{"id":28553,"date":"2019-06-29T06:15:55","date_gmt":"2019-06-29T04:15:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28553"},"modified":"2019-06-29T06:19:44","modified_gmt":"2019-06-29T04:19:44","slug":"il-caparbio-bagliore-dellincendio-piu-antico-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28553","title":{"rendered":"Il caparbio bagliore dell&#8217;incendio pi\u00f9 antico al mondo"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/dDT2vxn3UYY\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Yanar-Dag-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28556\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Yanar-Dag-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Yanar-Dag-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Yanar-Dag.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un momento imprecisato degli anni 60 dello scorso secolo, un pastore si avvicin\u00f2 distrattamente alle pendici di un declivio montuoso nei pressi della sua citt\u00e0 d&#8217;origine. Mera collina erbosa nonostante l&#8217;appellativo altisonante di Yanar Da\u011f ovvero &#8220;la Montagna che Brucia&#8221; dalla provenienza incerta ma forse riconducibile al vago odore di zolfo che da sempre era stato percepito aleggiare nei dintorni. Mentre meditava approfonditamente sulla cosa l&#8217;uomo scelse di accendersi una sigaretta, per gettare quindi il fiammifero ancora un poco incandescente verso il tronco contorto di una piccola siepe. &#8220;Che cosa potrebbe mai succedere?&#8221; Pens\u00f2 forse beffardamente, ricordando le parole degli anziani venerabili del villaggio, in merito al ritorno delle antiche usanze dinnanzi all&#8217;innegabile possenza della natura. Un lieve frusc\u00eco dagli alberi distanti. Il grido di un gabbiano sperduto nell&#8217;entroterra. Giusto mentre una fiammata alta all&#8217;incirca un paio di metri, eruttando improvvisamente dal profondo, si protese verso l&#8217;alto come un tentacolo fermamente intenzionato a stringergli una, o se possibile, entrambe le mani scurite dal Sole: &#8220;&#8230;Mi pento, mi pento! Sia lode!&#8221;<br>Si estende come un arco di plasma verso il grande azzurro del Mar Caspio, la penisola di Absheran, parte fondamentale di quello che viene talvolta definito: Odlar Yurdu, il Paese [protettore] del Fuoco, anche detto Atropatene, toponimo la cui pronuncia \u00e8 stata trasformata in \u0100turp\u0101t\u0101k\u0101n, \u0100dharb\u0101yag\u0101n ed infine, Azerbaijan. Pregno compito non tanto riferito all&#8217;elemento che ogni cosa consuma e pu\u00f2 distruggere, quando le condizioni sono avverse, bens\u00ec la natura stessa e il nesso primordiale, che alberga nel cuore stesso nelle persone, come marchio del creatore Zoroastriano, Ahura Mazda venerato sin dai tempi degli imperatori di Persia. Eppure cosa estremamente rilevante, neanche il primo di questi elementi manca visto e considerato come oltre i confini rilevanti, trovi posto uno dei pi\u00f9 vasti, e ancora in parte integri, ricettacoli di gas naturale al mondo. Fonte d&#8217;idrocarburi provenienti da foreste preistoriche d&#8217;inusitata vastit\u00e0, rimaste sepolte sotto i ponderosi strati geologici degli eoni, quando la deriva climatica di questo pianeta gli ha impedito di ricreare se stesse oltre le sabbie del Tempo. Il che ha reso, con l&#8217;arrivo molto successivo degli umani, un&#8217;occorrenza particolarmente rappresentativa la specifica contingenza geologica che trova la definizione internazionale di vulcano di fango, particolarmente nell&#8217;intera zona della riserva naturale di Gobustan, situata circa 60 Km a sud-ovest della capitale peninsulare da oltre 3 milioni di abitanti, Baku. Mentre \u00e8 proprio con l&#8217;avvicinarsi verso un cos\u00ec importante centro nevralgico e commerciale del Vicino Oriente, che il calore verso le rivelazioni profetiche del grande Zarathustra, cos\u00ec come quella manifestazione magnifica della sua munificenza, che il &#8220;calore&#8221; sembra intensificarsi in modo estremamente significativo. Come esemplificato dai tre svettanti e contorti grattacieli da 190 metri noti come Flame Towers, fatti assomigliare dopo il tramonto ad altrettante emanazioni pilota di un fornello da cucina, grazie al sapiente impiego di 10.000 lampade LED dalla colorazione vermiglia. Ma di fuochi tangibili ancorch\u00e9 caldi, oltre che menzionati nelle antiche cronache, alla loro ombra ne campeggiano ulteriori due. Forse non altrettanto alti, ma&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Xqc2GB4CzYo\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Baku-Fire-Temple-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28554\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Baku-Fire-Temple-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Baku-Fire-Temple-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Baku-Fire-Temple.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Disadorno ed austero quanto la tipologia di sito militare a cui, molto probabilmente, vorrebbe assomigliare, il pi\u00f9 antico e celebre tempio della capitale azera sembra quasi un <em>rendering <\/em>realizzato al computer, tanto perfetto appare nella sua essenziale funzione di &#8220;custodire&#8221;. Attraverso un metodo non meno artificiale o fittizio, almeno dall&#8217;inizio dell&#8217;epoca contemporanea&#8230;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo, in ordine di menzione sulle guide turistiche che tentano di riassumere la lunga storia di questa regione in pochi paragrafi \u00e8 quello del tempio-fortezza di Ateshgah a Baku, le cui mura perimetrali esterne di forma poligonale ricordano da vicino quelle di una fortezza, connotata dall&#8217;elemento centrale di una massiccia struttura sollevata, all&#8217;interno della quale campeggia un&#8217;incrollabile fiamma. Esattamente la stessa, almeno secondo la convenzione, che qui scatur\u00ec per la prima volta attorno al VI-VII secolo come parte dei leggendari &#8220;7 buchi fiammeggianti&#8221; considerati sacri per il culto del Signore della Sapienza Ahura Mazda, la cui fiamma era solita spegnersi talvolta, per tornare quindi ancor pi\u00f9 forte di prima. Cos\u00ec come avvenuto, forse per la pi\u00f9 irrimediabile volta, durante il lungo periodo sovietico, quando i macchinari d&#8217;estrazione degli idrocarburi fatti gravare sulla regione dai mandati di Mosca alterarono in maniera significativa l&#8217;equilibrio degli antichi assembramenti di gas sotterraneo, lasciando i sacerdoti ad attendere quello che forse, non sarebbe potuto succedere mai. Ragion per in un momento imprecisato dell&#8217;epoca contemporanea (segreto d&#8217;ufficio per definizione) una conduttura del gas metropolitano venne estesa dalla rete cittadina fino all&#8217;antico braciere, restituendogli il profondo significato esteriore donatogli anche, almeno in parte, dalle successive generazioni di pellegrini sia zoroastriani che induisti, oppure appartenenti al popolo dei Sikh, ciascuno capace di vedere, attraverso i dogmi della propria fede o istintivamente, il sacro significato nell&#8217;immagine di una fiamma circondata da cos\u00ec antiche e possenti e mura, convenzionalmente costruite a seguito della sua prima occorrenza. Un sentimento, questo, apparentemente capace di ripresentarsi attraverso le epoche e le culture, dando luogo attraverso la storia dell&#8217;uomo a molti mitologici oracoli, luoghi di culto ed importanti credenze popolari, come il caso dell&#8217;Oracolo di Delfi nel mondo greco, la cui leggendaria trance veniva indotta secondo alcuni proprio da esalazioni prodotte dalle rinomate attivit\u00e0 vulcaniche nel sottosuolo di quella distante terra emersa.<br>Chiunque voglia osservare la versione pi\u00f9 vera e spontanea di un tale fenomeno al di l\u00e0 dei succitati e borbottanti vulcani di fango, ad ogni modo, non dovr\u00e0 far altro che spingersi ulteriori 20 Km ad ovest del grande tempio, verso la gi\u00e0 citata preminenza paesaggistica dello Yanar Da\u011f. &#8220;Monte&#8221; di fuoco (in effetti non pi\u00f9 alto di qualche dozzina di metri) la cui riaccensione accidentale a seguito del gesto incauto di un abitante del posto, in realt\u00e0, non fu che l&#8217;ultimo verificarsi registrato di un evento ricorrente, ripetutosi attraverso gli alterni passaggi generazionali. Gi\u00e0 perch\u00e9, per quanto incredibile possa sembrare, la prima menzione internazionale di questo ed altri simili siti risale a niente meno che un testo parte della nostra memoria collettiva d&#8217;Italiani e non solo: il diario del grande viaggiatore del XII e XIV secolo, Marco Polo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RKtfYW9Nw7o\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Yanar-Dag-People-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28555\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Yanar-Dag-People-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Yanar-Dag-People-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Yanar-Dag-People.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>&#8220;Aspetta che provo ad avvicinarmi il pi\u00f9 possibile. Si, \u00e8 caldo, te lo confermo.&#8221; <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E molto prima di anche di quella data, secondo le notizie tramandate dal folklore locale che lo vedrebbero ricomparire ad intervalli irregolari da un periodo di secoli, se non millenni a questa parte. Fatto sta che al giorno d&#8217;oggi, per chiunque abbia anche soltanto il desiderio transitorio di avvicinarsi e testimoniarlo, il sacro fuoco dello Yanar Da\u011f sembra ardere per sempre imperituro, nella forma di una parete invalicabile lunga all&#8217;incirca una decina di metri, che filtra misteriosamente attraverso le rocce in arenaria dell&#8217;ormai brulla preminenza rocciosa sottostante. Senza vacillare neppure in caso di pioggia o come capita talvolta a queste latitudini, l&#8217;occasionale nevicata, i cui fiocchi notoriamente vengono dissolti ancor prima di potersi posare sotto lo sguardo dello spirito divino che alberga in questa importante localit\u00e0. <br>Considerata, dalla gente locale, ben lontano dall&#8217;essere un fenomeno inquietante, per il fondamentale bagaglio culturale di cui sopra e tramite un metodo in qualche occulto modo capace di contaminare anche l&#8217;istinto d&#8217;autoconservazione delle creature naturali, come esemplificato dal gatto nutrito e accudito dal vicino negozio di souvenir\/spuntini, niente affatto spaventato dal fuoco e diventato per questo un personaggio accidentale ma ricorrente di pi\u00f9 di un video caricato online. Stranezza nella stranezza, ovvero l&#8217;argento vivo di un essere che utilizzando molte meno parole sostituite dal <em>quantum <\/em>intangibile del proprio istinto, potrebbe giungere alla nostra stessa conclusione; che il gas nascosto l\u00e0 sotto costituisce, in qualche maniera, un prezioso patrimonio della collettivit\u00e0. Sia che venga estratto spietatamente da possenti trivelle sovietiche, piuttosto che lasciato filtrare un poco alla volta, con la pazienza che deriva da molti secoli di venerazione&#8230; Miao?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un momento imprecisato degli anni 60 dello scorso secolo, un pastore si avvicin\u00f2 distrattamente alle pendici di un declivio montuoso nei pressi della sua citt\u00e0 d&#8217;origine. 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