{"id":26502,"date":"2018-09-13T06:27:19","date_gmt":"2018-09-13T04:27:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26502"},"modified":"2018-09-13T06:27:19","modified_gmt":"2018-09-13T04:27:19","slug":"quante-vespe-servono-sconfiggere-un-calabrone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26502","title":{"rendered":"Quante vespe servono per sconfiggere un calabrone?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/J8sabn7pUsI\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26503 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Wasps-bunch-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Wasps-bunch-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Wasps-bunch-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Wasps-bunch.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Costituisce una verit\u00e0 ampiamente dimostrabile, la tendenza diffusa a generalizzare in materia d&#8217;insetti gialli e neri dotati di ali che producano il caratteristico ronzio. D&#8217;altra parte, ci\u00f2 fa molto spesso il loro gioco, considerando il concetto stesso di colorazione aposematica, una pigmentazione del corpo finalizzata a suscitare l&#8217;immediato senso di diffidenza e un profondissimo timore, nel ricordarci la potenziale pericolosit\u00e0 della sostanza inoculata da questi animali: un cocktail di istamina, dopamina, norepinefrina e molte altre sostanze chimiche, combinate con modalit\u00e0 tali da causare uno shock sistemico nella creatura soggetta alla puntura del caso. Eppure esistono diversi gradi di pericolosit\u00e0, non tanto dovuti alle dimensioni e conseguentemente la quantit\u00e0 che viene inoculata, quanto al comportamento e l&#8217;indole delle diverse specie, oltre alla quantit\u00e0 di membri appartenenti allo sciame con cui ci si ritrova, nostro malgrado, ad avere a che fare. Si dice che le api, in particolare, pungano soltanto per autodifesa, a causa del triste testino a cui vanno incontro successivamente all&#8217;uso del pungiglione. Mentre in effetti, un simile pericolo risulta largamente ignoto tra i loro semplici ricordi, sopratutto considerando come la puntura ai danni dei loro prototipici bersagli, principalmente altri insetti o aracnidi assalitori, possa permettere la facile estrazione dell&#8217;arma evitando quindi l&#8217;intrappolamento e conseguente morte dovuti alle qualit\u00e0 elastiche della pelle umana. Per quanto concerne le vespe propriamente dette poi, l&#8217;attacco ai creature comparabilmente gigantesche come noi siamo avviene soltanto in casi assolutamente disperati. La consegna nell&#8217;organismo della vittima, con conseguente necessit\u00e0 di rimpiazzare il contenuto delle ghiandole velenifere \u00e8 del resto piuttosto dispendioso per l&#8217;animale, che ricorrer\u00e0 a questo tipo di risposta soltanto quando ritiene a rischio la continuazione della sua vita o l&#8217;integrit\u00e0 del suo nido nell&#8217;immediato futuro. Ragione per cui l&#8217;indicazione dell&#8217;effettivo grado di pericolosit\u00e0 di un volatore venefico va individuata idealmente nel suo corredo genetico di comportamenti, ovvero quanto sia frequente in esso la cognizione di trovarsi all&#8217;ultimo stadio della propria disperazione esistenziale.<br \/>\nTutto questo per dire che non \u00e8 poi cos\u00ec terribile. Non tanto odioso. O sconvolgente. L&#8217;episodio di aprire la finestra, scostare le tende e vedersi entrare in casa un calabrone. <em>Vespa Crabro<\/em>, il pi\u00f9 imponente imenottero europeo dopo la scolia dei giardini (in inglese detta <em>mammoth wasp<\/em>) nonch\u00e9 assai pi\u00f9 frequente di essa, eppure dall&#8217;indole notoriamente pacifica persino quando si trova in prossimit\u00e0 del proprio nido. Forse proprio perch\u00e9, vista la sua dimensione in grado di raggiungere facilmente i notevoli 2 centimetri e mezzo, non incontra spesso nel suo ecosistema miniaturizzato qualcuno che possa minacciarla in maniera diretta. Aggiungete a ci\u00f2 il fatto che una simile creatura, a differenza del calabrone giapponese (<em>Vespa Mandarinia<\/em>) con cui viene talvolta confuso, non ha l&#8217;abitudine di prendere d&#8217;assalto gli alveari ricolmi di miele, ed avrete il quadro di una creatura piuttosto pacifica, nonostante le apparenze possano facilmente tranne in inganno. Assai diverso \u00e8 invece il caso della tipica minaccia\u00a0 tedesca (<em>Vespula germanica<\/em>) riconoscibile per i due puntini equidistanti sulla parte frontale del clipeo (la sua insettile &#8220;faccia&#8221;) e l&#8217;abitudine a costruire i propri nidi sotto terra, all&#8217;interno di un buco nel terreno, per poi attaccare in massa chiunque sia tanto stolto da passare di l\u00ec. \u00c8 in effetti ampiamente nota, per simili insetti eusociali capaci di costituire vaste colonie, l&#8217;abilit\u00e0 di secernere un particolare feromone, capace di trasmettere il segnale d&#8217;attacco in massa nei confronti del presunto assalitore. Causando spesso delle conseguenze anche piuttosto gravi. Forza e razionalit\u00e0 dell&#8217;individuo, contro l&#8217;odio collettivo del branco. Chi mai potr\u00e0 vincere un simile confronto?<br \/>\nA porsi la domanda, fornendoci la ragionevole approssimazione di una risposta scientifica, ci pensa l&#8217;esperto di fotografia naturale\u00a0Lothar Lenz, famoso per le sue molte inquadrature della regione tedesca dell&#8217;Eifel, dove negli ultimi tempi sembra aver messo in disparte la sua passione di lunga data per i cavalli, allo scopo di rivolgere il proprio obiettivo verso tutto ci\u00f2 che perlustra, ronza e accudisce attentamente le proprie uova. Verso la realizzazione di video come questo d&#8217;inizio settembre, in cui si assiste al montaggio dei momenti migliori conseguiti dall&#8217;osservazione per qualche ora di apposite esche, composte da pezzetti di carne, piccole quantit\u00e0 di miele ed acqua zuccherina. Disposti ad arte presso i confini del bosco. Il cui paradisiaco effluvio, senza colpo ferire, si dimostra ampiamente in grado di attirare praticamente ogni cosa gialla e nera nel raggio di svariate centinaia di metri, creando ben presto, le inevitabili ragioni di un piccolo ma agguerrito conflitto.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_26505\" aria-describedby=\"caption-attachment-26505\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/02oBw16RX8E\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26505 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Wasps-on-Hand-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Wasps-on-Hand-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Wasps-on-Hand-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Wasps-on-Hand.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26505\" class=\"wp-caption-text\">\u00c8 scontato che chi lavora tutto il giorno con le vespe debba essere completamente privo di paura nei loro confronti. Lenz ha recentemente scritto a tal proposito, sulla sua pagina Facebook personale, di voler far conoscere a tutti l&#8217;indole sorprendentemente gentile di questi bistrattati e (per lui) bellissimi animali.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di rispondere alla domanda contenuta nel titolo, dunque, permettetemi di porre un quesito accessorio. Le vespe e i calabroni capiscono l&#8217;altruismo? In un sistema collaborativo in cui ciascun esemplare ha un ruolo perfettamente definito, dal procacciare il cibo a selezionare le larve, fino al fondamentale scopo di accoppiarsi con la regina, la risposta pi\u00f9 ovvia sembrerebbe essere del tutto affermativa. Mentre il problema, chiaramente, non pu\u00f2 che verificarsi all&#8217;incontro tra esponenti di diversi alveari, oppure come nel caso in questione, addirittura specie completamente distinte. Casistica in cui viene meno la programmazione genetica dell&#8217;ideale comunismo artropode, lasciando il posto al comportamento di letterali cani rabbiosi, disposti a qualsiasi forma di violenza pur di accaparrarsi fino all&#8217;ultimo scampolo di cibo. Questo \u00e8 ci\u00f2 che poteva anche farci prevedere l&#8217;intuito, e questo \u00e8 quello che Lenz riesce chiaramente a dimostrare, con la sua ripresa macrofotografica delle invitate al luculliano banchetto. Ecco come finir\u00e0 per presentarsi la scena, dunque, nel giro di pochi minuti: il calabrone solitario, al centro del turbinio volante, che sugge o mastica il prezioso dono da parte dell&#8217;umano, mentre successive ondate di vespe germaniche tentano d&#8217;insinuarsi ai margini del suo campo visivo. Andando incontro, l&#8217;una dopo l&#8217;altra, allo stesso spiacevole destino di essere agguantate, morse, punte o gettate da una parte, causa l&#8217;intervento della loro nerboruta oppositrice.<br \/>\nEd \u00e8 allora che emerge, evidente, una delle principali differenze tra api e vespe: l&#8217;incapacit\u00e0, da parte di quest&#8217;ultime, di collaborare in maniera istintiva, almeno senza fare ricorso all&#8217;impiego del sopracitato sistema dei feromoni &#8220;di uccisione&#8221; rilasciati nel momento in cui sussiste una minaccia nei confronti del nido. Forse a causa dell&#8217;efficacia del loro veleno nella maggior parte dei casi, oppure per il fatto che non dovendo fare la guardia a copiose quantit\u00e0 miele, capita raramente di trovarsi di fronte a un avversario realmente degno della loro virulenza e aggressivit\u00e0, le vespe attaccano ordinatamente sotto l&#8217;occhio della telecamera soltanto una alla volta, un po&#8217; come fossero le creature fantastiche di un videogioco delle serie Final Fantasy o Dragon Quest. Il che permette, ad un oppositore come la possente <em>V. crabro<\/em>,<em>\u00a0<\/em>di sconfiggerle e metterle facilmente da parte, riuscendo cos\u00ec ad ottenere il predominio assoluto su fonti tanto limitate, e all&#8217;apparenza transitorie, di cibo. Ci\u00f2 che ne risulta \u00e8 un susseguirsi di scene altamente spettacolari, in cui le piccole <em>vespula <\/em>cercano a pi\u00f9 riprese di acquisire un posto a tavola, mentre la bulla color giallo paglierino continua a spodestarle una dopo l&#8217;altra, senza far economia di mosse degne di un incontro di wrestling televisivo. Soltanto <a href=\"https:\/\/youtu.be\/J8sabn7pUsI?t=47s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">al secondo 0:47<\/a>\u00a0\u00e8 possibile rinvigorire la nostra fiducia nella potenziale pace inter-specie, quando vediamo entrare dalla parte destra dell&#8217;inquadratura una singola rappresentante della specie\u00a0<em>Polistes dominula<\/em>, anche detta vespa della carta per la sua abilit\u00e0 nel costruire piccoli nidi sospesi composti nella massima parte di cellulosa. La quale, nonostante le dimensioni maggiori e l&#8217;effetto inevitabile di timore che incute nei confronti delle bistrattate cugine, non sembra presentare la stessa aggressivit\u00e0 del rabbioso calabrone. Soltanto verso la fine del primo video, dunque, \u00e8 possibile vedere la poderosa guerriera reagire a quella che pu\u00f2 soltanto essere una puntura andata a segno, a causa delle evidenti difficolt\u00e0 motorie. Pochi istanti dopo, ad ogni modo, la tiranna ricomincia a mangiare. Chiss\u00e0 quanto veleno servirebbe, per porre fine al suo incommensurabile appetito&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_26504\" aria-describedby=\"caption-attachment-26504\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/dKFex_iIFDE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26504 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Wasps-Fruit-Feast-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Wasps-Fruit-Feast-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Wasps-Fruit-Feast-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Wasps-Fruit-Feast.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26504\" class=\"wp-caption-text\">Contrariamente alla preferenza esclusiva delle api nei confronti del nettare vegetale, le vespe sono notoriamente onnivore ed amano fagocitare tutto ci\u00f2 che abbia un sapore particolarmente dolce, come queste fragranti susine. Questa \u00e8 la principale ragione per cui tendono a costituire un fastidio maggiore, avendo la propensione ad attaccare la tavola e cibi degli umani.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 un momento, soltanto un fugace attimo in cui le vespe germaniche sembrano aver messo in opera la soluzione tipica delle api giapponesi (<em>Apis cerana japonica<\/em>) per annientare il loro nemico sovradimensionato di quelle terre: sovrastarlo letteralmente coi loro corpi, agitando le ali per surriscaldarlo e stritolarlo quindi senza un briciolo di piet\u00e0. Ma al diradarsi del capannello striato, appare fin troppo evidente che il calabrone si era in realt\u00e0 spostato da tempo, mentre le vibrazioni degli addomi erano prodotte semplicemente dal movimento continuo delle mandibole, usate per fagocitare fino all&#8217;ultima goccia di miele. Finch\u00e9 l&#8217;imponente vessatrice, senza colpo ferire, potr\u00e0 tornare sul luogo del <em>buffet<\/em>, facendosi nuovamente il vuoto attorno.<br \/>\nIl problema di animali dotati di funzioni del ragionamento tanto limitate, \u00e8 che essi risultano essere straordinariamente abitudinari. E questo nei confronti non soltanto della loro routine quotidiana, bens\u00ec addirittura quella dei loro genitori, dei nonni e dell&#8217;intero cursus genetico, fino alla remota esistenza dell&#8217;antenato comune. Tutte le vespe, in funzione di questo, sono programmate per una serie di situazioni. Che non prevedono, normalmente, il confronto con altre appartenenti alla loro stessa famiglia. \u00c8 per questo che a vincere per acquisire il predominio in una situazione artificiale di questo tipo, sar\u00e0 sempre la pi\u00f9 grande\u00a0 e forte a trionfare sul popolo, guadagnandosi l&#8217;accesso esclusivo al cibo. Chiamiamola, se vogliamo, la dura legge delle metaforiche giungle che ricoprono la regione dell&#8217;Eifel. Anch&#8217;esse popolate da una diversa, ed assai pi\u00f9 agguerrita, variet\u00e0 di zebra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Costituisce una verit\u00e0 ampiamente dimostrabile, la tendenza diffusa a generalizzare in materia d&#8217;insetti gialli e neri dotati di ali che producano il caratteristico ronzio. 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