{"id":28469,"date":"2019-06-18T06:17:37","date_gmt":"2019-06-18T04:17:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28469"},"modified":"2019-06-18T06:24:42","modified_gmt":"2019-06-18T04:24:42","slug":"lindissolubile-legame-che-avvicina-la-tarantola-alla-rana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28469","title":{"rendered":"L&#8217;indissolubile legame che avvicina la tarantola alla rana"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/VKgQj9b0b2w\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Texas-Tarantula-Frog-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28471\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Texas-Tarantula-Frog-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Texas-Tarantula-Frog-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Texas-Tarantula-Frog.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sstrisciando ssilenziosamente, il sserpeggiante predatore sstava per colpire la sua vittima predesstinata. La ranocchia che friniva, sopra un ramo in terra ai margini della radura, inconsapevole di quanto ci\u00f2 corrispondesse a render nota la sua posizione e conseguentemente, avvicinare la fatale ora della rettiliana fagocitazione. Per un solo istante e quello successivo, quindi, il ripetuto suono: <em>rattle-rattle&#8230; rattle, rattle<\/em>. Di un sonaglio suggestivo, per il modo in cui quel sanguinario si apprestava a pregustare il pasto saltellante, troppo stanco, oppure troppo innamorato per fuggire. Mentre il locale crotalo, pochi centimetri alla volta, allargava la sua bocca fino al diametro appropriato, 3 o 4 cm, non oltre, per farci passare quell&#8217;anuro soave. O almeno, questo \u00e8 quello che sembrava stesse per succedere; poich\u00e9 nel mentre che il carnefice si raccoglieva su se stesso, con la lingua biforcuta in vista e poco prima di colpire all&#8217;indirizzo della piccolina, la creatura sopra il ramo fece un lieve balzo, come richiamata dalla forza gravitazionale di un vicino pianeta, nel chiaro tentativo di portare a casa e in salvo la sua pelle bitorzoluta. &#8220;Ah, patetica illusa!&#8221; una spira dopo l&#8217;altra, sembr\u00f2 pronunciare l&#8217;assassino sanguinario, veloce come un torrente in piena, ben sapendo che nel giro di pochi secondi l&#8217;avrebbe avuta, per raccogliere il suo premio delizioso. Se non che, saltando all&#8217;improvviso in direzione trasversale, l&#8217;esserino sembr\u00f2 a un tratto scomparire nella sua buchetta. &#8220;Sei mia! Sei&#8230; Mia?&#8221; Sserpentile ssorpresa, ci puoi credere? A quell&#8217;ombra che riemerge, trasformata: un mostro? L&#8217;incubo con otto zampe? Dell&#8217;anfibio a questo punto, non v&#8217;\u00e8 traccia. Mentre innanzi agli occhi spalancati dell&#8217;aspirante torturatore, pone lievemente a terra le appendici ricoperte di affusolati peli, coi cheliceri snudati e ripieni di veleno, il dorso in alto e gli occhi fissi senza un briciolo di umanit\u00e0 residua! Orribile, orribile trasformazione&#8230; <em>Aphonopelma hentzi, <\/em>la tarantola marrone del Texas: 12 cm di lunghezza, abbastanza da creare lo sconforto dentro al cuore di chi \u00e8 coraggioso con i deboli, ma pavido, se gli conviene. Soltanto pochi attimi la serpe esita, prima di tracciare un solco ad U nel sottobosco, per tornare esattamente nella direzione da cui era venuta. Ed \u00e8 quello l&#8217;attimo preciso, il fatale e indiscutibile momento, in cui si ode nuovamente l&#8217;insistente gracid\u00eco. Stranamente carico di sottintesi, e un po&#8217; beffardo, molto pi\u00f9 di quanto lo sembrasse al primo volgere di questi eventi.<br><em>Gastrophryne olivacea <\/em>\u00e8 il suo nome, o rospetto bocca-stretta, di un anfibio con l&#8217;areale che si estende dalla parte meridionale degli Stati Uniti fino al Messico, il cui stile di vita include una specifica risorsa, non del tutto ignota nel regno animale. Quello di associarsi, in modo semplice e incruento, ad un specie molto pi\u00f9 terribile o pericolosa di lui\/lei, per beneficiare dell&#8217;inerente protezione che deriva dall&#8217;essere amico di un mostruoso satanasso invertebrato. Il ragno migalomorfo succitato, il quale apparentemente risulta solito riuscire a tollerare i suoi gracchianti richiami, secondo quanto ampiamente noto alla comunit\u00e0 scientifica fin dal 1936, grazie allo di un naturalista di nome Blair, citato nel 1989 dai suoi colleghi Reginald B. Cocroft e Keith Hambler mentre annotavano lo stesso atteggiamento tra una rana e un ragno peruviano (vedi a seguire). E particolarmente celebre su Internet, grazie all&#8217;immagine memetica dall&#8217;alta circolazione facebookiana, riportata al termine di questo articolo, che descriveva tale scaltra approfittatrice come &#8220;l&#8217;animale domestico&#8221; del mostruoso ragnone, nell&#8217;approssimazione ragionevole della trama di un cartoon. Laddove largamente pronte a rincorrersi tutt&#8217;ora, sembrano essere le ipotesi su cosa, effettivamente, leghi assieme le due tipologie di creature&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ODwRKao1sWM\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Gastrophryne-olivacea-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28470\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Gastrophryne-olivacea-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Gastrophryne-olivacea-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Gastrophryne-olivacea.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il rospo texano bocca-stretta \u00e8 in grado di abitare molti tipi di habitat diversi, bench\u00e9 preferisca sopratutto i letti di foglie cadute o le pozzanghere residue dopo la stagione delle piogge. Come spesso avviene per la sua intera gen\u00eca, la pelle \u00e8 ricoperta di un muco capace di causare una lieve irritazione negli umani.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La versione maggiormente pubblicizzata, a tal proposito, risulterebbe essere sempre la stessa: deve per forza trattarsi di un qualche tipo di mutualismo. Ovvero poich\u00e9 tutti gli anuri appartenenti alla famiglia delle <em>Microhylidae<\/em>, ivi incluso il rospo texano e la ranocchia peruviana, sono insettivori che adorano nutrirsi di formiche, la loro funzione durante la convivenza all&#8217;interno della tana della tarantola \u00e8 fondamentalmente quella di rimuovere simili intruse, semplicemente troppo piccole per essere catturate dal proprietario di casa, contenendo i presupposti di una problematica invasione. E questo soprattutto per la casistica, tutt&#8217;altro che rara, dei testardi imenotteri super-organizzati che dovessero scovare la sacca con le uova di tarantola, da svuotare un po&#8217; alla volta per trarne del crudele, insettile sostentamento. Il che sembrerebbe, almeno in linea di principio, avere molto senso, bench\u00e9 proprio il gi\u00e0 menzionato studio di  Cocroft &amp; Hambler sembri aver puntato la luce della probabilit\u00e0 verso un diverso tipo di rapporto, potenzialmente ad unico vantaggi del quadrupede bitorzoluto. Questo perch\u00e9, al termine di un lungo appostamento durato 83 ore presso un particolare recesso della riserva peruviana di Tambopata, nella regione di Madre de Dios, i due scienziati intenti ad annotare i movimenti di altrettante tane della tarantola <em>Xenesthis immanis<\/em> con le sue saltellanti ospiti, intere famigliole di ranocchie <em>Chiasmocleis ventrimaculata<\/em>, capaci di sfuggire a eventuali predatori nella maniera sopra descritta, ben pensarono che l&#8217;ora dell&#8217;attesa fosse terminata, lasciando posto al fatale momento di mettere alla prova l&#8217;istinto delle ottuplici, velenifere controparti. Iniziando quindi a fornire in sacrificio, una dopo l&#8217;altra, un&#8217;ampia selezione di gracidanti anfibi. Tra cui bufonidi, hylidi e leptodactili, ciascuno indifferentente ingurgitato dai ragni. Finch\u00e9 al turno della <em>Physalaemus petersi<\/em> o &#8220;Rana marrone di Peters&#8221; appartenente all&#8217;ultima delle famiglie citate, qualcosa sembr\u00f2 cambiare: la tarantola di turno, infatti, and\u00f2 per catturarla come nei casi precedenti ma dopo averla tastata ed assaggiata con le sue zanne, sembr\u00f2 improvvisamente cambiare idea! Questo perch\u00e9, fu possibile capire a quel punto, la particolare secrezione sulla sua pelle sembrava donargli un sapore particolarmente sgradevole al suo palato. Esattamente come avveniva per la nativa <em>C.<\/em> <em>ventrimaculata<\/em> e possiamo soltanto presumerlo, anche per la <em>G. olivacea<\/em> texana: le quali forse (\u00e8 altamente probabile, direi a questo punto) non vengono mangiate o scacciate via dai ragni semplicemente perch\u00e9 non sono commestibili a loro avviso. Ed essi non conoscono soluzioni alternative al problema. Una visione secondo cui la particolare interazione comportamentale di ciascuna coppia andrebbe inserita nell&#8217;antologia dei commensalismi (coesistenze pacifiche) piuttosto che in quella, suggerita dal meme internettiano, del mutualismo (reciproco vantaggio) bench\u00e9 quest&#8217;ultima risulti maggiormente capace di stimolare la fantasia. Ma forse l&#8217;unico modo per conoscere la verit\u00e0 sarebbe chiederlo direttamente alla tarantola, o la rana&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ha0GCdMg8dQ\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Xenesthis-immanis-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28472\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Xenesthis-immanis-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Xenesthis-immanis-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Xenesthis-immanis.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La  <em>Xenesthis immanis<\/em> peruviana, anche detta<em> Colombian lesserblack<\/em>, risulta essere una tarantola particolarmente spettacolare ed apprezzata nel campo dell&#8217;allevamento domestico, con la sua dimensione di 6-7 centimetri e la colorazione aposematica a strisce rosa e nere. Capace di incutere spontaneo timore, difficile dubitarne, in pi\u00f9 di una specie di serpente affamato di piccole rane.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Largamente attestato e annotato in contesti scientifici, sebbene mai in cattivit\u00e0, questo \u00e8 tipo di comportamenti che permette di comprendere il metodo e il funzionamento pi\u00f9 profondo della natura. Per cui l&#8217;amicizia interspecie non \u00e8 soltanto un incidente occasionale che fuoriesce dalla aspettative della convenzione, bens\u00ec uno strumento utile a risolvere e trovare approcci a un&#8217;ampia variet\u00e0 di possibili problemi. Come quello della rana che cerca un attimo di respiro. O perch\u00e9 no, la madre degli incubi Shelob, preoccupata dall&#8217;implacabile marcia delle formiche hobbit-iane coi loro artigli protesi a colpire. <br>Necessit\u00e0 diverse tra loro che tuttavia coincidono, in base a un particolare destino predeterminato che noi siamo soliti definire &#8220;Evoluzione&#8221;. Difficile da inserire nel contesto dell&#8217;immaginifico contemporaneo basato su una visione neo-romantica e per cos\u00ec dire, tolkeniana del mondo. Bench\u00e9 tutto ci\u00f2 costituisca, a pieno titolo, l&#8217;ennesimo esempio del famoso aforisma, secondo cui, tanto spesso &#8220;la realt\u00e0 supera la fantasia&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"485\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Spiders-Pet-500x485.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28473\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Spiders-Pet-500x485.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Spiders-Pet-768x745.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Spiders-Pet.jpg 791w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sstrisciando ssilenziosamente, il sserpeggiante predatore sstava per colpire la sua vittima predesstinata. La ranocchia che friniva, sopra un ramo in terra ai margini della radura, inconsapevole di quanto ci\u00f2 corrispondesse a render nota la sua posizione e conseguentemente, avvicinare la fatale ora della rettiliana fagocitazione. Per un solo istante e quello successivo, quindi, il ripetuto &#8230; <a title=\"L&#8217;indissolubile legame che avvicina la tarantola alla rana\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28469\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;indissolubile legame che avvicina la tarantola alla rana\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,1679,125,4415,1911,2405,1097,112,4414,109,889,907,600,2221,466,245,3495,2922,2474,2011,925],"class_list":["post-28469","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-anfibi","tag-animali","tag-commensalismo","tag-comportamento","tag-convivenza","tag-evoluzione","tag-insetti","tag-mutualismo","tag-natura","tag-pericolo","tag-peru","tag-predatori","tag-protezione","tag-rane","tag-rettili","tag-rospi","tag-sottobosco","tag-strategie","tag-tarantole","tag-texas"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28469","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28469"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28469\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28478,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28469\/revisions\/28478"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28469"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28469"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28469"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}