attrattive della cittadina di Bingen, a poche centinaia di metri, \u00e8 il museo delle torture medievali. Quale fantastico, gradito passatempo&#8230;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Una storia molte volte ripetuta dunque, eppure mai altrettanto in grado di far breccia nella fantasia popolare quanto il caso specifico dell&#8217;arcivescovo Hatto II, per quanto incerta possa esserne l&#8217;attribuzione. Questo forse anche grazie al gi\u00e0 citato componimento in versi di Robert Southey del 1799, ma anche per la grande quantit\u00e0 di canzoni fokloristiche, fiabe e storie cautelative tramandate dal popolo tedesco, in merito a questa particolare dimostrazione del modo in cui il mondo, molto spesso, sembri possedere la capacit\u00e0 di porre rimedio ai suoi sbagli.<br>Che in un certo senso pu\u00f2 anche possedere una duplice chiave di lettura, poich\u00e9 se \u00e8 vero che gli umani sono illimitati nella quantit\u00e0 e qualit\u00e0 dei propri gesti malefici, qui ci premurava di specificare come talune fameliche aggressioni ad opera dei roditori fossero, d&#8217;altra parte, pienamente giustificate e in un certo senso indotta dallo stesso desiderio imprescindibile della <em>Iustitia<\/em> divina. Una verit\u00e0 a cui noi molto spesso preferiamo non pensare, ogni qualvolta i notiziari parlano dell&#8217;ultimo baffuto ed &#8220;abusivo&#8221; abitante della nostra capitale, fuoriuscito per errore dalle fognature che dovrebbero nasconderlo in Eterno. O per lo meno, fino al giorno (totalmente apolitico) del sommo Giudizio Universale&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vero potere pu\u00f2 cambiare una persona. La facolt\u00e0 di decidere, o disporre, sulla vita e sulla morte delle persone. Ma sapete che cos&#8217;altro pu\u00f2 riuscire a farlo? Il pi\u00f9 puro e distillato senso di terrore. 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