{"id":27118,"date":"2018-12-10T06:33:03","date_gmt":"2018-12-10T05:33:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=27118"},"modified":"2018-12-10T06:36:41","modified_gmt":"2018-12-10T05:36:41","slug":"edgley-optica-il-potenziale-ritorno-di-una-libellula-per-tre-passeggeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=27118","title":{"rendered":"Edgley Optica: il ritorno di una libellula per tre passeggeri"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/iVr3u6E66EM\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Edgley-Optica-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27121\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Edgley-Optica-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Edgley-Optica-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Edgley-Optica.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Forma e funzione, il pi\u00f9 delle volte, trovano corrispondenza nel mondo dell&#8217;aviazione. Come dimostrato da una linea guida che pu\u00f2 applicarsi egualmente all&#8217;ambito naturale, per cui un qualcosa di affusolato \u00e8 immancabilmente svelto e agile, come un falco pellegrino, mentre un ponderoso cilindro dotato di ali finisce per corrispondere all&#8217;aquila reale, adeguatamente appesantita dal carico di una preda quadrupede ghermita tra l&#8217;erba delle pianure. Esiste tuttavia un campo in cui l&#8217;umana tendenza a presumere tende a seguire spunti d&#8217;analisi formalmente scorretti e questo sarebbe, senza lasciare la via metaforica, quello degli artropodi volanti. Insetti: imenotteri, ortotteri&#8230; Odonati &#8211; strana parola, quest&#8217;ultima! Quasi come se la creatura corrispondente, tipica esploratrice delle acque stagnanti con il suo duplice paio d&#8217;ali, appartenesse a un&#8217;insieme del tutto diverso nell&#8217;ambito delle creature sottodimensionate, un ordine antico e altrimenti dimenticato. E sapete qual&#8217;\u00e8 la parte migliore? Che effettivamente non siamo affatto lontano dalla realt\u00e0. Potremmo anzi dire d&#8217;averla centrata in pieno, sia per quanto riguarda l&#8217;essere, che l&#8217;aeroplano.<br>Gi\u00e0, perch\u00e9 sarebbe in effetti difficile, a distanza di esattamente 44 anni, tentare d&#8217;individuare a cosa stesse effettivamente pensando l&#8217;inventore e progettista aeronautico inglese\u00a0John Edgley, quando propose ai suoi finanziatori l&#8217;idea per l&#8217;Optica, il buffo velivolo &#8220;capace di sostituire l&#8217;elicottero&#8221; facendo fronte a un ampio catalogo di necessit\u00e0 e funzioni. Sarebbe stato difficile tuttavia non notare l&#8217;abitacolo vagamente sferoidale, con ampi pannelli tondi simili ad occhi composti, segu\u00ecto da una parte centrale il cui diametro ampliato ricorda quello dell&#8217;addome volante e le ali dritte e sottili con la duplicazione di un elemento diverso e quanto mai inaspettato: la coda (qui occorre ammetterlo: niente di simile esiste nel mondo degli animali). Ovvero un ventaglio di caratteristiche funzionali, ed aerodinamiche, finalizzate a garantire una velocit\u00e0 di volo continuativa di appena 130 Km\/h, abbastanza bassa da permettere di osservare il paesaggio in ogni sua minima caratteristica, o sorvegliare direttamente un principio d&#8217;incendio e\/o sospetto criminale.<br>Esattamente come il tipico mezzo a decollo verticale fornito della prototipica coppia di eliche eppure, impossibile negarlo, con alcuni vantaggi assolutamente rivoluzionari: tanto per cominciare, la stabilit\u00e0. E chiunque abbia mai puntato uno strumento scientifico o telecamera dal sedile passeggeri di un tale apparecchio, ben conosce le vibrazioni prodotte dal classico occhio-nei-cieli, tali da invalidare molti degli approcci pi\u00f9 approfonditi ai possibili sondaggi compiuti in volo. L&#8217;Optica risulta essere, inoltre, comparativamente assai pi\u00f9 silenzioso e SOPRATTUTTO, molto pi\u00f9 facile da pilotare. E questo \u00e8 il fondamentale nesso della questione perch\u00e9, come in molti tendono a sapere fin troppo bene, all&#8217;elicottero non piace affatto volare. Ragione per cui il suo pilota, ad ogni intervento sui comandi, deve apprestarsi a compensare almeno due tipi di derive mediante l&#8217;applicazione di forza su ciclico, collettivo e manetta della potenza, pena l&#8217;imminente perdita di controllo e conseguente schianto potenzialmente letale. Mentre pilotare un piccolo aereo come questo pu\u00f2 essere paragonato, sostanzialmente, al tenere il volante di un&#8217;automobile, bench\u00e9 le possibili complicazioni siano di un tipo a cui \u00e8 decisamente pi\u00f9 difficile porre rimedio. E caso vuole che fu proprio un problema di questo tipo, verificatosi alle origini della storia commerciale dell&#8217;Optica, a decretare il fallimento del sogno custodito dal suo creatore&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=iGPCOommZ90\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Edgley-Optica-Flight-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27119\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Edgley-Optica-Flight-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Edgley-Optica-Flight-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Edgley-Optica-Flight.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La visibilit\u00e0 concessa dalla cabina dell&#8217;Edgley Optica corrisponde a esattamente 270 gradi, inclusa una generosa finestra orientata verso il suolo. Da cui sottrarre unicamente la necessaria piantana della strumentazione di volo, concepita in maniera simile a quella del suo rivale, l&#8217;elicottero da perlustrazione civile.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Cose che potevano succedere, cose che non sono state, possibili bivi nel corso e l&#8217;incedere della storia. E una frequente duplicit\u00e0 di possibili risultanze che condiziona, volta per volta, l&#8217;intento creativo d&#8217;innumerevoli proposte comunque valide, alla linea di partenza. Cos\u00ec effettivamente, nel progetto originario di Edgley non poteva dirsi mancare alcunch\u00e9; a partire dall&#8217;ottimo motore\u00a0Lycoming O-320 da 260 cavalli, usato per alimentare l&#8217;elica intubata a cinque pale che si trova nel centro esatto del velivolo, concepita sulla base progettuale dei cosiddetti<em> pusher<\/em>, ovvero aerei che &#8220;spingono&#8221; se stessi, piuttosto che essere tirati in avanti dal propulsore. Il che era senz&#8217;altro fondamentale, per un approccio progettuale che si proponeva di sfidare l&#8217;assoluta visibilit\u00e0 dell&#8217;elicottero, grazie alla rimozione di qualsiasi ostruzione nella parte frontale. Bench\u00e9 persino una simile definizione atipica, a conti fatti, fallisca nel raccontare tutta la storia, almeno una volta considerato come l&#8217;impianto O-320, sostituito dopo il primo prototipo con un pi\u00f9 potente O-540, fosse stato in effetti collocato in posizione arretrata rispetto all&#8217;elica stessa, creando una sorta di <em>puller<\/em>\u00a0(configurazione &#8220;tirante&#8221;) che a sua volta spingeva l&#8217;abitacolo e tutto il resto dell&#8217;aereo.<br>Un altro tratto notevole dell&#8217;Optica, considerato di primaria importanza nel suo ruolo futuro presunto d&#8217;osservatore dei cieli, risulta essere l&#8217;eccezionale autonomia: fino a otto ore alla pi\u00f9 ridotta velocit\u00e0 di crociera, dimezzate a &#8220;soltanto&#8221; quattro per chi desiderasse mantenere il ritmo pi\u00f9 elevato di circa 200 Km\/h. Comunque sufficiente a garantire una riduzione dei costi assolutamente notevole rispetto a quella di una qualsiasi aerodina. Perch\u00e9 mai dunque, una volta acquistato lo spazio per produrlo in serie presso il campo di volo\u00a0Old Sarum nel campagnolo Wiltshire, il buon Edgley and\u00f2 incontro verso la fine degli anni &#8217;80 al fallimento e la successiva svendita dell&#8217;azienda? La casistica \u00e8 fondamentalmente duplice ed ahim\u00e9, davvero sfortunata. Il declino degli ordini, nonostante le numerose pubblicazioni entusiastiche da parte delle riviste di settore, raggiunse l&#8217;apice soltanto sei anni dopo il volo inaugurale condotto nel 1979, quando un pilota della polizia assieme al suo fotografo di bordo persero disgraziatamente la vita nella contea di Hampshire, per motivi che risultarono, in origine, particolarmente difficili da determinare. Soltanto a distanza di anni quindi fu decretato che doveva necessariamente essersi trattato di un errore umano, probabilmente dovuto alla forcella piuttosto ridotta tra la velocit\u00e0 di volo consigliata (130 Km\/h) e quella di stallo (100 Km\/h) dell&#8217;aeroplano, in effetti conduttiva, assieme al comfort elevato e il basso livello di rumore, ad un certo tipo di tragici errori. E se a quel punto il danno d&#8217;immagine era gi\u00e0 stato possibile affermare che il peggio doveva ancora venire. Cos\u00ec che nel 1987, improvvisamente, la catena di montaggio di Old Sarum and\u00f2 improvvisamente a fuoco, a causa di un presunto piromane, distruggendo un&#8217;abbondante met\u00e0 degli aerei che erano in stato d&#8217;ordine da parte di svariate istituzioni di polizia e (ironicamente) vigili del fuoco, ormai prossimi al completamento. Da questo colpo, la compagnia non si sarebbe mai pi\u00f9 ripresa.<br><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/97mdRB4zgvo\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Edgley-Optica-Slides-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27120\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Edgley-Optica-Slides-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Edgley-Optica-Slides-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/12\/Edgley-Optica-Slides.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Dei 22 Optica portati a termine prima del fallimento dell&#8217;azienda di Edgley, ne restano cinque tutt&#8217;ora operativi, posseduti da vari collezionisti e negli hangar dei dipartimenti antincendio in giro per il mondo. Uno di questi, con il numero identificativo\u00a0G-BOPO, \u00e8 tornato recentemente nelle mani del suo inventore.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il che ci porta rapidamente ai giorni nostri e in conseguenza di questo, a un rapido riassunto dei fatti intercorsi da allora. Dopo l&#8217;ultimo exploit della partecipazione di un esemplare al film con Mark Hammil del 1989,\u00a0<br>Slipstream, l&#8217;azienda venne liquidata ed acquistata dalla FLS Aerospace, che aveva progettato di rilanciare l&#8217;Optica assieme ad un altro progetto mai realizzato di Edgley, l&#8217;aereo da addestramento militare Sprint. Successivi problemi finanziari tuttavia portarono al fallimento del progetto ed una nuova vendita, a partire dalla quale i diritti di produzione dell&#8217;insolito aeroplano passarono da uno speculatore all&#8217;altro. Finch\u00e9 nel 2007, e questo non pu\u00f2 che essere definito come un vero colpo di scena, John Edgley stesso riusc\u00ec nuovamente ad acquistarli per una cifra trascurabile, fondando una nuova realt\u00e0 commerciale dal nome di AeroElvira. Per poi procurarsi, soltanto l&#8217;anno successivo, uno dei pochi esemplari di Optica ancora pienamente funzionanti ed iniziare a &#8220;sondare le acque&#8221; in vari show aeronautici, nel tentativo di trovare nuovi finanziatori. Un obiettivo raggiunto grazie all&#8217;aspetto e la performance dell&#8217;aereo, spesso confusi con quelli di avveniristici prototipi. A quanto riportano svariati articoli di settore, con il contributo della\u00a0InterFlight Global, che dovrebbe tornare a produrre in serie l&#8217;agile non-elicottero entro la fine del 2019.<br>Dimostrando almeno in linea teorica, che non importa quanto tempo possa essere trascorso dal momento in cui ci si \u00e8 ritrovati ad essere dei letterali &#8220;fossili viventi&#8221;, come vengono talvolta definiti i rappresentanti dell&#8217;ordine dei Paleoptera, ovvero le libellule e gli altri Odonati. Se l&#8217;idea di partenza era buona, sar\u00e0 sempre possibile risorgere dalle acque, tornando nuovamente a librarsi tra l&#8217;aere lieve e scrutare attorno col proprio occhio di sorveglianza, inerentemente superiore a quello di qualsivoglia drone.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forma e funzione, il pi\u00f9 delle volte, trovano corrispondenza nel mondo dell&#8217;aviazione. 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