{"id":28013,"date":"2019-04-12T06:12:50","date_gmt":"2019-04-12T04:12:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28013"},"modified":"2019-04-12T06:17:54","modified_gmt":"2019-04-12T04:17:54","slug":"il-paesaggio-ultramondano-di-un-alternativo-golfo-della-california","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28013","title":{"rendered":"Il paesaggio ultramondano di un diverso golfo della California"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/oA3uqc0GgqQ\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Volcanic-Vents-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28016\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Volcanic-Vents-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Volcanic-Vents-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Volcanic-Vents.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una tipica sequenza cardine di ogni racconto di fantascienza che si rispetti, quella in cui l&#8217;esploratore cosmico sbarcato dalla sua astronave mette piede sul suolo alieno di un distante pianeta, poco prima di guardare verso l&#8217;alto e&#8230; Segue descrizione di un diverso cielo: spesse volte, caratterizzato dalla presenza di astri multipli, come una pluralit\u00e0 di lune o soli. In casi estremi impreziosito dall&#8217;inesplicabile presenza di macigni o veri e propri monti fluttuanti, come quelli del film Avatar da cui decollavano creature simili ad uccelli o draghi. E poi ogni volta, inevitabilmente, connotato da una tonalit\u00e0 atmosferica supremamente insolita, col che intendo una colorazione dalle tinte elettriche o pastello, tendente ad un qualsiasi punto dello spettro che sia sufficientemente diverso dall&#8217;azzurro che ci \u00e8 maggiormente familiare. Un cielo viola, verde, color rosso scuro. Qualche volta, un cielo rosa? E quali gas potrebbero comporre una cos\u00ec insolita miscela? Metano. Lo sappiamo molto bene, in quanto ci\u00f2 succede, a quanto ci \u00e8 permesso di sapere oggi, almeno in un particolare luogo sulla Terra. O forse sarebbe pi\u00f9 corretto dire, sotto la superficie degli oceani che circondano le nazioni&#8230;<br>Esistono essenzialmente due tipi distinti di spedizioni scientifiche: quelle che partono con una meta gi\u00e0 conosciuta, al fine di analizzarla in maniera pi\u00f9 approfondita e tramite l&#8217;impiego di strumenti migliori. E poi c&#8217;\u00e8 il caso messo ulteriormente in pratica dalla nave RV Falkor a partire dalla fine di febbraio del 2019, vascello facente parte della dotazione dell&#8217;Istituto oceanografico californiano Schmidt, di un intero team di biologi, geologi e altre figure interdisciplinari con il fine di dirigere lo scafo verso particolari sezioni del territorio che nessuno, prima di allora, si sarebbe mai sognato di analizzare. Perch\u00e9 \u00e8 proprio quello il caso in cui si scopre, indipendentemente dalle aspettative precedentemente acquisite, che i paesaggi descritti da Arthur C. Clarke ed Isaac Asimov non erano poi cos\u00ec lontani dalla verit\u00e0. Soltanto, avevano sbagliato nel puntare i telescopi della loro fervida fantasia verso l&#8217;alto, piuttosto che in direzione delle occulte profondit\u00e0 marine. Immaginate dunque la sorpresa della Dott.sa  <br>Mandy Joye dell&#8217;Universit\u00e0 della Georgia, una delle figure in capo all&#8217;operazione, quando accendendo gli schermi connessi alle telecamere in alta definizione del ROV (sottomarino a controllo remoto) SuBastian presso un particolare hotspot vulcanico del Mare di Cortez, segnato sulle mappe in via meramente preliminare, vide la cabina della nave illuminarsi del colore dei fiori di ciliegio, mentre veniva a patti con una serie di sagome vagamente riconoscibili a pagode giapponesi.  Ed \u00e8 proprio questo il luogo, rimasto senza nome e una collocazione geografica precisa probabilmente al fine di prevenire (o almeno ritardare) l&#8217;inevitabile assalto da parte dei turisti, che compare in alcuni video di supporto pubblicati sul canale ufficiale dell&#8217;Istituto, dimostratosi nelle scorse settimane in grado di stimolare pi\u00f9 di una descrizione poetica con tanto di metafore sui razionali blog e testate di argomento scientifico. A tal punto, quei colori e quelle forme sembravano fuoriuscire dalle usuali aspettative del caso&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Ai53baJt6BI\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Hydrothermal-vents-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28015\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Hydrothermal-vents-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Hydrothermal-vents-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Hydrothermal-vents.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La struttura delle torri idrotermali sommerse, contrariamente a quello che ci si sarebbe potuti aspettare, risultano integralmente incrostate di alghe, coralli, polipi ed altre forme di vita vegetative, completamente indisturbate dalla composizione malsana dell&#8217;acqua che le circonda. Dimostrando la pi\u00f9 netta prerogativa degli organismi estremofili, capaci di trarre beneficio da quel che pu\u00f2 uccidere chiunque altro.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In termini meramente descrittivi, a questo punto, possiamo affermare che il paesaggio delineato dalla nave della Schmidt mediante un innovativo sistema di tracciamento basato sulle lievi emissioni radioattive del materiale vulcanico non \u00e8 nient&#8217;altro che una sorgente idrotermale sommersa, casualit\u00e0 gi\u00e0 lungamente studiata dal mondo accademico, ed in forza di questo fatta oggetto di questa particolare spedizione con l&#8217;obiettivo, non propriamente immediato, di trarre ispirazione in campo medico dalle particolari forme di vita che si dimostrano in grado di sopravvivere, o addirittura prosperare, in un ambiente cos\u00ec drammaticamente inospitale. In cui il succitato gas metano \u00e8 soltanto un ingrediente del cocktail, indubitabilmente letale, di veleni e metalli tossici emessi dalle viscere del pianeta, in corrispondenza di queste aperture in grado di fare le veci di veri e propri &#8220;pori&#8221; o in altri termini, varchi in direzione di abissi pi\u00f9 che mai infernali. A patto di trovarsi, secondo la media delle occorrenze precedentemente studiate, ad almeno 3-400 metri di profondit\u00e0. Ci\u00f2 che caratterizza, ad ogni modo, questo anonimo <em>hotspot <\/em>del profondo Golfo che si trova tra la parte settentrionale del Messico e la penisola della Baja, \u00e8 un delicato equilibrio chimico che permette ai fluidi emessi di depositarsi formando delle vere e proprie torri alte ben oltre i 20 metri e inframezzate da quelle che vengono chiamate in gergo tecnico &#8220;flange vulcaniche&#8221; ovvero dei letterali ombrelli di pietra, corrispondenti ai tetti sovrapposti delle succitate pagode. Proprio nella parte inferiore di simili strutture, a questo punto, la miscela di gas velenosi a base di metano che tende a galleggiare per una densit\u00e0 minore dell&#8217;acqua non pu\u00f2 fare a meno di restare bloccata, formando delle impressionanti pozze invertite che agiscono come specchi, in grado di duplicare ogni guizzo compiuto dalle insolite presenze animali che qui tendono a trascorrere la parte maggiore delle proprie esistenze. Esseri come anellidi (tra cui il mostruoso verme di Pompei <em>Alvinella P.<\/em>) crostacei, gamberi, lumache, molluschi e pesci, adattatosi per trarre nutrimento dalle copiose colonie batteriche abbarbicate attorno alle torri vulcaniche, tra le pi\u00f9 profonde e remote oscurit\u00e0 marine. Del tutto inconsapevoli, per evidenti ragioni, alla natura straordinariamente insolita di ci\u00f2 che fuoriesce dal sottosuolo in quei luoghi, laddove la comune sorgente termica sottomarina pu\u00f2 essere normalmente di due tipi: con fumarola bianca, oppure nera. Due stati contrapposti che implicano, rispettivamente, la presenza o assenza di solfati all&#8217;interno del super-fluido in cui l&#8217;acqua viene trasformata, al raggiungimento di temperature superiori alle centinaia di gradi e la pressione di questi fondali, mentre mai, prima d&#8217;ora, era stata documentata una presenza di metano abbastanza elevata da far virare lo spettro verso il colore pi\u00f9 strettamente associato alle mura istantaneamente riconoscibili della casa di Barbie. Un&#8217;associazione, in qualche modo giustificata, e purtroppo meno assurda di quanto dovrebbe essere&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/KtFFmDGIsa4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Black-Smoker-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28014\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Black-Smoker-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Black-Smoker-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/04\/Black-Smoker.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Dalle registrazioni pubblicate durante un&#8217;altra grande iniziativa di divulgazione per il Web, la spedizione dell&#8217;EV Nautilus del Dr. Ballard mostrava al mondo l&#8217;aspetto di un <em>black smoker<\/em> particolarmente imponente, ripreso a largo dell&#8217;arcipelago delle Galapagos. Pur mancando la struttura a pagoda del caso californiano, l&#8217;appartenenza alla stessa classe di fenomeni appare chiara.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una pausa drammatica ad effetto e una lieve flessione nel discorso, mentre le telecamere dell&#8217;avanzatissimo SuBastian vengono puntate da un lato, mostrando ci\u00f2 che circonda l&#8217;eccezionale <em>hotspot <\/em>alieno sotto la superficie increspata del Mar di Cortez. Ed \u00e8 allora che i nostri occhi possono venire a patti, dopo soltanto pochissimi istanti, con la presenza di quello che pu\u00f2 essere soltanto un pallone sgonfio, con sopra l&#8217;effige del personaggio disneyano di Elsa dal film Frozen. Mentre poco a lato, campeggiano buste di plastica, lattine abbandonate ricoperte di ruggine ed altre umane imprescindibili amenit\u00e0. <br>Ed \u00e8 questo, alla fine, ci\u00f2 che dovrebbe restarci maggiormente impresso nella memoria: non il cielo impossibile di un mondo conosciuto in anticipo, ma il chiaro segno della sua vicinanza che non abbiamo potuto fare a meno, nostro malgrado, di lasciare impresso al suo eccezionale cospetto. Come la Z di Zorro oppur l&#8217;Omega delle avverse circostanze. Poich\u00e9 non \u00e8 certo improbabile, nell&#8217;incipiente futuro, che al nostro effettivo sbarco presso i deserti disabitati di Marte inizi un processo di trasformazione che conduca anch&#8217;essi, presto o tardi, verso lo stesso destino di tutto quel che ci ha circondato. Fino a questo preciso momento della nostra storia di terrestri eternamente inconsapevoli e intenzionalmente disinformati. Ma un domani&#8230; Chiss\u00e0?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una tipica sequenza cardine di ogni racconto di fantascienza che si rispetti, quella in cui l&#8217;esploratore cosmico sbarcato dalla sua astronave mette piede sul suolo alieno di un distante pianeta, poco prima di guardare verso l&#8217;alto e&#8230; Segue descrizione di un diverso cielo: spesse volte, caratterizzato dalla presenza di astri multipli, come una pluralit\u00e0 &#8230; <a title=\"Il paesaggio ultramondano di un diverso golfo della California\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=28013\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il paesaggio ultramondano di un diverso golfo della California\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,472,1224,681,2044,1105,194,195,249,4154,250,4155,1176,400,2010,78,2591,4153],"class_list":["post-28013","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-california","tag-eruzioni","tag-esplorazione","tag-fondali","tag-gas","tag-geologia","tag-luoghi-misteriosi","tag-mare","tag-mare-di-cortez","tag-messico","tag-metano","tag-microrganismi","tag-oceano","tag-ricerca","tag-scienza","tag-spedizioni","tag-vulcanismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28013","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28013"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28013\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28018,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28013\/revisions\/28018"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28013"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28013"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28013"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}