{"id":26631,"date":"2018-10-03T06:36:57","date_gmt":"2018-10-03T04:36:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26631"},"modified":"2018-10-03T06:48:19","modified_gmt":"2018-10-03T04:48:19","slug":"la-casa-bilico-mondi-fiume-bogota","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26631","title":{"rendered":"La casa in bilico tra i mondi sopra il fiume Bogot\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/2O5vkILsSG0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26637 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/Hotel-del-Tequendama-1-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/Hotel-del-Tequendama-1-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/Hotel-del-Tequendama-1-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/Hotel-del-Tequendama-1.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scroscio della cascata all&#8217;orizzonte sembrava disegnare un arco elegante puntato verso la sommit\u00e0 della montagna, perfettamente accentuato dalla geometria ornata delle colonne del portico costruito dall&#8217;uomo. Poche forze naturali costituiscono un pericolo maggiore della folla inferocita, spinta da un obiettivo comune configurato sulla distruzione di un luogo, tutto ci\u00f2 che rappresenta e quello che potrebbe diventare in futuro. Soprattutto quando ci si trova, come sperimentato da Mar\u00eca Blanco e Carlos Cuervo della Fondazione Granja El Porvenir in un drammatico momento risalente all&#8217;inizio degli anni 2000, presso una dimora isolata a strapiombo su un baratro, il cui unico, tenue contatto con la civilt\u00e0 veniva\u00a0 mantenuto attraverso al serpeggiante strada asfaltata che si estende tra la capitale della Colombia e l&#8217;antico sito archeologico di Tequendama, tra le pi\u00f9 importanti testimonianze della civilt\u00e0 precolombiana dei Muisca, che qui costruirono villaggi e santuari scavati nella pietra viva della montagna. Della vecchia Casa del Salto (nota: salto significa cascata) che era stata residenza lussuosa, hotel e infine ristorante, ormai nessuno faceva un uso attivo dalla fine degli anni &#8217;90, quando l&#8217;inquinamento del grande fiume sottostante aveva raggiunto un punto tale da emanare un odore putrido e pressoch\u00e9 costante, mentre la gente dimenticava, in assenza d&#8217;alternative, uno dei luoghi pi\u00f9 affascinanti dell&#8217;intera regione. Almeno finch\u00e9 un programma radiofonico in cerca d&#8217;ascolti, fin troppo popolare tra i giovani, non inizi\u00f2 a elencare gli &#8220;strani fenomeni&#8221; che avevano avuto luogo tra queste insostituibili mura: voci di bambina udibili a tarda sera. L&#8217;immagine di una suora che compariva occasionalmente sul balcone. Testimonianze di persone che, dopo essersi avventurate all&#8217;interno dell&#8217;edificio abbandonato in una sessione di urbex, avevano dimenticato chi erano e dove si trovavano, vagando per molte ore tra le tenebre del piano seminterrato. E con tale vivido coinvolgimento, una tale narrazione era stata proposta al pubblico mediatico dai conduttori dello show, che un gruppo di &#8220;coraggiosi&#8221; in cerca di svago e avventura si era organizzato per presentarsi alla porta dell&#8217;infernale edificio, ignorando che quest&#8217;ultimo era stato acquistato, nel frattempo, da un ente non a scopo di lucro che stava cercando finanziamenti per il restauro e trasformarlo in un museo. Ora, nella maniera in cui i due responsabili hanno raccontato l&#8217;episodio, non \u00e8 chiaro il modo in cui sia stata effettivamente disinnescata la situazione. Poich\u00e9 pare che assieme a coloro che intendevano compiere una seduta spiritica, una parte degli assaltatori avesse il volto parzialmente coperto con un cappuccio nero e minacciasse a chiare lettere di bruciare l&#8217;abitazione, se soltanto qualcuno non si fosse affrettato ad aprire immediatamente l&#8217;uscio e lasciargli esorcizzare gli spiriti dell&#8217;oscura magione. La polizia, se pure chiamata immediatamente, sarebbe giunta soltanto dopo parecchio tempo, in funzione della localit\u00e0 isolata della <em>casona<\/em> mentre sembrava che soltanto un Deus Ex Machina di natura sovrannaturale avrebbe potuto, in qualche modo, salvare la situazione dal degenerare ulteriormente. E forse, chi pu\u00f2 negarlo? Che in quel particolare momento, da una fessura comparsa tra le nubi soprastanti il grande Salto, sia comparso lo spirito barbuto dello stesso eroe sovrannaturale il quale, secondo le leggende dei nativi, aveva deviato il corso delle acque per evitare il compiersi di una seconda Atlantide degli altopiani. Soltanto per ordinare con voce imperiosa &#8220;Ora basta!&#8221; e cambiare, ancora una volta, l&#8217;immediato destino di una delle pi\u00f9 importanti testimonianze nella storia dei suoi discendenti.<br \/>\nLa Casa ebbe origine al principio degli anni &#8217;20, quando la celebre figura del generale, ingegnere e politico\u00a0Pedro Nel Ospina V\u00e1zquez, destinato a diventare nel giro di poco tempo capo di stato della Colombia, decise di aver bisogno di una residenza per le vacanze, dove ritirarsi tra un decreto e l&#8217;altro allo scopo di pianificare in santa pace la crescita economica della sua nazione. L&#8217;edificio, costruito in un prestigioso stile Repubblicano Francese, reca la firma ufficiale dell&#8217;architetto\u00a0Carlos Arturo Tapias, anche se furono in molti a pensare che molte delle soluzioni impiegate, non ultima tra le quali l&#8217;assurda collocazione sul ciglio del vasto canyon di fronte allo spettacolo della cascata, fossero il chiaro frutto della stessa capacit\u00e0 visionaria di El Presidente. Furono gli anni formativi, per la lussuosa villa, durante i quali il ricco possessore vi trasfer\u00ec la pi\u00f9 fantastica collezione di arredi e decorazioni, tenendovi importanti ricevimenti con alcuni dei personaggi pi\u00f9 importanti della politica e la cultura di Bogot\u00e0. Ma l&#8217;incertezza economica tra le due guerre, unita alla sempre difficile situazione amministrativa dei paesi sudamericani, avrebbe posto anticipatamente fine al mandato di quest&#8217;uomo nel 1926, portando a riconsiderare l&#8217;impiego di molti dei suoi palazzi e propriet\u00e0. Tra cui la celebre <em>casona<\/em>, che visto il posizionamento strategico al termine estremo delle <em>Ferrocarriles Nacionales de Colombia,\u00a0<\/em>avrebbe finito per costituire un perfetto luogo di soggiorno dedicato a tutti quei viaggiatori avventurosi che, spinti dalle testimonianze dei primi letterati che avevano sperimentato le meraviglie di questi luoghi, si sentivano pronti a vertiginose escursioni nella valle incantata e l&#8217;infinita foresta sottostante. Dovete considerare come, prima che la popolazione di Bogot\u00e0 aumentasse in maniera esponenziale e con essa il flusso degli scarichi fognari, il fiume ancora non emanava alcun odore sgradevole, lasciando questo luogo incontaminato come una sorta di punto di contatto privilegiato con la natura. L&#8217;atmosfera dell&#8217;hotel continuava a presentarsi, nonostante questo, come altamente ricca e formale, con camere dal costo elevato, mentre ci si aspettava un certo livello di abbigliamento e status sociale da parte dei visitatori. Con il progredire verso la met\u00e0 del XX secolo, tuttavia, le cose iniziarono gradualmente a cambiare e l&#8217;hotel ad assumere un alone tenebroso di cui suo malgrado, non sarebbe mai pi\u00f9 riuscito a liberarsi.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_26632\" aria-describedby=\"caption-attachment-26632\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/VDyp0AwZgmI\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26632 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/Fantasma-del-Tequendama-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/Fantasma-del-Tequendama-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/Fantasma-del-Tequendama-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/Fantasma-del-Tequendama.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26632\" class=\"wp-caption-text\">In uno dei pi\u00f9 famosi video &#8220;sovrannaturali&#8221; legati a questo luogo unico al mondo, un visitatore del 2011 scorge una misteriosa figura sul davanzale del primo piano, la cui presenza, in quel particolare momento, non poteva essere spiegata. Qualcuno, tra i commenti di YouTube, ipotizza che si tratti semplicemente di un micio.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del vecchio hotel, un poco alla volta, non rimase quasi pi\u00f9 nulla, mentre la Casa del Salto veniva gradualmente trasformata in semplice luogo di ristoro per i viaggiatori, poi neanche pi\u00f9 quello. La gente, tuttavia, continuava a recarvisi, con un obiettivo particolarmente drammatico e cupo: togliersi la vita. Pare infatti che per gli oltre 8 milioni di abitanti della capitale nazionale, non fosse semplicemente possibile concepire un luogo migliore da cui gettarsi nel vuoto che il baratro di 157 metri sopra un letto di pietre acuminate che costituiva la riva del fiume stesso, perfettamente visibili dall&#8217;area di parcheggio del celebre edificio. Con una curva di accrescimento che raggiunse l&#8217;apice attorno agli anni &#8217;70 e &#8217;80, periodo di pi\u00f9 lungo abbandono dell&#8217;edificio, le autorit\u00e0 arrivarono ad istituire una ronda di sorveglianza lungo la strada di montagna, per prevenire o in qualche modo ridurre le vittime, mentre praticamente ogni settimana veniva rinvenuto nel fiume il corpo di una persona rimasto disoccupata, abbandonato dal suo amore o a cui era stata diagnosticato un qualche malattia incurabile. Nonostante questa precauzione, i salti nel vuoto continuarono ad essere effettuati, a partire dai promontori vicini o lo stesso dislivello della cascata, spesso accompagnati da elaborate note lasciate in versi sul ciglio dello strapiombo, oppure custodite nelle tasche del defunto stesso. Le quali, secondo alcune teorie locali, venivano tutte in realt\u00e0 scritte da una figura di ex-giornalista dallo pseudonimo di Rodrigo Arce, successivamente fermato e interdetto dalla polizia. Ma era ormai troppo tardi, mentre l&#8217;hotel era diventato famoso con il nome di &#8220;casa della Morte&#8221; e lo specchio d&#8217;acqua situato in fondo all&#8217;antico bacino della cascata di Tequendama, con chiara continuit\u00e0 d&#8217;intenti, &#8220;lago della Morte&#8221;.<br \/>\nDestinata a cadere in rovina tra l&#8217;indifferenza e in taluni casi, l&#8217;attiva diffidenza degli abitanti della zona, la Casa del Salto vide invece cambiare radicalmente il suo futuro nel 2013, quando un&#8217;insperato stanziamento di fondi per l&#8217;ammontare di 400.000 dollari da parte dell&#8217;ambasciata di Francia, assieme all&#8217;investimento della Fondazione\u00a0Granja El Porvenir e con la collaborazione dell&#8217;Universit\u00e0 Nazionale della Colombia, non permise d&#8217;intraprendere un complesso progetto di recupero dell&#8217;edificio, allo scopo di ripristinare il suo antico ruolo di destinazione turistica di primo piano. La villa sarebbe diventata nell&#8217;immediato periodo a seguire, dunque,\u00a0<i>Casa Museo Salto de Tequendama Biodiversidad y Cultura,\u00a0<\/i>uno spazio espositivo mirato a far conoscere le molte meraviglie naturali e biologiche delle foreste colombiane, coadiuvate da un breve <em>excursus<\/em> sulle poche notizie di cui disponiamo a proposito della civilt\u00e0 Muisca e dei suoi usi e costumi. Tra cui la storia richiamata poco sopra dell&#8217;eroe divino\u00a0Bochica, talvolta paragonato a Mos\u00e9 per la lunga barba di cui parlano i frammenti co\u00e9vi, che secondo le narrazioni orali sarebbe intervenuto in un&#8217;imprecisata epoca preistorica, per creare con un solo colpo del suo bastone magico le cascate di Tequendama (in lingua Chibcha: &#8220;ci\u00f2 che precipita verso il basso&#8221;) drenando l&#8217;acqua piovana che si stava accumulando nei territori abitati della sua stessa benamata civilt\u00e0. Detto questo, resta chiaro come l&#8217;interesse nei confronti di una storia remota e quasi dimenticata costituisca un aspetto minore del nuovo flusso turistico nei confronti dell&#8217;intera localit\u00e0, pi\u00f9 celebre in funzione della sua magnifica vista, nonostante l&#8217;odore notoriamente sgradevole che aleggia non appena l&#8217;umidit\u00e0 supera una certa soglia di sicurezza. Questo perch\u00e9, come afferma <a href=\"https:\/\/www.revistaarcadia.com\/periodismo-cultural---revista-arcadia\/articulo\/historia-del-salto-del-tequendama\/60734\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la rivista Arcadia nell&#8217;epoca dei <em>selfie<\/em> e dei social network<\/a>, ci\u00f2 che interessa principalmente alla gente della nostra epoca \u00e8 fare foto da pubblicare online. E le foto, per definizione, non possiedono alcun odore.<\/p>\n<figure id=\"attachment_26634\" aria-describedby=\"caption-attachment-26634\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/fGpQRsBbLPA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26634 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/Museo-del-Tequendama-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/Museo-del-Tequendama-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/Museo-del-Tequendama-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/10\/Museo-del-Tequendama.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26634\" class=\"wp-caption-text\">Lo stile espositivo del museo naturale delle cascate appare spontaneo e didascalico. Eppure, nonostante l&#8217;apparente mancanza di rispetto nei confronti della formale eleganza di queste sale, \u00e8 indubbio che tutto questo svolga una funzione importante nell&#8217;economia della conservazione architettonica di un tale luogo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2, vi ricorda niente tutto questo? Un patrimonio storico non particolarmente antico ma certamente insostituibile, sopratutto in funzione delle sue caratteristiche implicite e inerenti. Tanto prezioso da non poter essere letteralmente toccato, lasciandolo quindi all&#8217;edera, alle formiche, alle rondini e ai pipistrelli. Persino noi italiani, che nella nostra assolata penisola non abbiamo mai dovuto sperimentare il costo di uno scambio di civilt\u00e0 con conseguente cancellazione di tutto ci\u00f2 che era venuto prima, di luoghi come questo ne abbiamo conosciute svariate migliaia. E non \u00e8 sempre facile, nella regione o nell&#8217;epoca dell&#8217;abbondanza, ricordare quali siano i confini di quello che andrebbe, oppure dovrebbe essere preservato. Come nell&#8217;espressione: &#8220;natura splendida e incontaminata&#8221; che sembra relegare al mondo delle &#8220;contaminazioni indesiderate&#8221; praticamente ogni cosa sia fatta di calce, mattoni e possieda finestre di forma quadrangolare.<br \/>\nNon che al fiume Bogot\u00e0, successivamente usato come scarico fognario da un&#8217;intera metropoli, sia andata molto meglio. Ma appare chiaro che se l&#8217;augusta casa, ancora oggi, fosse stata una residenza estiva del presidente della Colombia, le cose avrebbero preso tutt&#8217;altra strada. Oppure, magari no. Dopo tutto, chi pu\u00f2 realmente interpretare il vero scopo recondito dei grandi volti barbuti, che fanno la loro comparsa nel cielo terso di un tropicale mattino&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scroscio della cascata all&#8217;orizzonte sembrava disegnare un arco elegante puntato verso la sommit\u00e0 della montagna, perfettamente accentuato dalla geometria ornata delle colonne del portico costruito dall&#8217;uomo. Poche forze naturali costituiscono un pericolo maggiore della folla inferocita, spinta da un obiettivo comune configurato sulla distruzione di un luogo, tutto ci\u00f2 che rappresenta e quello che &#8230; <a title=\"La casa in bilico tra i mondi sopra il fiume Bogot\u00e0\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26631\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La casa in bilico tra i mondi sopra il fiume Bogot\u00e0\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[201,3723,1521,903,2377,757,507,564,506,1381,782,573,575,954,71,214,3724,2047],"class_list":["post-26631","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-architettura","tag-bogota","tag-cascate","tag-case","tag-colombia","tag-fantasmi","tag-fiumi","tag-folklore","tag-foresta","tag-leggende","tag-luoghi-abbandonati","tag-misteri","tag-musei","tag-paesaggi","tag-storia","tag-sudamerica","tag-tequendama","tag-ville"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26631","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26631"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26631\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26641,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26631\/revisions\/26641"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26631"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26631"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26631"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}