{"id":28284,"date":"2019-05-25T05:51:00","date_gmt":"2019-05-25T03:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28284"},"modified":"2019-05-25T05:51:44","modified_gmt":"2019-05-25T03:51:44","slug":"lisola-sopravvissuta-secoli-nutrendosi-di-palme-velenose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28284","title":{"rendered":"L&#8217;isola sopravvissuta secoli nutrendosi di palme velenose"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/8bbDoVYGC_A\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/05\/Oshima-Cicads-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28286\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/05\/Oshima-Cicads-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/05\/Oshima-Cicads-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/05\/Oshima-Cicads.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;anno era il quattordicesimo dell&#8217;era Keicho  (1609 d.C.) non troppo dopo l&#8217;inizio del regno dell&#8217;Imperatore Katahito e a seguito dell&#8217;epocale battaglia sulla piana di Sekigahara, costata la vita alla parte significativa di un&#8217;intera generazione di nobili e popolani. Ancora una volta Tamaki guard\u00f2 fuori dalla finestra della sua <em>nuchijaa <\/em>in legno con tegole di terracotta, avendo cura di non affacciarsi in maniera troppo evidente per i sorveglianti con le due spade. Mentre accarezzava pensierosamente il bastone con l&#8217;anima di ferro, arma ereditaria della sua famiglia, si rivolse quindi alla propria consorte Beniko &#8220;Puah, samurai! Non riesco ad immaginarmi nulla di meno giapponese&#8221; Smettendo per un attimo di percuotere con enfasi il <em>mochi <\/em>dalla strana consistenza che stava preparando in un pentolone, lei ebbe appena il tempo di rivolgergli uno sguardo preoccupato, prima che i ricordi sopraffacessero entrambi. Di un epoca capace di sembrare lontana di anni ed anni, prima che le navi dai vessilli verdi del clan Shimazu sbarcassero sulla verdeggiante isola di Amami, permettendo ai loro occupanti di dichiarare le terre emerse del sub-arcipelago delle Ryukyu come un proprio territorio per il concetto quasi-universale del destino manifesto, sopra cui imporre la dura legge e tassazione di un distante daymyo nel suo castello, circondato da tesori dell&#8217;arte e incalcolabili ricchezze della nostra Era. &#8220;Marito, metti via l&#8217;<em>hanb\u014d<\/em> per favore. Sai cosa \u00e8 successo al nonno e se soltanto l&#8217;uomo l\u00e0 fuori dovesse sospettare un intento di ribellione da parte nostra, ordiner\u00e0 di nuovo ai suoi sottoposti di erigere i pali. Se dovessi finire crocifisso, non sopravviverei&#8230;&#8221; Parole tremule, ma un&#8217;espressione risoluta. Di guerrieri, navigatori, ecclesiastici disallineati. Per lunghe generazioni, all&#8217;insaputa dei sedicenti Sh\u014dgun di Heian-ky\u014d (Kyoto) prima e i signori della guerra della guerra civile, la gente di Amami aveva commerciato e conversato con i mercanti provenienti dalla Corea, Cina e altre terre lontane, apprendendo norme della tecnica e della scienza precedentemente inusitate. Assieme alle storie di un uomo vissuto, morto e resuscitato oltre un millennio e mezzo fa in Galilea. Ed era proprio in suo nome che adesso, esisteva una simile possibilit\u00e0: &#8220;Vorresti dirmi che non abbiamo altra scelta? Dare via il nostro raccolto e soffrire, per l&#8217;ennesima volta, il tormento del <em>sotetsu jigoku<\/em>?&#8221; Fu allora che un suono distante sembr\u00f2 risuonare nel loro giardino: era la <em>Shishi-odoshi,<\/em> canna di bamb\u00f9 dondolante che colpiva la pietra sonora posta alla sua estremit\u00e0. &#8220;Niente affatto, mio caro. Ti sto consigliando di assaporarlo, preparandoti a un&#8217;ora della riscossa che potrebbe anche non giungere mai!&#8221;<br>Sotetsu (\u30bd\u30c6\u30c4 in alfabeto sillabico, non esistono kanji per definirla) \u00e8 una &#8220;palma&#8221; del gruppo delle cicadofite, in realt\u00e0 parte di quell&#8217;antichissima gruppo di gimnosperme (piante dal seme nudo) che da oltre 300 milioni di anni sopravvivono e si propagano a dismisura, nella maggior parte dei biomi tropicali e non solo. Mentre <em>jigoku<\/em> (\u5730\u7344) significa, letteralmente, inferno. Un&#8217;associazione o metafora, questa, quanto mai appropriata soprattutto all&#8217;epoca, per definire l&#8217;ultima risorsa disperata di un intero popolo isolano costretto pi\u00f9 volte a fare la fame, prima per l&#8217;occasionale verificarsi di periodi di magra e catastrofi naturali, quindi per le dinamiche sociali imposte da un crudele corso della storia. E pi\u00f9 volte viene narrato, nella letteratura locale, di quanto terribile fosse, in origine, consumare i frutti, le foglie e persino il tronco specie locale della <em>Cycas revoluta<\/em>,<i> <\/i>basso e tarchiato arbusto dalle foglie lanceolate, naturalmente in grado di produrre la cicasina, una sostanza a base di glucosio capace di causare conati, nausea, diarrea e gravi conseguenze sull&#8217;integrit\u00e0 dei reni e del fegato umano. Questo almeno finch\u00e9 la gente dell&#8217;isola di Ashima non scopr\u00ec, forse accidentalmente, che lo stesso fungo impiegato per trattare la soia allo scopo di farla fermentare nella preparazione del <em>miso<\/em>, l&#8217;<em>Aspergillus oryzae<\/em> o pi\u00f9 semplicemente <em>koji <\/em>(\u9eb9) poteva sortire un effetto quasi mistico sulla polpa ridotta in polvere dell&#8217;amata-odiata pietanza vegetale. Separando il principio attivo dalla parte commestibile durante la fermentazione in maniera sufficiente perch\u00e9 fosse possibile, a quel punto, passare alla fase successiva di una complessa e importantissima procedura&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/iyJc22L5b94\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/05\/Oshima-Hills-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28287\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/05\/Oshima-Hills-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/05\/Oshima-Hills-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/05\/Oshima-Hills.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>In questa visita dell&#8217;esperto Botany Boy, la questione delle cicas commestibili dell&#8217;isola di Amami viene accuratamente sottoposta a una disanima di tipo scientifico, ancor prima che storico e sociale. Si tratta dell&#8217;occasione perfetta per rendersi conto di quanto prolifica ed omni-pervasiva possa rivelarsi una tale pianta, nella sostanziale mancanza di predatori naturali.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ne parla brevemente il documentario mostrato in apertura, della sempre puntuale serie Great Big Story, mentre una descrizione pi\u00f9 approfondita a partire da una visita effettuata negli anni &#8217;50 compare nel testo &#8220;Le isole di Kagoshima&#8221; ad opera di Hayward e Kuwahara (2013 &#8211; Universit\u00e0 di Kagai). Dopo la rimozione della dura scorza esterna, lo stelo della &#8220;palma&#8221; viene tagliato in piccoli pezzi di 7-15 cm al massimo, prima di essere disposto su un telo e ricoperto interamente dalle spore del fungo <em>koji<\/em>. Tale mistura, quindi, viene tenuta in un luogo freddo e umido per un periodo variabile ma non inferiore ai 3-4 giorni, prima di essere attentamente lavata e poi fatta a pezzi, con l&#8217;equivalente locale di un mortaio e pestello. Un trattamento simile risulta altrettanto efficace nel rendere commestibile il frutto rosso acceso della pianta, dal sapore apparentemente abbastanza gradevole da giustificare il verso di una canzone popolare della met\u00e0 del XX secolo, che recita: &#8220;Il rosso frutto della palma sotetsu \u00e8 magnifico, come il colore del cuore della mia amata.&#8221;<br>Detto ci\u00f2 sarebbe quanto mai ingenuo immaginarsi una progressione del tipo a noi pi\u00f9 familiare o riconducibile a quella delle pi\u00f9 comunemente consumate mele o pere. Giacch\u00e9 tutte le gimnosperme, e in modo particolare le cicas, possiedono l&#8217;abitudine di fare le cose in un modo antico e dimenticato e la  <em>C. revoluta<\/em> non fa di certo in questo eccezione. Pianta dioica, ovvero dotata di due sessi estremamente distinti tra loro, essa prevede infatti che l&#8217;esemplare maschio affidi il proprio intento riproduttivo alla notevole produzione vegetale dello strobilo, costruito come una pigna ricurva ricoperta di polline, mentre la sua partner in solenne attesa espone un qualcosa di riconducibile molto da vicino al bordo piumato del ventaglio di una facoltosa dama in una corte europea. All&#8217;incontro tra il prodotto del primo e il ricettacolo della seconda, generalmente grazie a specifiche tipologie d&#8217;insetti o uccelli locali, ella comincer\u00e0 quindi a figliare, ma senza far ricorso a particolari metodi per inviare lontano i propri semi. Che caduti a terra con l&#8217;intero frutto incommestibile, inizieranno a germogliare a una distanza irrisoria dalla sua ombra. Il che \u00e8 l&#8217;origine dell&#8217;eccezionale rigoglio e capacit\u00e0 di concentrazione di macchie di questi vegetali dalla crescita comunque lenta, capaci di ricoprire attraverso i secoli interi versanti di verdeggianti colline, finch\u00e9 tutto diventi cycas, salvo l&#8217;eccezione dell&#8217;occasionale <em>ficus<\/em> del tutto incapace di scapparsene via.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/8KXv8qvz3Rk\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/05\/Cycads-Nursery-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28285\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/05\/Cycads-Nursery-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/05\/Cycads-Nursery-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/05\/Cycads-Nursery.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La <em>Cycas Revoluta<\/em>, stimata per l&#8217;eccezionale simmetria dei suoi rami, costituisce ad oggi una delle variet\u00e0 pi\u00f9 coltivate a scopo ornamentale, per la capacit\u00e0 di resistere anche a climi piuttosto freddi e le poche esigenze in termini d&#8217;intervento diretto da parte del giardiniere umano. Ci\u00f2 sembrerebbe aver aiutato, a pi\u00f9 riprese, anche l&#8217;economia di Amami.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni, per l&#8217;effetto della tendenza tipicamente giapponese a mantenere vive le antiche tradizioni, si sta vivendo una sorta di revival del miso e le altre pietanze preparate con la polpa e i frutti della cicas, che possono includere dolci, biscotti e una sorta d&#8217;informe pappone, consumato al posto del riso come contorno ad una vasta serie di alimenti. Questo perch\u00e9, nonostante l&#8217;abbondanza e i commerci moderni abbiano salvato gli abitanti dell&#8217;isola dal dover sprofondare ancora una volta nelle torturanti profondit\u00e0 del <em>sotetsu jigoku,<\/em> allo stesso tempo l&#8217;applicazione della tecnologia moderna ha eliminato del tutto l&#8217;eventualit\u00e0 che la preparazione dei piatti possa essere condotta in maniera inappropriata, causando lo sconveniente avvelenamento dei locali o eventuali turisti che dovessero sentirsi pi\u00f9 coraggiosi.<br>Ma di una simile rivalsa nel proprio futuro, il popolo sottomesso, incatenato e schiavizzato dai temibili arcieri e spadaccini del clan Shimazu (il cui specifico <em>Mon<\/em>, o emblema, \u00e8 accidentalmente del tutto identico alla croce celtica delle nostre parti) ben poco potevano immaginare. Fu cos\u00ec che il nostro rabbioso Tamaki ascolt\u00f2 per un&#8217;ultima volta la moglie Beniko, unica nipote del sacerdote cristiano nonch\u00e9 precedente capo del villaggio settentrionale di Setouchi. E messe da parte le armi, assieme ai suoi compagni delle molte battaglie combattute un tempo, mand\u00f2 gi\u00f9 l&#8217;amaro <em>miso<\/em> della sottomissione. Mentre gi\u00e0 in gran segreto, conversando con gli agenti di quell&#8217;entit\u00e0 informe che iniziava a prendere forma come il nascente nazionalismo giapponese, tramava contro il signore nel suo castello al di sopra dei monti di Satsuma, al di l\u00e0 di un corto ma importante braccio di mare. Contribuendo in maniera piccola, ma significativa, a porre le basi di quella che un giorno lontano due secoli, sarebbe stata una diversa ed ancor pi\u00f9 sanguinosa Restaurazione&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;anno era il quattordicesimo dell&#8217;era Keicho (1609 d.C.) non troppo dopo l&#8217;inizio del regno dell&#8217;Imperatore Katahito e a seguito dell&#8217;epocale battaglia sulla piana di Sekigahara, costata la vita alla parte significativa di un&#8217;intera generazione di nobili e popolani. Ancora una volta Tamaki guard\u00f2 fuori dalla finestra della sua nuchijaa in legno con tegole di terracotta, &#8230; <a title=\"L&#8217;isola sopravvissuta secoli nutrendosi di palme velenose\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28284\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;isola sopravvissuta secoli nutrendosi di palme velenose\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[292,4253,311,46,965,2373,1964,986,190,3162,64,78,768,71,1024,615,842,87],"class_list":["post-28284","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-cibo","tag-clan","tag-gastronomia","tag-giappone","tag-isole","tag-luoghi","tag-okinawa","tag-pacifico","tag-piante","tag-ryukyu","tag-samurai","tag-scienza","tag-societa","tag-storia","tag-tradizioni","tag-vegetali","tag-veleni","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28284","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28284"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28284\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28292,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28284\/revisions\/28292"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28284"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28284"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28284"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}