{"id":27011,"date":"2018-11-27T06:15:05","date_gmt":"2018-11-27T05:15:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=27011"},"modified":"2018-11-27T06:15:05","modified_gmt":"2018-11-27T05:15:05","slug":"possibile-usare-un-paio-pattini-nella-foresta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=27011","title":{"rendered":"\u00c8 possibile usare un paio di pattini nella foresta?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/4UM3i_qAoSU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-27012 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Off-Road-Skating-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Off-Road-Skating-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Off-Road-Skating-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Off-Road-Skating.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si osserva la catena sportiva dei possibili controsensi, appare evidente che asfalto e Rollerblade costituiscono una coppia di concetti inscindibili, per cui l&#8217;uno perpetra l&#8217;altro, permettendo il realizzarsi dell&#8217;energia contenuta in ciascuna singola falcata dell&#8217;utilizzatore di turno. Eppure, tutto questo non pu\u00f2 essere soltanto un effetto speciale:\u00a0Dustin Werbeski, lo <em>skater<\/em> canadese di ritorno dopo tanti anni dall&#8217;epoca della sua nascita professionale in Spagna, che esplora i densi boschi circostanti la citt\u00e0 nat\u00eca di Vancouver, Canada. E per farlo sceglie di utilizzare, neanche a dirlo, le mercuriali scarpe che hanno contribuito a renderlo famoso, prima come fotografo e regista dell&#8217;operato altrui, poi in prima persona, a seguito della realizzazione che in effetti, poteva fare persino di meglio. Il mondo di quelli che oggi vengono definiti &#8220;sport d&#8217;azione&#8221;, come \u00e8 noto, costituisce un ambiente estremamente competitivo. Dove per emergere, la strada migliore va ricercata nella propria stessa capacit\u00e0 d&#8217;innovare e se possibile, sorprendere gli spettatori; il che comporta, il pi\u00f9 delle volte, il tentativo riuscito di cavalcare l&#8217;onda di un qualche progresso tecnologico e funzionale. Come quello, largamente sconosciuto al di fuori di un pubblico di appassionati, del pattinaggio in linea o<em>ff-road<\/em>.<br \/>\nLo sportivo racconta di aver conosciuto per la prima volta questa disciplina il giorno stesso del suo arrivo a Barcellona, intorno al 2012, quando l&#8217;azienda Powerslide di\u00a0Bindlach, in Baviera, aveva iniziato da poco il revival di un concetto che aveva in realt\u00e0 gi\u00e0 vissuto un&#8217;epoca d&#8217;oro negli anni &#8217;90, grazie all&#8217;opera della stessa antonomasia di settore, la Rollerblade. Chiamati in gergo <em>big wheel bladers<\/em>, questi pattini particolari facenti parte della collezione dell&#8217;amico\u00a0Oli Benet presentavano prestazioni tecniche decisamente al di sopra della media, con una struttura solida e ammortizzata, allacci estremamente rigidi e un punto particolare di rottura rispetto alla tradizione: tre ruote, invece di quattro, dal diametro quasi raddoppiato. Ora la dimensione di queste ultime, generalmente, costituisce nei pattini in linea un importante tratto di distinzione: poich\u00e9 fin da quando\u00a0Scott e Brenan Olson, i due giocatori di hockey del Minnesota che avevano trovato un modo per fare pratica in estate sostituendo le lame da ghiaccio della propria disciplina di provenienza, riuscirono a vendere la propria idea alla multinazionale di articoli sportivi italiana Roces nei primi anni &#8217;80, fu estremamente chiaro il concetto secondo cui ruote maggiorate comportassero una velocit\u00e0 raggiungibile superiore, ma anche maggiori difficolt\u00e0 nelle curve e al momento in cui diventava necessario fermarsi senza un significativo preavviso. Eppure col trascorrere degli anni ci\u00f2 che appariva adatto soltanto a dei veri professionisti divent\u00f2, gradualmente, lo standard accettato, facendo figurare pattini con diametri da 70 e 80 mm nei cataloghi ad uso generalista, laddove in origine venivano considerati l&#8217;ideale soltanto per il freestyle, le gare di velocit\u00e0 e lo slalom. Mentre in questi ultimi prendevano piede i pi\u00f9 moderni modelli da 100. E qualcuno sceglieva, di sua personale iniziativa, d&#8217;indossare qualcosa di ancora diverso. Ruote ai piedi capaci di superare abbondantemente i 125 mm per unit\u00e0, ritrovando in un certo senso quello che aveva costituito, ancor prima dell&#8217;epoca contemporanea, il significato stesso del mettersi i pattini ai piedi: scappare via dal chaos inquinato della citt\u00e0, oltre i confini stessi dell&#8217;asfalto. Per immergersi, attraverso la forza delle proprie stesse falcate energiche, nel regno selvaggio e incontaminato della natura.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_27014\" aria-describedby=\"caption-attachment-27014\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/blsa0OjnlZM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27014 size-medium\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Rollerblade-3WD-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Rollerblade-3WD-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Rollerblade-3WD-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Rollerblade-3WD.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-27014\" class=\"wp-caption-text\">I Rollerblade 3WD costituiscono un revival di quanto proposto originariamente con la linea Coyote, adeguati per le esigenze di un pubblico pi\u00f9 moderno. Il che ha incluso, incidentalmente, la riduzione delle ruote da 150 a 125 mm, imitando quanto fatto in precedenza dalla tedesca Powerslide.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Procedendo a ritroso nella storia pregressa del pattinaggio in linea fuoristrada, appare quindi evidente come insigne sperimentatrice la stessa Rollerblade con una linea destinata ad essere celebrata ancora per molti anni a venire: quella dei cosiddetti Coyotes, prodotti per la prima volta nel 1997 e pubblicizzati con una lunga serie di segmenti televisivi girati da alcuni dei migliori registi operativi nel settore. Pattini prodotti espressamente per l&#8217;uso su superfici diseguali e lo sterrato, dotati di tre ruote ciascuno dal diametro esatto di 150 mm, oggi considerato eccessivo persino per questa tipologia d&#8217;utilizzo. Estremamente difficili da usare, sopratutto in un&#8217;epoca in cui il pattinaggio di questa classe stava ancora prendendo piede tra il pubblico generalista, nonch\u00e9 inerentemente costosi (minimo 350-400 dollari al paio) la nuova interpretazione del concetto di spostamento con ruote non ebbe mai modo di prendere effettivamente piede, bench\u00e9 gli studiosi di marketing abbiano pi\u00f9 volte fatto notare l&#8217;importanza del ruolo degli <em>ambassador products<\/em>, proposte delle aziende concepite per dimostrare la loro efficienza tecnologica, aumentando la percezione pubblica dell&#8217;intero <em>brand<\/em>. Oggetti estremamente di nicchia nella loro stessa concezione e destinati a vendere relativamente poco, pur restando impressi pressoch\u00e9 a chiunque abbia anche soltanto un interesse passeggero nel concetto di partenza. E non \u00e8 certo un caso se ancora oggi, un paio di Coyotes in buono stato riesce a vendersi per il prezzo che aveva al momento del suo remoto lancio sul mercato, trattandosi di modelli sostanzialmente introvabili ed assai desiderati dal tipo pi\u00f9 affascinante di collezionisti: quelli intenzionati a farne un uso diretto, sui sentieri stessi del proprio sport preferito.<br \/>\nStando a quanto emerge da una ricerca online, tuttavia, il campo dei pattini in linea fuoristrada non risulta essere affatto cos\u00ec recente ma si pu\u00f2 anzi ricondurre, alquanto inaspettatamente, alle pi\u00f9 remote origini di tale disciplina.\u00a0Sam Nieswiski, cita nel suo libro Rollermania, <a href=\"http:\/\/www.online-skating.com\/articles-4336-maximiliaan-lodewijk-van-lede-netherlands-the-inventor-of-the-roller-skates-for-the-ground.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">come riportato da Alexandre Chartier&#8221;Alfathor&#8221; presso il blog Online-Skating<\/a>, la figura rinascimentale di\u00a0Maximiliaan Lodewijk Van Lede, artista e scultore belga naturalizzato francese, che nel 1789 ebbe modo d&#8217;inventare all&#8217;et\u00e0 di 30 anni a Parigi dei &#8220;pattini per il terreno&#8221; utili a spostarsi come da tempo si usava fare su ghiaccio, con ruote evidentemente di grosse dimensioni. Questo perch\u00e9 il concetto stesso di &#8220;strada&#8221; all&#8217;epoca sarebbe risultato ben diverso da quello odierno, e alcune illustrazioni co\u00e9ve ci permettono di conoscere un tipo di pattini dotati di due sole ruote ciascuno, ma assai probabilmente capaci di funzionare egregiamente anche sullo sterrato. Gli eventi incombenti della grande Rivoluzione, quindi, lo avrebbero costretto ad emigrare facendo ritorno al suo paese d&#8217;origine, dove si sarebbe mantenuto dipingendo quadri ad olio esportati verso l&#8217;Inghilterra fino alla sua morte nel 1834. Ma il sogno di lanciarsi in discesa in mezzo agli alberi, senz&#8217;altro veicolo che le proprie stesse calzature, non sarebbe certamente perito con lui&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_27013\" aria-describedby=\"caption-attachment-27013\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RjrK3L_OidY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27013 size-medium\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Old-Time-Ground-Skates-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Old-Time-Ground-Skates-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Old-Time-Ground-Skates-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Old-Time-Ground-Skates.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-27013\" class=\"wp-caption-text\">Questa bizzarra ripresa, prelevata dagli ampi archivi della British Pat\u00e9, mostra le imprese di un gruppo di gentiluomini dotati di &#8220;sci estivi&#8221;, sostanzialmente delle grosse ruote ai piedi, con tanto di pneumatici gommati adatti ad ogni tipo di terreno.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lezione che possiamo trarre dall&#8217;esperienza di\u00a0Dustin Werbeski, uno dei primi, nonch\u00e9 dei pochi professionisti operativi in modo specifico nel settore del pattinaggio fuoristrada, \u00e8 che l&#8217;unica gabbia che condizioni l&#8217;attivit\u00e0 creativa di un qualsiasi sportivo \u00e8 quella auto-imposta, sulla base di quanto siano riusciti a fare coloro che hanno disegnato determinati confini nel corso delle generazioni trascorse. Poich\u00e9 la differenza tra otto e sei ruote, in ultima analisi, \u00e8 talmente profonda da cambiare radicalmente ci\u00f2 che sia lecito anche soltanto PENSARE di fare con un paio di pattini ai piedi. E tornare indietro una volta trovata la propria dimensione espressiva ideale sarebbe non soltanto impensabile, ma addirittura controproducente.<br \/>\nUn significativo e responsabile appunto che potremmo muovergli, per lo meno in merito al video mostrato in apertura, realizzato per il suo sponsor ormai decennale Powerline, \u00e8 che allontanarsi dalla citt\u00e0 non ti esonera dal &#8220;dimenticare a casa&#8221; casco, ginocchiere &amp; co. L&#8217;asfalto \u00e8 gi\u00e0 sufficientemente ruvido, per non parlare della corteccia di un tipico abete canadese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si osserva la catena sportiva dei possibili controsensi, appare evidente che asfalto e Rollerblade costituiscono una coppia di concetti inscindibili, per cui l&#8217;uno perpetra l&#8217;altro, permettendo il realizzarsi dell&#8217;energia contenuta in ciascuna singola falcata dell&#8217;utilizzatore di turno. Eppure, tutto questo non pu\u00f2 essere soltanto un effetto speciale:\u00a0Dustin Werbeski, lo skater canadese di ritorno dopo &#8230; <a title=\"\u00c8 possibile usare un paio di pattini nella foresta?\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=27011\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su \u00c8 possibile usare un paio di pattini nella foresta?\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[2021,1045,683,219,506,205,136,3276,3827,846,3825,471,151,3826,71,649,97],"class_list":["post-27011","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-anni-90","tag-atleti","tag-avventura","tag-canada","tag-foresta","tag-fuoristrada","tag-invenzioni","tag-pattinaggio","tag-pattini-in-linea","tag-rischio","tag-rollerblade","tag-ruote","tag-sport","tag-sterrato","tag-storia","tag-tecnica","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27011","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27011"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27011\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27015,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27011\/revisions\/27015"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27011"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27011"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27011"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}