{"id":26575,"date":"2018-09-24T06:37:01","date_gmt":"2018-09-24T04:37:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26575"},"modified":"2018-09-24T06:38:29","modified_gmt":"2018-09-24T04:38:29","slug":"uno-sguardo-al-sistema-allerta-nazionale-giapponese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26575","title":{"rendered":"Uno sguardo al sistema di allerta nazionale giapponese"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3mudtw7rCYw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26576 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Earthquake-alert-Japan-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Earthquake-alert-Japan-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Earthquake-alert-Japan-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Earthquake-alert-Japan.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il 1855, a seguito del grande terremoto che scosse gravemente la citt\u00e0 di Edo (Tokyo dei nostri giorni) costando la vita a una quantit\u00e0 stimata di fino a 10.000 persone, gli abitanti del paese pi\u00f9 a Oriente del mondo sembrarono ricordare un fatto di primaria importanza: che sotto il fango divino da cui aveva tratto origine l&#8217;arcipelago secondo le antiche\u00a0 cronache, soggiaceva da tempo immemore un mostruoso pesce gatto di nome Namazu. E che persino l&#8217;essere celeste Takemikazuchi, incaricato di tenerlo incatenato e bloccato con la sua spada, era prono a distrarsi di tanti in tanto, con la conseguenza che in molti, purtroppo, si ritrovavano a pagare con la vita un tale scivoloso margine di fallibilit\u00e0. Dovete considerare che il Giappone, in quell&#8217;epoca cos\u00ec relativamente recente, era ancora il paese dei samurai, delle feste folkloristico-religiose concepite per acquietare la furia degli dei shintoisti e le misteriose creature sovrannaturali o criptidi, avvistate di tanto in tanto tra le nebbie dei sentieri montani. La modernizzazione di governo e costumi destinata qui a giungere, con la furia comparabile a quella di una catastrofe naturale, nel giro di soli 13 anni a seguito della Restaurazione del potere imperiale, non era ancora attesa da nessuno e indossare giacca e cravatta, per i burocrati, era ancora pi\u00f9 raro che presentarsi in parata con l&#8217;armatura e le insegne del proprio clan. Di conseguenza, il popolo si affidava a ci\u00f2 che aveva sempre conosciuto; nella fattispecie, la personificazione e venerazione di varie tipologie di eventi o concetti naturali, mediante il culto delle immagini che da sempre, aveva fatto parte della loro cultura. Nelle xilografie apotropaiche dal nome di <em>Namazu-e<\/em> (\u9bf0\u7d75) compariva dunque l&#8217;eterno nemico delle strutture urbanistiche, spesso mostrato in mezzo a una profusione di figure umane, intente a balzargli addosso ed in qualche modo, tentare di bloccarlo o punirlo per le sue malefatte passate. Mantenendo al centro della percezione pubblica la sua esistenza, si riteneva, la furia del pesce non avrebbe avuto ragione di manifestarsi ancora, n\u00e9 ora, n\u00e9 mai.<br \/>\nMolte guerre, tifoni e terremoti dopo, possiamo affermare con ragionevole certezza che il metodo non funzionava. Eppure ancora adesso, all&#8217;interno degli edifici governativi e dentro le centrali di polizia e pompieri, ancora compaiono figure della minacciosa quanto letargica creatura baffuta. Non pi\u00f9 rappresentate con lo stile fiorito e accattivante del mondo fluttuante, bens\u00ec quello schematico e chiaro dei logotipi contemporanei impressi sui dispositivi elettronici, come una simpatica faccetta piriforme con baffi, labbroni e un&#8217;evidente antenna sulla testa. Il chiaro marchio, istantaneamente riconoscibile in patria del sistema noto come\u00a0Kinkyuujishinsokuhou (<b>\u7dca\u6025\u5730\u9707\u901f\u5831 <\/b>&#8211; Sistema di allarme anticipato dei terremoti) identifica un&#8217;importante risorsa a partire dal 2004 nell&#8217;avvisare anticipatamente la popolazione dell&#8217;arrivo di una grave catastrofe, dando almeno l&#8217;opportunit\u00e0 di spostarsi alla ricerca di un luogo per mettersi al riparo. Ma il suo funzionamento, basato sull&#8217;intervento umano, \u00e8 inerentemente fallibile per quanto ci\u00f2 avvenga raramente. E soprattutto, anche quando tutto funziona nella maniera corretta, sar\u00e0 comunque ignorato da una quantit\u00e0 stimata di circa il 10-15% dei riceventi. Sul perch\u00e9 ci\u00f2 tenda a succedere, esistono diverse teorie. E una possibile soluzione; che permette di comprendere, possibilmente, la maniera stessa in cui simili approcci al problema possono garantire la riduzione ai minimi termini delle vittime rimaste impreparate alla catastrofe incipiente.<br \/>\nL&#8217;impiego pi\u00f9 famoso di questo protocollo d&#8217;avviso divenne tristemente famoso in occasione della pi\u00f9 recente apocalisse generazionale del paese, il terremoto e maremoto del T\u014dhoku del 2011, che a causa di una magnitudine impressionate di 9.0, colp\u00ec fatalmente fasce di popolazione superiori di una volta e mezzo rispetto all&#8217;evento di 153 anni prima. Come pi\u00f9 volte dimostrato durante le esercitazioni, e in occasione di almeno un paio di falsi allarmi, un numero di almeno sette addetti specializzati del JMA (Servizio meteorologico giapponese) rilevarono sui loro schermi presso la sedie tokyoita la presenza di un&#8217;oscillazione preoccupante, come registrato dalle centinaia di sismografi dislocati attraverso il paese e nelle isole limitrofe in mezzo al Pacifico Settentrionale. In quel preciso momento, raggiunto urgentemente il consenso, premettero il pulsante capace d&#8217;inviare un segnale ai satelliti in orbita geostazionaria della serie SUPERBIRD, dai quali avrebbe raggiunto i recipienti pre-determinati. Ovvero, nell&#8217;ordine: le speciali ricetrasmittenti col logo del pesce gatto, nel giro di un secondo al massimo, e stazioni radio, televisive, antenne dei telefoni cellulari e altoparlanti strategicamente dislocati entro 4-20 secondi, una velocit\u00e0 stimata come sufficiente a battere sul tempo la naturale propagazione delle onde del sisma, e sopratutto, quelle ancor pi\u00f9 pericolose del mare stesso. E bench\u00e9 da\u00a0 un punto di vista tecnico, quella volta, tutto abbia funzionato per il meglio (si stima che molte vite furono salvate grazie all&#8217;allerta) non manc\u00f2 tra i commentatori dell&#8217;episodio un serpeggiante scontento. Dovuto al modo stesso in cui i vari commentatori televisivi, trasformati loro malgrado in dei potenziali eroi, trasmisero il messaggio alla popolazione&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>Nota:\u00a0<\/strong>la scena iniziale del video di apertura si svolge all&#8217;interno dell&#8217;edificio della Dieta, il parlamento giapponese, e mostra la maniera in cui i politici vennero allertati in lieve anticipo rispetto alla popolazione, grazie all&#8217;impiego dei dispositivi speciali installati dal JMA.<\/p>\n<figure id=\"attachment_26578\" aria-describedby=\"caption-attachment-26578\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/IpuyQbJo9Zw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26578 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Television-alert-Japan-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Television-alert-Japan-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Television-alert-Japan-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Television-alert-Japan.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26578\" class=\"wp-caption-text\">Il segnale d&#8217;allerta per i terremoti o altre catastrofi \u00e8 associato a un particolare suono oscillante, istantaneamente riconoscibile a chi ne ha sperimentato le implicazioni almeno una volta nella vita. A margine di questi video dimostrativi, generalmente, viene consigliato in Giappone di abbassare il volume per non allarmare chi si dovesse trovare accanto a noi.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando il sistema di allerta nazionale si attiva, ogni dispositivo capace di riceverlo viene istantaneamente trasformato nel terminale di una singola rete operativa, concepita per inviare informazioni e instradare la popolazione verso la pi\u00f9 vicina strada per la salvezza. I cellulari ricevono una notifica attraverso il gestore stesso, vibrando ed emettendo un suono assolutamente non impostato, n\u00e9 modificabile dall&#8217;utente. Tutte le stazioni radio vengono surclassate dal segnale governativo, mentre le moderne televisioni digitali, ricevendo uno speciale segnale tra la banda dei 470 e 770 Mhz, si accendono e sintonizzano automaticamente sulla Tv di stato NHK. Ed \u00e8 qui, per tutti quelli che non hanno ancora iniziato a muoversi, che dovr\u00e0 compiersi l&#8217;eterna battaglia tra la prontezza a correre ai ripari e il naturale senso d&#8217;indifferenza, che potrebbe avere un costo potenzialmente davvero molto elevato. Fu quindi affermato che, nel caso del terremoto e maremoto del T\u014dhoku, sarebbe stato possibile fare di meno, riuscendo a fare essenzialmente di pi\u00f9. Il problema \u00e8 sostanzialmente questo: in Giappone, il valore pi\u00f9 importante di tutti \u00e8 la professionalit\u00e0. Una volta iniziate le trasmissioni in diretta, mirate a far evacuare le zone costiere per l&#8217;arrivo imminente dello tsunami, gli addetti al notiziario apparvero calmi e controllati, invitando il pubblico a non lasciarsi prendere dal panico. Man mano che le nuove informazioni raggiungevano lo studio televisivo, aggiornarono quindi pacatamente l&#8217;altezza dell&#8217;onda anomala come riportata dalle scritte in sovraimpressione, mentre un poco alla volta, la loro voce saliva di tono e acquisiva la fermezza necessaria a esortare la popolazione a fuggire. Aggiungete a questo il fatto che la gravit\u00e0 della situazione senza precedenti, a causa della distanza dell&#8217;epicentro, venne inizialmente sottovalutata, portando molte persone a prendere l&#8217;allarme sottogamba. Fu detto in seguito che uno stile pi\u00f9 spontaneo e frenetico delle trasmissioni, quasi disordinato, avrebbe potuto indurre la gente a fuggire con maggiore prontezza, aumentando la quantit\u00e0 di risposte positive al segnale. Un po&#8217; come fatto in anticipo, al giorno d&#8217;oggi, durante le previsioni del tempo televisive negli Stati Uniti, all&#8217;arrivo previsto di un uragano, spesso accompagnato da dimostrazioni in <em>computer graphic\u00a0<\/em>dell&#8217;assoluto stato d&#8217;inondazione o distruzione a cui potrebbero essere soggette le zone direttamente interessate. Un simile approccio, del resto, presenta la problematica inerente della fiaba &#8220;Al lupo, al lupo!&#8221; Per cui dopo un certo numero di falsi positivi o palesi esagerazioni, la gente inizier\u00e0 ad ignorare del tutto l&#8217;avviso, ottenendo l&#8217;effetto contrario. Come in tutte le cose, occorre perseguire uno stato d&#8217;equilibrio ideale.<br \/>\nNegli ultimi anni, appresa la dura lezione del 2011, il sistema\u00a0Kinkyuujishinsokuhou \u00e8 stato rinominato in un pi\u00f9 leggibile e generico J-Alert (un tipico inglesismo locale) anche perch\u00e9 ha trovato impiego, pi\u00f9 volte, in caso di eventi diversi dai terremoti, e sono cambiati i protocolli stessi del suo metodo d&#8217;impiego. Molto importante, ad esempio, \u00e8 diventato l&#8217;impiego dei termini <em>takai\u00a0<\/em>(\u9ad8\u3044 &#8211; alto) e <em>kyodai<\/em> (\u5de8\u5927 &#8211; enorme) al posto delle misurazioni precise del terremoto e onde anomale che venivano impiegati in precedenza, mostrando la preferenza per informazioni imprecise e immediate, incitando i recipienti ad agire, piuttosto che dati numericamente corretti e proprio per questo soggetti ad essere impropriamente sottovalutati. Una quantit\u00e0 maggiore di sensori sono stati inoltre installati e interfacciati tra loro attraverso un sistema di assistenza automatizzata al personale del centro operativo\u00a0 della JMA, in maniera talvolta troppo sensibile. Come nel caso del falso allarme inviato nell&#8217;intera regione del Kanto lo scorso gennaio, per un terremoto potenzialmente disastroso che si sarebbe successivamente dimostrato come la mera coincidenza tra due piccole scosse, male interpretate dalla pletora di dispositivi e <em>routine<\/em> d&#8217;intelligenza artificiale. Prima di un tale evento, tuttavia, ad agosto del 2017, il sistema era stato di nuovo impiegato con risonanza internazionale, in occasione di una casistica particolarmente imprevista e in effetti, molto difficile da sottovalutare.<\/p>\n<figure id=\"attachment_26577\" aria-describedby=\"caption-attachment-26577\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/5VmCvChcGzU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26577 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Missile-alert-Japan-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Missile-alert-Japan-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Missile-alert-Japan-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Missile-alert-Japan.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26577\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;estate scorsa, mentre il mondo appariva giustamente preoccupato per la minaccia missilistica nord-coreana, il viaggiatore di origini inglesi Chris Broad si trovava ad Aomori, proprio mentre la zona venne sorvolata dal pericoloso ordigno capace di trasportare una testata nucleare.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venire svegliati dalle strane notifiche del telefono, mentre la televisione si accende improvvisamente e le sirene cittadine invitano tutti &#8220;A cercare riparo per potenziale impatto di un&#8217;arma di distruzione&#8221; non \u00e8 propriamente un inizio piacevole della giornata, eppure una delle possibili reazioni venne ampiamente dimostrata dalla risposta del grande pubblico, che si affrett\u00f2 a pubblicare la propria esperienza online. Alzarsi? Correre? E dove, poi? Il giapponese medio, come del resto ogni altro abitante del mondo moderno, non ha mai effettuato esercitazioni sul metodo in cui reagire all&#8217;arrivo di un missile nucleare. Mentre sarebbe ragionevole pensare, per un disastro di questo tipo, che chiunque si trovi all&#8217;interno dell&#8217;area d&#8217;impatto sar\u00e0 completamente obliterato ancor prima di poter fare alcunch\u00e9. Mentre nell&#8217;intera zona circostante, anche nella migliore delle ipotesi si verr\u00e0 investiti dalla conseguente nube radioattiva. Fu quindi stimato che una grande parte della popolazione, anche a seguito dell&#8217;allerta, non fece altro che rimettersi a dormire. L&#8217;indifferenza, almeno in quel caso, aveva vinto l&#8217;eterna battaglia all&#8217;interno del territorio del cuore umano.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 del poetico, in tutto questo: il popolo unito, come una singola operosa colonia, che intrappola il gigantesco pesce Namazu e lo tiene bloccato a terra, punendolo al posto del divino e distratto Takemikazuchi. Verrebbe da chiedersi, a questo punto, perch\u00e9 altri paesi soggetti a catastrofi sismiche, come il nostro, non adottino sistemi simili al J-Alert. Il problema \u00e8 una questione di scala: i terremoti che devastano l&#8217;Italia, come loro caratteristica inerente, hanno un&#8217;intensit\u00e0 molto inferiore a quelli della zona del Pacifico settentrionale. Il che implica che nel momento in cui si verificano i crolli, questi sono raccolti attorno all&#8217;epicentro del tremore stesso. Troppo vicino perch\u00e9 un segnale satellitare, per quanto istantaneo, possa sperare di riuscire a batterli sul tempo. L&#8217;unica speranza per tutti noi, e le nostre generazioni future, sarebbe cambiare i codici stessi del mondo dell&#8217;edilizia italiana, costruendo edifici conformi alle norme antisismiche importate dal tremante Oriente. Ma come sappiamo iniziative simili hanno un costo, sia in termini finanziari, che di credito politico concesso al governo nazionale di turno. E le priorit\u00e0 di chi \u00e8 al vertice continuano, ancora oggi, ad essere di tutt&#8217;altro tipo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il 1855, a seguito del grande terremoto che scosse gravemente la citt\u00e0 di Edo (Tokyo dei nostri giorni) costando la vita a una quantit\u00e0 stimata di fino a 10.000 persone, gli abitanti del paese pi\u00f9 a Oriente del mondo sembrarono ricordare un fatto di primaria importanza: che sotto il fango divino da cui aveva &#8230; <a title=\"Uno sguardo al sistema di allerta nazionale giapponese\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26575\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Uno sguardo al sistema di allerta nazionale giapponese\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[2205,3700,240,1536,374,46,3701,2093,889,739,3314,835,3699,3312,1987,1355,3698,2843],"class_list":["post-26575","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-allarmi","tag-allerte","tag-asia","tag-dal-mondo","tag-disastri","tag-giappone","tag-notifiche","tag-oriente","tag-pericolo","tag-procedure","tag-salvezza","tag-satelliti","tag-segnali","tag-sirene","tag-tecnologie","tag-terremoti","tag-trasmissioni","tag-tsunami"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26575","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26575"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26575\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26581,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26575\/revisions\/26581"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26575"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26575"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26575"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}