{"id":27805,"date":"2019-03-13T06:18:56","date_gmt":"2019-03-13T05:18:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=27805"},"modified":"2019-03-13T06:26:39","modified_gmt":"2019-03-13T05:26:39","slug":"non-pallottole-ma-mini-razzi-pistole-adatte-allepoca-spaziale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=27805","title":{"rendered":"Non pallottole ma mini-razzi: pistole adatte all&#8217;epoca spaziale"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/VdW8Trh_MGg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Gyrojet-Shoot-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27808\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Gyrojet-Shoot-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Gyrojet-Shoot-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Gyrojet-Shoot.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Soltanto perch\u00e9 una cosa viene fatta funzionare in un determinato modo, non significa che sia &#8220;l&#8217;unico adatto allo scopo&#8221;. In determinate circostanze, tuttavia, esso avrebbe costituito effettivamente l&#8217;approccio maggiormente idoneo alla finalit\u00e0 di partenza. In un momento imprecisato verso la fine degli anni &#8217;60, le cronache del crimine riportano di una rapina molto fuori dal comune: un uomo, ad oggi senza un nome o un volto, tent\u00f2 di defraudare degli incassi una stazione di servizio usando una grossa pistola rubata. Si trattava di un modello dall&#8217;aspetto particolarmente insolito, con forma squadrata, canna traforata e un peso decisamente inferiore alla media. Tuttavia l&#8217;uomo aveva avuto modo di provare l&#8217;arma in un poligono improvvisato, e l&#8217;aveva trovata soddisfacente e silenziosa, nonostante i colpi avessero una forma e un calibro assolutamente mai visti prima e tendessero talvolta a mancare il bersaglio. Al ritardo da parte del cassiere nel consegnargli il maltolto, dunque, il criminale fece la scelta scellerata di puntargli addosso l&#8217;arma a una distanza estremamente ravvicinata, al fine di sparargli non una, non due, bens\u00ec addirittura sei volte. Ebbene ora non ci \u00e8 noto, esattamente, in quali parti del corpo l&#8217;implemento letale venne indotto a scatenare la sua furia, bench\u00e9 si trattasse di arti, corpo o perch\u00e9 no, la testa, il risultato fu lo stesso: ciascun singolo proiettile impatt\u00f2 senz&#8217;alcun tipo di conseguenza. Come se la vittima di un cos\u00ec efferato tentativo d&#8217;omicidio, in effetti, fosse un parente prossimo di Superman, l&#8217;uomo d&#8217;acciaio in persona. Naturalmente, non \u00e8 questa la ragione. Semplicemente, a sua insaputa, l&#8217;assassino stava utilizzando un tipo d&#8217;arma che aveva parametri d&#8217;impiego totalmente nuovi. Inclusa una distanza minima, necessaria affinch\u00e9 il proiettile potesse sufficientemente ACCELERARE.<br>Il mito delle Gyrojet, massimo livello raggiunto in fase progettuale dalla compagnia appassionata di razzi dell&#8217;epoca dello sbarco lunare (e collaborazioni con la NASA) MBAssociates, \u00e8 una di quelle storie tecnologiche che senza l&#8217;entusiasmo dei collezionisti e l&#8217;incrollabile passione statunitense rivolta a tutto ci\u00f2 che spara all&#8217;indirizzo di una preda, un bersaglio o un nemico della Costituzione Nazionale, sarebbe andata persa nelle nebbie del tempo, come esemplificato dalla famosa citazione di un anonimo funzionario della DARPA (l&#8217;Agenzia dei Progetti di Ricerca per la Difesa) che disse &#8220;[&#8230;] Proprio come il Gyrojet. Se il bersaglio \u00e8 abbastanza vicino da riuscire a colpirlo, non potrai ucciderlo. Se \u00e8 abbastanza lontano da ucciderlo [e tira il vento, nda] non riuscirai a colpirlo&#8230;&#8221; Detto questo, simili pistole, carabine e fucili d&#8217;assalto furono prodotti in quantit\u00e0 tutt&#8217;altro che trascurabili e persino utilizzati durante la guerra del Vietnam, a causa di alcuni punti di forza estremamente rappresentativi: abbiamo gi\u00e0 citato la loro silenziosit\u00e0 e la relativa semplicit\u00e0 e compattezza dell&#8217;arma, spesso costruita in una lega di zinco dal nome di Zamac. A tutto ci\u00f2 aggiungete un&#8217;efficacia che aumentava, piuttosto che diminuire con la distanza, sfoggiando una velocit\u00e0 raggiunta dal proiettile in condizioni ideali di 1.250 fps (380 metri al secondo) ovvero circa il doppio di un equivalente munizione calibro .45 ACP. Ma erano proprio il raggiungimento di tali circostanze, a condizionare maggiormente l&#8217;effettiva adozione su larga scala delle armi basate sul principio del Gyrojet. Poich\u00e9 come probabilmente gi\u00e0 saprete, un razzo grande o piccolo raggiunge la velocit\u00e0 massima appena dopo l&#8217;esaurimento del carburante. Il che poteva effettivamente richiedere, per la versione di un tale implemento da 13 mm di diametro, ehm, volevo dire calibro, esattamente 0,12 secondi. Ovvero 45 centimetri, prima dei quali, l&#8217;energia cinetica sviluppata dal mini-razzo \u00e8 totalmente trascurabile. Ovvero in linea teorica, la vittima della rapina succitata avrebbe potuto mettere la mano direttamente di fronte alla canna dell&#8217;arma del suo aguzzino, fermando il colpo con la sola forza delle sue mani. Il che costituiva un problema niente affatto trascurabile, per un&#8217;arma concepita per la difesa personale come una pistola. Non che le versioni a canna lunga dello stesso metodo, in effetti, fossero del tutto prive di limitazioni&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/cJAXpyt8-oQ\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Gyrojet-Bullet-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27806\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Gyrojet-Bullet-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Gyrojet-Bullet-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Gyrojet-Bullet.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>In un segmento della serie su YouTube del celebre esperto di armi da fuoco TAOFLEDERMAUS, il collezionista Sean di Really Great Gear permise al mondo di conoscere la sua completa collezione di armi Gyrojet. Un&#8217;ottima occasione per conoscerne il funzionamento, ma anche analizzare l&#8217;efficacia del loro utilizzo effettivo.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il concetto di creare dei mini-razzi per l&#8217;impiego in campo bellico era stato gi\u00e0 stato approfondito a quell&#8217;epoca dalla MBAssociates, grazie all&#8217;ingegno dei due fondatori Robert Mainhardt e Art Biehl, che avevano lavorato assieme ad una serie di prototipi noti come Finjets e Lancejets: sostanzialmente, delle vere e proprie freccette balistiche, con alettoni ritraibili, scagliate all&#8217;indirizzo del bersaglio grazie all&#8217;uso di appositi dispositivi a forma di fucile. Proprio il metodo impiegato per assicurarsi che il colpo seguisse una traiettoria il pi\u00f9 possibile diritta, tuttavia, vennero giudicati implicare costi di realizzazione e complessit\u00e0 produttiva eccessivamente elevati, mentre la soluzione tradizionale di stabilizzare il colpo imprimendogli una rotazione grazie alla rigatura della canna risultava impercorribile, a causa della velocit\u00e0 troppo bassa in fase di accelerazione del dardo. Ecco dunque, l&#8217;idea geniale: includere non pi\u00f9 un singolo ugello nel proiettile\/astronave, bens\u00ec tre, orientati in modo lievemente obliquo, affinch\u00e9 il getto propulsivo degli stessi non collaborasse soltanto allo scopo di spingere innanzi il corpo principale verso il bersaglio; ma imprimesse nel contempo, ad esso, il moto di rotazione essenziale per riuscire a COLPIRLO. Funzionalit\u00e0 da cui veniva la parte &#8220;gyro&#8221; del nome, prelevata direttamente dal termine angolofono per il &#8220;giroscopio&#8221; mentre il termine &#8220;jet&#8221; rappresentava, in effetti, una mera scelta di marketing, dato che potendo funzionare anche in assenza di ossigeno tali armi avevano ben poco a che vedere col tipico motore degli aerei a reazione piuttosto che quello di un razzo Saturn V in viaggio verso la Luna. E proprio tale aspetto, oltre ad essere un loro punto di forza, costituiva l&#8217;ultima beffa della loro concezione: data infatti la massa estremamente ridotta, la leggerezza e il tempo necessario a raggiungere la velocit\u00e0 ideale, questi proiettili finivano piuttosto spesso per mancare il bersaglio, per il mero effetto di condizioni atmosferiche, come un lieve vento di traverso o comparabili perturbazioni impreviste. Il che vanificava in modo assai plausibile l&#8217;impiego, originariamente presunto, dei razzo-fucili come armi per tiratori di precisione o veri e proprio cecchini. Mentre un principio simile trova tutt&#8217;ora l&#8217;applicazione, per chiunque ne abbia la necessit\u00e0, nei razzi di segnalazione luminosi, un campo in cui non assolutamente necessario centrare il bersaglio.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RhQz9ByWJZo\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Gyrojet-Gun-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27807\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Gyrojet-Gun-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Gyrojet-Gun-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Gyrojet-Gun.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La pistola Gyrojet della MBA, per lo meno nella sua versione maggiormente pubblicizzata, non presentava alcun tipo di caricatore, richiedendo piuttosto d&#8217;inserire i grossi colpi uno ad uno dalla parte posteriore della &#8220;canna&#8221;. Ci\u00f2 doveva aver contribuito ulteriormente, senza alcun dubbio, al tenore surreale della succitata rapina.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Detto questo ad oggi, le armi a razzo rappresentano un momento in cui l&#8217;industria della difesa sembrava avviata su un percorso parallelo non equivalente. Lungo il quale, potenzialmente, le munizioni di questo tipo avrebbero forse raggiunto un costo sostenibile, piuttosto che gli oltre 50-100 dollari a pezzo che tendono a costare oggi, per chiunque sia abbastanza folle, o curioso da far fuoco con un simile apparato. Mentre le stesse armi, in origine piuttosto economiche nella loro semplicit\u00e0, hanno raggiunto e superato abbondantemente i 1.000 dollari essendo arrivate a costituire dei pezzi da collezione di pregio. E poi del resto, riuscite ad  immaginare la sensazione? Di premere un grilletto che piuttosto che far avanzare il cane di sparo, ne causa l&#8217;arretramento, spingendo il proiettile a reazione verso una spoletta di accensione elettrificata sul fondo della canna. <br>Affinch\u00e9 poi all&#8217;avanzare rotativo del mini-razzo, il suddetto implemento meccanico venga spostato nuovamente in posizione di sparo, mentre le nostre speranze di cogliere il segno vanno laggi\u00f9, dove nessuno \u00e8 mai giunto prima. E non a caso, simili pistole furono originariamente proposte dalla MBAssociates come l&#8217;ideale per la celebre serie fantascientifica di Star Trek. Per la quale vennero sconfitte dall&#8217;alternativa a raggio del pi\u00f9 fantascientifico Phaser a &#8220;rettificazione dell&#8217;energia&#8221; associate a un effetto sonoro che definire iconico, sarebbe riduttivo. Mentre almeno il personaggio intramontabile di James Bond, nel libro e film &#8220;Si vive solo due volte&#8221; (1964) le avrebbe effettivamente utilizzate su schermo, con il consueto notevole successo ai fini della propria missione. Ma quando sei l&#8217;uomo identificato con il nome in codice 007, c&#8217;\u00e8 ben poco che possa fermare la tua propensione al successo in ogni possibile frangente. Men che meno le idee bizzarre e controcorrente, di un periodo storico in cui ogni cosa doveva aspirare, in qualche maniera, all&#8217;esplorazione del cosmo infinito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Soltanto perch\u00e9 una cosa viene fatta funzionare in un determinato modo, non significa che sia &#8220;l&#8217;unico adatto allo scopo&#8221;. In determinate circostanze, tuttavia, esso avrebbe costituito effettivamente l&#8217;approccio maggiormente idoneo alla finalit\u00e0 di partenza. 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