{"id":27772,"date":"2019-03-08T06:30:16","date_gmt":"2019-03-08T05:30:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=27772"},"modified":"2019-03-08T06:30:34","modified_gmt":"2019-03-08T05:30:34","slug":"puerto-rico-fiorisce-lalbero-sacro-colpito-dalla-furia-delluragano-maria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=27772","title":{"rendered":"Puerto Rico: fiorisce l&#8217;albero sacro colpito dalla furia dell&#8217;uragano Maria"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/sUB6abO9Dok\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Ceiba-Tree-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27774\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Ceiba-Tree-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Ceiba-Tree-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Ceiba-Tree.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Palese \u00e8 la lieta novella, ripetuta dai giornali e televisioni locali dell&#8217;isola di Vieques, facente parte della singola nazione pi\u00f9 duramente colpita dalla potenza della natura risvegliatosi al termine di un tragico settembre 2017. &#8220;La luce elettrica non \u00e8 tornata quella di un tempo. Le strade sono ancora ostruite dai detriti. L&#8217;agricoltura \u00e8 in rovina. Ma il nostro familiare gigante, dall&#8217;et\u00e0 di almeno 400 anni e altrettanti cerchi nel suo tronco terribilmente spinoso, vivr\u00e0!&#8221; Con i suoi i rami completamente spogli da oltre 18 mesi, l&#8217;antico albero che aveva saputo attirare, per generazioni pressoch\u00e9 infinite, l&#8217;attenzione indivisa di un vasto pubblico di pipistrelli, principali impollinatori della sua specie, ha infatti prodotto in questo mese di marzo i suoi fiori cos\u00ec lungamente attesi. Affinch\u00e9 nella poltiglia di fango, petali e polline generosamente sparpagliata tutto attorno alle sue impressionanti ed alte radici essi possano tornare a far festa, sotto i rami pendenti per il peso del pi\u00f9 famoso tra tutti i baccelli imbottiti di un qualche tipo di &#8220;cotone&#8221;.  Non \u00e8 dunque certamente un caso, se nel suo areale che si estende tra l&#8217;America centro-meridionale e le coste d&#8217;Africa all&#8217;altro capo dei flutti, svariati esemplari di <em>Ceiba pentandra<\/em> abbiano assunto il ruolo di simboli di primaria importanza, raffigurati sulle bandiere, cantati negli inni e tratteggiati all&#8217;interno dei pi\u00f9 svariati sigilli nazionali. A partire da quello probabilmente pi\u00f9 famoso di tutti, attorno cui sarebbe sorta nel 1787 la citt\u00e0 africana di Freetown. Erano in 400, i guerrieri in fuga verso quella che sarebbe diventata, un giorno ancora lontano, la Sierra Leone&#8230;<br>&#8220;Ecco dunque che per la prima volta da molti anni, il sole tramonta sui vasti possedimenti dell&#8217;Impero Inglese.&#8221; La ricca flora dell&#8217;Africa Occidentale circondava il gruppo di schiavi liberati giunti all&#8217;altra estremit\u00e0 dell&#8217;Atlantico, fino alle coste del continente in cui erano nati e cresciuti i loro genitori. Un fal\u00f2 illuminava la piccola radura all&#8217;ombra dell&#8217;alto kapok, mentre il distante richiamo del colobo rosso riecheggiava tra fronde distanti. Un distante cuculo smeraldo, appena visibile nel cielo crepuscolare, creava un proporzionato contrasto con l&#8217;indistinta sagoma del monte Bintumani. La grande Guerra Rivoluzionaria, ormai, soltanto un ricordo lontano, persino per loro che avevano combattuto sotto il segno dell&#8217;Union Jack. E non tanto perch\u00e9 credessero in quella causa, di un&#8217;America mantenuta sotto il giogo di coloro che l&#8217;avevano colonizzata. Quanto perch\u00e9 facendo seguito a ragioni di convenienza per lo pi\u00f9 politica, i portatori delle giubbe rosse avevano promesso che avrebbero spezzato le loro catene. E passando temporaneamente per la provincia marittima candese di Nova Scotia, nonostante la dura sconfitta, cos\u00ec fu. Eppur nessuno dei cosiddetti Black Loyalist, soldati per obbligo e non per scelta, ebbe modo di sentirsi davvero a casa, finch\u00e9 approdata la loro nave prossima all&#8217;obsolescenza, non ebbe modo di riposarsi all&#8217;ombra del principale esempio della natura in grado di unire coste distanti, grazie alla propagazione in lungo e in largo del materiale genetico vegetale su questa Terra.<br>Che si scelga dunque di chiamarlo Bana, Kapok, Kekabu, Fromager o persino Kutashalmali, come si usa fare nelle terre d&#8217;India dove grazie alla mano dell&#8217;uomo, ha ormai trovato terreno fertile da parecchi anni, non lo si pu\u00f2 certamente negare: questo \u00e8 un&#8217;albero che unisce ma non divide. Che fornisce ma non chiede. E che nonostante l&#8217;elevazione di fino a 70 metri, cos\u00ec potenzialmente vulnerabile alla forza del vento, sopravvive&#8230; Per sempre?<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/TxpUvrfNNuo\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Ceiba-Thorns-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27773\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Ceiba-Thorns-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Ceiba-Thorns-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Ceiba-Thorns.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Le impressionanti spine emergenti dalla corteccia degli alberi di kapok costituiscono uno strumento difensivo risalente ad epoche lontane, probabilmente concepito per impedire che piccoli animali possano scalarne il tronco. Non che i loro frutti o baccelli che dir si voglia, pieni di fibre oleose, risultino in qualsivoglia modo attraenti&#8230;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli arbusti di <em>Ceiba pentandra, <\/em>classificati in origine nella loro specifica famiglia delle <em>Bombacaceae<\/em> ma oggi ricollocati per associazione biologica tra le schiere delle <em>Malvaceae<\/em> (cacao, durian, cotone&#8230;) sono senz&#8217;ombra di dubbio, dunque, una presenza costante di molte zone tutt&#8217;altro che limitrofe nel vasto globo. Eppure riescono sempre, per una ragione o per l&#8217;altra, a non passare inosservate. A partire dalla parte bassa del tronco, sorretto da una particolare struttura di radici detta &#8220;a contrafforti&#8221; capaci di risalire fino all&#8217;altezza di 10 metri un po&#8217; come le omonime strutture di sostegno del Duomo di Milano, per poi penetrare nel sottosuolo alla profondit\u00e0 di 30 metri e pi\u00f9. Abbastanza per resistere agli oltre 200 Km\/h di un uragano come quello che si \u00e8 abbattuto su Puerto Rico, cos\u00ec come il tronco e i rami ricoperti di spine, per tanti anni, avevano resistito all&#8217;assalto dei pi\u00f9 diversi predatori quadrupedi, pi\u00f9 o meno nativi. Mentre tutt&#8217;altro fato era toccato almeno nel caso dello svettante simbolo dell&#8217;isola di Vieques, alle effettive fronde palmate della pianta, caratterizzate da un numero di diramazioni tra le 5 e le 9, completamente spazzati e dispersi per i territori battuti dalla devastazione. Ora l&#8217;albero di kapok, per sua implicita natura, si avvale di un processo del suo organismo per cui in assenza di condizioni ideali, non produce pi\u00f9 gemme n\u00e9 fiori di alcun tipo, fino al recupero delle forze necessarie a sostenere un simile sforzo. Ragion per cui, dal passaggio e il successivo diradarsi della furiosa Maria, nessuno avrebbe saputo dire, in tutta coscienza, se l&#8217;albero avrebbe trovato il desiderio e la forza di tornare com&#8217;era prima.<br>Questa capacit\u00e0 di restare in bilico tra il mondo attuale ed il prossimo aveva lungamente figurato, del resto,  tra le caratteristiche pi\u00f9 largamente associate da molti popoli pre-colombiani ad una delle piante pi\u00f9 alte ed impressionanti dei loro territori. Particolarmente tra i Maya, i quali erano soliti definirlo albero della Vita (e della Morte) con le radici piantate nell&#8217;aldil\u00e0 e le lunghe liane pendenti risalite dalle anime dei defunti, che terminata la loro penitenza potevano dirigersi verso le lande al di l\u00e0 del cielo. In area caraibica, successivamente, molte leggende nacquero attorno al puntuto tronco, tra cui quella delle isole di Trinidad e Tobago, secondo cui uno scaltro carpentiere aveva saputo costruire all&#8217;interno di un tale arbusto l&#8217;indecifrabile labirinto di sette stanze, creato con lo specifico scopo d&#8217;intrappolare il demone della morte Bazil. Simili alberi, inoltre, venivano considerati capaci di allontanare o qualche volta persino uccidere le streghe, come nel caso della temibile signora del voodoo Gang Gang Sara, che credendo di poter ancora viaggiare in volo fino alla distante terra d&#8217;Africa dopo la morte del marito, spicc\u00f2 un fiducioso balzo dai suoi rami pi\u00f9 alti. Ma poich\u00e9 aveva mangiato del cibo contenente il sale, precipit\u00f2 e mor\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/dMa_nOEWbic\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Kapok-Fiber-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27776\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Kapok-Fiber-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Kapok-Fiber-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Kapok-Fiber.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;industria delle fibre kapok, bench\u00e9 non vasta come quella del cotone tradizionale, costituisce un sostegno economico per particolari regioni dal clima adatto alla pianta, che cresce preferibilmente in ambienti tropicali. Come l&#8217;Asia Meridionale, dove da tempo viene coltivata con successo pi\u00f9 che mai evidente.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lungi dall&#8217;offrire un contributo meramente mitologico e folkloristico, ad ogni modo, l&#8217;albero del<em> C. pentandra<\/em> \u00e8 un&#8217;importante risorsa per molti dei popoli graziati dalla sua svettante ombra. Ci\u00f2 principalmente in funzione del gi\u00e0 citato baccello, prodotto in svariate centinaia di esemplari da ciascun singolo albero, incommestibile ma ricolmo di una fibra particolarmente sottile, chiamata cotone di Giava o qualche volta, semplicemente kapok. La quale, naturalmente anallergica e morbida, bench\u00e9 molto difficile da filare, \u00e8 stata usata per lungo tempo allo scopo di riempire galleggianti e salvagenti, portando indirettamente a riva una quantit\u00e0 incalcolabile di vite potenzialmente a rischio tra le onde marine. Mentre oggi che esistono le alternative sintetiche, trova la sua principale applicazione nell&#8217;imbottitura di cuscini, materassi e pupazzi di peluche particolarmente soffici, per i quali risulta utile e funzionale al di sopra di qualsiasi alternativa contemporanea. Mentre da molti millenni, paradossalmente, le trib\u00f9 indigene dell&#8217;Amazzonia la impiegano con sapienza per sigillare l&#8217;aria all&#8217;interno delle loro cerbottane, prima di scagliare un dardo di morte all&#8217;indirizzo di prede animali o guerrieri nemici.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/b47DVfxEq-0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Cotton-Tree-Freetown-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27775\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Cotton-Tree-Freetown-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Cotton-Tree-Freetown-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/03\/Cotton-Tree-Freetown.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;albero del cotone di Freetown \u00e8 un importante simbolo cittadino, alla pari della lupa di Roma, il leone macedone o la palma di Dubai. Ma in nessun luogo in cui tali alberi crescono, incluso Puerto Rico, la loro presenza risulta in qualche modo indesiderata.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gioia e giubilo, dunque, per il ritorno dell&#8217;alto e silenzioso testimone, di tanti secoli trascorsi da quando, in qualche maniera, il suo seme giunse fino a una terra ancora incontaminata dagli umani. Dove si spera che possa restare ancora a lungo, possibilmente garantendo la continuit\u00e0 della sua specie, nonostante l&#8217;antico sentimento di ammirazione stia assumendo tinte diseguali sulla base dei luoghi che si scelga di prendere in esame. \u00c8 dello scorso 2012, ad esempio, la notizia <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"del corriere dell'isola di Tobago (opens in a new tab)\" href=\"https:\/\/archive.is\/20130630103605\/http:\/\/www.thetobagonews.com\/opinion\/-Tobagos-Avatar--The-tree-of-life-141135673.html#selection-409.23-409.37\" target=\"_blank\">del corriere dell&#8217;isola di Tobago<\/a> secondo cui il consiglio cittadino di Scarborough stava meditando di abbattere un kapok, le cui massicce radici minacciavano di rovinare una costosa strada isolana usata per garantire la viabilit\u00e0 locale. Tutto ci\u00f2 tra le assai comprensibili, nonch\u00e9 diffuse proteste popolari. Quale sia il destino toccato a tale pianta, purtroppo, non ci \u00e8 (facilmente) noto. Immagino che basterebbe farsi un viaggetto da quelle parti? Ma almeno a partire da oggi, potremo contare sul sentimento positivo offerto dalla rinascita di un suo distante cugino all&#8217;altro lato dei Caraibi verso cui molti, per una ragione o per l&#8217;altra, avevano gi\u00e0 indirizzato l&#8217;ultimo dei saluti terreni. Perch\u00e9 ci\u00f2 che sfiorisce, finch\u00e9 c&#8217;\u00e8 vita, pu\u00f2 sempre tornare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palese \u00e8 la lieta novella, ripetuta dai giornali e televisioni locali dell&#8217;isola di Vieques, facente parte della singola nazione pi\u00f9 duramente colpita dalla potenza della natura risvegliatosi al termine di un tragico settembre 2017. &#8220;La luce elettrica non \u00e8 tornata quella di un tempo. Le strade sono ancora ostruite dai detriti. L&#8217;agricoltura \u00e8 in rovina. &#8230; <a title=\"Puerto Rico: fiorisce l&#8217;albero sacro colpito dalla furia dell&#8217;uragano Maria\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=27772\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Puerto Rico: fiorisce l&#8217;albero sacro colpito dalla furia dell&#8217;uragano Maria\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[246,451,4061,905,3364,1536,374,381,1617,965,1381,2373,72,475,4060,4062,1442,71,3243,615],"class_list":["post-27772","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-africa","tag-alberi","tag-baccelli","tag-caraibi","tag-cotone","tag-dal-mondo","tag-disastri","tag-fiori","tag-frutti","tag-isole","tag-leggende","tag-luoghi","tag-mitologia","tag-notizie","tag-puerto-rico","tag-sierra-leone","tag-spine","tag-storia","tag-uragani","tag-vegetali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27772","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27772"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27772\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27777,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27772\/revisions\/27777"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27772"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27772"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27772"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}