{"id":26538,"date":"2018-09-19T06:44:24","date_gmt":"2018-09-19T04:44:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26538"},"modified":"2018-09-19T06:45:08","modified_gmt":"2018-09-19T04:45:08","slug":"muro-megalitico-doveva-cambiare-la-storia-della-nuova-zelanda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26538","title":{"rendered":"Il muro megalitico che doveva cambiare la storia della Nuova Zelanda"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/vP3hZrbVdd8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26541 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Kaimanawa-Wall-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Kaimanawa-Wall-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Kaimanawa-Wall-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Kaimanawa-Wall.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immaginate di scorgere dalla finestra, a seguito di un lieve terremoto, qualcosa d&#8217;insolito che sporge tra le piante del vostro giardino: lo spigolo regolare di un misterioso elemento architettonico, che a uno sguardo pi\u00f9 approfondito, sembra poter costituire soltanto la sommit\u00e0 di un antico muro costruito da qualcuno, in un&#8217;imprecisato momento\u00a0 cronologicamente remoto. Il che \u00e8 davvero strano, soprattutto se vivete in un luogo di recente colonizzazione, in cui l&#8217;attivit\u00e0 architettonica mediante l&#8217;utilizzo di materiali come la pietra ha una storia pregressa di &#8220;appena&#8221; tre secoli e mezzo, a partire dall&#8217;arrivo dei primi coloni europei. E nessuno, tra gli esperti a cui provate a chiedere l&#8217;opinione, sembra saperne nulla: non i responsabili del registro comunale, non gli anziani vicini di casa tanto meno i vostri amici appartenenti alla locale trib\u00f9 M\u0101ori, depositari delle antiche conoscenze di queste lussureggianti e spaziose terre. Gi\u00e0, perch\u00e9 in questo scenario non-poi-cos\u00ec-ipotetico ci troviamo in Nuova Zelanda, una terra in cui il ritrovamento di una costruzione megalitica dovrebbe avere lo stesso effetto dirompente, e sottolineo dovrebbe, di quello di un&#8217;intero tumulo di matrice vichinga. Apparenti impossibilit\u00e0 storiche entrambe, l&#8217;una per le caratteristiche della cultura dei presunti primi colonizzatori provenienti dalla Polinesia,\u00a0 l&#8217;altra per le inusitate distanze oceaniche attraverso le onde del Pacifico, non propriamente paragonabili a quelle affrontate dai pi\u00f9 abili navigatori dei mari a settentrione d&#8217;Europa. Eppure, il muro di Kaimanawa esiste davvero. Non all&#8217;interno del giardino di chicchessia, bens\u00ec nell&#8217;omonima foresta in prossimit\u00e0 del lago Taupo, non troppo distante dal centro esatto dell&#8217;Isola del Nord, dove sorge a immemore quanto perenne testimonianza di&#8230; Qualcosa. Naturalmente, tale struttura non \u00e8 mai stata formalmente &#8220;scoperta&#8221; per il semplice fatto che per gli abitanti del posto, \u00e8 una vista familiare ed acclarata da sempre. Quello a cui nessuno sembrava aver pensato fino alla met\u00e0 degli anni &#8217;90, tuttavia, erano le potenziali implicazioni. Rivoluzionarie e al tempo stesso terrificanti, per il presunto susseguirsi dei fatti storici che avrebbero condotto, attraverso i secoli, all&#8217;attuale situazione etnica dell&#8217;arcipelago neozelandese. Almeno finch\u00e9 il geologo di Christchurch Barry Brailsford, assieme allo studioso di civilt\u00e0 perdute e autore letterario americano\u00a0David Hatcher Childress, non condussero fin qui nel 1996 un gruppo di approfondimento, assieme al quale dimostrarono, a loro avviso, quello che nessuno si era dimostrato in grado di ammettere fino ad ora: la struttura, in funzione delle sue caratteristiche evidentemente artificiali, era la pi\u00f9 significativa prova mai trovata dell&#8217;esistenza del mitico popolo dei Waitaha, le trib\u00f9 pacifiche che secondo alcuni interpreti della storia, avrebbero abitato le isole prima di essere sistematicamente sterminati all&#8217;arrivo dei conquistatori\u00a0M\u0101ori.<br \/>\nNon \u00e8 difficile immaginare, in molti paesi del mondo, l&#8217;importanza che una simile affermazione potrebbe aver avuto sul mondo accademico e in conseguenza, sul grande corso del fiume mediatico che sempre tenta d&#8217;appassionare la gente. Ed in effetti, a seguito del breve giro di conferenze stampa indetto dai due, i giornali e le televisioni nazionali diedero un ampio spazio alla vicenda, organizzando servizi in-loco e intervistando un&#8217;ampio ventaglio di esperti in ogni branca scientifica potenzialmente rilevante, per sostenere o sfatare a seconda dei casi l&#8217;idea. Dovete tuttavia considerare che a causa del particolare contesto sociale della terra pi\u00f9 vicina all&#8217;Australia, contestare lo status di primi coloni delle due isole a coloro che le hanno abitate a partire dal XII secolo d.C. \u00e8 un&#8217;affermazione estremamente problematica, perch\u00e9 comporta una nuova negoziazione delle concessioni governative di terre stipulate dal governo coloniale e cambiare, letteralmente, la mappa commerciale e politica del paese. Aggiungete a questo le affermazioni dello geologo capo del Dipartimento della Conservazione della Nuova Zelanda, Phillip Andrews, il quale scrisse: &#8220;Il muro di Kaimanawa \u00e8 la risultanza di un affioramento di roccia ignimbritica proveniente dalla faglia di Rangitaiki, con le naturali fratture generate durante il processo di raffreddamento da questa classe di minerali. Ci\u00f2 che Brailsford e colleghi hanno preso per un opera artificiale, \u00e8 in realt\u00e0 il prodotto di un&#8217;eruzione magmatica dimenticata.&#8221; Una teoria che pu\u00f2 anche apparire plausibile, a tal punto che nessuno, meno che mai il governo, si \u00e8 mai preoccupato di stanziare i fondi necessari a scavare tutto attorno alla strana formazione, per determinare se essa costituisca nei fatti tutto ci\u00f2 che resta di un antico tempio, piramide o altra struttura simile. Il che sembra altamente sensato e responsabile, finch\u00e9 non si vede coi propri occhi ci\u00f2 di cui stiamo effettivamente parlando&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_26540\" aria-describedby=\"caption-attachment-26540\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/aXjFW4mpMjs\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26540 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Kaimanawa-Visit-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Kaimanawa-Visit-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Kaimanawa-Visit-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Kaimanawa-Visit.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26540\" class=\"wp-caption-text\">Il muro sembra potenzialmente arretrare verso una direzione tendente al nord, come se fosse la sommit\u00e0 di un osservatorio astronomico dimenticato. Sia le civilt\u00e0 agricole che i grandi navigatori del mondo antico, d&#8217;altra parte, erano ben consapevoli dell&#8217;importanza dei corpi celesti nel cielo notturno.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di sicuro a questo mondo esistono le coincidenze. Ma la maniera in cui il muro di Kaimanawa assoluta a una costruzione megalitica, ovvero del tipo costruito appoggiando le pietre l&#8217;una sull&#8217;altra senza l&#8217;impiego di calce o altra sostanza in grado di amalgamare il\u00a0 tutto, pu\u00f2 diventare quasi surreale. Come fatto notare dall&#8217;esperto locale Vernon Smith nel nostro video di apertura, o dall&#8217;utente di YouTube Brien Foerster durante una sua visita dell&#8217;estate del 2015, ciascuna singola pietra parte dell&#8217;enigma appare eccezionalmente levigata ed almeno in apparenza, tagliata in maniera perfettamente perpendicolare e parallela al suolo. Esattamente come se si trattasse dei singoli mattoni di un muro convenzionale, le pietre coperte di muschio e vegetazione poggiano a intervalli regolari con un&#8217;assoluta corrispondenza nei fatti, all&#8217;opera di chi avesse voluto costituire un elemento architettonico destinato a durare nel tempo. L&#8217;utilizzo di un rudimentale goniometro sulla parte superiore della struttura, inoltre, permette d&#8217;individuare una smussatura perfettamente continuativa, nonch\u00e9 ripetuta in maniera identica dall&#8217;altro lato del muro. Mentre l&#8217;inserimento di stecche rigide all&#8217;interno delle fessure presenti tra i pietroni, o direttamente verso il basso attraverso il terreno soffice della foresta, pu\u00f2 dimostrare la presenza di contorni perfettamente continuativi anche dove gli occhi non riescono ad arrivare, lasciando intendere la presenza di ulteriori macigni al di sotto del livello del terreno. Direttamente all&#8217;ombra del muro infine, dove l&#8217;accumulo di terra \u00e8 stato spostato dalle ondate successive di turisti e curiosi, appare una superficie perfettamente liscia al di sotto di un letterale scalino che avrebbe potuto costituire, un tempo, lo spazio entro cui la sommit\u00e0 del muro s&#8217;incastrava con gli elementi sottostanti. Se un ipotetico visitatore dovesse basarsi unicamente sull&#8217;evidenza offerta dai propri occhi, insomma, non \u00e8 affatto difficile che la sua convinzione finisca per essere quella di trovarsi di fronte a una creazione artificiale. Tanto che alcuni, pur di evitare il territorio problematico della teoria di\u00a0Brailsford e Childless, hanno ipotizzato che il muro potesse avere meno di 100 anni, avendo fatto parte in passato di una segheria. Ma i chiari segni dell&#8217;erosione e del tempo, uniti all&#8217;imponenza della vegetazione abbarbicata sui megaliti, non pu\u00f2 che portare tale interpretazione in secondo piano.<br \/>\nIl problema di attribuire la costruzione all&#8217;ipotetica civilt\u00e0 dimenticata dei\u00a0Waitaha \u00e8 che nessuno, fino ad ora, \u00e8 riuscito a provare al di l\u00e0 di ogni dubbio la loro esistenza. Il che equivale a dire, sostanzialmente, che i Polinesiani giunti con le loro canoe in Nuova Zelanda nell&#8217;epoca corrispondente grosso modo al nostro tardo Medioevo debbano necessariamente aver curato l&#8217;eliminazione sistematica non soltanto della popolazione pre-esistente, ma anche di ogni ricordo o reperto culturale rimasto sull&#8217;isola oggetto del loro fatale sbarco. Un vero e proprio genocidio. La stessa provenienza di tali genti sparite, d&#8217;altra parte, appare altamente misteriosa, con alcuni che sembrano ricercarla addirittura tra gli altopiani del Tibet o della Cina, mentre\u00a0Brailsford stesso parla di una <em>gestalt<\/em> di popoli fantasticamente eterogenea, formatasi in tempi antichi presso l&#8217;Isola di Pasqua. Che partendo da un tale luogo remoto, in un momento imprecisato sarebbe giunta fin qui in una serie di migrazioni successive, antecedenti all&#8217;arrivo dei guerrafondai M\u0101ori. Una sicurezza, la sua, derivante da un misterioso rituale al centro del quale si sarebbe ritrovato in quegli anni, durante il quale i diretti discendenti delle antiche trib\u00f9 Waitaha si sarebbero riuniti per concedere a lui personalmente la conoscenza della vera storia del loro popolo, avendo deciso che era giunto il momento di rivelare al mondo la verit\u00e0. Ponendo cos\u00ec le basi per il suo bestseller &#8220;La canzone di Waitaha &#8211; Storie di una nazione&#8221; pubblicato nel 1989 e recante informazioni molto dettagliate sulla loro religione dedicata al dio della Pace, la composizione delle diverse trib\u00f9 e le loro caratteristiche etniche, che includevano capelli chiari, una statura particolarmente alta e la predisposizione sociale a determinate branche dell&#8217;agricoltura. Con alcuni velati riferimenti agli Uru Turehu, Turehu e Patupaiarehe, i misteriosi &#8220;uomini della foresta&#8221; che popolano le antiche leggende neozelandesi, possessori di abilit\u00e0 magiche e sovrannaturali. Il che assai prevedibilmente, non ha fatto molto per accrescere il suo credito accademico nel momento in cui, pubblicando le sue rilevazioni presso il muro di\u00a0Kaimanawa sette anni dopo, ha tentato nuovamente di accedere al prestigio internazionale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_26539\" aria-describedby=\"caption-attachment-26539\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/NggzdBXL0Ro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26539 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Barry-Brailsford-Interview-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Barry-Brailsford-Interview-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Barry-Brailsford-Interview-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Barry-Brailsford-Interview.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26539\" class=\"wp-caption-text\">Nelle interviste Brailsford appare carismatico, pacato ed assolutamente convinto delle proprie idee. A meno di voler credere ai suoi detrattori, appare probabile che massima parte, per non dire totalit\u00e0 delle sue ricerche sia stata effettuata in buona fede. Il che, d&#8217;altra parte, non le rende meno difficili da provare.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giudizi sul concetto stesso di scienza alternativa, sostenitori di antichi alieni e simili cospirazioni governative (che assai prevedibilmente, non hanno tardato a dire la propria sul misterioso megalito) \u00e8 innegabile che il muro di Kaimanawa esista da n periodo di almeno 2.000 anni. Forse, a voler credere all&#8217;ipotesi del capo geologo\u00a0Phillip Andrews, persino 320.000. E bench\u00e9 le rocce affioranti di ignimbrite, largamente attestate nella regione, possano presentare spaccature di tipo netto e perpendicolare, praticamente nessuna ha un&#8217;aspetto atipico quanto la strana presenza della foresta circostante il lago\u00a0Taupo. Altrimenti, non esisterebbe neppure il caso, giusto?<br \/>\nLa strada per chiarire l&#8217;intera questione appare assai semplice: basterebbe mettersi a scavare. Eppure, nessuno scava. Forse perch\u00e9 qualsiasi politico autorizzasse il lavoro, si ritroverebbe accusato di aver sperperato i fondi pubblici dietro ai voli pindarici di un fantasioso autore di storie passate. D&#8217;altra parte, l&#8217;ipotetica esistenza di una lobby\u00a0M\u0101ori che influenza i governanti quasi esclusivamente caucasici, tentando di mantenere i propri diritti sulle terre come &#8220;popolo nativo&#8221; appare, di sicuro, ancor pi\u00f9 improbabile e fantasiosa. Ma \u00e8 nella sussistenza aleatoria di queste ed altre misteriose correnti, che riesce a prendere forma una delle anomalie pi\u00f9 improbabili dell&#8217;archeologia moderna: il sospetto di un qualcosa di rivoluzionario, che dovr\u00e0 necessariamente costituire l&#8217;equivalenza di uno stato di certezza. Finch\u00e9 qualcuno, in altri luoghi, riesca a provare l&#8217;esistenza dei\u00a0Waitaha. Quando si pu\u00f2 contare con assoluta certezza nella riuscita, o il chiaro fallimento di tale impresa (a seconda dell&#8217;esito desiderato) a che cosa dovrebbe mai servire, affaticarsi con vanghe, o cazzuole!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Immaginate di scorgere dalla finestra, a seguito di un lieve terremoto, qualcosa d&#8217;insolito che sporge tra le piante del vostro giardino: lo spigolo regolare di un misterioso elemento architettonico, che a uno sguardo pi\u00f9 approfondito, sembra poter costituire soltanto la sommit\u00e0 di un antico muro costruito da qualcuno, in un&#8217;imprecisato momento\u00a0 cronologicamente remoto. Il che &#8230; <a title=\"Il muro megalitico che doveva cambiare la storia della Nuova Zelanda\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26538\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il muro megalitico che doveva cambiare la storia della Nuova Zelanda\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[251,201,3435,3337,194,2911,3685,3210,3684,573,2473,403,1002,436,1380,71,1091,3686],"class_list":["post-26538","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-archeologia","tag-architettura","tag-autori","tag-civilta","tag-geologia","tag-ipotesi","tag-maori","tag-mari-del-sud","tag-megaliti","tag-misteri","tag-muri","tag-nuova-zelanda","tag-personaggi","tag-polinesia","tag-popoli","tag-storia","tag-teorie","tag-waitaha"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26538","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26538"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26538\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26543,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26538\/revisions\/26543"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26538"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26538"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26538"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}