{"id":26494,"date":"2018-09-12T06:44:51","date_gmt":"2018-09-12T04:44:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26494"},"modified":"2018-09-12T06:49:52","modified_gmt":"2018-09-12T04:49:52","slug":"petrolio-contenuto-nelle-zampe-cemento-della-creatura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26494","title":{"rendered":"Il petrolio \u00e8 contenuto nelle zampe di cemento della creatura"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/20925659\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26497 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Troll-A-Platform-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Troll-A-Platform-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Troll-A-Platform-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Troll-A-Platform.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un computer non pu\u00f2 sbagliare: mai astrazione fu pi\u00f9 apprezzata dall&#8217;uomo, bench\u00e9 inerentemente soggetta ad una vasta gamma di eccezioni. Talvolta terribili, nelle conseguenze a cui diventa impossibile sottrarsi. Le tre colonne grigiastre spuntavano dall&#8217;acqua del Gandsfjord per 6 metri, come altrettanti costole di un colossale dinosauro. Circondate da gru, piattaforme e una piccola flotta di navi da trasporto, tra cui le pi\u00f9 grandi apparivano appesantite, a dir poco, da una sovrastruttura dal peso di 57.000 tonnellate, sufficiente ad ospitare comodamente una quantit\u00e0 approssimativa di 200 persone. Era il 23 agosto del 1991, quando il personale della Norwegian Contractors, assolvendo al pi\u00f9 importante appalto che fosse mai stato emesso dalla compagnia di bandiera Statoil (oggi Equinor) stava per fare la storia dell&#8217;ingegneria marittima e l&#8217;edilizia offshore. Lentamente, un centimetro alla volta, l&#8217;elemento apparentemente pi\u00f9 imponente venne spostato sopra quelli che avrebbero costituito i suoi sostegni per un periodo di almeno 5 decadi a venire, presso il vasto giacimento di petrolio e gas naturale di Sleipner, nel Mare del Nord. Quindi, contrariamente alle pi\u00f9 lecite aspettative, non fu quest&#8217;ultimo ad essere abbassato, bens\u00ec le colonne stesse, come mosse da una forza titanica, a sollevarsi dal fondale marino, entrando in contatto e &#8220;raccogliendo&#8221; letteralmente il ponte superiore dai suoi portatori di giornata. D&#8217;un tratto, ci\u00f2 che si trovava soltanto a contatto con il fondale inizi\u00f2 a dover sopportare al tempo stesso l&#8217;impressionante peso e la pressione degli abissi a una profondit\u00e0 di 220 metri. Ogni singola persona coinvolta sapeva che quello era il momento supremo della verit\u00e0 e trattenne il fiato, fino a che&#8230; Un boato imprevisto, sollevandosi dalle profondit\u00e0, risuon\u00f2 fino ai recessi pi\u00f9 remoti della costa rocciosa antistante. Quindi un fremito sembr\u00f2 sollevarsi tra le onde, mentre l&#8217;oggetto titanico, improvvisamente, inizi\u00f2 a piegarsi da un lato. La peggiore delle ipotesi stava per realizzarsi: a causa di un errore nei dati elaborati dal software di calcolo strutturale NASTRAN, concepito originariamente per simulare lo sforzo dei velivoli della NASA al rientro nell&#8217;atmosfera terrestre. Cos\u00ec la solidit\u00e0 dei serbatoi di zavorra e sollevamento era stata sottostimata del 47%, provando in maniera drammatica quello che in molti avevano sospettato: il sistema consistente nel costruire piattaforme petrolifere che poggiano su massicce colonne di cemento vuote, non era scalabile in maniera indefinita. Portato a rendere conto di fronte alla commissione della Statoil, tuttavia, il direttore della compagnia responsabile si vide rivolgere piuttosto che l&#8217;atteso rimprovero la famosa domanda: &#8220;\u00c8 successo, c&#8217;\u00e8 soltanto un modo di rimediare. Potete costruirne un&#8217;altra identica prima dei termini contrattuali?&#8221;<br \/>\nTentare l&#8217;impossibile una volta e fallire, nella maggior parte dei casi, viene considerato abbastanza. Ma esistono risultati talmente desiderabili, con margini di guadagno tanto significativi, che lo sprone a perseverare \u00e8 semplicemente troppo significativo da poter dimenticare l&#8217;obiettivo di partenza. Ed \u00e8 questa, sostanzialmente, la narrativa di fondo del progetto <em>condeep <\/em>(<em>concrete deep water structure<\/em>) concepito per la prima volta dall&#8217;ingegnere Olav Mo della compagnia\u00a0Hoeyer-Ellefsen, nell&#8217;ormai remoto 1973. Un modo per collocare gigantesche strutture, finalizzate all&#8217;estrazione di alcune delle pi\u00f9 basilari sostanze della civilt\u00e0 moderna dell&#8217;energia, nei tratti di mare pi\u00f9 agitati e pericolosi dell&#8217;intero emisfero settentrionale. Grazie al principio di quella che potrebbe essere considerata una pluralit\u00e0 di capsule cave, il cui involucro esterno \u00e8 una parete di cemento spessa oltre un metro, e la forma paraboloide possa estendersi dal fondale oceanico fino i raggi splendenti dell&#8217;astro solare. Sostanzialmente un approccio migliore e pi\u00f9 sofisticato del metodo precedentemente impiegato di una torre in metallo, o l&#8217;alternativa inerentemente instabile delle piattaforme semi-sommergibili, impiegate nel pi\u00f9 tranquillo e marittimo meridione. Che permette di proteggere l&#8217;impianto di trivellazione, assieme agli altri macchinari sommersi, dalla furia insistente delle correnti sottomarine, ponendolo all&#8217;interno di quelli che possono soltanto essere descritti come dei veri e propri grattacieli sommersi. Uno, tre o quattro a seconda dei casi, poggiati sopra un sistema di ancoraggio al fondale capace di renderli le pi\u00f9 imponenti strutture gravitazionali (GBS) ovvero prive di fondamenta che siano mai state costruite. Al verificarsi del disastro della\u00a0Sleipner A, questo concetto non era certamente nuovo, essendo stato impiegato con successo gi\u00e0 dodici volte, in altrettante piattaforme dislocate tra i giacimenti di Beryl, Brent, Frigg, Stratfjord, Gullfaks, Oseberg e Draugen. Sarebbe tuttavia possibile affermare, senza alcun timore d&#8217;esagerazione, che il pi\u00f9 importante rappresentante di categoria non fosse ancora stato portato a termine, dalla collaborazione di alcune delle pi\u00f9 fervide menti ingegneristiche dell&#8217;intero settore delle risorse delle prime. Un traguardo che sarebbe stato raggiunto soltanto nel 1995, in quello che sarebbe diventato il pi\u00f9 imponente oggetto a portare il nome della pi\u00f9 fraintesa creatura mitologica di queste terre, il grosso e talvolta pericoloso Troll.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_26495\" aria-describedby=\"caption-attachment-26495\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/y8Nj2K15ZCU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26495 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Troll-A-Bulding-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Troll-A-Bulding-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Troll-A-Bulding-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Troll-A-Bulding.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26495\" class=\"wp-caption-text\">Il basamento della Troll A, composto da 19 serbatoi cavi coperti da altrettante cupole di cemento, fu costruito in un bacino di carenaggio, prima di essere trasportato nel fiordo ed usato come sostegno di superficie per le quattro torri principali.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Descritto in precedenza dalle fonti folkloristiche come una creatura umanoide alta fino a 3 metri e mezzo, dai lineamenti grotteschi e la pelle bitorzoluta come un rospo, il troll dei mari \u00e8 in realt\u00e0 un&#8217;elegante torre alta 472 metri (circa una volta e un quarto la torre Eiffel) della quale ad oggi, si vedono soltanto gli ultimi 10 piani. Che potrebbero essere descritti, in termini generali, come la netta corrispondenza del ponte di una nave, totalmente incapace di galleggiare sulle proprie forze come dimostrato dall&#8217;affondamento della Sleipner soltanto quattro anni prima. Un episodio ancora profondamente impresso nelle menti e nella memoria del fornitore Norwegian Contractors, questa volta al lavoro per la possente multinazionale Shell, la quale tuttavia aveva gi\u00e0 accordi per dare successivamente in gestione la piattaforma, di nuovo, alla vecchia conoscenza Statoil. La posta in gioco era stavolta davvero spropositata: 4.160 milioni di corone investite fino a quel momento nel gigantesco progetto, equivalenti a 650 milioni di dollari, di nuovo scommessi sull&#8217;idea che al momento fatidico, le colonne di cemento cave riuscissero a sostenere il peso calcolato grazie all&#8217;impiego dei computer. Questa volta, nel corso di un&#8217;operazione destinata a svolgersi nel fiordo di Vats nella parte sud-ovest della penisola nazionale, prima d&#8217;integrare i due componenti, sollevarsi dal mare per la maggior parte della propria altezza e venire rimorchiata per un percorso di 200 Km fino al luogo primario del suo utilizzo, a 80 Km dalla costa nazionale. In un&#8217;operazione talmente spettacolare e surreale, a vedersi, da aver saputo costituire uno spettacolo televisivo per l&#8217;intero paese e una buona parte del Nord Europa, intitolato all&#8217;epoca &#8220;lo spostamento dell&#8217;oggetto pi\u00f9 grande mai effettuato dall&#8217;uomo.&#8221; Non capita tanto spesso, del resto, che una semplice applicazione del principio di Archimede permetta ad una struttura di simili dimensioni di spuntare letteralmente dai flutti, come Venere nella conchiglia, portando i suoi piani alti a sfiorare il cielo. Per poi essere soggetta all&#8217;energia traente di oltre una dozzina di rimorchiatori, incaricati di spingere e tirare in egual misura, finch\u00e9 raggiunto l&#8217;obiettivo predeterminato, affonder\u00e0 di nuovo.<br \/>\nUno spostamento verticale ottenuto mediante le potenti pompe contenute all&#8217;interno delle zampe e i serbatoi in fondo ad esse, capaci di riempire alternativamente lo spazio vuoto con acqua ed aria a seconda delle necessit\u00e0 del caso. Questo grazie a uno speciale sistema brevettato, capace di realizzare un intero edificio con un singola colata di cemento, rendendolo conseguentemente capace di sostenere pressioni e forze straordinariamente possenti. La Troll A in modo particolare, costruita per durare almeno 70 anni, \u00e8 stata garantita per onde di un&#8217;altezza tale da verificarsi una volta ogni cento anni, e terremoti cos\u00ec potenti da verificarsi ogni 10.000. In altri termini, viene considerato ESTREMAMENTE improbabile che possa fare la fine della Sleipner. A garantirlo, uno speciale sistema di ancoraggio al fondale, costituito da quelle vengono definite in gergo &#8220;ancore a vuoto&#8221;, sostanzialmente l&#8217;equivalente di gigantesche ventose, fatte affondare nel sostrato soffice e sabbioso fino alla profondit\u00e0 di 36 metri. Risucchiato quindi il materiale all&#8217;interno per l&#8217;effetto del peso stesso della piattaforma, esse potranno garantire una collocazione inamovibile per molte decadi a venire.<br \/>\nRiuscendo a costituire inevitabilmente un punto d&#8217;orgoglio per l&#8217;intera industria estrattiva norvegese, la piattaforma \u00e8 stata cos\u00ec mostrata nel corso di numerosi documentari e segmenti televisivi, tra cui forse il pi\u00f9 memorabile resta quello del 2 dicembre 2005, quando la cantante Katie Melua venne invitata ad esibirsi sul fondo di uno dei quattro piloni, allietando gli animi dei tecnici praticamente a contatto con il fondale marino. Pare infatti che il direttore della piattaforma, musicista per inclinazione personale, avesse notato la straordinaria acustica di un simile vasto spazio semi-vuoto, portandolo a menzionarla durante una conversazione con un amico responsabile del canale di stato norvegese. Il resto, praticamente, venne da se. Nell&#8217;autunno del 2010, a causa del progressivo sfruttamento del giacimento sommerso di gas e petrolio, la piattaforma si \u00e8 ritrovata incapace di pompare una quantit\u00e0 d&#8217;aria sufficiente ad equalizzare la pressione sottostante, richiedendo l&#8217;installazione di nuovi e pi\u00f9 potenti compressori. Ragione per cui, con una complessa operazione marittima, essa \u00e8 stata fornita di un ulteriore modulo, comprensivo di batterie d&#8217;emergenza ed alloggi per il personale conseguentemente aumentato. Il Troll, piuttosto che indebolirsi col trascorrere degli anni, era addirittura diventato pi\u00f9 grande.<\/p>\n<figure id=\"attachment_26496\" aria-describedby=\"caption-attachment-26496\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/o5Wrk7GRiS4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26496 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Troll-A-Concert-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Troll-A-Concert-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Troll-A-Concert-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Troll-A-Concert.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26496\" class=\"wp-caption-text\">Il concerto di Katie Melua nella zampa della Troll A \u00e8 catalogato nel Guinness dei Primati, come esibizione musicale svolta a maggiore profondit\u00e0 nella storia: esattamente 303 metri sotto la superficie del Mare del Nord.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le pi\u00f9 straordinarie e complesse realizzazioni ingegneristiche mai realizzate, le piattaforme di tipo\u00a0<em>condeep <\/em>offrono un modo\u00a0d&#8217;interpretare le veri correnti che governano il flusso dei poteri nel mondo. Sempre meno condizionate da ideali politici o nazionali, progressivamente soverchiati dall&#8217;importanza economica di ci\u00f2 che noi consumiamo, ogni giorno, quando accendiamo la luce, il computer, il forno e la lavatrice. Un sistema chiuso, questo, e tutt&#8217;altro che eterno: perch\u00e9 non importa quanto lontano, ed in profondit\u00e0, siamo effettivamente disposti a scavare. O capaci di farlo. Prima o poi, tutto dovr\u00e0 andare incontro al suo inevitabile esaurimento&#8230;<br \/>\nE chi pu\u00f2 dire, a quel punto, quante torri di Babele crolleranno tra i flutti, come ogni altra espressione dell&#8217;incalcolabile tracotanza dell&#8217;uomo. Che tante vittime fece tra gli eroi del mondo classico, sotto lo sguardo impassibile degli Dei. Per non parlare del triste destino riservato ai cacciatori di mostri delle terre del Nord, fin troppo entusiasti di aver colpito, agilmente, le parti vitali di un Troll. Senza neppure aver usato una spada intrisa nell&#8217;acido, frecce di fuoco o altri implementi similari. Gli unici strumenti, secondo la leggenda, capaci di bloccare l&#8217;insorgere della sua rigenerazione. Verso il consumarsi dell&#8217;inevitabile rivalsa del mostro brutale, alla fine della storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un computer non pu\u00f2 sbagliare: mai astrazione fu pi\u00f9 apprezzata dall&#8217;uomo, bench\u00e9 inerentemente soggetta ad una vasta gamma di eccezioni. Talvolta terribili, nelle conseguenze a cui diventa impossibile sottrarsi. Le tre colonne grigiastre spuntavano dall&#8217;acqua del Gandsfjord per 6 metri, come altrettanti costole di un colossale dinosauro. Circondate da gru, piattaforme e una piccola flotta &#8230; <a title=\"Il petrolio \u00e8 contenuto nelle zampe di cemento della creatura\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26494\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il petrolio \u00e8 contenuto nelle zampe di cemento della creatura\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[201,1465,704,2153,236,2044,1105,167,249,1482,608,400,728,1290,3672,97,2256],"class_list":["post-26494","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-architettura","tag-cemento","tag-energia","tag-estrazione","tag-europa","tag-fondali","tag-gas","tag-ingegneria","tag-mare","tag-mare-del-nord","tag-norvegia","tag-oceano","tag-petrolio","tag-piattaforme","tag-sfruttamento","tag-tecnologia","tag-torri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26494","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26494"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26494\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26501,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26494\/revisions\/26501"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26494"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26494"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26494"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}