{"id":26917,"date":"2018-11-13T06:24:13","date_gmt":"2018-11-13T05:24:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26917"},"modified":"2018-11-13T06:24:49","modified_gmt":"2018-11-13T05:24:49","slug":"lambiente-ultra-competitivo-delle-carote-competizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26917","title":{"rendered":"L&#8217;ambiente ultra competitivo delle carote da competizione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3HW8RuErzLY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26920 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Show-Carrot-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Show-Carrot-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Show-Carrot-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Show-Carrot.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per sei mesi ti abbiamo aspettato. Dopo aver lungamente sperato&#8230; Dal pubblico in sala, si ode in boato: &#8220;La spada non \u00e8 pi\u00f9 nella roccia; Re d&#8217;Inghilterra, Re d&#8217;Inghilterra!&#8221; Da quel giorno, egli fu nominato.\u00a0 Al supermercato, non ci \u00e8 pi\u00f9 andato. Di un arancione profondo come il mare, questo \u00e8 lo strale. Che sacro pugnale! L&#8217;arma finale. Dritta e la carota, stretta e la scia. Credo che meglio, non ve ne sia? Lo credevo&#8230; Il problema di chi percorre una strada verticalmente conica che dovrebbe condurre all&#8217;eccellenza, \u00e8 non soltanto il rischio d&#8217;incontrare ostacoli, buche profonde, deviazioni o tronchi caduti sul suo cammino. Bens\u00ec l&#8217;ascia affilata di quegli altri boscaioli, che lungi dal rimanere in attesa ai margini della situazione, faranno il possibile affinch\u00e9 alla fin della fiera, possa essere la LORO visione, il LORO trionfo a soverchiare ogni altro pretendente nei confronti di un trofeo orribilmente amb\u00ecto. Quello del miglior coltivatore di <em>allotment\u00a0<\/em>(termine che significa letteralmente &#8220;appezzamento di terra&#8221;) ad aver dimostrato un sincero e duraturo interesse nei confronti della\u00a0<em>Daucus carota<\/em>, pianta delle ombrellifere che abbiamo associato a tal punto all&#8217;utilizzo tipico nelle nostre cucine, che ormai nell&#8217;immaginario corrisponde essenzialmente a una sola cosa: il fittone centrale, ovvero la possente radice dal colore intenso, il cui sapore dolciastro appassiona uomini, donne, conigli e bambini. Niente fusto, fiore o frutto spinoso. Lasciando la percezione vaga di un qualche tipo di fronda verdognola, a cui il contadino dovrebbe idealmente attaccarsi e tirare, tirare una volta giunto il momento predestinato. Purch\u00e9 si tratti, in effetti, di un agricoltore per professione.<br \/>\nE sarebbe ben difficile approfondire la storia personale dell&#8217;autore e protagonista inglese del canale YouTube Allotment Diary, che senza pubblicizzare eccessivamente il suo vero nome, risulta titolare anche di un sito e una pagina Facebook sullo stesso tema. Il minimo indispensabile, insomma, affinch\u00e9 possa dirsi di lui che stia conducendo un&#8217;opera divulgativa, sui metodi migliori e le notevoli soddisfazioni che possiamo aspirare ad ottenere coltivando alcune delle pi\u00f9 notevoli qualit\u00e0 nascoste della natura. Chi avrebbe mai pensato, ad esempio, che la succitata radice gastronomicamente rilevante potesse raggiungere la lunghezza di una tipica <em>longsword<\/em> medievale, impugnata in battaglia dai pi\u00f9 celebri cavalieri della tavola rotonda? E con risultati altrettanto lodevoli per quanto riguarda l&#8217;alimentazione, sopratutto contro l&#8217;invecchiamento della pelle, le malattie del fegato, il cancro, le carenze d&#8217;emoglobina, le discontinuit\u00e0 della diuresi o quelle di natura intestinale. Cos\u00ec a tal punto viene generalmente lodata la straordinaria gamma di effetti positivi di una tale pietanza, che nella sua versione sovradimensionata verrebbe da credere di essere davanti a una sorta di alchemica panacea, una cura di tutti i mali corrispondente all&#8217;erba di mandragora, espressione antropomorfa dei misteri sotterranei della vegetazione.<br \/>\nChe una carota come questa non sia del tutto &#8220;normale&#8221;, come del resto tutt&#8217;altro che spontanea risulta essere la maturazione in appena sei mesi di molte variet\u00e0 artificiali di tale pianta, appare straordinariamente evidente. Eppure resterebbe chiaramente deluso chiunque dovesse pensare ad artifici di natura genetica, o alterazioni chimiche di quello che dovrebbe idealmente finire sul piatto dei fortunati consumatori. Poich\u00e9 dietro ogni grande ortaggio c&#8217;\u00e8 un grande creativo, e qui siamo di fronte a un creativo di nutrimento, nient&#8217;altro che quello, all&#8217;interno di una sorta d&#8217;incubatrice che la natura, in se stessa, non avrebbe mai potuto costituire&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_26918\" aria-describedby=\"caption-attachment-26918\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Ir65AqeftEc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26918 size-medium\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Heaviest-Carrot-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Heaviest-Carrot-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Heaviest-Carrot-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Heaviest-Carrot.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26918\" class=\"wp-caption-text\">Tony Glover e Peter Glazebrook mostrano con orgoglio, rispettivamente, la cipolla e la carota pi\u00f9 pesanti del campionato di verdura gigante di Harrowgate, in Inghilterra. Ma la perfezione estetica dell&#8217;ortaggio-Excalibur \u00e8 qui ben lontana dal trovare una riconferma&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo passo verso la creazione di una perfetta carota da show coltivata in <em>allotment<\/em>, secondo una sorta di consenso raggiunto dai praticanti di quest&#8217;arte online, consiste nel farla crescere al di sopra del livello del terreno. Il che non vuol dire, ovviamente, fuori dalla terra, bens\u00ec all&#8217;interno di un vaso, un barile o altro tipo di recipiente in cui disporre la terra propria miscela di terra attentamente calibrata. Questo perch\u00e9, affinch\u00e9 il fittone possa vantare la colorazione arancione intenso da sempre ammirata verso l&#8217;ora di pranzo, sopratutto nel caso in cui debba raggiungere dimensioni enormi, \u00e8 fondamentale che la pianta riceva la quantit\u00e0 massima di luce possibile in ogni momento. Un altro aspetto a cui prestare la massima attenzione \u00e8 quello di cosa, effettivamente, dovr\u00e0 fornire le sostanze nutritive a una tale magnifica radice. Secondo <a href=\"http:\/\/www.allotment-garden.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il portale di John Harrison<\/a>, altra personalit\u00e0 importante del settore con tanto di manuale pubblicato nel suo curriculum, c&#8217;\u00e8 una precisa ricetta per la terra da stipare nella suddetta camera d&#8217;incubazione, elaborata sulla base delle effettive necessit\u00e0 biologiche della\u00a0<em>Daucus carota,\u00a0<\/em>da lui studiate per una lunga parte della sua carriera professionale. Essa dovr\u00e0 dunque essere composta per tre quarti da torba acida di sfagno, un muschio estremamente leggero e permeabile, letteralmente perfetto affinch\u00e9 i nutrienti derivanti dal fertilizzante possano filtrare fino al centro del recipiente, dove trover\u00e0 posto il fittone della pianta. Per il rimanente quarto si consiglia invece di utilizzare sabbia e <em>loam<\/em> (terra grassa) del Wessex, potenzialmente sostituibile con prodotti analoghi di provenienze a noi pi\u00f9 vicine. Per quanto concerne invece la composta propriamente detta, le cose iniziano a farsi decisamente pi\u00f9 complicate. Un aspetto in merito al quale ogni coltivatore ha le sue preferenze, bench\u00e9 Harrison consigli con enfasi: 1 gallone di vermiculite, 6 once di <em>top dressing<\/em> (substrato da giardinaggio) 4 once di alga calcificata e 4 once di arenaria in polvere. Ma se il segreto finisse qui, probabilmente carote come quella del nostro video d&#8217;apertura comparirebbero occasionalmente nei migliori supermercati, rappresentando nei fatti una vista tutt&#8217;altro che eccezionale. Giacch\u00e9 il vero problema dell&#8217;intera questione, come potreste aver desunto dalla seconda immagine della fiera di\u00a0Harrowgate, \u00e8 la forma.<br \/>\nContorte escrescenze che si rincorrono nella sempiterna oscurit\u00e0 sotterranea, alla faticosa ricerca di&#8230; Qualcosa. Da consumare, risucchiare, integrare nel proprio stesso essere mostruoso. Siamo radici: ben pi\u00f9 spaventose, a vedersi, dei nostri lontani parenti di superficie, i rami. E se pure la natura ha fatto omaggio alla pianta ombrellifera per non-eccellenza di un singolo elegante fittone, questo non significa che, ricevendo sufficiente incoraggiamento, questo debba rinunciare ad espandersi nel solo modo che gli \u00e8 concesso: in tutte le direzioni. Ecco perch\u00e9 le carote eccessivamente grandi non hanno mercato, assomigliando a mostruosi mutanti del sottosuolo di Chernobyl o cuori di licantropi abbandonati da una qualche spietata fattucchiera. Ed ecco anche dove risulta possibile misurare l&#8217;abilit\u00e0 del coltivatore che si scelga, ogni volta, di prendere in considerazione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_26919\" aria-describedby=\"caption-attachment-26919\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_qspaI8gF1c\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26919 size-medium\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Long-Carrot-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Long-Carrot-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Long-Carrot-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/11\/Long-Carrot.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26919\" class=\"wp-caption-text\">Joe Atherton \u00e8 l&#8217;attuale detentore secondo il Guinness dei Primati del record di carota e rapa pi\u00f9 lunghe al mondo, grazie a uno speciale metodo che gli ha permesso di favorire la crescita del &#8220;filo&#8221; finale delle due radici, creando una sua personale versione degli ortaggi, comunque attinente al tema di partenza.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affinch\u00e9 la carota non perda la sua forma e diventi pi\u00f9 simile a una mega-patata, dunque, occorre costringerla e direzionarla in maniera appropriata. Una mansione che prevede sempre, immancabilmente, lo scavo di un foro cilindrico in cui verranno concentrate le sostanze della composta, talvolta ricavato con un tubo di plastica o una sbarra di ferro, come un piede di porco. Il coltivatore dovr\u00e0 quindi inserire tale arnese direttamente nella torba precedentemente bagnata, e dopo averlo fatto ruotare ad arte, rimuoverlo prima d&#8217;inserire i semi. Esistono tuttavia scuole di pensiero, ampiamente attestate su Internet, secondo cui la maniera migliore per ottenere una carota dalla forma che possa dirsi realmente perfetta \u00e8 lasciare il succitato tubo all&#8217;interno della torba stessa, affinch\u00e9 l&#8217;unica fonte di nutrimento provenga dal basso e porti quindi il fittone ad estendersi in lunghezza, favorendo a quel punto il risultato maggiormente desiderabile per chi apprezza l&#8217;estetica, oltre alla funzione. Il che lascia intendere una costrizione alla crescita naturale della pianta che pu\u00f2 ricordare da vicino le metodologie dei bonsai giapponesi, richiedendo al coltivatore attenzioni ulteriori nella cura di quanto emerge dalla terra stessa, ovvero la pianta sovrastante, drammaticamente trascurata persino nelle aziende che fanno profitto dalla coltivazione della carota.<br \/>\nQualcosa di raro. Di magnifico. Di epico e indimenticabile: tutto questo, e molto altro, \u00e8 la carota gigante. Poich\u00e9 nessuno potr\u00e0 mai semplicemente affermare che &#8220;Si tratta di un semplice scherzo della natura&#8221; oppure &#8220;La mano dell&#8217;uomo ha lasciato di nuovo il segno&#8221; lasciando piuttosto spazio ad una visione interpretativa che nasce dall&#8217;unione di queste due correnti, verso un&#8217;unicum in cui svaniscono i confini e ogni centimetro diventa sinonimo di bellezza, color quinto pianeta del Sistema Solare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per sei mesi ti abbiamo aspettato. Dopo aver lungamente sperato&#8230; Dal pubblico in sala, si ode in boato: &#8220;La spada non \u00e8 pi\u00f9 nella roccia; Re d&#8217;Inghilterra, Re d&#8217;Inghilterra!&#8221; Da quel giorno, egli fu nominato.\u00a0 Al supermercato, non ci \u00e8 pi\u00f9 andato. Di un arancione profondo come il mare, questo \u00e8 lo strale. 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