{"id":28131,"date":"2019-04-30T06:19:15","date_gmt":"2019-04-30T04:19:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28131"},"modified":"2019-04-30T06:28:18","modified_gmt":"2019-04-30T04:28:18","slug":"limpressionante-popolo-dei-fantasmi-con-la-maschera-di-fango","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28131","title":{"rendered":"L&#8217;impressionante popolo dei fantasmi con la maschera di fango"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/QVq_VWnT7uc\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Asaro-Mudmen-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28134\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Asaro-Mudmen-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Asaro-Mudmen-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Asaro-Mudmen.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il potente veicolo fuoristrada in grado di trasportare fino a 10, 15 turisti sembra frenare improvvisamente, avendo raggiunto la sommit\u00e0 del sentiero che conduce fino al famoso panorama del monte Gurupoka. La guida c&#8217;invita quindi, con gesto magniloquente, ad avvicinarci tutti al grosso sportello laterale, valico capace di condurci verso il vasto panorama promesso. Eppure, \u00e8 mai possibile? Nello sguardo dell&#8217;uomo sembra figurare l&#8217;espressione e lo strano sorriso di colui che mantiene un segreto, di gran lunga troppo inopportuno per essere condiviso coi presenti. Dopo un attimo d&#8217;esitazione, scendo anch&#8217;io sul suolo sterrato, in mezzo ad una notevole macchia di felci <em>mamaku<\/em>, l&#8217;arbusto dalla forma paragonabile ad una palma altres\u00ec detto felce nera (<em>Cyathea medullaris<\/em>). Ma non faccio in tempo ad avvicinarmi al bordo del baratro al di l\u00e0 di una simile finestra naturale, che ai margini del campo visivo scorgo un inqualificabile movimento. Il quale poco a poco, si trasforma nella sagoma di una persona, con la pelle tinta di bianco. O meglio quella che potrebbe anche esserlo sotto ogni punto di vista, fatta eccezione per l&#8217;enorme testa cornuta, dai lineamenti appena visibili paragonabili a quelli di un gorilla, le zanne prominenti prelevate direttamente dalla carcassa di un cinghiale. Un dettaglio che mi sarebbe probabilmente sfuggito, nella penombra della foresta, se non fosse stato per il lieve rumore prodotto dalle due grandi foglie che costui, per motivi tutt&#8217;altro che chiari, agita rumorosamente su e gi\u00f9, fino all&#8217;altezza delle spalle. Si tratta di una maschera, ovviamente, o come appare fin troppo evidente nel giro di pochi secondi, la prima di una pluralit\u00e0 di simili orpelli. Altre figure si affiancano infatti alla prima con una strana andatura ritmica e cadenzata, tutte evidentemente armate: l\u00ec un arciere col dardo pronto ad essere scagliato al nostro indirizzo, in opposizione al guerriero dotato di preoccupante lancia dalla punta presumibilmente avvelenata&#8230;. A chiudere la fila, un energumeno con la mazza, ricavata direttamente da quella che sembrerebbe essere la tibia di un grosso e non meglio definito animale. Da un rapido conteggio dei nostri assalitori, concludo che debba trattarsi di una quantit\u00e0 grosso modo equivalente a quella dei turisti presenti, ciascuno altrettanto drammaticamente e letteralmente impreparato all&#8217;incontro. Ma quando mi volto per avvisarli, scorgo una scena del tutto inaspettata: la coppia di anziani viaggiatori giapponesi con cui avevo conversato amabilmente durante la trasferta che stringono in mano le proprie macchine fotografiche, con un ampio sorriso in volto. &#8220;Sono loro, sono arrivati!&#8221; Gridano in un inglese dal forte accento: &#8220;Gli uomini del fango hanno fame, e stanno per cucinarci nel pentolone!&#8221;<br>Cos&#8217;\u00e8 dopo tutto, il terrore? Nient&#8217;altro che un apostrofo insanguinato tra le parole &#8220;ti&#8221; ed &#8220;odio&#8221;, un qualcosa che nasce dal fondamentale senso di colpa per aver fatto, detto o prodotto una situazione in qualche modo inopportuna. E gli abitanti dei dintorni del villaggio di Goroka presso le rive del fiume Asaro, nella provincia delle Highlands Orientali della remota isola della Papua Nuova Guinea non hanno mai, per loro e per nostra fortuna, avuto ragione di temere le navi provenienti dalle masse continentali d&#8217;Oriente ed Occidente. Ragion per cui, nell&#8217;evoluzione della loro cultura contemporanea, l&#8217;antica metodologia degli accesi conflitti tribali un tempo costati la vita ad una quantit\u00e0 innumerevole di connazionali \u00e8 stata trasformata in una sorta di spettacolo truce, usato per favorire il turismo ed incrementare, nel quotidiano, i fondi disponibili per garantirsi una ragionevole dose di comodit\u00e0 moderne. Essendo questa una trib\u00f9 che si affida esclusivamente alla trasmissione tra le generazioni in forma orale, ad ogni modo, esistono diverse storie sull&#8217;origine dell&#8217;insolita tenuta da guerra (se cos\u00ec vogliamo chiamarla) tutte riconducibili, grosso modo, alla stessa vicenda: il momento indefinito nel tempo a seguito del quale gli uomini pi\u00f9 combattivi della trib\u00f9, sconfitti durante un sanguinoso conflitto coi loro vicini, si ritirarono per cercare rifugio in prossimit\u00e0 del fiume, dove iniziarono a pianificare la propria vendetta. Quando uscirono quindi al calare della sera, erano completamente ricoperti dal fango chiaro dell&#8217;Asaro, che per qualche ragione veniva per di pi\u00f9 ritenuto essere velenoso. Inoltre avevano il proprio volto con delle maschere spaventose, create riscaldando l&#8217;argilla sul fuoco nella profondit\u00e0 della notte, capaci d&#8217;incutere il terrore nel cuore dei propri nemici. Fatto ritorno al villaggio usurpato, quindi, la loro semplice vista risult\u00f2 talmente terrificante che i vincitori non soltanto si ritirarono, sentendo addirittura il bisogno di mettere in atto una cerimonia per scacciare gli spiriti nella speranza di non incontrarli mai pi\u00f9. Ma da quel momento, cos\u00ec prosegue la leggenda, tutti i nemici degli uomini del fango avrebbero conosciuto il pericolo d&#8217;incorrere nella loro ira, strettamente interconnessa con la terribile apparizione dei morti viventi oltre i confini della loro terra.<br>Ora tutto ci\u00f2 non pu\u00f2 che essere ricondotto, incidentalmente, a dell&#8217;ottimo marketing contemporaneo: ci sono, in effetti, tutti gli stereotipi che il moderno abitatore dei contesti urbani ama vedere associati ai suoi simili rimasti legati a stili di vita primordiali: violenza, magia, ingegno&#8230; Qualcosa di quasi troppo perfetto, e schematico, per essere vero. Ragion per cui nel mondo accademico, da lungo tempo ormai, sono state cercate spiegazioni alternative tra cui la pi\u00f9 accreditata, allo stato dei fatti attuali, resta quella degli antropologi danesi Ton Otto e Robert J Verloop che tentando di sfatare l&#8217;occulto mistero, fanno risalire la tradizione a un periodo grosso modo corrispondente agli anni &#8217;50 dello scorso secolo&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-2XGwUlFrKY\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Asaro-Documentary-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28133\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Asaro-Documentary-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Asaro-Documentary-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Asaro-Documentary.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>In questa ripresa in bianco e nero risalente al 1959, girata per il cinegiornale inglese della Vis Path\u00e9, \u00e8 possibile apprezzare quanto siano mutati i lineamenti pi\u00f9 rappresentativi delle recenti maschere degli Asaro, qui ancora caratterizzate da un aspetto particolarmente spettrale e terrificante.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il che non dovrebbe, almeno in linea di principio, togliere ogni residuo fascino antico alla messinscena. Gli stessi due autori dello studio del 1996, intitolato <em>&#8220;The Asaro Mudmen: Local Property, Public Culture?<\/em>&#8221; Fanno effettivamente risalire i suoi metodi a quelli della temuta <em>bakime<\/em>, o vendetta di sangue. Messa in atto da un membro delle trib\u00f9 di una significativa parte della Papua Nuova Guinea inclusi gli uomini dell&#8217;Asaro, per vendicare un torto sub\u00ecto, reale o presunto, ai danni dei membri della sua grande famiglia arbitrariamente allargata, allo scopo d&#8217;includere chiunque condividesse con lui le catture delle battute di caccia e il pasto comunale del villaggio, spesso cotto mediante la popolare metodologia del <em>mumu <\/em>(una buca scavata nel terreno e riempita di pietre incandescenti). Un atto che prevedeva, contrariamente alle battaglie propriamente dette, che l&#8217;agente delittuoso coprisse attentamente i suoi lineamenti, al fine d&#8217;evitare problematiche e pressoch\u00e9 assicurate contro-ritorsioni ai danni di se stesso o le persone a lui care. Ora c&#8217;erano vari modi, persino nelle profondit\u00e0 della giungla, per assicurarsi l&#8217;anonimato, ma la pi\u00f9 utilizzata prevedeva la costruzione del cappuccio <em>girituwai<\/em>, costruito con una struttura in legno ricoperta d&#8217;argilla, caratterizzata dall&#8217;unico tratto distintivo di due fori per gli occhi. La quale tuttavia attraverso gli anni, con l&#8217;obiettivo di spaventare le proprie vittime, assunse lineamenti via via pi\u00f9 terribili e spaventosi. La preoccupante immagine di quello che avrebbe successivamente assunto il nome di <em>holosa<\/em>, o fantasma, include una serie d&#8217;artifici chiaramente frutto di menti assai creative, tra cui l&#8217;intento di richiamarsi agli spiriti degli antenati presentandosi come una manifestazione rediviva dei loro stessi corpi, dall&#8217;andatura simile a quella del classico zombie (costui si, una figura culturalmente trasversale) e il gi\u00e0 citato gesto di farsi aria con un paio di foglie, presumibilmente utilizzato per scacciare via le invisibili mosche attratte dalla propria stessa marcescente presenza.<br>In epoca pi\u00f9 recente quindi, con il severo divieto in materia di conflitti tribali imposto dalle stringenti regole della convivenza civile, le maschere degli Asaro hanno subito una serie di derive nella funzione e l&#8217;aspetto esteriore, tendendo a presentarsi con espressioni talvolta pi\u00f9 buffe che spaventose, venendo costruite integralmente in fragile argilla e risultando quindi molto pi\u00f9 adatte all&#8217;impiego situazionale nel corso delle emblematiche danze <em>Sio Sio<\/em> e <em>Moka Moka<\/em>, tra le principali cerimonie esternalizzate allo scopo di affascinare, e per quanto possibile attrarre i turisti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ahB8oAzAgpM\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Asaro-Dance-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28132\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Asaro-Dance-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Asaro-Dance-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Asaro-Dance.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Uno scenario non propriamente ripreso da davanti, questo, ma utile a notare l&#8217;aspetto estremamente popolare ed il valore di aggregazione oggi associati all&#8217;usanza delle maschere di fango degli Asaro, tra i pi\u00f9 importanti fattori riconducibili all&#8217;identit\u00e0 nazionale della Papua Nuova Guinea.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nel ricercare un&#8217;effettiva origine della pratica oggi considerata, a torto o a ragione, antichissima, gli antropologi danesi quindi proseguono identificando la figura di Ruipo Okoroho, nonno dell&#8217;allora capo del villaggio, che nel 1957 avrebbe elaborato una rappresentazione gi\u00e0 corrispondente per sommi capi a quella dei nostri giorni allo scopo di partecipare con i propri coabitanti al Raduno Agricolo delle Higlands, un prestigioso evento annuale capace di coinvolgere i membri di molte creative, distintive trib\u00f9 dei dintorni. Occasione della quale, in maniera pressoch\u00e9 corrispondente all&#8217;antica leggenda, gli spettatori d&#8217;occasione avrebbero effettivamente sub\u00ecto uno spavento tale da giustificare la propria ritirata, mettendo anticipatamente fine all&#8217;adorata <em>kermesse<\/em>. Un fatto, nel presente caso, decisamente pi\u00f9 documentato (bench\u00e9 in maniera comunque orale) della leggenda &#8220;ufficiale&#8221; ed a voler essere sinceri, altrettanto se non pi\u00f9 plausibile della presunta accensione di una pitagorica lampadina nel momento della pi\u00f9 crudele necessit\u00e0 belligerante. Ci\u00f2 detto, il tenore per lo pi\u00f9 pubblicitario e post-moderno delle pratiche degli Asari, ormai da tempo scevre di alcun significato religioso ancorch\u00e9 folkloristico, risulta oggi piuttosto evidente, con i frequenti tour e le escursioni effettuate nei mesi della maggior percorribilit\u00e0 turistica, tra l&#8217;entusiasmo e il presunto terrore generale. Coronati, assai opportunamente, da pranzi festosi, laboratori artistici e vere e proprie competizioni moderne di arcer\u00eca. <br>Il che, risulta del tutto innegabile, pu\u00f2 avere uno tra due possibili meriti: quello di preservare, piuttosto che aver creato, un possente legame col mondo degli spiriti trascendentali e le pi\u00f9 innate credenze universali dell&#8217;uomo. Cosa dovremmo, dunque, presumere di criticare? Cosa bollare col nome inopportuno d&#8217;inganno ai danni dei turisti pi\u00f9 sprovveduti? Oltre le vastit\u00e0 immisurabili dell&#8217;Oceano, dietro le coste dorate, sotto l&#8217;ombra della montagna e in presenza del suono del fiume un QUALCOSA si agita ancora. Ed \u00e8 nell&#8217;innata capacit\u00e0 d&#8217;interfacciarsi ad essa, fondamentalmente, il valore ultimo del nostro viaggiare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il potente veicolo fuoristrada in grado di trasportare fino a 10, 15 turisti sembra frenare improvvisamente, avendo raggiunto la sommit\u00e0 del sentiero che conduce fino al famoso panorama del monte Gurupoka. La guida c&#8217;invita quindi, con gesto magniloquente, ad avvicinarci tutti al grosso sportello laterale, valico capace di condurci verso il vasto panorama promesso. Eppure, &#8230; <a title=\"L&#8217;impressionante popolo dei fantasmi con la maschera di fango\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28131\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;impressionante popolo dei fantasmi con la maschera di fango\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[723,548,1503,564,506,1417,965,1381,762,2216,99,1719,1787,4200,768,114,1024,4199,1523,1753,87],"class_list":["post-28131","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-combattimenti","tag-costumi","tag-danze","tag-folklore","tag-foresta","tag-guerrieri","tag-isole","tag-leggende","tag-maschere","tag-morte","tag-mostri","tag-oceania","tag-papua-nuova-guinea","tag-redivivi","tag-societa","tag-teatro","tag-tradizioni","tag-tribu","tag-turismo","tag-usanze","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28131","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28131"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28131\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28139,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28131\/revisions\/28139"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28131"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28131"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28131"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}