{"id":26649,"date":"2018-10-05T06:37:59","date_gmt":"2018-10-05T04:37:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26649"},"modified":"2018-10-05T06:43:59","modified_gmt":"2018-10-05T04:43:59","slug":"fucili-dal-futuro-finita-lepoca-dei-bossoli-caricatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26649","title":{"rendered":"Fucili dal futuro: \u00e8 finita l&#8217;epoca dei bossoli e i caricatori?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/aMLXXMVeQak\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26650 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/FDM-L5-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/FDM-L5-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/FDM-L5-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/FDM-L5.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Armi capaci d&#8217;identificare geneticamente il proprietario che sparano munizioni tracciabili col GPS, dardi elettrici, biologici, intelligenti. Mirini automatici basati sulle reti neurali. Nanomacchine. Se raffrontiamo ci\u00f2 che \u00e8 stato capace di concepire il mondo dell&#8217;intrattenimento in materia di armi personali di piccolo calibro, rispetto agli effettivi progressi tecnologici in tale campo, \u00e8 inevitabile notare come addirittura l&#8217;esercito degli Stati Uniti utilizzi, al giorno d&#8217;oggi, un fucile di precisione del 1966 (M40) una pistola risalente al 1975 (Beretta M9)\u00a0una mitragliatrice leggera che \u00e8 stata sviluppata nel 1976 (M249) e ovviamente l&#8217;ormai mitico fucile M16, creato a partire dal &#8217;64 dalla mente operativa di Eugene Stoner, il personaggio di un ingegnere che, se soltanto la cultura occidentale fosse maggiormente simile a quella della Russia sovietica, avrebbe raggiunto prima della sua morte nel 1997 una fama e gloria comparabili a quelle di Mikhail Kalashnikov<em>, <\/em>l&#8217;inventore dell&#8217;omonimo fucile usato in tutti i principali paesi dell&#8217;ex-Blocco Orientale. La ragione di tutto questo in fondo \u00e8 facilmente desumibile dal contesto: l&#8217;arma da fuoco prototipica, in se stessa, non costituisce una macchina particolarmente complessa. Un mirino, un grilletto, una canna. Una camera di scoppio e un qualche meccanismo utile a inserire i colpi nel meccanismo funzionale a quello scopo soltanto: consegnarli a destinazione nel centro del bersaglio scelto dall&#8217;utilizzatore, di volta in volta. Ed \u00e8 cos\u00ec che i principali margini di miglioramento, da almeno 40 anni a questa parte, hanno trovato ragion d&#8217;essere nei campi periferici dell&#8217;affidabilit\u00e0, la solidit\u00e0, la modularit\u00e0 dei componenti. E non c&#8217;\u00e8 davvero ragione, per riuscire a garantire questo, di reinventare la proverbiale ruota. Non che in molti, si siano risparmiati dal fare un tentativo.<br \/>\nVeniamo, dunque, all&#8217;ultimo di questa serie di coraggiosi:\u00a0Martin Grier \u00e8 il giovane imprenditore e ingegnere della citt\u00e0 di Colorado Springs, contea di El Paso, che lavorando per svariati anni all&#8217;interno del suo garage, ha guadagnato recentemente fama internazionale, per il successo riscosso nelle fiere di settore dal suo prototipo del fucile FDM (Forward Defense Munitions) L5, dove il numero sembrerebbe corrispondere, in maniera non-accidentale, al numero di proiettili presenti all&#8217;interno di un singolo &#8220;blocco&#8221; del suddetto sistema operativo. Gi\u00e0, proprio cos\u00ec: blocco, esattamente come quelli della Lego o il videogame Minecraft. Poich\u00e9 l&#8217;idea di fondo, sostanzialmente, ruota intorno a una visione totalmente diversa di quale sia il modo migliore di abbinare, preparare e far esplodere ciascun colpo, con il primo rivoluzionario passo in avanti concettuale (o di lato?) dai tempi in cui vennero inventate le cartucce da Cristiano I, elettore di Sassonia nel tardo XVI secolo. In un campo non a caso d&#8217;intrattenimento sportivo, ovvero quello della caccia, proprio perch\u00e9 nei conflitti tra gli umani viene sempre preferito il metodo collaudato a quello avveniristico e difficile da prevedere. Eppure destinato, non di meno, a modificare profondamente il modo stesso in cui sarebbero state combattute le guerre future. Immaginate voi la differenza: niente pi\u00f9 polvere per il moschetto ad acciarino, contenuta all&#8217;interno dell&#8217;apposita borraccia, seguita dalla palla e l&#8217;uso di un lungo bastone per premere ogni cosa bene a fondo nell&#8217;alloggiamento. Ma un singolo involucro di carta! Gi\u00e0 contenente tutto il necessario. Qualcuno avrebbe addirittura potuto pensare di arrivare a caricarlo&#8230; Da dietro. E se soltanto quello stesso visionario, a un&#8217;epoca cos\u00ec remota, avesse potuto immaginare un progresso metallurgico tale da poter creare munizioni complete, ricoperte da uno strato metallico sottile poco meno di un millimetro (l&#8217;odierno bossolo) \u00e8 ragionevole pensare che la tecnologia delle armi da fuoco avrebbe fatto un balzo in avanti di svariate generazioni. Ed \u00e8 singolare che in questo momento, lo stesso suddetto Esercito, non-plus ultra di ogni organizzazione bellica mondiale, stia guardando con interesse ad un approccio funzionale che mira, sotto un certo punto di vista, ad aprire il suddetto contenitore e fare a meno della tara. Nella speranza, fondata, che ci\u00f2 possa permettere di fare fuoco in modo ancor pi\u00f9 rapido e preciso. Per non parlare di un altro aspetto decisamente interessante: sparare tutti e cinque i colpi allo stesso tempo, creando essenzialmente la prima versione a lunga gittata di un fucile a canna liscia, il celebrato <em>shotgun<\/em>.<br \/>\nSi chiamano colpi\u00a0<em>caseless<\/em> (senza bossolo) e non sono un concetto nuovo, trovando la loro prima espressione funzionale addirittura nel 1848, quando Walter Hunt, con le sue munizioni &#8220;Rocket Ball&#8221; pens\u00f2 di riempire uno spazio cavo ricavato nel retro di ciascun proiettile con polvere da sparo, dovendo tuttavia fare i conti con una potenza decisamente inferiore a quella delle armi convenzionali. Altri esperimenti, quindi, vennero compiuti dai tedeschi nel corso della seconda guerra mondiale, e successivamente verso la fine degli anni &#8217;60 dal produttore del Michigan di armi ad aria compressa Daisy, bench\u00e9 sia ragionevole affermare che la prima versione effettivamente utilizzabile in battaglia di un simile concetto sia provenuta nel 1968 dalla fabbrica della Germania Ovest Heckler &amp; Koch, con un&#8217;arma che se comparisse in un film di fantascienza, persino oggi, sembrerebbe probabilmente ancor pi\u00f9 avveniristica di un blaster di Guerre Stellari. Ma di problemi, ne aveva eccome&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_26652\" aria-describedby=\"caption-attachment-26652\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/E_didDgUjn0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26652 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/HK-G11-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/HK-G11-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/HK-G11-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/HK-G11.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26652\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;HK G11, soprannominato dai militari americani che ebbero il compito di testarlo attorno agli anni &#8217;80, &#8220;una scatola&#8221;. Ponderoso e poco maneggevole, con caricatori tanto lunghi da dover richiedere all&#8217;utilizzatore ipotetico una vera e propria faretra, come quella degli arcieri medievali.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 volte definito allo stesso tempo &#8220;sogno del fabbricante di munizioni&#8221; ed &#8220;incubo dell&#8217;ingegnere&#8221; il concetto di proiettili <em>caseless<\/em> \u00e8 sempre riuscita a suscitare un serpeggiante interesse, senza tuttavia guadagnarsi un posto di primo piano nel panorama delle armi a diffusione mondiale. Questo per un&#8217;ampia serie di ragioni, spesso connesse ad una filosofia di design che sembrava prescindere dai meriti considerati primari ai tempi dell&#8217;AK-47 e l&#8217;M-16 (semplicit\u00e0, modularit\u00e0, riparabilit\u00e0) a vantaggio di design complessi e stratificati, proni ad incepparsi e causare una vasta serie di problemi nelle mani della fanteria comune, ragionevolmente priva di addestramento specifico alla manutenzione approfondita delle proprie armi da fuoco. Ed \u00e8 perci\u00f2 anche in questo, che il fucile FDM L6 dell&#8217;inventore odierno si propone come rivoluzionario, riuscendo non soltanto ad essere composto da una quantit\u00e0 di parti mobili particolarmente ridotte, ma persino inferiori a quelle dei capolavori pluri-decennali di Stoner e\u00a0Kalashnikov.<br \/>\nQuesto perch\u00e9 il suo sistema di carica ed innesco, piuttosto che meccanico, funziona grazie all&#8217;uso di una semplice batteria al litio. Proprio cos\u00ec: stiamo parlando di un fucile che dopo ciascuna battaglia dovr\u00e0 essere attaccato alla corrente, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno che un comune cellulare. Fortunatamente, non tanto spesso: stiamo parlando, per intenderci, di circa 15.000 spari per ciascun pieno d&#8217;energia, pi\u00f9 che sufficienti a superare di numero la quantit\u00e0 di munizioni trasportate da un soldato nel corso di una singola situazione d&#8217;ingaggio. Un consumo ridotto che smentisce chiaramente l&#8217;impressione, comunque possibile in funzione dell&#8217;estetica insolita, di trovarsi di fronte a un&#8217;arma elettromagnetica o altra simile diavoleria. Siamo di fronte a un&#8217;arma che a dire il vero, funziona sulla base dello stesso principio di ogni altro fucile moderno, con la differenza che la camera di scoppio, piuttosto che all&#8217;interno della sua struttura della canna propriamente detta, si trova in ciascun blocco o &#8220;caricatore&#8221; che dir si voglia. Ed \u00e8 qui che inizia il punto veramente interessante: simili parallelepipedi di metallo, consegnati dalla fabbrica gi\u00e0 pronti all&#8217;uso e non concepiti per essere preparati dal soldato stesso, contengono ciascuno cinque proiettili <em>caseless<\/em>, nel senso che sono privi di bossolo individuale, ma al tempo stesso non propriamente tali, perch\u00e9 si potrebbe affermare che l&#8217;involucro sia il blocco stesso. Dotato, per ciascuno di essi, di detonatore piezoelettrico azionato dal sistema contenuto nell&#8217;arma, e una quantit\u00e0 di esplosivo sufficiente a proiettare i colpi a una velocit\u00e0 di circa 4.000 Km al secondo. Quindi una volta esauriti i cinque colpi di ciascun blocco, quest&#8217;ultimo verr\u00e0 espulso dall&#8217;altro lato del corpo dell&#8217;arma, lasciando idealmente il posto ad un secondo elemento identico e cos\u00ec via a seguire. I vantaggi di una simile soluzione sono gi\u00e0 inerentemente interessanti: in primo luogo, l&#8217;arma non potr\u00e0 surriscaldarsi, proprio perch\u00e9 il grosso del calore generato in caso di fuoco sostenuto verr\u00e0 espulsa con ciascun blocco una volta esauriti i colpi all&#8217;interno. Inoltre, la presenza di detonatori individuali unita al sistema di controllo elettrico dell&#8217;arma rende estremamente semplice selezionare modalit\u00e0 di fuoco sulla base di qualsiasi necessit\u00e0: singola, 3 colpi, 5 colpi o fuoco automatico. E la sostanziale novit\u00e0 dell&#8217;intera questione: fuoco multiplo. Questo perch\u00e9, come accennato in apertura, la canna dell&#8217;FDM L5 contiene in effetti non uno bens\u00ec quattro fori, ciascuno dei quali gi\u00e0 perfettamente allineato ad un diverso alloggiamento dei blocchi di munizioni. Questo allo scopo di ridurre ulteriormente le parti mobili, ma con il vantaggio non trascurabile di permettere la riduzione a zero dei tempi effettivi necessari per sparare un colpo successivamente all&#8217;altro, finch\u00e9 in effetti, possano essere sparati tutti allo stesso tempo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_26651\" aria-describedby=\"caption-attachment-26651\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/GxNcjRf0O0o\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26651 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/Harmonica-Rifle-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/Harmonica-Rifle-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/Harmonica-Rifle-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/Harmonica-Rifle.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26651\" class=\"wp-caption-text\">Il sistema del blocco di sparo ricorda i caricatori ad armonica, inventati da Jonathan Browning nel 1834. Detto questo, i proiettili contenuti in questi ultimi erano di tipo convenzionale ciascuno fornito del proprio bossolo individuale. Il meccanismo, inoltre, doveva essere allineato manualmente.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le applicazioni in un ipotetico campo di battaglia sono molteplici: poter disporre di una potenza di fuoco scalabile, capace di raggiungere il nemico in posizioni difensive fortificate. Irrompere attraverso una porta, o una serratura, senza doversi necessariamente trovare alla distanza ridotta che richiede il tipico fucile a canna liscia. Per non parlare del fuoco a raffica convenzionale, talmente veloce in questo caso da permettere ai 3 o 4 colpi selezionati di lasciare la canna prima ancora che il soldato debba trovarsi a compensare il rinculo. E d&#8217;altra parte, non mancano problemi da risolvere: come immagino sar\u00e0 evidente, l&#8217;ingombro di un singolo blocco di munizioni, per appena cinque colpi pronti da sparare, \u00e8 poco vantaggioso rispetto a quello di un caricatore convenzionale, riflettendo la problematica fondamentale dimostrata da tutte le armi <em>caseless<\/em> fin da quando si \u00e8 tentato di trovargli un posto nel mondo della guerra moderna e contemporanea. Il materiale metallico di cui questi ultimi sono composti, inoltre, \u00e8 decisamente maggiore di quello impiegato dai bossoli convenzionali, rendendo l&#8217;ipotesi usa-e-getta economicamente svantaggiosa.<br \/>\nEppure, la notizia \u00e8 proprio degli ultimi giorni: sembra che l&#8217;Esercito Americano abbia contattato l&#8217;inventore di Colorado Springs, offrendogli un non meglio definito contratto di collaborazione per valutare l&#8217;usabilit\u00e0 della sua nuova arma, presentata non a caso nei video promozionali come &#8220;Il vantaggio di cui hanno bisogno i nostri coraggiosi combattenti al fronte&#8221;. Il che lascia intendere, quanto meno, che i vantaggi implicati dall&#8217;arma possano superare i suoi lati negativi, o che siano stati ipotizzati approcci per mitigare, o eliminare del tutto i secondi. Il comando americano non \u00e8 nuovo a simili approcci commerciali, di acquistare un&#8217;idea gi\u00e0 sviluppata e testata con ingenti somme d&#8217;investimento da piccole aziende o privati, per usare le sue risorse virtualmente senza fine allo scopo di declinarla e valutarne le possibili applicazioni. Gi\u00e0 pi\u00f9 volte si \u00e8 tentato di sostituire l&#8217;infallibile fucile M16 (o M4 o AR-15 che dir si voglia) l&#8217;ultima delle quali con un&#8217;altra arma dall&#8217;aspetto futuristico della H&amp;K, l&#8217;XM8. Senza tuttavia mai riuscire a dimostrare i meriti indiscutibili di un sistema forgiato, e messo alla prova, in oltre quattro decadi di strenue battaglie. Tuttavia il progresso \u00e8 inarrestabile, sopratutto nel campo dei conflitti senza scopo tra gli esseri umani. E chi pu\u00f2 dire se simili approcci non-convenzionali al problema, gi\u00e0 prima di questo momento, abbiano trovato applicazione in gran segreto nelle operazioni delle forze speciali o altri corpi distanti dagli obiettivi delle telecamere mondiali. Del resto, \u00e8 risaputo: l&#8217;esercito possiede in media tecnologie di cui noi disporremo tra 10 anni. E altri 10. E altri 10&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Armi capaci d&#8217;identificare geneticamente il proprietario che sparano munizioni tracciabili col GPS, dardi elettrici, biologici, intelligenti. Mirini automatici basati sulle reti neurali. Nanomacchine. 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