{"id":27167,"date":"2018-12-16T06:21:53","date_gmt":"2018-12-16T05:21:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=27167"},"modified":"2018-12-16T06:28:47","modified_gmt":"2018-12-16T05:28:47","slug":"linsospettata-origine-dellaltra-spugna-naturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=27167","title":{"rendered":"L&#8217;insospettata origine dell&#8217;altra spugna naturale"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/0npaci7kPnA\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Luffa-Plant-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27169\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Luffa-Plant-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Luffa-Plant-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Luffa-Plant.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Squadrata ed irrealistica creatura degli abissi cos\u00ec come i suoi bizzarri e colorati amici (fatta eccezione per la sciuride sommozzatrice) Spongebob ha rappresentato per molti anni l&#8217;appropriata introduzione a un certo modo d&#8217;interpretare e scherzare sulla natura. Non a caso l&#8217;ideatore Stephen Hillburg, recentemente venuto a mancare all&#8217;et\u00e0 di soli 57 anni, annoverava nel suo curriculum una laurea in biologia marina e la partecipazione a numerosi corsi d&#8217;immersione, utili a capire l&#8217;atmosfera e il senso di scoperta che aspettano colui che ha voglia, ed il coraggio, di spingersi al di sotto degli strati visibili del mare. Ma il suo buffo personaggio, perennemente coinvolto nelle pi\u00f9 insolite peripezie, ha anche rappresentato per molti giovani americani e poi internazionali l&#8217;associazione di un concetto ad una forma: quella del pi\u00f9 tipico implemento, usato alternativamente per lavarsi o rendere brillanti i piatti e le stoviglie in cucina. Concetto pi\u00f9 che mai evidente nella lingua inglese, dove lo stesso termine generico <em>sponge <\/em>(spugna) \u00e8 in realt\u00e0 un antonomasia derivante dal mondo dei poriferi, esseri filtranti la cui vita estremamente sedentaria ha portato in molti ad inserirli erroneamente nell&#8217;insieme dei vegetali.<br>Detto questo e come in molti sanno, esistono le spugne in materiale plastico, quelle metalliche e poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;alternativa naturale. Che trovandosi in realt\u00e0 distante dal succitato parallelepipedo pu\u00f2 avere, essenzialmente, due modi diversi di presentarsi: tonda e globulare, ma per il resto non dissimile dall&#8217;amichevole Spongebob in colorazione e posizione dei pori, oppure un grosso oggetto oblungo, a volte tagliato in senso longitudinale per assolvere alle funzioni di un panno, estremamente leggero e dalla struttura marcatamente reticolare, il cui nome commerciale \u00e8 <em>loofah<\/em>. Per chi ha spirito d&#8217;osservazione dunque pur mancandogli la conoscenza, questa cosa appare in qualche modo fibrosa e impossibilmente remota dal tipo di esistenza che potremmo essere propensi ad associare al mare. Il che ha perfettamente senso, visto che siamo al cospetto dei resti essiccati di una cucurbitacea, in altri termini, la versione sovradimensionata di un cetriolo o una zucchina.<br>La\u00a0<em>Luffa aegyptiaca<\/em>, come scelse di chiamarla per primo il botanico tedesco Johann Vesling (1598 \u2013 1649) durante un suo viaggio nordafricano, una volta giunto per la prima volta a contatto con il notevole rampicante, capace di produrre un&#8217;attraente cascata di fiori gialli. Ma successivamente a quelli, sopratutto, l&#8217;impressionante peponide normalmente consumato dai locali, sempre attenti a rimuoverlo prima della maturazione conclusiva. Questo perch\u00e9, al momento in cui la pianta \u00e8 pronta a liberarsene col suo bagaglio carico di semi, la luffa \u00e8 ormai soltanto un ammasso di fibra totalmente incommestibile, coriaceo ed anche difficile da sbucciare. Il momento esatto in a qualcuno venne in mente che ci\u00f2 potesse avere un qualche tipo di funzione, dunque, resta ignoto, bench\u00e9 l&#8217;imprenditore statunitense Nathan Pauls di Reedley, California, sia pronto a collegare l&#8217;usanza alle importazioni dirette del prodotto dal Giappone nel periodo tra le due guerre, facendone una scoperta piuttosto recente del mercato globale. La Luffa dopo tutto, \u00e8 una pianta adatta ai climi tropicali, originaria dell&#8217;India e dell&#8217;Africa orientale, che anche qui da noi in Italia cresce soltanto al sud. Ci\u00f2 che in molti non avrebbero potuto sospettare, tuttavia, era che potesse costituire una fonte di guadagno destinata a durare cos\u00ec a lungo nel tempo&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/PlRNKNynkC0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Luffa-Preparation-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27170\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Luffa-Preparation-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Luffa-Preparation-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Luffa-Preparation.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>In Giappone la luffa prende il nome di\u00a0<em>hechima <\/em>(\u3078\u3061\u307e) con un uso puramente fonetico dell&#8217;alfabeto hiragana tipico della frutta ed ortaggi di provenienza nativa. Il suo uso storico, particolarmente nelle isole Nansei e nel Kyushu, \u00e8 sempre stato di tipo alimentare.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il mondo moderno \u00e8 un sinonimo di estrema semplicit\u00e0 procedurale: basta costruire uno stabilimento, procurarsi gli ingredienti polimerici, inserirli nello stampo costruito ad hoc e plasmare il tutto ad elevate temperature lungo una filiera produttiva che termina con la catena di montaggio, dove la forma intermedia della tipica spugna reticolare <em>loofah<\/em>\u00a0viene arrotolata su se stessa, cucita e connotata dall&#8217;aggiunta di una pratica cordicella. Oppure, chi \u00e8 davvero coraggioso pu\u00f2 piantare un seme ed aspettare sei mesi. Beh, sar\u00e0 meglio piantarne qualche dozzina&#8230;<br>Persino oggi, con il ripristino delle importazioni grazie ai moderni sistemi di trasporto, la coltivazione in casa della pianta di luffa rappresenta un hobby praticato assiduamente da chi \u00e8 tanto fortunato da avere un clima adatto (o spazio sufficiente in casa) attraverso modalit\u00e0 divulgate da svariati siti specializzati, letterali porte d&#8217;ingresso verso il mondo fantastico delle spugne di provenienza vegetale. Sia chiaro che non siamo, tuttavia, di fronte ad un proposito straordinariamente semplice. Entrambe le variet\u00e0 di luffa commercialmente rilevanti,\u00a0<em>L. aegyptiaca<\/em>\u00a0e\u00a0<em>L. acutangula<\/em>, impiegano oltre 20 giorni a sbucare dal terreno dopo aver piantato il seme, momento in cui diventa essenziale mettere a loro disposizione una struttura di sostegno in grado di sostenere il loro peso. E nonostante l&#8217;accelerazione dimostrata nel momento in cui la massa complessiva raggiunge il punto critico, un&#8217;attesa ragionevole prima del raccolto si configura attorno a un periodo di sei mesi. Ma il problema principale s&#8217;incontra solamente dopo, al primo tentativo di ottenere i grossi frutti, adeguatamente fecondati e carichi di semi: \u00e8 infatti possibile che su una singola pianta crescano soltanto fiori di genere maschile o femminile, rendendone essenzialmente impossibile la riproduzione. Mentre anche nell&#8217;ipotesi migliore, il trasferimento di polline dovrebbe idealmente essere portato a termine da api o calabroni, non sempre (ahim\u00e9) disponibili al momento del bisogno. L&#8217;alternativa dell&#8217;inseminazione manuale \u00e8 sempre percorribile, pur richiedendo una preparazione tecnica adeguata. Un&#8217;ulteriore sfida, dunque, dovr\u00e0 essere affrontata successivamente all&#8217;ora del raccolto&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/eL4oDxmeoOk\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Luffa-as-food-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27168\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Luffa-as-food-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Luffa-as-food-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Luffa-as-food.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La cuoca\u00a0Wendi Phan alle prese con una luffa pronta da mangiare, colta prima di raggiungere la secchezza della sua maturazione finale. L&#8217;aspetto dell&#8217;interno, verde e coriaceo, non appare particolarmente dissimile da quello di un gigantesco cetriolo.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Una luffa pronta ad essere trasformata in spugna si presenta come un tutt&#8217;uno quasi totalmente inscindibile, protetto da una buccia spessa e resistente. Non volendo o potendo quindi ricorrere alla tecnica tradizionale di metterla a bagno nell&#8217;acqua calda, tutto quello che resta da fare per tentare d&#8217;aprirla \u00e8 sbatterla con violenza a terra, calpestandola o colpendola con dei pugni. Se quest&#8217;ultima sar\u00e0 effettivamente matura al punto giusto, dunque, sull&#8217;involucro inizieranno a comparire delle crepe, dalle quali usciranno i numerosi semi e sfruttando le quali sar\u00e0 possibile iniziare a scartare un prodotto che risulter\u00e0, letteralmente, gi\u00e0 pronto all&#8217;uso. Il coltivatore coscienzioso avr\u00e0 tuttavia cura di lavarlo con un forte getto d&#8217;acqua, allo scopo di rimuovere anche l&#8217;ultima traccia di linfa vegetale, che potrebbe altrimenti tingere di verde il fibroso e quasi indistruttibile baccello.<br>Dal punto di vista degli usi possibili, il limite della luffa \u00e8 letteralmente dettato unicamente dalla fantasia degli umani. Essa costituisce infatti un tipo di spugna resistente ma non troppo ruvida, capace di esfoliare, detergere, strofinare. Se adeguatamente mantenuta, avendo cura di tenerla appesa in alto per un&#8217;adeguata asciugatura, riuscir\u00e0 a mantenere la forma e l&#8217;integrit\u00e0 per diversi mesi, anche senza gli specifici trattamenti chimici a cui viene sottoposta in ambito industriale. Molti praticanti individuali della coltivazione di un simile vegetale sono inoltre pronti a giurare sulla qualit\u00e0 maggiore della variante prodotta artigianalmente rispetto a quella importata, proprio perch\u00e9 priva del passaggio problematico della fumigazione, in grado di ridurre notevolmente le qualit\u00e0 innate di questa versione terrigena e rampicante dell&#8217;adolescenziale Spongebob.<br>Piante, animali, strumenti, cose: non siamo di fronte a nient&#8217;altro che una serie di parole. Attraverso le quali \u00e8 possibile alternativamente definire ci\u00f2 che riesce a colpirci con la potenziale funzionalit\u00e0 ed impiego. Chiunque sia stato il primo a pensare di sfruttare la luffa eccessivamente matura, probabilmente per un disguido di natura agricola o l&#8217;incontro occasionale nella foresta, non intuiva certo la complicata storia futura di quello che si stava apprestando a creare. \u00c8 tuttavia del tutto possibile, per quanto ci \u00e8 possibile sapere, che la voce arcana della saggezza ulteriore stesse sussurandogli all&#8217;orecchio &#8220;Forza, forza, provaci! Altrimenti, ti rimarr\u00e0 il dubbio di un&#8217;occasione perduta&#8221;.\u00a0 Esattamente lo stesso ideale che ha guidato per tanti anni la penna, e la fertile creativit\u00e0, dell&#8217;unico cartoon basato sulle avventure di un porifero marino.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/J9UF3RX4oaM\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Luffa-soap-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27171\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Luffa-soap-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Luffa-soap-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Luffa-soap.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Una tipica lavorazione commerciale della luffa prevede l&#8217;incapsulamento del baccello all&#8217;interno di una forma di sapone, creando l&#8217;unione perfetta di questi due assoluti classici della pulizia. Alla consumazione completa del detergente, quindi, rester\u00e0 una pratica spugnetta da sfruttare ancora per un lungo periodo, fino all&#8217;ora della disgregazione finale.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Squadrata ed irrealistica creatura degli abissi cos\u00ec come i suoi bizzarri e colorati amici (fatta eccezione per la sciuride sommozzatrice) Spongebob ha rappresentato per molti anni l&#8217;appropriata introduzione a un certo modo d&#8217;interpretare e scherzare sulla natura. Non a caso l&#8217;ideatore Stephen Hillburg, recentemente venuto a mancare all&#8217;et\u00e0 di soli 57 anni, annoverava nel suo &#8230; <a title=\"L&#8217;insospettata origine dell&#8217;altra spugna naturale\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=27167\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;insospettata origine dell&#8217;altra spugna naturale\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[232,228,3871,2621,3870,2704,233,136,3872,109,2275,190,3869,768,3868,97,3873,615,752],"class_list":["post-27167","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-agricoltura","tag-ambiente","tag-cetrioli","tag-coltivazione","tag-cucurbitacee","tag-fibre","tag-industria","tag-invenzioni","tag-luffa","tag-natura","tag-oggetti","tag-piante","tag-rampicanti","tag-societa","tag-spugne","tag-tecnologia","tag-tradziioni","tag-vegetali","tag-zucche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27167","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27167"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27167\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27175,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27167\/revisions\/27175"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27167"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27167"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27167"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}