{"id":28463,"date":"2019-06-17T06:09:42","date_gmt":"2019-06-17T04:09:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28463"},"modified":"2019-06-17T06:09:57","modified_gmt":"2019-06-17T04:09:57","slug":"sette-saltatori-nel-deserto-sotto-il-segno-del-parkour","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28463","title":{"rendered":"Sette saltatori nel deserto sotto il segno del parkour"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/TnFWNk9rw40\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Storror-Negev-1-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28467\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Storror-Negev-1-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Storror-Negev-1-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Storror-Negev-1.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Totale mancanza di riguardo nei confronti della propria stessa incolumit\u00e0. Poco rispetto per le istituzioni. Agilit\u00e0 commisurata al desiderio di spiccare tra la gente cosiddetta &#8220;comune&#8221;, incapace di seguire, neanche con lo sguardo, le vertiginose evoluzioni sopra i tetti del pi\u00f9 tipico contesto urbano. Questi ed altri sono gli stereotipi, evidentemente accantonati a pieno titolo, nel corso dello svolgersi dell&#8217;ultima fatica degli STORROR, gruppo inglese di atleti dediti alla sublime arte in divenire di quel flusso di vettori, il susseguirsi di reazioni o tecnica dei movimenti concatenati che dir si voglia, cui viene convenzionalmente attribuita la definizione francofona di <em>parcours.<\/em> Meno una S e con l&#8217;aggiunta della K, che non fa mai male. Eppure per chi ha ancora in mente quale sia l&#8217;origine di tale disciplina, nell&#8217;ormai remota prima decade del &#8216;900, ad opera dell&#8217;insegnante di educazione fisica della Marina Georges H\u00e9bert, non pu\u00f2 esserci proprio niente di strano oppure disallineato dalla convenzione, in questa esplorazione a ritmo accelerato di un ambiente come le distese brulle del deserto del Negev, in Israele, teatro di una serie di sequenze che non sembrerebbero di certo fuori luogo in un film di James Bond. Sopra e sotto, dietro, dentro, le insolite caratteristiche di un paesaggio frutto di millenni d&#8217;erosione, le cui serpeggianti depressioni tendono a incrociarsi l&#8217;un l&#8217;altra, offrendo ottimi presupposti per quel fondamentale proposito del &#8220;muoversi con efficienza&#8221; (risultando, quindi, maggiormente utili) tanto lungamente teorizzato dall&#8217;inconsapevole creatore di un punto d&#8217;incontro tra l&#8217;Europa ed il Giappone dei subdoli ninja, battaglieri acrobati con il costume nero. Esattamente cos\u00ec come appaiono Toby Segar, Joshua Burnett-Blake, Drew Taylor, Max e Benj Cave, Callum e Sacha Powell, con l&#8217;aggiunta di essenziali occhiali per difendersi dal polverone, qualche fazzoletto per cercar l&#8217;anonimato e in taluni specifici frangenti, anche la mascherina con i filtri tipica del graffitaro, che fa tanto post-industrialismo vagamente cyberpunk. Due coppie di fratelli pi\u00f9 altri amici, che si sono conosciuti nel corso della seconda met\u00e0 degli anni 2000, per arrivare alla formazione del loro team al volgere dell&#8217;iconico giorno 10-10-10 scegliendo come nome una parola in lingua inglese probabilmente riconducibile al concetto di &#8220;pastore&#8221;, dal termine &#8220;stor&#8221; comunemente riferito ai bovini o pecore, a seconda del contesto. <br>Strana scelta per un ancor pi\u00f9 eclettico collettivo, notoriamente abituato a viaggi verso le destinazioni internazionali pi\u00f9 diverse, verso la creazione di un&#8217;antologia infinita di vertiginosi exploit, su alcuni degli edifici pi\u00f9 alti, vecchi e almeno qualche volta, potenzialmente scivolosi dei pi\u00f9 variabili contesti d&#8217;appartenenza. Detto ci\u00f2, sarei propenso a definire l&#8217;ultima particolare creazione come quella pi\u00f9 pura degli ultimi anni, dove in assenza di ogni possibile elemento di distrazione e\/o distruzione, potendo fare affidamento sul naturale fascino di un paesaggio al limite dell&#8217;Oltremondo, i sette tornano al cuore e il nocciolo stesso di una simile faccenda: quale possa essere, in effetti, l&#8217;obiettivo posto sulla cima alla ripida montagna del parkour.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/QkKQOw9WpSs\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Storror-Makeof-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28465\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Storror-Makeof-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Storror-Makeof-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Storror-Makeof.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Nel <em>making-of <\/em>del video (di cui questa \u00e8 la seconda parte) \u00e8 possibile apprendere come il flusso indiviso di una tale corsa sia in effetti frutto di parecchi spezzoni montati assieme, ciascuno dei quali preparato mediante l&#8217;utilizzo di una pala, ascia ed altri attrezzi, al fine di rimuovere le rocce pi\u00f9 taglienti e pericolose.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Interessante risulta essere in modo particolare questa scelta, di un territorio come quello del Negev, notoriamente popolato unicamente nella sua parte sud-ovest, confinante con la zona calda che circonda l&#8217;antico porto mediterraneo della citt\u00e0 di Gaza. Laddove il resto di una simile distesa priva di vegetazione, capace comunque di costituire oltre il 60% dello stato di Israele, resta per lo pi\u00f9 un mistero privo di persone, percorso unicamente dall&#8217;occasionale carovana nomade del popolo dei Beduini. Offrendo l&#8217;occasione di conoscere, attraverso gli occhi di chi viene fin quaggi\u00f9, l&#8217;effetto meno evidente di vento, escursione termica, l&#8217;occasionale pioggia ed altri metodi erosivi, sul teatro di quello che fu in grado di costituire, alla sua remota origine, un intero vasto mare. Ragion per cui al progressivo ritirarsi delle acque, seguito dall&#8217;impatto tra due placche continentali, qui sorsero alte pareti rocciose, composte al tempo stesso di rocce calcaree e ben pi\u00f9 morbida arenaria. La seconda delle quali, poco alla volta, prese a disgregarsi, creando le basi per le depressioni dall&#8217;inusitata vastit\u00e0 note col termine di makhtesh, per lo pi\u00f9 diffuse in questa zona e fino alla penisola del Sinai, con l&#8217;aspetto riconducibile a quello di giganteschi ed impressionanti crateri lunari. Mentre il tipo di canyon intricati come quello usato dagli STORROR verso l&#8217;inizio del video appartengono alla categoria dei wadi, letti di torrenti stagionali, il cui corso attraverso le antiche sabbie ha avuto modo di scavare in profondit\u00e0, creando ragionevoli approssimazioni del concetto di una pista, o percorso, attraverso il quale dare sfogo ai propri ottimi presupposti muscolari, guizzando dentro di esso come le palline di un pachinko prossimo al jackpot finale (previo qualche comprensibile, comunque rimediabile errore).<br>Finch\u00e9 durante il procedere dell&#8217;inusitata contingenza, un poco alla volta, non emerge una particolare metafora di queste scene. Perch\u00e9 in ultima analisi, forse manca una cos\u00ec fondamentale differenza, tra l&#8217;opera degli uomini e quella degli elementi, che a loro modo si fanno costruttori di un diverso tipo di &#8220;citt\u00e0&#8221;, composta di strutture altrettanto svettanti e certamente notevoli, come presupposti, spazi, implicazioni contestuali. Il done maggiormente inaspettato, bench\u00e9 particolarmente gradito, di questi umani praticanti del sistema di addestramento inventato con finalit\u00e0 pragmatiche in un mondo totalmente diverso da quello contemporaneo. Eppure, risulterebbe assai difficile, resistere all&#8217;innato fascino di colui che pratica il parkour&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/GcKkiRl9_qE\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Storror-HongKong-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28464\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Storror-HongKong-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Storror-HongKong-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/06\/Storror-HongKong.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>In una casistica pi\u00f9 tipica dei video realizzati dagli STORROR, i sette si mostrano in fuga sopra i tetti di Hong Kong, per il tentativo di protesta di una guardia di sicurezza, diventata inconsapevole personaggio del loro film. Bench\u00e9 niente affatto stranamente, nessuno sembri disposto a lanciarsi al loro inseguimento&#8230;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il momento della nascita di questa disciplina viene fatto risalire, convenzionalmente, all&#8217;evacuazione nel 1902 dell&#8217;isola di Martinique, causa eruzione vulcanica, nei Caraibi dove si trovava di stanza l&#8217;allora ufficiale francese H\u00e9bert. Momento in cui, egli avrebbe raccontato, la necessit\u00e0 di trarre in salvo circa 700 persone con abnegazione e spirito di sacrificio lo port\u00f2 ad elaborare il proprio <em>ethos <\/em>d&#8217;insegnamento, finalizzato all&#8217;ottenimento del massimo risultato con profonda dedizione ai meriti dell&#8217;efficienza, per prolungare e amplificare il proprio contributo individuale nei confronti della societ\u00e0 umana. Il che dimostra, molto chiaramente, come l&#8217;origine di tali tecniche fosse da collocare proprio nel contesto di un paesaggio naturale, lo stesso teatro operativo di quei popoli africani che, a suo stesso dire, conobbe in corso di carriera, per comprendere come l&#8217;istruzione formale in materia d&#8217;educazione fisica fosse, fondamentalmente, rimpiazzabile dal mero bisogno della sopravvivere nel quotidiano tra tigri, leoni, ippopotami ed altre terribili creature.<br>Ed \u00e8 forse proprio questo, alla fine, il senso stesso del parkour: creare i metodi sulla base degli obiettivi, piuttosto che il contrario. Nesso al centro del concetto pi\u00f9 innegabile di libert\u00e0 procedurale. Meno qualche concessione all&#8217;arte del divertimento e irriverenza, poich\u00e9 mi sentirei d&#8217;ammetterlo: sono una parte inscindibile della natura umana. Ovunque, tranne che in mezzo al deserto delle risorse disponibili al supermercato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Totale mancanza di riguardo nei confronti della propria stessa incolumit\u00e0. Poco rispetto per le istituzioni. Agilit\u00e0 commisurata al desiderio di spiccare tra la gente cosiddetta &#8220;comune&#8221;, incapace di seguire, neanche con lo sguardo, le vertiginose evoluzioni sopra i tetti del pi\u00f9 tipico contesto urbano. Questi ed altri sono gli stereotipi, evidentemente accantonati a pieno titolo, &#8230; <a title=\"Sette saltatori nel deserto sotto il segno del parkour\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28463\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Sette saltatori nel deserto sotto il segno del parkour\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[265,1045,2233,964,544,4413,799,336,2373,1137,4411,372,889,897,151,118,87,4412],"class_list":["post-28463","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-acrobazie","tag-atleti","tag-canyon","tag-corse","tag-deserto","tag-ereosione","tag-imprese","tag-israele","tag-luoghi","tag-nazioni","tag-negev","tag-parkour","tag-pericolo","tag-salti","tag-sport","tag-sport-estremi","tag-viaggi","tag-wadi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28463","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28463"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28463\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28468,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28463\/revisions\/28468"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28463"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28463"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28463"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}