{"id":28538,"date":"2019-06-26T06:09:35","date_gmt":"2019-06-26T04:09:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28538"},"modified":"2019-06-26T06:15:05","modified_gmt":"2019-06-26T04:15:05","slug":"missione-bosozoku-chi-cavalca-il-motorino-piu-lungo-della-nazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28538","title":{"rendered":"Missione bosozoku: chi cavalca il motorino pi\u00f9 LUNGO della nazione?"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/EzFo_t62Wvo\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Japan-Long-Scooter-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28541\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Japan-Long-Scooter-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Japan-Long-Scooter-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Japan-Long-Scooter.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dice la sgargiante Kawasaki Z1 blu notte del &#8217;72 nel parcheggio del Ryokan, presso l&#8217;imbocco settentrionale della Shuto, celebre superstrada che permette di raggiungere rapidamente i quattro angoli di Tokyo: &#8220;Ah, voi giovani! Da quanto tempo avete perso il contatto con i valori alle origini del nostro mondo?&#8221; Le carene rialzate ed inclinate a 45 gradi, il manubrio rivolto all&#8217;indietro, il vistoso poggiaschiena dietro quel sellino connotato ulteriormente, in base al gusto del suo proprietario, da una triplice marmitta degna di trovare posto sopra un <em>dragster <\/em>supersonico di concezione americana. Eppure niente affatto impressionato, oppure in soggezione, sembrava essere lo Skywave 250 Type S della Suzuki, anno 2005, color verde coleottero, la sella tra le elitre scanalate, i fari sostituiti da quel rostro aerodinamico, fatto per &#8220;insinuarsi&#8221; o &#8220;trafiggere&#8221; gli ingorghi in mezzo al traffico di tipo convenzionale. &#8220;\u00c8 questo che pensi, <em>ojiichan<\/em>? (nonnetto) Superare i limiti di velocit\u00e0, passare con il rosso, provocare le polizia mentre s&#8217;indossano uniformi con slogan altisonanti e altri accessori da piloti di una guerra ormai dimenticata&#8230; Secondo me questo \u00e8 l&#8217;anacronismo, l&#8217;inutilit\u00e0 che si trasforma in rombo di motore! Il nuovo \u00e8 basso e aerodinamico, senza neanche l&#8217;ombra di una molla nelle sospensioni&#8230;&#8221;<br>B\u014ds\u014dzoku, ovverosia \u66b4\u8d70\u65cf: letteralmente [la] trib\u00f9 che corre senza controllo. Il principale movimento giovanile nato immediatamente dopo la fine del secondo conflitto mondiale in Giappone, sulla base di quel tipo di veicolo a due ruote, la moto, che poteva essere guidato senza attendere il raggiungimento della maggiore et\u00e0. In abbinamento con un forte senso di nazionalismo piccato, reso chiaro con l&#8217;impiego di simbologia militare, tra cui l&#8217;intramontabile bandiera con il Sol Levante a strisce rosse e bianche, usata per la prima volta sui campi di battaglia dell&#8217;epoca dei samurai, fortemente associata ad un particolare tipo di pensiero politico e sociale. Il che lascia intendere un fraintendimento alla base di questo particolare movimento, visto dal pensiero internazionale come una via di mezzo tra le gang motociclistiche ribelli statunitensi, nello stile degli Hell&#8217;s Angels, e la cultura Mod britannica con le sue vespe fortemente accessoriate, punto di rottura con lo stile sobrio ed &#8220;elegante&#8221; di coloro che avevano posseduto l&#8217;asfalto delle strade fino a quel momento. Laddove non c&#8217;\u00e8 niente, contrariamente all&#8217;apparenza, di selvaggio e imprevedibile nei gruppi organizzati di costoro, all&#8217;interno dei quali vige una gerarchia ancor pi\u00f9 rigida dell&#8217;adiacente societ\u00e0 civile, basata sul sistema giapponese dei <em>senpai <\/em>e <em>k\u014dhai <\/em>(&#8220;primo&#8221; e &#8220;ultimo&#8221; compagno, sostanzialmente un merito donato dall&#8217;anzianit\u00e0) legati assieme dalla struttura inscindibile del <em>nakama<\/em> (gruppo a.k.a. famiglia o <em>clan<\/em>, non per forza di tipo biologico) e dediti a una serie di valori estremamente precisa: lealt\u00e0, onore, coraggio, rettitudine&#8230; In buona sostanza, una versione riadattata ai nostri tempi del Bushido, famoso codice di autoabnegazione e sacrificio nei confronti del proprio signore.<br>Eppure, pu\u00f2 sembrare strano: se si mette piede in un raduno b\u014ds\u014dzoku successivo all&#8217;anno 2000 e le pi\u00f9 stringenti leggi messe in opera dagli ultimi governi, c&#8217;\u00e8 ben poco di quest&#8217;aria carica di pregni e ormai desueti significati, sostituita dal palese desiderio di stupire colui che guarda, mediante l&#8217;ineccepibile originalit\u00e0 delle proprie soluzioni veicolari dal piglio altamente personalizzato. Mezzi che, come le <em>itasha <\/em>del contemporaneo (automobili decorate con personaggi dei manga) o gli sfavillanti <em>dekotora<\/em> (camion ricoperti di luci decorazioni di vario tipo) sembrano conformarsi agli stilemi privi di contesto del pi\u00f9 assoluto e sfrenato post-modernismo. E ci\u00f2 ancor prima di considerare quello che costituisce, forse, il pi\u00f9 imperdonabile tra tutti i tradimenti: l&#8217;alta percentuale di veicoli totalmente fuori dalla categoria produttiva della tradizionale Universal Japanese Motorcycle (UJM) soluzione in grado di rivoluzionare il mercato dei trasporti a due ruote verso l&#8217;inizio degli anni &#8217;70. Sostituiti da quelli che potremmo solamente definire, con vezzo prettamente europeo, dei veri e propri <em>big scooter<\/em> per l&#8217;impiego esclusivamente urbano&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ael7gKPw8BA\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Akira-Bike-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28539\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Akira-Bike-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Akira-Bike-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Akira-Bike.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Forse il vero capostipite di tutto questo? Nessuno ha dimenticato le ineccepibili sequenze stradali del film d&#8217;animazione antologico Akira (1988 &#8211;  \u00a0Katsuhiro \u014ctomo) il cui protagonista, alla testa della propria gang, guidava una moto futuribile dalla linea vagamente riconducibile a quella di un moderno Yamaha T-Max.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Uno vero scooter b\u014ds\u014dzoku, per quanto una simile espressione possa apparire come contraddizione in termini, sembra nascere dall&#8217;incontro-scontro di due mondi, tesi l&#8217;uno alla ricerca della forma prima che la funzionalit\u00e0, e l&#8217;altro esattamente all&#8217;opposto. Per cui ribassati come un&#8217;automobile da corsa, fino al punto che soltanto l&#8217;ineccepibile stato di manutenzione delle strade giapponesi pu\u00f2 permettergli di circolare, essi trovano l&#8217;aggiunta di manubri montati al contrario, oppure alti ed allargati, come quelli delle stereotipiche <em>chopper <\/em>statunitensi. Ulteriori accessori irrinunciabili, quel sostanziale sinonimo della cultura <em>tuning<\/em> contemporanea che sono le luci al led, generalmente montate in generose strisce cangianti sotto la parte non visibile della plancia, ma anche tutto attorno e sopra alcune delle carene pi\u00f9 bizzarre o fantasiose che sia possibile immaginare sopra un qualsivoglia tipo di moto. Nei casi maggiormente notevoli, inoltre (vedi video d&#8217;apertura) simili implementi trovano l&#8217;aggiunta appariscente di sistemi idraulici all&#8217;interno delle sospensioni, capaci di sollevare il motorino in caso di bisogno, permettendogli di superare o una buchetta o perch\u00e9 no, il pi\u00f9 comune bordo estremo di un marciapiede. Ma la caratteristica fondamentale di questi veicoli, perfettamente in linea con quella delle tipiche vespe o altre motociclette modificate del Sud-Est Asiatico e l&#8217;Indonesia (previa accettazione, in tali luoghi distanti, di un look decisamente pi\u00f9 rimediato e &#8220;grunge&#8221;) pu\u00f2 essere localizzata nell&#8217;adattamento del telaio che sostiene il tutto, possibilmente modificato fino a raggiungere e superare abbondantemente la lunghezza di 2,50\/3 metri. Creando la sostanziale illusione ottica di un qualcosa che &#8220;va veloce&#8221; persino quando \u00e8 fermo, oltre a ricordare con le risultanti linee aerodinamiche proprio un&#8217;astronave, un mecha o altra tipologia di robot reso celebre da quel mondo dell&#8217;animazione dei fumetti tanto in grado di rappresentare la creativit\u00e0 giapponese sulla scena internazionale dei nostri giorni.<br>&#8220;I b\u014ds\u014dzoku non possiedono lo spirito del <em>wabi-sabi<\/em> &#8211; \u4f98\u5bc2&#8221; afferm\u00f2 famosamente Masayuki Yoshinaga, fotografo del loro mondo, <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"in un video facilmente reperibile online (opens in a new tab)\" href=\"https:\/\/youtu.be\/DZvjfsBRY50\" target=\"_blank\">in un video facilmente reperibile online<\/a>. Ovvero quella sofisticata ricerca estetica che tende all&#8217;eleganza tramite la rimozione di elementi, fino all&#8217;ottenimento di un <em>optimum <\/em>che pu\u00f2 essere composto in larga parte, per non dire l&#8217;interezza sostanziale, dalla ricerca del vuoto. Il che resta valido, allo stesso tempo, per gli scatenati e smarmittati disturbatori della morale pubblica antecedenti all&#8217;attuale generazione, cos\u00ec come per i loro discendenti ideali, possessori di un diverso modo d&#8217;interpretare il codice e mettersi alla guida di una moto. Ma sono forse i loro metodi, pi\u00f9 che altro, ad aver tratto insegnamento dal complesso cambio generazionale&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/b9HCDezfxoM\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Bosozoku-bike-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28540\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Bosozoku-bike-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Bosozoku-bike-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Bosozoku-bike.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Smarmittati di nome e di fatto: un gesto tipico del membro di una gang motociclistica giapponese consisteva nel rimuovere lo smorzatore dallo scarico del suo mezzo, garantendo la produzione di un suono altamente caratteristico e lesivo per la pubblica quiete.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Potrebbe apparire azzardato, a questo punto, elaborare un qualche tipo di conclusione sulla base della perdita di un sistema di valori, coadiuvati dalla fierezza e l&#8217;orgoglio per le antiche tradizioni, capace di condurre alla ribellione feroce e problematica di un intero mondo giovanile, che oggi cerca piuttosto di esprimere la propria intolleranza per le imposizioni tramite la semplice creativit\u00e0.<br>Chi pu\u00f2 dire, dopo tutto, cosa muoveva realmente le pregresse orde motorizzate, comunque incapaci di arrecare danni comparabili ai loro colleghi d&#8217;Oltreoceano, data l&#8217;assenza sostanziale su queste isole di spaccio di droga, rapine a mano armata ed altre amenit\u00e0 pi\u00f9 tipiche dell&#8217;esimio  termine di paragone dell&#8217;Occidente&#8230; Laddove, in un paese dove essere disallineati dai meriti e i valori della collettivit\u00e0 pu\u00f2 spesso costituire, di per se, un crimine irreparabile, imperdonabile e\/o insuperabile, diventa molto facile manifestare il proprio dissenso, anche tramite l&#8217;impiego di metodologie decisamente meno problematiche ancorch\u00e9 cruente. Ma sarebbe semplicemente folle, pensare ad un ritorno in giacca e cravatta, per non parlare del badge aziendale, di un motociclista che ha provato il senso ed il significato di esser libero come le nubi di un cielo in tempesta, fino a confrontarsi con chi ha percorso quel sentiero prima di lui. E nessun fulmine tendente verso ieri, indipendentemente dalla sua polarit\u00e0, potr\u00e0 smorzare il verso senso delle sue idee.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dice la sgargiante Kawasaki Z1 blu notte del &#8217;72 nel parcheggio del Ryokan, presso l&#8217;imbocco settentrionale della Shuto, celebre superstrada che permette di raggiungere rapidamente i quattro angoli di Tokyo: &#8220;Ah, voi giovani! 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