{"id":27317,"date":"2019-01-07T06:19:40","date_gmt":"2019-01-07T05:19:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=27317"},"modified":"2019-01-07T06:25:20","modified_gmt":"2019-01-07T05:25:20","slug":"gli-alberi-che-assorbono-loro-dal-sottosuolo-australiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=27317","title":{"rendered":"Gli alberi che assorbono l&#8217;oro dal sottosuolo australiano"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Mp4Umeduhuw\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/01\/Golden-Eucalyptus-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27319\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/01\/Golden-Eucalyptus-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/01\/Golden-Eucalyptus-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/01\/Golden-Eucalyptus.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;esperienza di percorrere questa particolare forma di deserto, inteso come vasto spazio disabitato e non del tutto arido a differenza del pi\u00f9 remoto entroterra, la parte sud-ovest dell&#8217;Australia pu\u00f2 talvolta offrire modo di sperimentare il pi\u00f9 imprevisto legame tra il concetto di miraggio e il mondo materiale della natura interpretata dall&#8217;occhio umano. Una mera conseguenza dell&#8217;alzare il proprio sguardo verso l&#8217;orizzonte, all&#8217;indirizzo delle intricate diramazioni di un albero di Jarrah solitario, per scorgere una luce lievemente cangiante ai margini delle sue foglie lanceolate. Nient&#8217;altro che un effetto, pi\u00f9 o meno diretto, dell&#8217;accesa luce solare che batte contro l&#8217;emisfero meridionale, producendo riflessi variabili tra il verde acceso, il rosso e lievi sfumature dorate. Eppure \u00e8 stato dimostrato gi\u00e0 nel remoto 2013, a partire da una ricerca condotta per conto dello CSIRO (Organizzazione di Ricerca Scientifica e Industriale del Commonwealth) dal geochimico Dr. Mel Lintern, che il pi\u00f9 prezioso dei metalli fin dall&#8217;epoca remota della nostra civilizzazione fa realmente atto di presenza in quelle foglie, in quantit\u00e0 infinitesimale ma sufficiente ad assolvere a uno scopo molto utile, per quanto ci \u00e8 dato di comprendere in potenza.<br>La questione del metallo identificato con il codice elementale AU che si mescola ad un organismo vegetale, entrando a far parte del suo tronco, rami e soprattutto foglie, rientra in una categoria dello scibile senz&#8217;altro in grado di lasciare sorpresi: ci\u00f2 perch\u00e9, come tanto eloquentemente descritto dallo scienziato russo Vladimir Vernadsky nel 1926 all&#8217;interno del suo famoso saggio La Biosfera, l&#8217;ordine acquisito del nostro mondo prevede una precisa suddivisione tra sfera Biotica (gli esseri viventi) Abiotica (minerali ed altri elementi) e la Noesi (spazio dei processi cognitivi umani) ciascuna delle quali influenzata in maniera variabile dai nostri desideri e proficui intenti. Come \u00e8 possibile dunque che una pianta, la pi\u00f9 &#8220;passiva&#8221; forma di vita immaginabile, abbia il coraggio, per non dire l&#8217;arroganza di oltrepassare un simile confine, mescolando i suoi stessi geni a ci\u00f2 che l&#8217;ordine della Creazione aveva precedentemente nascosto al di sotto della superficie percorribile dagli umani?<br>Ci\u00f2 che il team dell&#8217;abile scienziato ha quindi appreso, percorrendo la via suggerita da un sospetto grazie all&#8217;analisi spettrografica di alcune foglie raccolte a campione con le potenti microsonde a raggi X del Sincrotrone Australiano di Melbourne, \u00e8 che non soltanto ci\u00f2 poteva avvenire, ma non avrebbe potuto mancare di farlo. Per il tramite delle specifiche caratteristiche di alcune specie tra le 700 attestate dell&#8217;albero pi\u00f9 rappresentativo d&#8217;Oceania, prima fra tutte quella del succitato Jarrah (<em>Eucalyptus marginata<\/em>) con le sue radici capaci di spingersi, un poco alla volta, oltre l&#8217;impressionante profondit\u00e0 di 40 metri&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"381\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/01\/Gold-Tree-Research-500x381.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27318\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/01\/Gold-Tree-Research-500x381.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/01\/Gold-Tree-Research-768x586.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/01\/Gold-Tree-Research.jpg 1364w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption>Illustrazioni e diagrammi dallo studio del Dr. Lintern &#8211; <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Via (si apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/ncomms3614#ref14\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;idea di approfondire la questione \u00e8 dunque nata dalle specifiche caratteristiche del luogo preso in esame, ovvero i precedentemente accertati depositi aurei situati sotto le regioni di Freddo e Barns, non troppo distanti dalla citt\u00e0 di Kalgoorlie, pi\u00f9 volte inseriti in una logica d&#8217;estrazione mineraria e successivamente scartati perch\u00e9 troppo poco redditizi anche nella migliore delle ipotesi. Una questione, questa, che ha trovato riscontro in molte altre zone d&#8217;Australia, dove lo stesso studio del Dr. Lintern rileva un calo di circa il 45% della resa nel corso degli ultimi 10 anni: in parole povere, l&#8217;oro d&#8217;Australia si sta esaurendo. Il suo approccio risolutivo, dunque, parte da un concetto non del tutto nuovo, definito tradizionalmente biogeochimica, o per essere pi\u00f9 specifici nel caso singolare, fitogeochimica (dal greco antico \u03c6\u03c5\u03c4\u03cc\u03bd, pianta). Gi\u00e0 all&#8217;epoca di Atene &amp; Sparta i filosofi naturali avevano coltivato la credenza, talvolta non del tutto infondata, che determinate piante crescessero in corrispondenza di giacimenti utili, una credenza che si \u00e8 poi allargata all&#8217;intero mondo ellenistico delle conquiste Alessandrine. A seguito della restaurazione delle scienze classiche al termine del periodo di innovazione pi\u00f9 prettamente pragmatica noto come Medioevo, dunque, nessuno si preoccup\u00f2 di dare seguito a una tale misteriosa verit\u00e0. Soltanto in epoca moderna, finalmente ritrovata, tale disciplina sarebbe stata trasformata in una scienza propriamente detta per l&#8217;opera dell&#8217;ecologo inglese George Evelyn Hutchinson, che negli anni &#8217;30 dello scorso secolo seppe dimostrarsi capace di accertare la composizione chimica dei laghi attraverso la specifica flora e fauna contenuta al loro interno. Esperimenti del tutto simili, incidentalmente, erano stati compiuti proprio l&#8217;anno prima della pubblicazione sugli eucalipti (2012) da un&#8217;altro scienziato dello  <br>CSIRO, l&#8217;entomologo Aaron Stewart,  in relazione alle tracce d&#8217;oro contenute in alcuni nidi di termiti, trasportati al loro interno dagli insetti inconsapevoli nel corso del loro estro architettonico rinomato. E vi lascio immaginare quanto una simile possibilit\u00e0, di scoprire depositi nascosti senza l&#8217;impatto ambientale e l&#8217;importante spesa di trivellazioni esplorative, possa rivoluzionare l&#8217;industria della prospezione locale.<br>Il Dr. Lintern quindi, pur non citando alcun&#8217;altra specie di albero oltre al Jarrah (forse per mettere in evidenza come, almeno potenzialmente, tale utile situazione possa attestarsi anche con le specie diffuse in altri angoli d&#8217;Australia) si addentra in modo approfondito nella particolare configurazione del suolo oggetto dell&#8217;indagine, composto da uno strato di sabbia caolinitica sotto il rado manto erboso della prateria australiana, seguito da smectite e piccole tracce di quarzo. Ben al di sotto dei 10-20 metri normalmente percorsi dalle radici di un arbusto ragionevole, bench\u00e9 la continua necessit\u00e0 di far fronte a lunghi periodi privi di pioggia, come previsto dai loro specifici adattamenti evolutivi, porti gli eucalipti a raggiungere il sostrato saprolitico sottostante, dove dovrebbe trovarsi  (per quanto ci \u00e8 dato di capire) il deposito aureo di Freddo e Barns. Ci\u00f2 che avviene, a quel punto, \u00e8 il fenomeno mai precedentemente immaginato: le propaggini sotterranee dell&#8217;albero che entrano in contatto, in pi\u00f9 punti, con le minuscole particelle d&#8217;oro parzialmente dissolte nell&#8217;acqua sotterranea, finendo per assorbirle assieme a quest&#8217;ultima e introdurle all&#8217;interno del proprio organismo vegetale. Il che, inevitabilmente, finisce per costituire un problema.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/iaBGnPGswFI\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/01\/Golden-Root-System-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27320\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/01\/Golden-Root-System-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/01\/Golden-Root-System-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2019\/01\/Golden-Root-System.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Certo, se le particelle d&#8217;oro fossero davvero della dimensione animata in questo diagramma, la digestione delle foglie da parte di eventuali koala di passaggio risulterebbe ancor pi\u00f9 difficoltosa. Ma stiamo in realt\u00e0 parlando di depositi dall&#8217;ampiezza di pochi micron, appena una frazione di un capello umano.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La teoria del biochimico dello CSIRO sarebbe quindi quella, facilmente condivisibile, che un simile accumulo di metallo possa risultare tossico per la pianta. Ragione per cui quest&#8217;ultima, nel tentativo di liberarsene, fa l&#8217;unica cosa di cui \u00e8 capace: portarlo in alto, su fino alla parte superiore del suo corpo vegetale, ed accumularlo all&#8217;interno delle foglie, ovvero la parte sacrificabile per definizione, spesso trasportata via dal vento o consumata da varie specie animali. In quantit\u00e0 ragionevolmente minime, visto come gli studi portati avanti con le microsonde abbiano evidenziato la necessit\u00e0 di tutto l&#8217;oro contenuto in circa 200 alberi per la produzione di un singolo anello da portare al dito. Ragion per cui l&#8217;ipotesi esteticamente affascinante di un trattamento capace di estrarre l&#8217;oro direttamente dalle fronde rivolte al cielo non pu\u00f2 che naufragare sul nascere, dinnanzi all&#8217;evidente non percorribilit\u00e0 economica di una tale strada.<br>Mentre straordinariamente rilevante ed attuale continua ad apparire il tentativo d&#8217;individuare NUOVI giacimenti, attraverso l&#8217;analisi sistematica di macchie o foreste. Un metodo che l&#8217;industria mineraria australiana si sta gi\u00e0 dimostrando pi\u00f9 che mai intenzionata ad approfondire, come evidenziato dalla <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"notizia dello scorso agosto (si apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.abc.net.au\/news\/rural\/2018-08-07\/gold-exploration-company-reads-tree-leaves\/10079148\" target=\"_blank\">notizia dello scorso agosto<\/a> secondo cui la compagnia Marmota l&#8217;avrebbe impiegato in maniera sistematica per identificare i confini di un sito nell&#8217;Australia Meridionale in prossimit\u00e0 della cittadina di Coober Pedy. Con risultati che non ci vengono descritti ma possiamo facilmente presumere risultino di chiaro interesse.<br>\u00c8 perci\u00f2 in un certo senso ironico, per non dire preoccupante, che proprio la capacit\u00e0 di adattamento di questi alberi capaci di sopravvivere persino ai pi\u00f9 frequenti incendi boschivi possa ridefinire la loro utilit\u00e0 agli occhi del pi\u00f9 pericoloso rappresentante della biosfera terrestre. Poich\u00e9 per ogni foglia usata per trovare un nuovo giacimento, ruspe, scavatrici ed altri macchinari, accorreranno prontamente nella zona interessata. Portando a un chiaro quanto inevitabile rischio di perdere l&#8217;accesso alle loro stesse radici vegetali. Finch\u00e9 un giorno, finalmente soddisfatti, avremmo tutto l&#8217;oro che potremmo mai giungere a desiderare&#8230; E neanche un albero in vista, nel raggio d&#8217;infiniti territori erbosi. Una situazione capace di togliere il fiato (e l&#8217;ossigeno) ad ogni discendente dell&#8217;attuale consorzio umano, soltanto convenzionalmente definito con il termine di &#8220;civilt\u00e0&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;esperienza di percorrere questa particolare forma di deserto, inteso come vasto spazio disabitato e non del tutto arido a differenza del pi\u00f9 remoto entroterra, la parte sud-ovest dell&#8217;Australia pu\u00f2 talvolta offrire modo di sperimentare il pi\u00f9 imprevisto legame tra il concetto di miraggio e il mondo materiale della natura interpretata dall&#8217;occhio umano. Una mera conseguenza &#8230; <a title=\"Gli alberi che assorbono l&#8217;oro dal sottosuolo australiano\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=27317\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Gli alberi che assorbono l&#8217;oro dal sottosuolo australiano\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[451,315,3922,818,229,3924,3921,2153,194,562,876,1374,858,3923,2346,1366,2556,615],"class_list":["post-27317","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-alberi","tag-australia","tag-biogeochimica","tag-biologia","tag-chimica","tag-csiro","tag-elementi","tag-estrazione","tag-geologia","tag-minerali","tag-oro","tag-ricerche","tag-risorse","tag-sciena","tag-sostanze","tag-sottosuolo","tag-territorio","tag-vegetali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27317","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27317"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27317\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27322,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27317\/revisions\/27322"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27317"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27317"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27317"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}