{"id":27652,"date":"2019-02-19T06:20:00","date_gmt":"2019-02-19T05:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=27652"},"modified":"2019-02-19T06:20:16","modified_gmt":"2019-02-19T05:20:16","slug":"kiribati-la-nazione-che-rischia-di-sparire-con-lalta-marea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=27652","title":{"rendered":"Kiribati, la nazione che rischia di sparire con l&#8217;alta marea"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/MUWpRF-SofQ\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/02\/Kiribati-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27655\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/02\/Kiribati-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/02\/Kiribati-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/02\/Kiribati.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In un apocalittico istante sullo stretto istmo di terra che separa Parigi e Londra, il complicato incastro acquatico che separa arbitrariamente il Pacifico Meridionale da quello Settentrionale sembr\u00f2 contrarsi, quindi espandersi ricoprendo l&#8217;unica strada asfaltata di un&#8217;intera comunit\u00e0 di 120.000 persone. Non pensiate neanche per un attimo, tuttavia, che tali nomi abbiano lo scopo d&#8217;indicare spazi affini a quelli delle omonime grandi capitali europee. Bens\u00ec piccole penisole, unite da uno stretto ponte di terra, ai margini di quella che l&#8217;esploratore spagnolo Hernando de Grijalva scelse di chiamare nel 1537 Acea. Ma che col tempo, avrebbe visto il proprio appellativo sugli atlanti trasformato in Christmas Island (Isola di Natale) quindi successivamente, secondo le regole fonetiche locali, in Kirimati. La risacca avanza un po&#8217; alla volta,  per poi trasformarsi in una vera e propria onda, sufficientemente alta da ignorare la banchina alta appena mezzo metro, attraversando letteralmente la linea tratteggiata che divide trasversalmente il tragitto per le poche automobili locali. Ci\u00f2 che avviene dopo, quindi, \u00e8 una vista al tempo stesso surreale e ben collaudata: l&#8217;Oceano si apre per accogliere se stesso. Indisturbata dall&#8217;aver attraversato una terra emersa dai confini sempre pi\u00f9 sfumati, l&#8217;onda procede per il suo tragitto verso l&#8217;infinito. Assieme ad essa, qualcosa d&#8217;insostituibile procede: il corpo in sabbia e terra di un&#8217;intero micro-universo, che potrebbe sopravvivere a un simile trattamento per i prossimi&#8230; 20, 30, 40 anni? Lapidi silenti a immota testimonianza, come pietre miliari circondate dalle correnti, qui restano le tombe dei soldati caduti in una delle pi\u00f9 sanguinose battaglie nel conflitto tra le forze americane e giapponesi. Quando tutto il resto sar\u00e0 sparito sotto i flutti, chi potr\u00e0 riuscire a conservarne la memoria?<br>Il fatto che occorre specificare quando si prende in considerazione il progressivo declino Atlantideo di svariate nazioni-arcipelago sperdute nel pi\u00f9 vasto spazio azzurro dei nostri mappamondi, tra cui quella pi\u00f9 spesso discussa \u00e8 anche la pi\u00f9 prossima all&#8217;annientamento, \u00e8 che non si tratta di un potenziale disastro nel remoto futuro di un&#8217;epoca impossibile da definire; ma un preciso evento, purtroppo non databile, concettualmente gi\u00e0 iscritto nell&#8217;annuario dell&#8217;oltre 85% di giovani sotto i 25 anni che vivono in questo luogo, molti dei quali sono pienamente coscienti di poter arrivare a costituire, un giorno, i primi esuli di un nazione affondata nella storia del pianeta Terra. Ed \u00e8 particolarmente chiara, nella mente di molti di loro, l&#8217;associazione ed ingiustizia fondamentale dell&#8217;intera questione: poich\u00e9 se esiste un centro nero responsabile dell&#8217;attuale situazione del mutamento climatico, con conseguente aumento del livello degli oceani, Kiribati \u00e8 forse il luogo pi\u00f9 distante da esso che si possa immaginare. Pur costituendo quello che, a conti fatti, risente maggiormente degli effetti maggiormente problematici della questione. Di documentari per approfondire la questione ne sono stati girati parecchi, molti dei quali liberamente disponibili online (si tratta, dopo tutto, di una &#8220;causa giusta&#8221;) e parecchie parole sono state spese dai pi\u00f9 celebri ed insigni portavoce del movimento ambientalista internazionale. Quest&#8217;isola, assieme all&#8217;arcipelago che gli fa da corollario, ha pi\u00f9 volte accolto ad esempio Leonardo di Caprio, accorato portavoce del suo dramma dinnanzi al vasto pubblico disposto a prestargli orecchio. Ma la pi\u00f9 cupa e orribile verit\u00e0 dell&#8217;intera questione, come eloquentemente esposto a pi\u00f9 riprese dall&#8217;ex-presidente di questo paese Anote Tong, \u00e8 che &#8220;&#8230;Abbiamo sorpassato l&#8217;epoca in cui era possibile fare qualcosa. La sparizione di Kiribati, ormai, \u00e8 certa. Per tentare di ritardare l&#8217;inevitabile, la gente pu\u00f2 contare unicamente sulle sue forze.&#8221; E proprio questo \u00e8 diventato una realt\u00e0 del quotidiano al di l\u00e0 di queste spiagge, perch\u00e9 come \u00e8 noto, la speranza \u00e8 l&#8217;ultima ad annegare. E qualche volta sopravvive addirittura, gorgogliando, a una cos\u00ec difficile prova&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/TZ0j6kr4ZJ0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/02\/Kiribati-Sea-Wall-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27654\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/02\/Kiribati-Sea-Wall-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/02\/Kiribati-Sea-Wall-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/02\/Kiribati-Sea-Wall.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Portato a termine di buona lena da questo gruppo di operosi lavoratori, il muro di corallo costituisce l&#8217;ultimo baluardo contro l&#8217;annientamento marittimo dell&#8217;unico luogo in cui abbiano mai vissuto. Le forme sovrapposte dell&#8217;intrico di scheletri riconsegnati dal mare assomigliano vagamente a un&#8217;avveniristica scultura moderna.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La realt\u00e0 di vivere in un luogo la cui elevazione massima non supera quella di un marciapiede, in cui un uragano di passaggio pu\u00f2 spazzare via intere propaggini di terra emersa come del resto \u00e8 capitato pi\u00f9 volte negli ultimi anni, comporta una serie di sacrifici dalla portata difficile da immaginare. Una delle esperienze spiacevoli pi\u00f9 spesso ripetute dagli abitanti di Tarawa ed Abaiang, due delle isole pi\u00f9 grandi e largamente popolate dell&#8217;intero arcipelago, \u00e8 quella di dover traferire la propria casa. Pi\u00f9 volte, in determinati casi, semplicemente perch\u00e9 il mare continuava a divorare le sabbiose coste, inseguendo le mura ricostruite sempre pi\u00f9 in direzione l&#8217;entroterra. Finch\u00e9 negli ultimi anni, l&#8217;applicazione di alcune tecniche operative pi\u00f9 moderne non ha iniziato a indurre sforzi collettivi, certe volte finanziati dal governo, per la costruzione di mura marittime finalizzate a ridurre l&#8217;erosione, con calce, cemento o addirittura scheletri di corallo ormai passato a miglior vita, prelevati direttamente sulla spiaggia durante la bassa marea. Con un risultato che per lo meno dal punto di vista estetico, non pu\u00f2 che essere definito rassicurante; alti bastioni, simili a una fortezza, costruiti tutto attorno alle piccole case o altre strutture d&#8217;importanza amministrativa. Ai margini degli assembramenti di palme da cocco coltivate per la produzione dello zucchero locale, una delle esportazioni pi\u00f9 importanti, nel frattempo le cose sembrano andare leggermente meglio: questo grazie alla propagazione indotta delle piante di mangrovie, alberi le cui radici aeree agiscono come una struttura solida ed impervia alla forza inarrestabile delle onde. Mentre incoraggiati da un cos\u00ec efficace risultato, gruppi autogestiti tentano di espandere quel bosco il pi\u00f9 possibile ai margini del centro abitato. Ma per creare qualcosa di simile occorrono (molti) anni. E nessuno sa, davvero, se un simile traguardo verr\u00e0 raggiunto in tempo utile a fare la differenza.<br>Nel frattempo, i pi\u00f9 previdenti pensano al futuro, cercando di ottenere in anticipo la cittadinanza come rifugiati dei pi\u00f9 prossimi e importanti paesi dell&#8217;area del Pacifico: l&#8217;Australia e le Hawaii statunitensi, bench\u00e9 le rispettive amministrazioni insistano sul fatto che sia ancora troppo presto per tentare di collaborare verso una soluzione, o chiedano in cambio concessioni spropositate per lo sfruttamento del pescoso tratto d&#8217;oceano circostante le isole di Kiribati. E qui non c&#8217;\u00e8 stato certamente nessuno di maggiormente previdente, a memoria d&#8217;uomo, del presidente di questa nazione tra il 2003 e il 2016 Anote Tong, fattosi pi\u00f9 volte portavoce, durante sessioni delle Nazioni Unite o altri eventi diplomatici di primaria importanza, del dramma vissuto dal suo popolo e l&#8217;incerto (o fin troppo certo) futuro che li aspetta tra un paio di generazioni al massimo. Costituendo, tra le altre cose, uno dei pi\u00f9 vasti parchi naturali marini del mondo nell&#8217;area di Phoenix Islands, con 480.250 Km quadrati, facendosi promotore della moratoria globale verso le emissioni carbonifere ed acquistando un certo numero di terreni presso il governo delle isole Figi, con l&#8217;obiettivo di usarli per costruire case nel momento in cui il suo popolo dovr\u00e0 lasciare in massa la terra nat\u00eca. Ma nonostante la celebrit\u00e0 acquisita e la risonanza di molte delle sue parole, come sappiamo fin troppo bene, tra il dire e il fare sussiste la stessa massa invalicabile che oggi minaccia la nazione di Kiribati. Quella che abbiamo l&#8217;abitudine di definire mare, se non addirittura Oceano. Perch\u00e9 le proporzioni contano, si sa&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/cIG7vt1ZPKE\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/02\/Kiribati-Anote-Tong-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27653\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/02\/Kiribati-Anote-Tong-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/02\/Kiribati-Anote-Tong-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/02\/Kiribati-Anote-Tong.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;ex-presidente di etnia parzialmente cinese Anote Tong \u00e8 stato definito addirittura dal musicista vincitore del Grammy Ricky Kej come &#8220;il Mahatma Gandhi del Pacifico&#8221; per l&#8217;importanza delle campagne mediatiche condotte e il tipo di messaggio ambientalista al centro della sua operativit\u00e0 politica. <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La drammatica vicenda della nazione isolana di Kiribati, con il suo ricco repertorio culturale e la storia che pu\u00f2 essere ripercorsa a ritroso per un periodo di oltre 2.000 anni, fino alla colonizzazione da parte di genti di derivazione samoana, pu\u00f2 servire ad uno scopo, almeno: ricordarci dell&#8217;imminenza di quel giorno, sempre pi\u00f9 vicino, in cui l&#8217;intera societ\u00e0 umana dovr\u00e0 essere salvata dalla natura, piuttosto che il contrario. Poich\u00e9 in questo universo di leggi fisiche che prevedono azione e reazione, non \u00e8 effettivamente possibile continuare a spingere nella stessa direzione senza che qualcosa, prima o poi, risponda coerentemente con uno sforzo pari ed opposto. Se non addirittura superiore, perch\u00e9 in fondo nello schema generale delle cose, che differenza fa?<br>Al ritirarsi dell&#8217;ennesima ondata verso la fine degli anni &#8217;90, Kiribati ebbe modo di svegliarsi con la pi\u00f9 amara delle sorprese: due intere isole, Abanuea e Tebua Tarawa (ironicamente, &#8220;la Spiaggia Eterna&#8221;) erano state completamente divorate dai flutti governati dal dio Nettuno. Da allora non ci sono state ulteriore perdite dalla portata comparabile, mentre le spiagge continuano a recedere in maniera costante. Il che, statisticamente, non pu\u00f2 che renderci sicuri di essere a un punto di svolta. Forse persino l&#8217;ultimo che possa essere segnato sugli annali, per quanto concerne la storia di un intero paese. Verso quell&#8217;evento lungamente atteso, che in molti potremmo scegliere di definire &#8220;l&#8217;inizio della fine.&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un apocalittico istante sullo stretto istmo di terra che separa Parigi e Londra, il complicato incastro acquatico che separa arbitrariamente il Pacifico Meridionale da quello Settentrionale sembr\u00f2 contrarsi, quindi espandersi ricoprendo l&#8217;unica strada asfaltata di un&#8217;intera comunit\u00e0 di 120.000 persone. Non pensiate neanche per un attimo, tuttavia, che tali nomi abbiano lo scopo d&#8217;indicare &#8230; <a title=\"Kiribati, la nazione che rischia di sparire con l&#8217;alta marea\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=27652\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Kiribati, la nazione che rischia di sparire con l&#8217;alta marea\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[410,228,312,1536,374,766,730,4017,965,2373,249,2552,1137,400,2725,889,2404,2864,768,1788],"class_list":["post-27652","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-acqua","tag-ambiente","tag-clima","tag-dal-mondo","tag-disastri","tag-futuro","tag-geografia","tag-inondazione","tag-isole","tag-luoghi","tag-mare","tag-mutamento-climatico","tag-nazioni","tag-oceano","tag-onde","tag-pericolo","tag-popolazione","tag-problemi","tag-societa","tag-spiagge"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27652","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27652"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27652\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27656,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27652\/revisions\/27656"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27652"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27652"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27652"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}