{"id":28700,"date":"2019-07-21T06:06:15","date_gmt":"2019-07-21T04:06:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28700"},"modified":"2019-07-21T06:14:19","modified_gmt":"2019-07-21T04:14:19","slug":"la-straordinaria-sinergia-riproduttiva-dellorchidea-col-secchio-incorporato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28700","title":{"rendered":"La straordinaria sinergia riproduttiva dell&#8217;orchidea con secchio incorporato"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_uHJGdTgtXE\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/Orchid-Bee-Trap-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28703\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/Orchid-Bee-Trap-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/Orchid-Bee-Trap-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/Orchid-Bee-Trap.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Amore, anelito, il profondo desiderio. Amore, il lampo che riecheggia in un distante temporale. Amore, il rombo dell&#8217;acqua che scorre, mentre il fiume straripa e pervade la radura. Amore, il suono. Amore, il tuono. Amore, il complicato marchingegno evolutivo di quest&#8217;orchidea, che una volta messa in trappola l&#8217;alata innamorata, ne fa un ingranaggio del sistema. Dapprima trattenendola, quindi attaccandogli un Qualcosa sulla schiena: &#8220;SCEMO chi legge!&#8221; Dove SCEMO vuole dire, stranamente, UTILE, per quanto inconsapevole del proprio ruolo. Soprattutto quando quel qualcuno \u00e8 un tipico rappresentante della trib\u00f9 degli <em>Euglossini<\/em>, particolari api solitarie dal color metallizato che abitano il Centro e Sud America, prive della complessa struttura sociale delle loro cugine a noi pi\u00f9 familiari. Ma dotate di un&#8217;invidiabile propensione all&#8217;impiego di risorse biologiche di provenienza floreale, con lo scopo di rincorrere ed affascinare le potenziali partner per l&#8217;accoppiamento. Il primo a notarlo, probabilmente, gi\u00e0 lo conoscete: niente meno che Charles Darwin, il quale tuttavia, anche in forza dei limitati strumenti di registrazione e ingrandimento disponibili verso la seconda met\u00e0 del XIX secolo, sembr\u00f2 temporaneamente mancare il punto, causa aver pensato, per errore, che le &#8220;operaie&#8221; color gazzilloro fossero di sesso femminile, il che non spiegava la ragione dei loro strani comportamenti. Finch\u00e9 grazie all&#8217;uso della logica, il grande studioso della natura non acquis\u00ec la chiave di volta e il nesso fondamentale di una simile questione: che i ronzanti spasimanti inclini a posarsi sul <em>labellum<\/em> (grande petalo frontale modificato) di alcune particolari specie d&#8217;orchidea, erano soliti farlo soprattutto per catturarne coi peli sulle proprie zampe la potente essenza profumata. In un olio prodotto dalla pianta con la doppia finalit\u00e0 di offrirgli soddisfazione, nonch\u00e9 trarre, in un saliente modo, l&#8217;ultimo e pi\u00f9 positivo dei vantaggi a propria disposizione: un utile passaggio per il polline, in cerca della pianta femmina da inseminare. Ora, le orchidee studiate da Darwin rientravano in larga parte nel genus epifita (&#8220;che cresce sul tronco di altre piante&#8221;) delle <em>Mormodes<\/em>, bench\u00e9 esista all&#8217;interno della stessa trib\u00f9 delle <em>Cymbidieae<\/em>, un&#8217;altro insieme di particolari specie, la cui metodologia a tal scopo risulta connotata da un sistema cos\u00ec complesso, da sembrare frutto della fervida fantasia di un autore di fantascienza&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/iXOuwk7Z1bo\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/Euglossa-Bees-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28701\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/Euglossa-Bees-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/Euglossa-Bees-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/Euglossa-Bees.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Le api della trib\u00f9 <em>Euglossini<\/em> sono suddivise in circa 200 specie di cui una soltanto risulta essere diffusa a settentrione del confine messicano. Sono tra le poche categorie d&#8217;insetti dotati di <em>corbicula<\/em> (struttura pilifera per il trasporto del polline) a non fare parte di complesse strutture eusociali.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Basta poco per notare, in effetti, la straordinaria variet\u00e0 di forme, colori e sfumature di quel complesso recesso dell&#8217;albero della vita ove attacca le radici il vasto consorzio delle orchidee. Fiori dall&#8217;aspetto notevole ed alieno, in cui molto giustamente, ciascuna arcana geometria \u00e8 stata perfezionata, attraverso i secoli e i millenni, per assolvere a una specifica funzione. Affermazione tanto maggiormente vera, questa, quando si parla delle <em>Coryanthes<\/em> o orchidee a secchio del Nuovo Mondo, esseri creati per trarre beneficio da un particolare, antico stratagemma. Le cui modalit\u00e0 abbiamo, sin qui, soltanto accennato; ragion per cui, chi meglio pu\u00f2 spiegarcelo, che l&#8217;ape stessa? &#8220;Buzz, grazie mille per la parola.  \u00c8 una faccenda molto semplice. L&#8217;ho visto capitare moltissime volte: noi entit\u00e0 mobili\/volanti ci avviciniamo al bordo superiore del calice che il fiore ospita al di sotto del <em>labellum<\/em>, ben sapendo come proprio all&#8217;interno di esso sia custodito il fluido di cui abbiamo bisogno per attrarre la nostra signora. Quindi dopo qualche minuto per rompere il ghiaccio, volenti o nolenti, finiamo per scivolare al suo interno. Dove a causa di una serie di peli rivolti verso il basso e la forma bulbosa delle pareti, ci riesce impossibile uscire passando per la stessa strada. Orribile, nevvero? Non proprio, una volta che ci riesce d&#8217;individuare il BUCO&#8230;&#8221;<br>Gi\u00e0, il buco: una sorta di tunnel, a voler essere pi\u00f9 descrittivi, integrato nella forma stessa del calice ripieno di olio profumato sotto i petali, grande esattamente il giusto per lasciar passare la &#8220;fortunata&#8221; ape. O per meglio dire, grande leggermente meno dell&#8217;ideale, costringendo quest&#8217;ultima a penare faticosamente mentre tenta di spingersi oltre un millimetro alla volta, per un tempo misurabile tra i 30 e i 45 minuti. Tempo sufficiente perch\u00e9 possa compiersi, neanche a dirlo, il gioco segreto della pianta: poich\u00e9 pi\u00f9 l&#8217;ape spinge per passare nuovamente verso la rampa di lancio del <em>labellum<\/em>, maggiormente i suoi sforzi causano una sollecitazione di un&#8217;altra struttura speciale nella parte superiore del fiore, detta colonna, con all&#8217;estremit\u00e0 lo <em>stigma <\/em>con il suo carico di polline, vitale ausilio alla riproduzione. Ecco dunque quello che dovr\u00e0 succedere, nei salienti momenti a seguire: nel perfetto collimare di ciascun fattore in gioco, tale anatomia vegetale si poser\u00e0 delicatamente sulla schiena dell&#8217;insetto intrappolato. Quindi una speciale colla presente nel vero e proprio &#8220;sacchetto&#8221; di polline inizier\u00e0 subito a far il suo lavoro. E volete provare a indovinare quanto, grosso modo, possa mettersi per asciugarsi del tutto? Esattamente: 30-45 minuti. Un metodo sicuro per assicurarsi che l&#8217;ospite imenottera, volandosene in giro, non possa perdere il prezioso carico prima di giungere a disposizione. Proprio perch\u00e9 l&#8217;unico solvente realmente efficace per staccare tale orpello, nei fatti, risulta essere lo stesso olio profumato che l&#8217;ape continuer\u00e0 a cercare, si spera questa volta presso un&#8217;esemplare femmina dello stesso fiore rampicante. Che soluzione pratica per un problema complicato! Quale convenienza nell&#8217;impiego di risorse inerentemente limitate&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/gEcv3dBuOe4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/Orchid-Bee-Explanation-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28702\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/Orchid-Bee-Explanation-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/Orchid-Bee-Explanation-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/07\/Orchid-Bee-Explanation.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Se soltanto Charles Darwin avesse avuto a disposizione fotocamere moderne, e lo strumento informatico per inscenare utili ricostruzioni sopra cui meditare&#8230; Chiss\u00e0 quanto prima, ci saremmo avvicinati ai misteri biologici dell&#8217;Universo?<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nascere con un destino gi\u00e0 perfettamente definito, impossibile da modificare pena la rinuncia nei confronti del proprio stesso essere, per un fatidico giorno e tutti quelli successivi: ecco una scelta che nessuno, tra gli appartenenti al vasto consorzio umano, pu\u00f2 sinceramente dire di essere stato portato a fare. Salvo una riduzione in termini dei presupposti, all&#8217;interno delle artificiali sovrastrutture faticosamente edificate sopra le fondamenta stessa della Natura. <br>Ma l&#8217;ape esiste, dal punto di vista della pianta, unicamente allo scopo d&#8217;impollinare. E il fiore esiste, secondo l&#8217;ape, soltanto per fornirgli il fluido necessario a proiettare i propri geni verso il domani. Mentre noi, possessori di un complesso ego e l&#8217;ampia collezione di aspirazioni integrate in esso, dovremmo forse farci definire dall&#8217;idea che ALTRI conservano su di noi? Beh, dipende. Da quanto sia forte il potere di un simile profumo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Amore, anelito, il profondo desiderio. Amore, il lampo che riecheggia in un distante temporale. Amore, il rombo dell&#8217;acqua che scorre, mentre il fiume straripa e pervade la radura. Amore, il suono. Amore, il tuono. Amore, il complicato marchingegno evolutivo di quest&#8217;orchidea, che una volta messa in trappola l&#8217;alata innamorata, ne fa un ingranaggio del sistema. &#8230; <a title=\"La straordinaria sinergia riproduttiva dell&#8217;orchidea con secchio incorporato\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28700\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La straordinaria sinergia riproduttiva dell&#8217;orchidea con secchio incorporato\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,542,818,1809,1097,381,4482,112,598,109,4481,907,190,819,78,2723,214],"class_list":["post-28700","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-api","tag-biologia","tag-centro-america","tag-evoluzione","tag-fiori","tag-inseminazione","tag-insetti","tag-meccanismi","tag-natura","tag-orchidee","tag-peru","tag-piante","tag-riproduzione","tag-scienza","tag-sistemi","tag-sudamerica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28700","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28700"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28700\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28705,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28700\/revisions\/28705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28700"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28700"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28700"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}