{"id":28558,"date":"2019-06-30T06:07:08","date_gmt":"2019-06-30T04:07:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28558"},"modified":"2019-06-30T06:12:24","modified_gmt":"2019-06-30T04:12:24","slug":"lorso-dello-spirito-fantasma-candido-della-foresta-canadese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28558","title":{"rendered":"L&#8217;orso dello spirito, fantasma candido della foresta canadese"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/OkSVAaOQHso\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Crossing-Spirit-Bear-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28561\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Crossing-Spirit-Bear-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Crossing-Spirit-Bear-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Crossing-Spirit-Bear.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Totalmente solo nelle sue costanti peregrinazioni, l&#8217;orso nero americano \u00e8 una creatura che non corre rischi, tranne quando necessario. Predatore\/Raccoglitore\/Pescatore, per cui il preciso andamento delle stagioni pu\u00f2 fare la differenza tra la vita e la morte, mentre il mero movimento ai margini del proprio ambiente, di quella figura bipede con il fucile sottobraccio, pu\u00f2 segnare l&#8217;attimo e il momento al termine del proprio viaggio tra i viventi. Ma vuole la leggenda, o totemica credenza delle antiche trib\u00f9, che una diversa manifestazione di questa creatura possa raramente rendersi apparente, tra i tronchi secolari di conifere svettanti, dal mantello candido come il lenzuolo che, per lo stereotipo internazionale dell&#8217;epoca contemporanea, rappresenta convenzionalmente un fantasma. Assolutamente terrificante. Poich\u00e9, per quanto ne sappiamo, non puoi uccidere ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 morto. Del resto questo non significa che alcuni tentino di farlo, in maniera forse pi\u00f9 indiretta, ma non meno priva di attenzione per le conseguenze di un tale gesto&#8230;<br>Uno dei momenti pi\u00f9 importanti nella storia della pi\u00f9 grande foresta temperata al mondo nonch\u00e9 l&#8217;immediato o meno prossimo futuro di questo intero pianeta pu\u00f2 essere individuato probabilmente nell&#8217;estate del 2015, nella provincia nordamericana della Columbia Inglese, presso il corso argenteo del ruggente fiume chiamato dai nativi Wedzin Kwah. L&#8217;intero incontro, registrato per i posteri, si svolge come la sequenza di un film: da una parte gli ingegneri della Chevron, compagnia incaricata di costruire il controverso oleodotto transcontinentale da 1,23 miliardi del PTP, con gilet arancioni da lavoro, ed al seguito il tradizionale dono di acqua imbottigliata e tabacco, pronti a perorare la causa del progresso dinnanzi al popolo dei Wet\u2019suwet\u2019en, abitanti storici di questo luogo. Dall&#8217;altro gli anziani del clan Unist\u2019ot\u2019en, diventato in questi anni un importante baluardo dell&#8217;integrit\u00e0 naturale di un simile luogo, che ancora una volta rifiutano ogni proposta messa sul tavolo delle trattative, per quanto possa essere economicamente allettante, mentre la loro portavoce eletta elenca le molte ragioni per cui preservare l&#8217;integrit\u00e0 della natura dovrebbe essere un sacro dovere di tutti, non soltanto chi ne abita i recessi pi\u00f9 incontaminati, ancorch\u00e9 puri. Entrambe le parti appaiono calme, eloquenti e straordinariamente dignitose, almeno fino al momento conclusivo in cui agli uomini venuti dalla grande citt\u00e0 non viene lasciata altra scelta che riprendersi i propri ingombranti &#8220;regali&#8221; e caricarli con umiliazione dentro il fuoristrada, seguendo un copione molto chiaro nella mente di chi aveva posto una cos\u00ec anacronistica condizione prima del confronto. <br>Ora, per quanto ci \u00e8 dato di sapere, nessuna grossa sagoma osservava un simile frangente dalla riva pi\u00f9 distante, perfettamente immobile per non risaltare come un telo catarifrangente color crema chiaro. Eppure, se cos\u00ec fosse stato, mi piace immaginare in questo ruolo un vecchio e saggio esemplare di <em>Ursus americanus kermodei<\/em>, comunemente denominato <em>moksgm&#8217;ol<\/em>, o <em>spirit bear.<\/em> Bench\u00e9 in determinati ambienti accademici, la sua definizione preferita sia stata cristallizzata in Kermode (pron. Kermo-<em>dee<\/em>), dalla storpiatura fonetica del nome del naturalista e responsabile del Royal B.C. Museum della citt\u00e0 di Victoria, Frank Kermode, primo a descrivere scientificamente le specifiche caratteristiche di un tanto raro, nonch\u00e9 relativamente sconosciuto animale. Capace anch&#8217;esso di pronunciare, con i gesti ursini se non le ringhianti parole, frasi sulla falsariga di: &#8220;Phew, almeno quest&#8217;oggi mi \u00e8 andata bene. Ora, dove avevo visto ieri il pi\u00f9 vicino casello di quell&#8217;autostrada per salmoni&#8230;?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p><strong>Nota<\/strong>: il video di apertura, mostrante un esemplare di <em>spirit bear<\/em> mentre attraversa un tronco caduto di traverso sul fiume, \u00e8 stato catturato da un anonimo esploratore (o esploratrice) che ha quindi di scelto di pubblicarlo online con l&#8217;assistenza del popolare aggregatore di contenuti ViralHog.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9I38bnFad0w\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Fighting-Spirit-Bear-1-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28562\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Fighting-Spirit-Bear-1-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Fighting-Spirit-Bear-1-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Fighting-Spirit-Bear-1.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Secondo alcune aneddotiche vicende, l&#8217;orso bianco Kermode sembrerebbe avere una natura maggiormente territoriale e prevedibile del suo co-specifico di colorazione bruna, risultando in questo particolare aspetto pi\u00f9 simile al grande grizzly marrone. Il che tende a generare, talvolta, situazioni dal &#8220;lieve&#8221; attrito.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tanto chiara e assai diffusa risulta essere, quindi, la cognizione largamente data per scontata di cosa dovrebbe essere, esattamente, un orso bianco. Il particolare mammifero marino (poich\u00e9 formalmente, di questo si tratta) che vive in prossimit\u00e0 del Circolo Polare Artico, salvo improbabili trasferimenti per finalit\u00e0 scientifiche tutt&#8217;altro che chiare (<em>cit<\/em>. telefilm Lost) o irrecuperabili derive sopra gli iceberg trascinati via dalla corrente. Una creatura, questo <em>Ursus maritimus,<\/em> assai diversa dai entrambi i pi\u00f9 tipici plantigradi nordamericani, sia dal punto di vista morfologico che dei comportamenti e lo stile di vita. Sto parlando, naturalmente, del comune <em>Ursus americanus<\/em> o orso bruno e il suo cugino ancor pi\u00f9 sovradimensionato e terrificante, l&#8217;<em>Ursus arctos<\/em> o grizzly bear. Quello che non tutti probabilmente sanno, per non dire poi quasi nessuno, persino tra le comunit\u00e0 urbane delle zone limitrofe a simili recessi, \u00e8 che nella pi\u00f9 grande ed ultima foresta temperata del pianeta esiste una particolare sottospecie del primo di questi due gruppi, essenzialmente pi\u00f9 rara del panda gigante, il cui pelo non ha niente da invidiare, in quanto a candore, al feroce divoratore delle foche o altre creature sub-glaciali del gelido settentrione. Ci\u00f2 per quanto l&#8217;uso del termine &#8220;sottospecie&#8221; non sia nei fatti del tutto corretto, trattandosi piuttosto di una rara anomalia genetica, data da un gene recessivo e che deve essere per questo presente sia nel patrimonio del padre che della madre, affinch\u00e9 l&#8217;orsetto possa nascere in parte o del tutto bianco. Il che sembra essere avvenuto, negli ultimi tempi, con frequenza appena sufficiente a garantire una popolazione complessiva, in costante riduzione, di appena 200-300 esemplari, nonostante l&#8217;istintiva tendenza degli orsi ad accoppiarsi con partner dello stesso colore, prassi ipotizzata derivare da un remoto ricordo dell&#8217;<em>imprinting<\/em> materno.  Il che non sempre basta soprattutto per il fatto che, bench\u00e9 tale creatura sia severamente protetta, non risultano esserlo i suoi simili dal manto nero, i quali molto spesso possono essere dei portatori &#8220;sani&#8221; del gene bianco in forma dormiente, risultando quindi inerentemente pronti a dare continuit\u00e0 alla versione &#8220;shiny&#8221; che tanto ha fatto e continua a fare per il turismo locale.  <br>Detto questo, lungi dal costituire una mera curiosit\u00e0 situazionale, la particolare colorazione dell&#8217;orso Kermode sembrerebbe in realt\u00e0 derivare da un effettivo inizio di un processo d&#8217;evoluzione, come teorizzato in un famoso studio del 2009 dei biologi Dan R. Klinka e Thomas E. Reimchn, capaci di dimostrare statisticamente come gli orsi di colorazione chiara risultassero meno visibili in controluce dalle loro prede elettive della stagione primaverile, i salmoni in viaggio verso l&#8217;entroterra prima dell&#8217;accoppiamento, riuscendo conseguentemente a catturarne una quantit\u00e0 maggiore e potendo riservare quindi una quantit\u00e0 maggiore di ore all&#8217;impagabile riposo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-xfs9qKg16E\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Fishing-Spirit-Bear-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28559\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Fishing-Spirit-Bear-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Fishing-Spirit-Bear-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Fishing-Spirit-Bear.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;orso americano impegnato nella pesca \u00e8 una di quelle immagini incapaci di lasciarci indifferenti, come perfetta espressione di una macchina efficiente e funzionale, frutto di eoni incomparabili d&#8217;evoluzione. Chi avrebbe detto, d&#8217;altra parte, che la semplice tonalit\u00e0 potesse fare la differenza&#8230;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il discorso sulla conservazione dell&#8217;orso dello spirito si \u00e8 quindi trasformato, negli ultimi anni, in un importante argomento di rilevanza politica e sociale, particolarmente in relazione al problematico progetto della Pacific Trail Pipeline o PTP. Al punto che volendo scegliere un&#8217;interpretazione particolarmente ottimista, proprio sua potrebbe essere stata l&#8217;encomiabile responsabilit\u00e0 di far pendere la bilancia dalla parte del No quando a novembre del 2016 il premier eletto da un anno nel paese, Justin Trudeau, prese atto della decisione sostenuta a pi\u00f9 livelli nel suo governo, apponendo il veto delle istituzioni sull&#8217;appalto precedentemente dato in carico alla Chevron. <br>Lasciando comunque ben poco tempo per celebrare agli anziani dei Unist\u2019ot\u2019en e gli altri clan dei Primi Popoli, abitanti indigeni di questo straordinario polmone che \u00e8 la <em>Great Bear Forest,<\/em> mentre gi\u00e0 venivano approvati contestualmente altri due oleodotti pi\u00f9 corti, bench\u00e9 altrettanto potenzialmente lesivi per la continuativa sopravvivenza di entrambe le tipologie di orso &#8220;bruno&#8221;. Che almeno in questo, non \u00e8 mai solo: poich\u00e9 se \u00e8 vero che l&#8217;ambiente naturale costituisce un sistema d&#8217;interrelazioni e connessioni capaci di dare continuit\u00e0 al grande flusso, sarebbe semplicemente ingenuo, per non dire arrogante, porre l&#8217;uomo al di sopra di un simile meccanismo. Riusciremo finalmente a scoprire, un giorno, il funzionamento degli ingranaggi alla base della nostra stessa effettiva sopravvivenza?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Totalmente solo nelle sue costanti peregrinazioni, l&#8217;orso nero americano \u00e8 una creatura che non corre rischi, tranne quando necessario. 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