{"id":26531,"date":"2018-09-18T06:41:50","date_gmt":"2018-09-18T04:41:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26531"},"modified":"2018-09-18T06:43:26","modified_gmt":"2018-09-18T04:43:26","slug":"genetista-dedico-la-vita-creare-volpe-super-addomesticata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26531","title":{"rendered":"Il genetista che voleva creare la volpe super-addomesticata"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/4dwjS_eI-lQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26532 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Domesticated-Fox-Experiment-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Domesticated-Fox-Experiment-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Domesticated-Fox-Experiment-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Domesticated-Fox-Experiment.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendi due parti d&#8217;amore, 30 grammi d&#8217;empatia. Aggiungi un pizzico di comprensione e cuoci a fuoco lento nella pentola dell&#8217;amicizia: rendere mansueto un animale, pu\u00f2 essere&#8230; Facile? Talvolta. Esistono creature dalle pi\u00f9 svariate indoli, pi\u00f9 o meno inclini ad accettare il cibo dalla mano glabra, di colui che domina sugli elementi e il territorio che condividiamo con milioni di altre specie. Dai pi\u00f9 diversi gradi di adattabilit\u00e0 ed intelligenza. Poich\u00e9 i ricordi individuali, quella parte fondamentale di ci\u00f2 che compone l&#8217;esperienza di vita di una &#8220;persona&#8221; pi\u00f9 o meno pelosa, hanno un ruolo primario nella formazione del suo carattere, e il complesso sistema di cause ed effetti che trasformano persino un leone nell&#8217;amico del suo guardiano allo zoo. Finch\u00e9 un giorno, qualcosa d&#8217;inusitato non scatta nella mente del grosso carnivoro, riportandolo per pochi attimi alla logica dei propri antenati. Ed allora con un balzo rapido in avanti e allunga i possenti artigli verso l&#8217;uomo che si era imprudentemente voltato di spalle, con il chiaro intento di ferirlo, ucciderlo e mangiarlo. Dopo tutto questo fanno i leoni, giusto? Prendi una creatura inusuale, quanto relativamente facile da gestire come una lontra e trattala esattamente come fosse un cane. Essa imparer\u00e0, attraverso un periodo lungo parecchi anni, a comprenderti ed assecondare il tuo volere. Ma non cercher\u00e0 mai d&#8217;interpretare realmente i tuoi sentimenti, alla stessa maniera in cui Fido tende naturalmente a fare. Gi\u00e0, naturalmente: che cosa significa questa parola? Ve ne sono almeno due interpretazioni. Quella che sottintende l&#8217;assenza di manipolazioni da parte degli esseri umani ed un&#8217;altra, differente ma non del tutto, in cui diviene il sinonimo funzionale dell&#8217;espressione &#8220;per nascita&#8221;. Ovvero prende in considerazione soltanto il percorso di un singolo esemplare, piuttosto che la sua intera discendenza. Provate a prendere un leone e tiratelo su nel vostro giardino alla stregua di un pastore maremmano. POTREBBE anche andarvi bene. Qualora il vostro amico dovesse essere tanto fortunato da riuscire ad accoppiarsi e generare una prole, tuttavia, i suoi cuccioli saranno nuovamente animali selvatici. E il percorso ricomincer\u00e0 da capo.<br \/>\nMentre sappiamo bene che questo non succede coi figli di un cane, cavallo, maiale o in misura minore, il gatto per cos\u00ec dire &#8220;di casa&#8221;. Ci sono creature che possono adattarsi completamente a una vita subordinata all&#8217;animale uomo; un tempo si riteneva perch\u00e9 maggiormente portati, in virt\u00f9 delle loro caratteristiche inerenti, a modificare il loro stile di vita ricambiando sinceramente l&#8217;affetto e l&#8217;aiuto ricevuti nel corso della propria esistenza. Poi venne la ricerca preliminare di un scienziato russo di nome\u00a0Dmitry Belyayev, condotta poco prima della met\u00e0 del secolo scorso, il quale aveva notato una sorta di filo conduttore. In tutte le razze addomesticate, indipendentemente dalla specie di appartenenza, tendevano a presentarsi alcune caratteristiche comuni: le orecchie pi\u00f9 grandi e flosce, il pelo a macchie bianche e nere, la coda arricciata, l&#8217;emissione di versi striduli e mugolii. Quasi come se questa capacit\u00e0 di realizzare completamente il proprio potenziale in cattivit\u00e0 fosse, in realt\u00e0, il frutto di una specifica sequenza di geni, potenzialmente manifesti nell&#8217;intera classe dei mammiferi e anche al di fuori di essa. Ora se una simile teoria fosse stata elaborata al giorno d&#8217;oggi, probabilmente lo scienziato avrebbe prodotto uno studio degno di catturare l&#8217;attenzione degli etologi e suscitare una proficua disquisizione su scala internazionale. Ma poich\u00e9 a quei tempi, in Unione Sovietica vigeva la dottrina anti-scientifica del Lyseoncoismo, estremamente contraria al sistema della selezione naturale teorizzato per la prima volta da Charles Darwin, gli scritti di questo suo futuro collega furono immediatamente messi al bando, mentre per punirlo, fu rimosso dal suo incarico a capo della Divisione Animali da Pelliccia di Mosca e inviato nella remota\u00a0Novosibirsk, presso la divisione locale dell&#8217;Accademia Scientifica Siberiana. E questo fu per lui una relativa fortuna, considerata la fine che attendeva in quegli anni tutti gli aperti oppositori del sistema di governo. Ci\u00f2 che potrebbe sorprendere, tuttavia, \u00e8 che costui non si perdette assolutamente d&#8217;animo, ma piuttosto, sfruttando la maggiore indipendenza guadagnata in un luogo tanto distante dal potere centrale, continu\u00f2 le sue ricerche, trovando un modo per dimostrare al mondo, finalmente, il ruolo del patrimonio genetico nella creazione di nuovi alleati a quattro zampe per l&#8217;uomo. Decidendo di rivolgere la sua piena attenzione per il resto della vita al specie <em>Vulpes vulpes<\/em>, comunemente detta volpe rossa comune. Interessandosi secondo il suo progetto di copertura soltanto alla morfologia di questi animali,\u00a0Belyayev invi\u00f2 quindi i suoi aiutanti in tutti gli allevamenti pi\u00f9 vicini dediti allo sfruttamento del prezioso pelo prodotto, suo malgrado, dal pi\u00f9 sfuggente e scaltro tra i canidi d&#8217;Eurasia. Per acquistare dopo una lunga analisi, uno sopo l&#8217;altro, tutti gli esemplari che gli sembravano in qualche modo tollerare o accettare la presenza dell&#8217;uomo. Dopo aver posto in posizione le sue pedine, a questo punto, il celebre scienziato inizi\u00f2 a farle accoppiare.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_26533\" aria-describedby=\"caption-attachment-26533\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/0jFGNQScRNY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26533 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Domesticated-Fox-Farm-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Domesticated-Fox-Farm-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Domesticated-Fox-Farm-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Domesticated-Fox-Farm.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26533\" class=\"wp-caption-text\">Condurre ricerche scientifiche sugli animali non \u00e8 mai un&#8217;attivit\u00e0 piacevole, bench\u00e9 lo specifico caso di Belyayev sia stato meno crudele di molti altri. Bench\u00e9 tenute in gabbia, le volpi venivano infatti regolarmente accudite dal personale dell&#8217;istituto, ed alcune di loro finirono per essere adottate come animali domestici.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;era nel cosiddetto esperimento delle volpi addomesticate, e sussiste tuttora bench\u00e9 sia diventato necessario, uno specifico criterio mirato all&#8217;implementazione di un processo con basi scientifiche, utile allo scopo di dimostrare l&#8217;intera questione. Il contatto tra persone e volpi veniva quindi mantenuto al minimo indispensabile, attraverso il triste strumento di apposite gabbie di contenimento. Quindi, periodicamente, ciascun esemplare veniva tirato fuori e portato in un recinto, dove avrebbe dovuto interagire per qualche tempo con un degli studiosi del posto. Costui, al termine dell&#8217;incontro, avrebbe quindi redatto un rapporto in merito ai comportamenti dimostrati dall&#8217;animale: la volpe ha cercato il contatto con l&#8217;uomo? Si \u00e8 lasciata accarezzare, ha scodinzolato, si \u00e8 aperta completamente ed ingenuamente al suo carceriere? Agli esemplari che vedevano una risposta positiva ad una o pi\u00f9 di queste domande, sarebbe stato permesso\u00a0 di riprodursi verso la successiva generazione e cos\u00ec via di nuovo, fino all&#8217;ottenimento presunto dell&#8217;auspicato risultato finale: un nuovo tipo di volpe, che stesse alla versione selvatica della stessa bestia come il lupo che ulula alla luna rispetto al cane presente in molte delle nostre case. Una linea di discendenza diametralmente opposta, selezionata tra le volpi pi\u00f9 aggressive e timorose degli uomini, sarebbe stata invece impiegata come controllo per l&#8217;esperimento, allo scopo di dimostrare che l&#8217;indole non era soltanto, n\u00e9 primariamente, la risultanza dei trattamenti ricevuti da uno specifico esemplare. Il ritmo di riproduzione e il progressivo mutamento delle ondate successive fu quindi, ben presto, evidente: nel giro di pochi anni, raggiunta la terza generazione,\u00a0Belyayev istitu\u00ec un sistema di classificazione in tre gruppi, numerati dal terzo (III &#8211; meno desiderabile) al primo (I &#8211; quasi perfetto) in base alle reazioni dimostrate dai suoi soggetti una volta che si trovavano, finalmente, a contatto coi propri carcerieri. Ciascun gruppo veniva quindi fatto accoppiare soltanto con esemplari dalle stesse capacit\u00e0 innate. Gi\u00e0 dalla quinta generazione, inevitabilmente, i suoi sospetti trovarono la pi\u00f9 totale ed assoluta conferma: alcune delle volpi neonate presentavano infatti caratteristiche somatiche totalmente inusitate, ed un modo di approcciarsi agli uomini e donne del laboratorio profondamente diverso.<br \/>\nCharles Darwin, nell&#8217;elaborare la teoria che fu il fondamento stesso del metodo scientifico applicato alla genetica degli animali, scrisse nel suo libro seminale L&#8217;origine delle specie che &#8220;Nulla in natura avviene improvvisamente, ma ogni cambiamento sufficientemente rilevante richiede un grande numero di generazioni.&#8221; Il che non pu\u00f2 che venire meno, quando la selezione piuttosto che naturale \u00e8 l&#8217;effetto di mani protese verso uno specifico e primario obiettivo. Ci\u00f2 che stava nascendo a quel punto, nelle gabbie dell&#8217;istituto di\u00a0Novosibirsk, era un nuovo tipo di volpe, definita di classe I-E, dove quest&#8217;ultima lettera sta per l&#8217;espressione internazionale d&#8217;eccellenza, elite. Entro la decima generazione, circa il 18% dei nuovi cuccioli mostravano caratteristiche in linea con questo assoluto marchio d&#8217;eccellenza, mentre una volta raggiunta la ventesima, si trattava del 35%. Secondo dati rilasciati nel 2009, ormai il 75-80% delle volpi dell&#8217;ormai defunto Belyayev, il cui lavoro \u00e8 stato continuato dall&#8217;allieva e prot\u00e9g\u00e9 Lyudmila Trut a partire dal 1985, nascono con un chiaro istinto di assecondare, affascinare e persino amare l&#8217;uomo. Come previsto effetto collaterale di una simile selezione, esse mostravano inoltre caratteristiche fisiche completamente prive di precedenti, come l&#8217;insorgere di una variet\u00e0 dalla colorazione del pelo argentea, letteralmente inesistente in questa particolare specie in natura. Per non parlare degli specifici tratti osservati inizialmente dal promotore dell&#8217;esperimento ed elencati all&#8217;inizio di questo articolo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_26534\" aria-describedby=\"caption-attachment-26534\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-L58NPPQ5eI\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26534 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Domesticated-Fox-Cage-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Domesticated-Fox-Cage-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Domesticated-Fox-Cage-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Domesticated-Fox-Cage.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26534\" class=\"wp-caption-text\">In questo video \u00e8 possibile osservare la notevole differenza di comportamento tra le volpi di categoria I-E e quelle utilizzate invece come controllo dell&#8217;esperimento. Sul finire del video compaiono anche alcuni furetti, che furono utilizzati assieme ai topi e brevemente, le lontre, per perseguire l&#8217;addomesticazione innata a\u00a0Novosibirsk.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la dipartita del fondatore e la successiva caduta dell&#8217;Unione Sovietica, nonostante l&#8217;abbandono nazionale del sistema del\u00a0Lyseoncoismo, era inevitabile che verso la met\u00e0 degli anni &#8217;90 il centro di Citologia e Genetica della Siberia iniziasse a rimanere privo di fondi. Con ormai svariate centinaia di volpi addomesticate a cui pensare, frutto dell&#8217;accoppiamento selettivo di oltre 45.000 esemplari dall&#8217;epoca d&#8217;inizio dell&#8217;esperimento, i responsabili non poterono che percorrere il pi\u00f9 ovvio, e nel contempo proficuo tra tutti i sentieri rimasti a disposizione: iniziare a vendere gli animali, ad un prezzo che poteva facilmente raggiungere, grazie alla passione internazionale per gli animali esotici da tenere in casa, l&#8217;equivalente di svariate migliaia di dollari per ciascun singolo esemplare. La prassi svolgeva in realt\u00e0 anche la funzione, potenzialmente vitale, di decentralizzare l&#8217;ormai preziosa linea di discendenza, preservandola nel caso in cui un&#8217;ipotetica epidemia, o altri disastri, avessero dovuto colpire improvvisamente il laboratorio di\u00a0Novosibirsk. Le incredibili volpe addomesticate quindi, un poco alla volta, iniziarono a fare la loro comparsa in svariati paesi occidentali, tra cui prevedibilmente gli Stati Uniti, dove sarebbe stato possibile acquistarle su Internet fino al 2014 attraverso un presunto &#8220;rivenditore autorizzato&#8221; per la cifra considerevole di 9.000 dollari (spedizione inclusa). Ed \u00e8 proprio presso una delle loro famiglie di adozione, i responsabili del Centro di Educazione e Conservazione dei Canidi a santa Ysabel, California, che l&#8217;inviato di Verge si \u00e8 recato a documentare l&#8217;esperienza dei due nuovi proprietari con la loro volpe domestica, frutto di tanto lavoro, privazioni di libert\u00e0 e diligenza da parte dei suoi creatori. Il risultato&#8230; Giudicatelo voi.<br \/>\n\u00c8 in effetti evidente, nel video, un&#8217;indole affettuosa ed espansiva da parte dell&#8217;animale, molto diversa da quella di una volpe, per cos\u00ec dire, comune. Non importa quanto possa essere abituata all&#8217;uomo. L&#8217;espansivit\u00e0 dimostrata non \u00e8 tuttavia paragonabile a quella del cane usato come pietra di paragone, bench\u00e9 questo possa essere imputato, in effetti, alla difficile esperienza pregressa della volpe, tenuta per molti mesi in una di quelle scomode gabbie siberiane. Come dicevamo, al di l\u00e0 della genetica, anche la qualit\u00e0 della vita ha una sua primaria importanza. E le volpi di classe I-E potranno DAVVERO amarci soltanto quando sar\u00e0 possibile farle nascere all&#8217;interno di una casa amorevole, giocandoci e trattandole come membri della nostra famiglia fin dal loro primo giorno di esistenza. Difficile capire quando questo potr\u00e0 finalmente succedere, con una popolazione complessiva tanto contenuta e localizzata in un territorio remoto! Il che dimostra, inerentemente, che incredibile impresa sia stata creare, nelle cucce di tante migliaia di anni fa, quello che oggi consideriamo il miglior amico dell&#8217;uomo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prendi due parti d&#8217;amore, 30 grammi d&#8217;empatia. Aggiungi un pizzico di comprensione e cuoci a fuoco lento nella pentola dell&#8217;amicizia: rendere mansueto un animale, pu\u00f2 essere&#8230; Facile? Talvolta. 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